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El hombre medieval

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EL HOMBRE MEDIEVAL nos presenta la figura del hombre en sus principales funciones -rasgos esenciales, estatus social, oficios y profesiones- a lo largo del prodigioso desarrollo de la cristiandad que se produce entre el año 1000 y el siglo XIII, y durante el período de turbaciones que conocemos como Baja Edad Media.

388 pages, Paperback

First published January 1, 1987

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About the author

Jacques Le Goff

191 books298 followers
A prolific medievalist of international renown, Le Goff is sometimes considered the principal heir and continuator of the movement known as Annales School (École des Annales), founded by his intellectual mentor Marc Bloch. Le Goff succeeded Fernand Braudel in 1972 at the head of the École des hautes études en sciences sociales (EHESS) and was succeeded by François Furet in 1977. Along with Pierre Nora, he was one of the leading figure of New History (Nouvelle histoire) in the 1970s.

Since then, he has dedicated himself to studies on the historical anthropology of Western Europe during medieval times. He is well-known for contesting the very name of "Middle Ages" and its chronology, highlighting achievements of this period and variations inside it, in particular by attracting attention to the Renaissance of the 12th century.

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Displaying 1 - 24 of 24 reviews
Profile Image for Giovanna.
301 reviews29 followers
November 25, 2012
Questa raccolta di saggi focalizza l'interesse su diversi personaggi particolari e ci permette di conoscerne le caratteristiche,l'origine,le mutazioni e l'importanza sociale in modo particolareggiato. Per chi conosce la materia è un'interessante approfondimento,per chi vi si accosti per la prima volta può essere un buon punto di partenza.
Particolarmente di mio interesse il saggio riguardante gli intellettuali.
47 reviews
March 7, 2022
Ca mai toate cărțile scrise de un colectiv de autori și aceasta este foarte inegală. Apoi, Titlul este înșelător - nu este vorba despre omul medieval, ci de omul din a doua jumătate a Evului Mediu. Dacă ștergi cu buretele jumătate dintr-o perioadă, care aici înseamnă aproximativ 500 de ani, nu mai poți afirma că vorbești despre „omul” din acea perioadă. Pe lângă restrângerea istorică, mai avem și o restrângere geografică serioasă (sunt discutate în special Franța, Italia și Germania).

În afară de câteva pasaje răzlețe, singura operație de sintetizare a materialului este făcută de Le Goff în studiul lui introductiv (aceasta fiind și una dintre acuzele principale aduse școlii analelor sau „noii istorii” - și anume incapacitatea de-a vedea pădurea din cauza copacilor).
Profile Image for Reb.
1 review
August 3, 2023
The worst book I've ever read.
12 reviews
September 1, 2026
Complessivamente il saggio é deludente.
Deludente perché ci si aspetta un'opera realizzata totalmente o parzialmente da Jacques le Goff, ma quest'ultimo si é limitato ad una semplice introduzione, peraltro molto sommaria.
Oltre a questo, credo che il saggio si scontri con un problema di natura pratica, ovvero che molti capitoli sono parsi eccessivamente brevi per avere una chiara rappresentazione di questo o quel personaggio della società medievale. Questo problema si sarebbe probabilmente potuto evitare se i 10 capitoli non fossero stati scritti da 10 autori diversi; chiaramente la diversità di scritture, fonti e organizzazioni del capitolo é interessante, ma nella maggior parte dei casi a fine capitolo si ha quella sensazione quasi di vuoto, come se non si fosse realmente scoperto nulla di interessante. E ripeto, é un problema che a mio avviso poteva essere superato facendo scrivere i capitoli ad un solo autore, che avrebbe potuto vedere l'opera nel suo insieme e sicuramente ordinare e contestualizzare meglio il tutto.
Insomma, un'opera con diverse aspettative che sono state deluse. Ci si aspetta un saggio sulla vita quotidiana nella societá medievale e ci si trova in complesse analisi letterarie e non su questa o quella specifica persona, per poi essere sbalzati di capitolo in capitolo con uno stile e un'impostazione differente.

Di seguito le recensioni dei singoli capitoli:
- Giovanni Miccoli parla dei monaci, ma a mio avviso lo fa male, male perché é estremamente superficiale e confusionario. In tutto il capitolo é difficile capire dove vuole veramente andare, é difficile seguire una logica di pensiero e, soprattutto, alla fine non si é riuscito a cogliere l'essenza di quello che doveva essere il capitolo stesso: chi erano i monaci? Cosa fu il monachesimo? Perché nacque? Perché la sua importanza declinó nel tempo? Miccoli articola tanti pensieri con una dialettica inutilmente articolata e complessa, per cui a tratti si ha la sensazione di essere piú davanti ad una prova di magniloquenza e ad un opera per persone del settore che ad un libro per tutti.
- Franco Cardini espone la sua visione del guerriero e cavaliere medievale, e lo fa con meno ricercatezza formale e quindi piú comprensione per il lettore. Il capitolo che ne risulta peró non sembra ancora seguire una linea precisa di riferimento: esso si concentra praticamente solo sulla figura del cavaliere, ma lo fa quasi solo a livello sociale e ben poco a livello militare; soprattutto, il capitolo sembra piú un analisi della figura del cavaliere medievale da un punto di vista letterario che storico, da cui ne risulta descritto un cavaliere "storico" o leggendario, e non quotidiano o tipico. Peccato per il risultato finale.
- Giovanni Cherubini si occupa del contadino, focalizzandosi sul lavoro dei campi; é questo secondo me il capitolo piú ben riuscito: chiaro, comprensibile ed esaustivo nella sua brevità, Cherubini riesce bene ad evidenziare la figura del contadino mettendola anche in relazione a quelle figure e quelle dinamiche sociali con cui il contadino stesso entrava a contatto nella sua quotidianità, e li fa evidenziando differenze e somiglianze in tutto il continente europeo.
Peccato per la lunghezza, avrei preferito un approfondimento maggiore.
-Jacques Rossiaud riesce invece in un'impresa: raccontare il cittadino del medievo, l'abitante delle cittá, che non é un solo uomo ma sono decine, e per farlo introduce tutte quelle creazioni nate dallo sviluppo cittadino, come le associazioni di quartiere o le confraternite, inquadrando parallelamente il rapporto che ogni tipo di cittadino (per reddito) ha con gli abitanti del suo specifico quartiere, con le singole categorie di abitanti e con la cittá intera.
L'abilità di questo capitolo sta appunto nel condensare una grande mole di informazioni cosí diversificate in cosí poco spazio.
-La figura dell'intellettuale é presentata da Mariateresa Brocchieri, che piú che mostrare un evoluzione del personaggio evidenzia le differenze tra le diverse fasi del medioevo: chi é considerato un intellettuale, come si dovrebbe comportare nella società e nei confronti degli autori sono alcuni degli aspetti affrontati; complessivamente, risulta un capitolo "moderato", perché facilmente comprensibile nei suoi punti chiave ma poco approfondito, in generale peró buono.
-Enrico Castelnuovo presenta la figura dell'artista, ma lo fa in maniera poco organizzata: ció che risulta piú evidente é la gigantesca mole di nomi di artisti e opere da loro realizzate, che peró non sono accompagnate da un filo logico evidente. L'unica cosa chiara risulta, alla fine, l'evoluzione della condizione dell'artista e della sua considerazione ma non si colgono appieno i tratti fondamentali.
-Aron Gurevic parla della figura del mercante, e lo fa probabilmente nel modo più chiaro tra i personaggi evidenziati nel capitolo; si nota chiaramente la figura ed il ruolo che questa ha avuto non solo nello sviluppo della proto-borghesia ma anche nella mentalità dell'Umanesimo. Ricchi i riferimenti letterari e mai casuali, ma sempre usati per giustificare un qualcosa.
- La figura della donna, presentata da Christiana Zuber, é sicuramente una delle piú interessanti. All'apparenza banale e basata su pochi temi (matrimonio, procreazione, famiglia) ci si rende conto che questi pilastri "bastano" a coprire l'esistenza della donna, almeno per la maggior parte dei casi. La presentazione di questi stessi temi é incredibilmente chiara e si intuisce immediatamente la posizione di questa figura non solo nella società, ma nello specifico nucleo familiare a cui apparteneva.
- Il "santo" che André Vauchez presenta é forse quello che meglio di tutti risulta completo nonostante il volume ridotto. In qualche decina di pagina, Vauchez riesce infatti a tracciare chiaramente l'evoluzione della figura del santo nel medioevo (inteso come chi diventava santo e perché era proprio lui a farlo) mettendo in evidenza anche il legame tra questa figura e la società durante e dopo la sua esistenza.
- Bronislaw Gemerek presenta infine la figura dell'emarginato, che forse piú di tutte le altre é eterogenea nella persona, nelle motivazioni e nel tipo di isolamento che questa subisce. Al netto di una poca organizzazione del capitolo, il quadro d'insieme é completo nella sua brevitá e se ne scorge una buona rappresentazione.
Profile Image for Lavinia.
749 reviews1,060 followers
May 11, 2009
Accesibila si fara prea mari pretentii academice (middle ages for dummies - if you prefer), desi necesita o oarecare cultura generala. Adevarul e ca mi-a restirnit interesul pentru Boccaccio si Decameronul lui, dar stiu ca n-o sa-l citesc niciodata (cel putin nu in intregime), cu atit mai mult cu cit deja am vazut filmul lui Pasolini (pe care-l recomand).
Profile Image for Abc.
1,158 reviews111 followers
August 2, 2017
Testo di approfondimento sulla società medievale scritto a più mani. Ogni capitolo tratta un personaggio diverso ed è scritto da uno storico differente. Si nota la diversità degli stili e i capitoli sono variamente interessanti. Io ad esempio ho apprezzato maggiormente il contadino, il mercante, la donna e l'emarginato, avendo un interesse maggiore per le figure umili. Non nego momenti di noia e di pesantezza durante la lettura, soprattutto quando si parla delle vite dei grandi personaggi.
Profile Image for Hunenka.
125 reviews2 followers
April 28, 2026
A great, educative insight into the medieval world. Compared to newer books, this is refreshingly no-nonsense in its style - straight to the chase, no babbling about the authors' lives, random thoughts, encounters or ill-conceived comparisons and parallels to our contemporary world.
Profile Image for bautista.
56 reviews11 followers
April 16, 2023
algunos capitulos parecen un inventario de casos judiciales
Profile Image for Anibal.
314 reviews2 followers
July 12, 2025
All these articles were written by scholars of the Annales school—and it shows. Many are informative, yet they’re marred by outdated, repetitive concepts, occasional internal contradictions, circular reasoning, and a clear political slant. Some passages are downright absurd—like comparing farmer rebellions in the Middle Ages to modern labor strikes, implying they were of similar frequency and intent. The author clearly lost touch with reality! For context: in 400 years of medieval history, Portugal experienced only about half a dozen peasant revolts, while in 2024 alone, Portugal recorded 1,099 strike notices—down from roughly 1,495 in 2023, but still on an entirely different scale! Despite these flaws, the volume does contain genuinely valuable insights.

Below you can find a summary of each article. I preferred to keep the Italian title and mentioned the author of each paper:

Introduzione – Jacques Le Goff
Sets the stage by presenting the idea of identifying ten “types” of medieval person—monks, knights, peasants, townspeople, intellectuals, artists, merchants, women, saints, and the marginalized. He explores shared medieval mentalities: obsession with sin, the blurred line between this world and the beyond, the centrality of the miracle and intercessio.

I monaci – Giovanni Miccoli
Describes monks as the praying class (“oratores”) within the medieval tripartite society. Focuses on monastic life: literacy, libraries, scriptoria, the monastery as spiritual center, its role in hospitality, caring for the poor, and its royal patronage under Charlemagne and successors. Also the difference between the way monachism was seen in the eastern and western Christianity and throughout the Middle Ages.

Il guerriero e il cavaliere – Franco Cardini
Examines warriors and knights across martial and literary dimensions—from chansons de geste to Arthurian romances. Discusses their heroism, religious fervor (Crusades), questing behavior, identity, and symbolic roles in medieval culture . Fails miserably to show us how they lived and thinked. Focus on ideas of chivalry, pax Dei, etc but doesn’t even mention Eleanor of Aquitaine!

Il contadino e il lavoro dei campi – Giovanni Cherubini
Explores peasant life: their labor in fields, seasonal transhumance, woodcutting, community festivals, the central place of the Church, and the role of peasant satire and popular belief systems.

Il cittadino e la vita di città – Jacques Rossiaud
Outlines urban life: demographic diversity, citizenship rituals, communal security, sanitation issues, economic reliance on money, schools, festivals, and developing civic etiquette—manners, modesty, public ceremony. The main focus is on belonging to a community, to a guild, to a neighbourhood.

L’intellettuale – Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri
Depicts scholars and clerics—magister, philosophus, doctor, litteratus—who were literate, mobile, often celibate, and engaged in university life. Addresses tensions between church orthodoxy and intellectual freedom (e.g., Averroës, Dante).

L’artista – Enrico Castelnuovo
Focuses on medieval artists: largely anonymous creators (sculptors, miniaturists, architects) working within ecclesiastical and patronage systems. Explores the symbolic role of art in churches, devotion, and monastic culture (drawn from broader studies).

Il mercante – Aron Ja. Gurevich
Displays merchants as an ambiguous, often mistrusted group—associated with finance, usury, and travelling, evolving into reputable money changers. Highlights the emergence of practical knowledge, languages, and urban teaching of arithmetic.

La donna e la famiglia – Christiane Klapisch Zuber
Examines women in medieval society through family roles: daughter, wife, widow; constrained by kinship, property rights, and Church norms. Argues women's power lay in the domestic sphere, tied to marriage, dowry, and household management.

Il santo – André Vauchez
Addresses saints and sanctity: holy men and women, relics, miracle narratives, and the process of sainthood. Connects devotion, cult practices, and the intercession of saints in daily medieval faith. The several types of preferred saints in different periods of the Middle Ages; from hermits, to kings and nobles and friars in contact with the community.

L’emarginato – Bronisław Geremek
Explores marginalized individuals—beggars, lepers, heretics, “others”—examining how medieval society viewed and reacted to them: with fear, exclusion, or charity – or all of these together! Highlights their complex role at society's edges.

This collection offers a cultural anthropology of medieval personality types and social roles, with each chapter weaving together case studies, mentalities, and social functions. Together, these works create a mosaic that reveals how diverse identities intersected within medieval Europe’s worldviews and institutions from roughly 800 AD (with occasional earlier examples) to 1500 AD.

While these papers yield valuable insights—particularly at an undergraduate level—they fall short for anyone seeking a foundational understanding of medieval mindsets and daily life. For that purpose, there are far stronger works available.
Profile Image for Robert Varik.
183 reviews15 followers
December 8, 2019
Üpriski igavalt kirjutatud raamat, mis annab ülevaate erinevate ühiskonna liikmete igapäevaelust keskajal. Eesti keeles on see saadaval nime all "Keskaja inimene".
Profile Image for William Conti.
87 reviews2 followers
November 30, 2022
Testo davvero importante per chiunque desideri affrontare un approfondimento ben strutturato delle figure che componevano la società medievale e che, proprio per questo, sono alla base dell'attuale mondo occidentale.

Per districarsi in un argomento di tale portata, Le Goff cura questa raccolta di saggi ben organizzati che può essere letta nella sua interezza o consultata alla bisogna, diventando un ottimo strumento di supporto per lo studio universitario. Lo stile varia a seconda del saggio in questione, ed è inevitabile che alcuni siano più scorrevoli di altri. Fondamentale è il saggio introduttivo dello stesso Le Goff, che offre un'utile panoramica generale sull'opera e ne chiarisce anche le scelte stilistiche: consiglio caldamente la lettura anche a chi non fosse interessato al testo nella sua interezza.

Purtroppo l'opera inizia a mostrare segni d'età, essendo passati più di trent'anni dalla sua pubblicazione, ma con una lettura critica e inserita in un contesto più ampio di studi medievali, continua a rappresentare un ottimo punto di riferimento per gli studenti e gli appassionati di storia.
Profile Image for Sunny Tichá.
23 reviews
January 18, 2024
Měla jsem na seminárku, někdy složité na čtení a pochopení, ale zároveň nejlepší kniha na analýzu
Author 1 book4 followers
April 2, 2025
Clunky and boring. But I learned a couple of things.
Profile Image for Martin Jána.
18 reviews
Read
August 8, 2026
Dnf, asi jsem očekával něco jiného, přijde mi, že člověk čte a čte a po 30 stranách zjistí, že ani neví, co čte, ale zase kdo jsem já, abych kritizoval Le Goffa :DD asi prostě jiné očekávání
Profile Image for Marco Freccero.
Author 18 books71 followers
June 5, 2020
Vuoi sapere come riconoscere al volo una persona che non ha argomenti, parla per luoghi comuni, ripete come un pappagallo concetti sentiti altrove?
È semplicissimo. Se dice: “È da medioevo”, sei in presenza di una persona che ha tanto bisogno di leggere.

E potrebbe comprarsi questo titolo: “L’uomo medievale” a cura di Jacques Le Goff, editore Laterza. Sia chiaro: questo libro, piuttosto corposo (io ho la versione digitale, quella cartacea è di oltre 400 pagine) è il frutto di un gruppo di lavoro che Le Goff ha coordinato. Assieme a lui ci sono i contributi di importanti medieviste quali Franco Cardini, Enrico Castelnuovo, Christianne Klapisc Zuber e altri ancora.

Naturalmente siamo alle prese con un libro che ricorrendo alla categoria dell’uomo medievale desidera provare a spiegare i diversi “modelli” di uomo medievale. Quindi abbiamo a che fare con l’emarginato, l’artista, l’intellettuale, il mercante, il cavaliere e ovviamente anche la donna.
Ogni capitolo, tra l’altro, propone una interessante bibliografia, per quanti desiderano saperne di più e ampliare le loro letture.

Più ci si avvicina a questo mondo, a questi “tipi” umani, più ci si rende conto che siamo figli di costoro, e non certo della Rivoluzione francese. Basti pensare a quanto la figura del mercante sia stata fondamentale per gettare le basi del capitalismo, grazie al quale noi siamo qui, e facciamo la via che facciamo.
Il povero mercante, che per secoli era visto da tutti, soprattutto dalla Chiesa, come un essere che si esponeva al peccato, alla truffa, poiché comprava la merce a un prezzo per rivenderla a un altro, e quindi guadagnarci.

Col tempo però, la sua figura, la sua intraprendenza si impone, in un mondo che si crede immutabile, e fissato da regole che si rifanno alla filosofia greca. Ma la realtà è sempre più potente delle ideologie e ben presto il mercante diventa la figura cardine della vita cittadina, uno dei suoi motori più potenti. La ricchezza diventa una cosa bella e buona, e nonostante la schizofrenia di certe frange, anche la Chiesa si adegua, accetta di avere a che fare con queste persone.

Anche l’intellettuale è una figura che proprio nel Medioevo emerge, pur tra enormi difficoltà. Una società divisa tra chi lavora, chi prega e chi fa la guerra non aveva nessun interesse per chi si guadagnava da vivere solo con l’intelletto, un intelletto che magari cercava l’indipendenza dalla Chiesa. E destino simile aveva l’artista, anche se in questo caso questo tipo umano che scolpisce, modella, lavora l’oro, costruisce cattedrali, compare e si impone sulla scena proprio durante il Medioevo.

Anche perché non erano pochi gli uomini di Chiesa che erano anche artisti sopraffini.

E le donne? Sì, ci sono anch’esse nel Medioevo, ma non godono di grande considerazione. Devono sfornare figli a getto continuo, anche per una ragione molto pratica. Di figli non ne sopravvivono praticamente mai. Se tra i ricchi si partoriscono almeno 10 figli, tra i poveri ci si ferma a 7, circa. Ma circa il 45% dei nati non arriveranno mai ai 20 anni, stroncati da febbri, pestilenze, malattie, guerre. Alla fine della loro vita, spesso i genitori si ritrovano, se sono fortunati, al massimo 2 figli.

Eppure la lettura di questo libro è straordinaria perché quel periodo è straordinario. Spumeggiante, pieno di vitalità, di voglia di fare, di scoprire, di osare. Anche di divertirsi. Soprattutto ci troviamo ad avere a che fare con uomini sempre intraprendenti, magari pieni di dubbi o di paure ma sempre determinati a farcela, a ritagliarsi un posto, a migliorarsi.

A questi uomini e a queste donne senza nome, noi dobbiamo praticamente tutto quello che noi siamo, al giorno d’oggi.
Profile Image for Costangeles.
193 reviews23 followers
July 31, 2021
O excelentă colecție de texte care ajuta orice medievist in cercetarea sa. Totul este foarte bine pus la punct și analizat. Jacques le Goff nu dezamăgește niciodată.
Profile Image for Valeriu Gherghel.
Author 6 books2,171 followers
May 13, 2026
Un volum colectiv, îngrijit de Jacques Le Goff, încă util. Editorul a ales numai zece ipostaze ale omului medieval. Tipologia lui a urmat schema triadică, propusă într-un poem de către episcopul Adalberon de Laon, pe la anul 1030 (pp.13-14).

În societatea medievală, indivizii îndeplinesc trei funcții. Unii se roagă (oratores), alții se luptă (bellatores) și, în fine, alții muncesc (laboratores). Ca atare, într-un capitol va fi prezentat călugărul, în altul cavalerul și, în al treilea, țăranul. Dar aceste trei categorii nu acoperă întreaga societate. Există sfinți, negustori, intelectuali (deși Evul Mediu nu-l numește așa), există artiști și există marginali etc. Fiecare va beneficia de un portret.

Din capitolul dedicat marginalului (și redactat de istoricul polonez Bronislaw Geremek) rețin că medievalii priveau cu ochi răi anumite meserii. Începînd cu Tertullian, teologii nu obosesc să-i condamne pe actorul de bîlci (histrion, menestrel), pe cămătar, și pe cel (cea) care practică prostituția, dar și pe proxenet. Nu au milă nici de hingher, călău, gropar, măcelar, bărbier, dansator pe sîrmă şi bufon, ţesător, călcător de postav, vopsitor etc. (pp.333-335). Disprețul nu are limite...

Intelectualul din Evul Mediu e definit (de Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri) cu ajutorul lui Pierre Abelard: „Extrema sărăcie în care trăiam a fost cea care m-a îndemnat să deschid o şcoală... şi astfel, recurgînd la singura artă pe care o cunoşteam, în loc să lucrez cu mîinile, am început să trag foloase din lucrul cu mintea și cuvîntul". (p.173).

Intelectualul are trei trăsături: e nomad, călătorește de la o universitate la alta, dintr-o țară în alta, e celibatar (de altfel, Thoma de Aquino e călugăr dominican) și, în sfîrșit, este un „om al autorităților”. El explică Biblia și are o încredere neclintită în cercetarea rațională. Să ne gîndim la Anselm de Canterbury și la al său „argument ontologic” (p.22). Totodată, intelectualul e conștient că adevărul este greu de atins și că trebuie să se mulțumească adesea cu umbra lui, verosimilul. Același Abelard conchide: „În tot ce expun, nu pretind să definesc adevărul, ci exprim doar părerea mea" (p.174).

Dacă aveți timp, răsfoiți acest volum... (31.12.25, miercuri).
Profile Image for Kertu Aland.
148 reviews7 followers
February 9, 2022
Keskajas on midagi paeluvat ja müstilist. Siin kogumikus on kümme erinevate autorite poolt kirjutatud portreelugu, näiteks intellektuaal, kaupmees, pühak, kunstnik. Minu lemmik oli vaieldamatult heidik - kogumik väga eriilmelistest ja värvikatest inimgruppidest ühiskonna äärealadel.
Profile Image for Luca Mollo.
120 reviews8 followers
January 17, 2015
Era la prima volta che leggevo un saggio ed effettivamente è risultato un po' pesante, tanto che ci ho messo tre o quattro mesi per finirlo. Detto questo, il libro è un insieme di dieci trattati sulle principali categorie di persone del medioevo e credo che illustri bene la situazione delle persone nell'area europea di quei tempi.
Con questa lettura credo di aver rivalutato l'uomo medievale che mi immaginavo molto diverso, soprattutto per quanto riguarda alcune categorie di persone.
Lo consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono approfondire sul tema, anche perché queste cose raramente si imparano a scuola.
Profile Image for Giovanna.
301 reviews29 followers
November 25, 2012
Questa raccolta di saggi focalizza l'interesse su diversi personaggi particolari e ci permette di conoscerne le caratteristiche,l'origine,le mutazioni e l'importanza sociale in modo particolareggiato. Per chi conosce la materia è un'interessante approfondimento,per chi vi si accosti per la prima volta può essere un buon punto di partenza.
Particolarmente di mio interesse il saggio riguardante gli intellettuali.
Profile Image for Kaarel Aadli.
226 reviews48 followers
November 27, 2017
Prantslaste viljeldavas kirjanduses on midagi, mis lugemise ajal ikka kripeldama jääb ja kuidagi rahu ei anna. Ma ei tea, kas see tuleneb suurest, kergelt maniakaalsest armastusest oma keele vastu, et lihtsalt võimalikult palju sõnu öelda, kui vähemaga saaks ka hakkama, aga igatahes jääb täpselt selline mulje. (Aitäh, Exupery, sulle pole midagi öelda!) Seega ootan pikisilmi aega, mil prantsmannist kirjaniku raamatut tõeliselt suure huviga loen. Ehk toob Hugo mingit lunastust kord...
Profile Image for Paolo Lucciola.
13 reviews
Read
November 6, 2018
Un po’ di saggistica ogni tanto non fa male e sono tornato ad una passione di gioventù: il Medioevo. E quale guida migliore avrei potuto scegliere se non quella di Jacques Le Goff?

Continua...
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