Carlo e Antonio sono due uomini molto elettricista romano sicuro di sé e dotato della saggezza di chi sa muoversi nel mondo il primo, contadino friulano ombroso e riservato il secondo. E il 1915, anno in cui l'Italia entra in quella guerra che già da dieci mesi infuria in Europa, ed è al fronte, tra il filo spinato e i camminamenti delle trincee, che i due si conoscono. Lì avviene il battesimo del fuoco di Antonio, appena diciassettenne, ed è proprio Carlo a prendere a cuore le sorti di quel giovanotto schivo e a insegnargli ciò che c'è da sapere sulla vita in prima linea. Così, a poco a poco, tra i due nasce un legame sincero, rafforzato dall'ideale comune di una patria da difendere e, nelle gelide notti di guardia, da racconti sulle donne, l'amore e tutte le altre cose da cui la chiamata di leva li ha strappati. Alla fine della guerra le loro strade si a Roma, Carlo riconosce negli ideali del fascismo le sue stesse idee di onore e lealtà, mentre Antonio, tornato in Friuli temprato dall'esperienza al fronte, abbraccia l'ideale del socialismo contro le prepotenze dei proprietari terrieri. Cominciano così due storie parallele destinate a intrecciarsi con le vicende di un'Europa inquieta, divisa tra opposte visioni del mondo e lacerata dai conflitti, mentre già all'orizzonte si addensano le nubi del grande carnaio della seconda guerra mondiale.
Antonio friulano, Carlo romano: l’amicizia nata nelle trincee del Carso durante la prima guerra mondiale. Poi il destino li farà combattere sulle sponde opposte nella guerra civile spagnola; Antonio a difendere la Repubblica, Carlo con le milizie fasciste al fianco di Franco. Infine la seconda guerra mondiale. Un trentennio di guerra ininterrotta, di fame, sogni, dolori, lutti, ma sopra tutto di amore. Antonio e Carlo in fondo sono la stessa persona, uomini semplici, con un senso della patria e dell’onore che vincono su tutto. Sono brava gente di cui il destino si è preso gioco. Sono Italiani. Il libro di Neglie si legge facilmente e racconta la storia del nostro paese, di noi. Di quello che siamo stati e che, purtroppo, abbiamo dimenticato di essere stati.
Sono tre stelle e mezzo. Ho trovato un po' prolissa e poco avvincente la parte centrale col racconto dettagliato dello svolgersi della guerra civile spagnola. Ma i personaggi sono ben scritti e belli gli episodi di vita vissuta a Roma durante la guerra.
Pietro Neglie racconta la prima guerra mondiale, la guerra civile spagnola, la seconda guerra mondiale attraverso gli occhi di Carlo e Antonio, commilitoni che nella prima guerra mondiale si sono sostenuti a vicenda e sono diventati amici. La vita poi li ha mandati su fronti opposti. E' incredibile la forza delle donne, in particolare di Assunta, popolana romana che tira avanti una famiglia numerosa praticamente da sola in un periodo in cui si pativa la fame. Un libro che ti scortica e che in ultimo, ti fa percorrere il difficile cammino dell'Unità d'Italia. Concludo con una banalità: tutte le guerre sono ugualmente brutte. A mio avviso, libro da leggere, ben scritto.