Vincitore del Premio Bancarella Un giallo irrisolvibile Un’indagine di Vitale Federici Un’intrigante opera lirica, un macabro omicidio e un teatro pieno di segreti. È giunta l’ora di alzare il sipario che nasconde la verità. Firenze, Carnevale 1794. Nel Teatro della Pergola è in corso il primo atto del dramma in musica Le feste d’Iside quando uno strepito riecheggia tra i palchetti degli spettatori. A urlare è stata la contessina Ludovica di Corvino, persuasa di aver visto una donna che veniva decapitata sotto un’arcata del fondale scenico. Il precettore Vitale Federici e il suo giovane discepolo Bernardo della Vipera, intenti a seguire lo spettacolo dalla balconata del granduca di Toscana, saranno chiamati a indagare sul caso. Ma all’interno di un teatro, realtà e finzione sono destinate a intrecciarsi in un gioco di specchi, dando all’acuto Federici l’impressione di essere entrato lui stesso a far parte di un’enigmatica messa in scena. «Simoni è la punta di diamante del nostro crime storico.» Giancarlo De Cataldo, Tuttolibri
Marcello Simoni È nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. Ha vinto inoltre il premio Stampa Ferrara, il premio Salgari, il premio Ilcorsaronero e il premio Jean Coste. La saga del Mercante ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di gialli i diritti di traduzione sono stati acquistati in venti Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller tra cui la trilogia Codice Millenarius Saga e la Secretum Saga.
Ex archeologo, laureato in Lettere, svolge attualmente il lavoro di bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici, soprattutto per la rivista specialistica Analecta Pomposiana. Molte delle sue ricerche riguardano l'abbazia di Pomposa, con speciale attenzione agli affreschi medievali che raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e dell'Apocalisse.
Sul fronte della narrativa ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte. Altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria Writers Magazine Italia[3].
Il suo primo romanzo, Il mercante di libri maledetti, è un thriller medievale che ruota intorno alla figura di Ignazio da Toledo, mercante di reliquie mozarabo, e a uno sfuggente manoscritto intitolato Uter Ventorum, in grado secondo leggenda di evocare gli angeli. In realtà questo volume è uno pseudobiblion come il Necronomicon citato da H.P. Lovecraft[4]. Per il successo conseguito da questo romanzo l'autore ha ricevuto il 24 novembre 2011 il premio What's up Giovani Talenti per la cultura[5].
Nell'ottobre del 2012 pubblica La biblioteca perduta dell'alchimista con protagonista ancora il mercante Ignazio da Toledo e a partire dall'agosto dello stesso anno Rex Deus. L'armata del diavolo, ebook a puntate poi pubblicato in cartaceo con il titolo L'isola dei monaci senza nome.
Nel tempo libero Simoni organizza eventi culturali di taglio letterario.
Niente da dire, Simoni scrive molto bene, molti dicono che sia l'erede di Eco. Questo romanzo breve è il terzo della trilogia dedicata a Vitale Federici, che si muove lungo tutta la penisola italiana a svolgere indagini, seguito dal giovane discepolo Bernardo della Vipera. Interessantissimo che Simoni si sia basato davvero sulla prima di Le feste d’Iside, un dramma in musica esistito realmente (musicato da Sebastiano Nasolini) e andato in scena per la prima volta proprio a Firenze, alla Pergola, il 10 febbraio 1794, in occasione del Carnevale, come Simoni dice nella Nota dell'Autore. Mi scuseranno gli interpreti e gli organizzatori dell’opera per aver giocato con i loro nomi elencati sul libretto pubblicato lo stesso anno, a Firenze, per i tipi della stamperia Albizziniana. Dallo stesso libretto provengono le citazioni del dramma presenti in questo romanzo. Libretto le cui prime pagine vengono pubblicate in appendice al libro. Sicuramente, nel corso dell'opera non ci saranno state le interruzioni che avvengono in questa fiction e dubito ci siano stati degli omicidi, almeno, lo spero. Però, nonostante le premesse, continuo a non amare Vitale Federici, che, come detective, trovo costruito troppo sulla tipologia di Sherlock Holmes (e infatti fin dal secondo volume viene affiancato da Watson/Bernardo della Vipera): non riesco a partecipare alle indagini perché Simoni mi impedisce di parteciparvi, nascondendomi gli indizi fino all'ultimo secondo, troppo occupato com'è a dimostrare l'infallibilità e l'occhio di falco del suo detective. E io lo ripago con due stelle e mezzo.
Se fosse stato più lungo sarebbe stato più bello. Sarebbe stato magnifico se l’autore avesse approfondito e spinto un po’ di più sull’ambientazione a teatro e sul fatto che tutta la storia si svolge durante un dramma in musica.
Il teatro dei delitti, avvincente thriller storico che cattura il lettore dalla prima all'ultima pagina. Ottima lettura per chi ama perdersi nei misteri del passato. Lo consiglio altamente!!
il mistero al centro della vicenda viene risolto in maniera molto più comprensibile rispetto a quanto succede nel libro precedente, tuttavia la figura del protagonista mi è risultata particolarmente odiosa a questo giro, piena di arroganza e boria manco si trattasse di sherlock holmes in persona, e lui era già più simpatico. non so se continuerò con questa serie.
Il racconto proposto da Simoni ben di abbina a questo periodo dell'anno, ovvero quello del Carnevale, e alla bellissima gita a Firenze. Insomma, ho fornito un ottimo contorno a questa storia che di muove nel Carnevale fiorentino del 1794.
Devo dire che la trama non è male e la scrittura risulta essere molto scorrevole.
Peccato che i personaggi non vengano ben delineati. Questo loro sembrare ''piatti'' mi ha reso il finale poco convincente visto che non sono riuscita a comprendere sino in fondo le motivazioni che hanno portato all'atroce delitto.
D'altra parte invece ho apprezzato molto l'essere partito da una reale locandina del teatro della Pergola per affidare i nomi ai personaggi.
Il teatro dei delitti di Marcello Simoni ha catturato subito la mia attenzione per la bellissima fusione di colori presenti sia sul fronte che sul retro della copertina. Ciò che, però, mi ha davvero spinto all’acquisto è stato il momento in cui ho preso in mano il libro, rimanendo completamente avvolto dalla magnifica morbidezza e dalla sensazione unica che la copertina trasmette al tatto.
Detto ciò, veniamo al mio pensiero.
La storia è ambientata alla fine del Settecento, nel suggestivo clima barocco del Granducato di Toscana, all'interno del Teatro della Pergola di Firenze, durante il Carnevale del 1794. Il primo atto del dramma in musica Le feste di Iside è in corso, quando all'improvviso la rappresentazione viene interrotta dal grido della contessina Ludovica di Corvino, che dichiara di aver visto una donna decapitata sotto un’arcata del fondale scenico. Ferdinando III incarica Vitale Federici, un precettore, e il suo giovane discepolo, Bernardo della Vipera, di indagare sul caso.
Lo stile narrativo è intrigante e coinvolgente, con personaggi originali e ben caratterizzati, nonostante il contesto storico della vicenda. Ho apprezzato molto la scelta di suddividere il romanzo in capitoli brevi, che rendono la lettura scorrevole e mai pesante. Originale anche la suddivisione in atti, che richiama la struttura di un’opera teatrale, arricchita da splendide illustrazioni realizzate dall’autore. I colpi di scena non mancano e mantengono alta la curiosità, spingendo il lettore a raccogliere gli indizi per giungere alla soluzione finale.
Questa è stata la mia prima esperienza con la penna di Marcello Simoni e con un giallo storico che, a mio avviso, ha tutte le caratteristiche per essere classificato anche come un ottimo cozy crime. Consiglio sicuramente questa lettura agli amanti del genere, che potranno anche cogliere spunti storici interessanti da approfondire successivamente. Tuttavia, dal punto di vista del mio gusto personale, preferisco romanzi più freschi e moderni.
La storia è ambientata a Firenze, durante il Carnevale del 1794. Presso il Teatro della Pergola è in corso il primo atto del dramma in musica "Le feste d'Iside". Improvvisamente un urlo viene percepito dagli spettatori e anche dagli attori. Ad urlare è stata la contessina Ludovica di Corvino, convita di aver visto una donna che veniva decapitata sotto un'arcata del fondale scenico. Il precettore Vitale Federici e il suo giovane discepolo Bernardo della Vipera, presenti a teatro come ospiti del granduca di Toscana, indagheranno sul caso. Ma è difficile capire dove si celano realtà e finzione. Oltre a due cadaveri, c'è anche il furto degli incassi e che cosa è stata la contessina Ludovica per il precettore? Vitale Federici è un uomo intelligente e grande osservatore, ma molto pieno di sé. Simoni è una garanzia, con lui non si sbaglia mai. Anche questa volta scrive un romanzo giallo storico con grande maestria e come sempre si evidenzia un grande studio dietro.
Ho trovato Il teatro dei delitti una lettura piacevole e ben ambientata. La Firenze di fine Settecento e il contesto teatrale sono affascinanti e rendono l’atmosfera molto suggestiva. La trama è interessante e si segue con facilità, anche se l’ho trovata meno intensa e sorprendente rispetto ad altri romanzi di Marcello Simoni. I personaggi funzionano, ma senza lasciare un segno particolarmente forte. Nel complesso è un buon giallo storico, che mi è piaciuto, pur non essendo tra i migliori dell’autore.
Carino, ma troppo corto e spesso prevedibile. Sarà che ultimamente ho letto molti gialli a cui ho dato 4 e 5 stelle perchè mi hanno tenuto davvero con il dubbio fino alla fine, mentre in questo caso si è rivelato un po' troppo prevedibile. Ho apprezzato molto l'ambientazione nel teatro della Pergola e la suddivisione in atti, è stata una lettura piacevole.
Molto scorrevole e facile da leggere, con un po’ di problemi nel ricordarmi i vari personaggi e riconoscerli nella storia. Ho apprezzato di più il corso della narrazione che il plot twist, ma non ne è valsa la pena leggerlo. Non è il primo libro che leggo dell’autore e questo non sarà di certo l’ultimo che leggerò.
Carino, molto leggero e adatto per rilassarsi. Di nuovo (come nel giallo con Dante protagonista), la cosa più bella è l'accurata rappresentazione dell'epoca (è ambientato nel Granducato di Toscana a fine '700) e il fatto che tutti i dialoghi (e un po' anche la narrazione) sono scritti con uno stile che ricorda quell'epoca.
Un romanzo con un potenziale interessante, ma che fatica a mantenere alta la tensione. La trama è ben impostata, ma alcuni sviluppi risultano prevedibili o poco incisivi. Pur avendo elementi validi, manca quel guizzo narrativo in grado di catturare completamente l'attenzione del lettore.
I racconti di Marcello Simoni con protagonista Vitale Federici mi prendono sempre, e anche questo non è da meno. Pieno di colpi di scena e di qualche scena del crimine in un contesto storico affascinante, con delle ricerche storiche accurate per dare ancora più enfasi alla storia
Il romanzo è molto scorrevole e “leggero”. Mi è piaciuta molto sia la trama che i personaggi, ovviamente in primis Vitale Federici. Ho assegnato 4 stelle perché il finale è completamente diverso rispetto a quello che avevo immaginato durante tutta la durata della lettura.
" ... Ombre che vanno debitamente interpretate al fine di risalire a una verità più ver, visibile soltanto alla luce dell'intelletto. ..." Breve romanzo giallo accattivante, si legge tutto d'un fiato.
Un libro semplice ma ricercato. Semplice perché la trama del giallo è un po' scontata e si capisce presto chi sono i colpevoli. Ricercato per il linguaggio, che include termini antichi, del Settecento. Un libro che si legge tutto d'un fiato, in un pomeriggio sull'amaca.
"Un’intrigante opera lirica, un macabro omicidio e un teatro pieno di segreti. È giunta l’ora di alzare il sipario che nasconde la verità"
🎭 IL TEATRO DEI DELITTI di Marcello Simoni
Edizione Newton Compton, 212 pagine
Genere: Giallo storico
Trama:
Firenze, Carnevale 1794.
Nel Teatro della Pergola è in corso il primo atto de Le feste d’Iside quando uno strepito riecheggia tra i palchetti degli spettatori. A urlare è stata la contessina Ludovica di Corvino, persuasa di aver visto una donna che veniva decapitata sotto un’arcata del fondale scenico. Il precettore Vitale Federici e il suo giovane discepolo Bernardo della Vipera, intenti a seguire lo spettacolo dalla balconata del granduca di Toscana, saranno chiamati a indagare sul caso
Temi:
TEATRO, INVESTIGAZIONE, POLITICA, SOCIETÀ
Voto: 5⭐/5
Commento:
Per chi, come me, lavora in un negozio (nel mio caso, di giocattoli) il periodo natalizio comporta un certo carico fisico e mentale 🤯
Di solito in queste settimane cerco di leggere un libro che so (o spero) mi permetterà di evadere dallo stress di fine anno. Il teatro dei delitti è il libro che ho scelto per il Natale passato.
Avrò fatto la scelta giusta? 🧐
Sono partita a leggere questo romanzo con aspettative altissime (La taverna degli assassini, dello stesso autore, mi era piaciuta moltissimo, trovate la recensione sul profilo) che sono state tutte soddisfatte.
La trama è geniale: gli indizi vengono sparsi qua e là e raccolti solo nel finale, mantenendo intatto l'effetto sorpresa 😲
Il rapporto tra l'investigatore e il suo allievo si consolida: se Vitale Federici si conferma l'infallibile Sherlock Holmes del XVIII secolo, Bernardo affina le sue capacità e mostra maggiore maturità rispetto a eventi precedenti.
Da questo romanzo ho imparato anche diverse informazioni sui meccanismi del teatro, sui trucchi prospettici e sulla politica di quel periodo.