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Leonesse. Le guerriere del Rinascimento

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C’è stato un tempo di donne in grado di guidare eserciti e di condurli in battaglia. Un tempo in cui, dall’alto delle mura di città circondate dai nemici, erano voci femminili a dare ordini e incitare gli uomini. Era il tempo delle leonesse, le donne cavaliere del Rinascimento.

Chi l’ha detto che le donne del Rinascimento erano destinate unicamente a indossare splendidi abiti come Monna Lisa? O a passare la vita tra seduzione, inganni e trame come Lucrezia Borgia? In realtà in Italia è esistita una tradizione importante di donne dedite all’arte della guerra: feudatarie, capitane di ventura, donne cavaliere e anche popolane. Se Matilde di Canossa è la prima, e forse la più conosciuta, altre sono state all’epoca capaci di suscitare sconcerto e terrore per l’audacia delle proprie imprese: da Caterina Sforza a Cia Ordelaffi, da Orsina Visconti a Bona Lombardi – la Giovanna d’Arco italiana. Donne al comando di eserciti in difesa dei propri castelli, è il caso di Donella Rossi, e battaglioni interamente femminili, come quelli che combatterono a protezione di Siena e della sua indipendenza durante l’assedio dei fiorentini nel 1555. Quello che emerge da queste storie avventurose e che oggi appaiono quasi leggendarie, è un tema trascurato dagli storici: quello di una vera e propria educazione militare impartita alle donne dai padri e più spesso dalle madri o dalle nonne, che hanno dato vita a una via femminile alla guerra. Per secoli è stato facile idealizzare queste donne combattenti, imbalsamandole nel ruolo di figure eccezionali e irripetibili, quasi letterarie, addomesticandone la portata rivoluzionaria. Oggi, finalmente, possiamo provare a restituire a queste donne la loro verità di soggetti attivi, anche nella violenza estrema della guerra.

248 pages, Paperback

First published October 4, 2024

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David Salomoni

13 books5 followers

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for luna bizantina  .
9 reviews15 followers
July 26, 2025
PIÙ MIAO CHE ROAR

Il testo vuole essere divulgativo, e di divulgazione pedestre, ma il tema è per forza di cose specialistico e richiederebbe maggiore dettaglio: il pubblico dei lettori pare all'autore troppo profano per le spiegazioni e i riferimenti precisi, ma così si passano sotto silenzio i contesti culturali, i discorsi di genere coevi e l'esistenza di leggi laiche, costumi popolari e normative ecclesiastiche contrarie alle donne che si davano prerogative maschili.

Niente viene detto, ad esempio, del fatto che una Matilde di Canossa ha richiesto uno sforzo propagandistico dai toni mistici per operare a favore della Chiesa (la stessa che l'avrebbe condannata se avesse marciato in partito avverso), mentre Giovanna d'Arco è stata un caso talmente particolare che sarebbe stato più saggio tenerla da parte, invece di usarla come pietra di paragone; più senso avrebbe avuto citare una Sichelgaita o altre signore altomedievali che l'autore ignora per un instabile discrimine cronologico che poco senso ha nel campo della storia femminile (d’altronde, fino a pagina 100 -su 200- si resta in epoca medioevale).

Una premessa solida sulle epoche più antiche era in ogni caso doverosa per capire le radici del fenomeno: c'era molto da dire che non una generica affermazione che sono sempre esistite donne in scenari di violenza attiva, buttando en passant qualche nome fuor di contesto. Lo stesso concetto di guerra andava forse un minimo sviscerato, mostrando per sommi capi l'evoluzione della percezione e dell'uso della violenza (l’autore copre sei secoli dalla prima all'ultima donna, ma gettate nella mischia come sono potrebbero comodamente essere tutte contemporanee).

Salomoni affastella narrazioni su singole signore in stile affabulatorio e giornalistico, risultando talvolta noioso nella descrizione delle trame politiche delle signorie italiane, invece di porre questioni storiche sulle donne e sulle donne guerriere nello specifico, ricordandomi perché mi tengo lontana dalla divulgazione italica che pare perpetuamente parlare a liceali svogliati, con il terrore per le note, e l’uso di formule colloquiali, ammiccamenti contemporanei e scene romanzate, quasi a dover chiedere scusa di occuparsi di faccende antiquate nell'anno domini 2k25.

Manca anche una riflessione finale a tirare le somme, e se fra le pagine 154 e 160 si tenta una vaga interpretazione, questa rimane parziale e di circostanza: l'autore conosce, e fa conoscere, solo donne legate alla zona d'influenza emiliana-romagnola, con un singolo excursus toscano, spesso collegate fra loro da parentele e discendenze, senza aver fatto notare i suoi limiti d'indagine nella premessa o nel sottotitolo (che poteva far pensare, anche in ragione della citazione costante di Giovanna d'Arco, ad uno sguardo europeo).

Il discorso delle donne guerriere - e delle altre "devianti" di genere, che non siano le solite streghe - tradizionalmente non interessa la storiografia italiana legata all'accademia, non per questo merita, da parte degli stessi accademici, introduzioni diluite e sciatte, che non sono né carne né pesce, pubblicate sulla scia dell'esplosione di interesse mainstream per la storia femminile, in luogo di una riflessione organica che abbia il segno della necessità (vero discrimine tra il buono e il cattivo libro), compiuta magari da uno studioso che sappia servirsi con più brillantezza degli strumenti d'indagine offerti dalla storia di genere e dall'ottica femminista.
Ahi quanto sono lontani i tempi in cui, nella stessa Laterza, una Storia delle donne sotto la direzione di Duby-Perrot era presentata come popolare senza rinunciare ad andare a fondo...

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Osservazioni ulteriori
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*La breve bibliografia ragionata presenta diversi titoli validi e importanti, ma le fonti primarie solo quando è costretta, preferendogli romanzi (?) e qualche saggio di poco spessore, sempre in ragione di un lettore che si teme di far scappare a gambe levate (mah!);
*la vicenda di Caterina Sforza occupa 50 pagine (su 200): è la più notabile delle rinascimentali, ma avrei puntato a far conoscere più nomi possibili, invece di focalizzarmi su un caso esemplare;
* lo scandalo della gonna legato a Caterina Sforza su cui ci si dilunga poteva aprire una parentesi sull'uso della magia come forma specifica della violenza femminile, ma la suggestione non è inseguita fino in fondo, preferendo la pigra conclusione che Machiavelli era affetto da male gaze;
* do atto all'autore di aver posto luce sulla matrilinearità guerriera Orsina-Antonia-Donella di cui non avevo mai letto altrove;
* non è accettabile che le amazzoni siano ancora ridotte al solo topos letterario: l'archeologia ha dimostrato largamente l'esistenza di donne guerriere che i Greci, i Romani e i Bizantini, ebbero modo di incrociare, fantasticandoci sopra di conseguenza;
*mi è sembrato volesse cercare la chiusa forzata con Ludovica Torelli, tanto più che il convento non "diventa campo di battaglia per legittimare il potere e uno spazio autonomo d'azione femminile" (cit.): lo era già da secoli (senza dimenticare la voce protofemminista di un'Arcangela Tarabotti, che il convento moderno lo definiva invece infernale e manicomiale - ma questa è un'altra storia...).
Profile Image for Debora Bertoli.
32 reviews
December 30, 2025
Bona Lombarda, Matilde di Canossa, Caterina Sforza, Cia degli Ubaldini, Laudomia Forteguerri, Ludovica Torelli sono solo alcune delle donne di cui lo scrittore e professore universitario David Salomoni analizza la vita, attraverso le numerose e approfondite fonti storiche di cui si serve con spirito critico.

Un saggio da leggere per conoscere una parte della nostra storia d'Italia poco nota e per scoprire che, anche nel passato, ci sono stati esempi di donne dal carattere forte e volitivo, che hanno avuto il coraggio di compiere azioni anche pericolose per difendere la propria terra e la famiglia "con le unghie e con i denti".

Il nutrito apparato bibliografico fornisce innumerevoli spunti al lettore per approfondire la storia delle guerriere che ha imparato a conoscere grazie a questo saggio.
1 review
July 26, 2025
Ho letto tutti i libri dell'autore, che rappresenta oggi una delle migliori penne della divulgazione storica in Italia. L'argomento del libro è tra i meno trattati in un panorama storiografico di genere più incentrato sul ruolo politico delle donne tra tardo medioevo e prima età moderna. Si parla del ruolo femminile nei contesti di guerra del Rinascimento inteso all'anglosassone, ovvero quel periodo compreso tra il 1350 e il 1650. Qualcuno potrà dire che tra il 1350 e il 1500 ancora di medioevo si tratta, ma chi pensa così dovrebbe capire che Rinascimento non è un'epoca bensì una prospettiva storica. Detto questo, il libro, con stile narrativo e avvincente, ma con metodo e grande attenzione alle fonti, conduce il lettore attraverso le vite eccezionali di alcune donne che dimostrano come nell'epoca indicata il mestiere delle armi non fosse loro precluso. Certo, il libro, come spiega l'autore, non vuole essere un'enciclopedia di casi, e tratta le figure a lui più note, per elaborare un modello che possa servire da spunto per ulteriori ricerche. Si sente nelle pagine la densità della ricerca che vi è dietro, con il talento di una scrittura spontanea e moderna. Non tralascia niente. Penso che Leonesse sia un libro di cui avevamo bisogno, capace di parlare a un pubblico variegato. Ne consiglio vivamente la lettura!
Profile Image for Antea Franceschin.
64 reviews
May 26, 2025
Guerriere del Rinascimento... Emiliano Romagnolo. L'autore dovrebbe rinominare così il volume. Chiaramente di formazione emiliana, l'autore parla quasi esclusivamente di figure di spicco della zona dell'Emilia Romagna.

I primi capitoli potrebbero essere condensati con: donne che hanno resistito ad assedi delle loro città- nome e cognome. Sono tutte storie molto simili, che hanno valore solo per chi ha ampie conoscenze storiche sul tema.

Avrei voluto più racconti personali su alcune figure come Matilde di Canossa o Caterina Sforza.

Ottima adesione alle fonti storiche, su questo non c'è che dire.
Profile Image for Nika.
122 reviews4 followers
July 14, 2025
Ogni volta che questo libro cita Giovanna d'Arco senza un motivo per un punto.
La pulzella di Orleans viene paragona a qualsiasi donna di questo libro che per caso ha toccato un arma 🤣 Che le loro situazioni fossero completamente diverse con eventi, classe sociale e situazione politica per farle finire in una posizione di comandante o di guerriera non ha importanza: ha una vagina ed è entro 3 metri da una spada, é il momento di citare Giovanna! 🙃🙃

Per il resto il libro é meh, avrei preferito un po' più contesto storico e culturale ad quella che per il resto é un elenco di alberi genealogici.
17 reviews
June 22, 2025
Libro molto piacevole conduce con leggerezza attraverso la storie di donne guerriere con uno sguardo molto attento al femminile libro da leggere
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