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Destinazione speranza

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In un presente dominato da terribili conflitti, disastri ambientali e inquietudini diffuse, guardare al futuro con ottimismo sembra un’impresa sempre più ripiegandosi su se stesso, l’uomo sta a poco a poco perdendo la speranza in un domani migliore. Viene dunque da «Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Vito Mancuso ci guida alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita. Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull’avvenire, Destinazione speranza rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all’egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende.

311 pages, Kindle Edition

Published October 15, 2024

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About the author

Vito Mancuso

56 books76 followers
Vito Mancuso è un teologo italiano, docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano. I suoi scritti hanno suscitato notevole attenzione da parte del pubblico, in particolare L’anima e il suo destino (Raffaello Cortina, 2007), un bestseller da oltre centomila copie con traduzioni in altre lingue e una poderosa rassegna stampa, radiofonica e televisiva. È oggetto di discussioni e polemiche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico. È editorialista del quotidiano “la Repubblica”.

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117 reviews34 followers
October 28, 2025
L'editore ha volute imporre un titolo truffaldino: in realtà questo è un saggio di divulgazione alta sul filosofo tedesco Immanuel Kant spiegato e riletto dal prode Vito Mancuso.
56 reviews
February 14, 2026
Destinazione speranza.
Di Vito Mancuso.

Ho letto molti libri di questo autore, teologo e filosofo che apprezzo.
Apprezzo in quanto, per uno come me che potrei definire agnostico, sa analizzare e affrontare temi molto profondi con lucidità, dando al lettore spunti di riflessione senza il dogmatismo fanatico di altri suoi "colleghi", senza rifugiarsi nella "fede" acritica che non ammette tentennamenti, in quanto "c'è scritto nei testi sacri" e che quando alcune domande diventano scomode, non si rifugia, appunto, nella Fede; ed infatti, da quello che si intuisce, non è certo ben visto dalla Chiesa cattolica, che lui critica in modo aspro.
Il libro affronta il tema della speranza, vista come motore ultimo per il progresso del genere umano, progresso materiale e spirituale, e lo affronta dal punto di vista e con gli insegnamenti di Immanuel Kant, filosofo vissuto nel '700, grande maestro e pensatore illuminato, nemico giurato di Nietzsche.
L'insegnamento di Kant giunge a definire la speranza ciò che scaturisce dalla libertà generata dalla morale, una morale (o etica, per prendere la definizione greca, da non confondere con il concetto odierno di moralismo, visto come pedante e acritico rispetto di regole imposte) che parte dal rispetto per se stessi e, soprattutto, per gli altri, e che porta l'individuo che "pensa", oltre che all'impegno (che viene dal senso del dovere) per il bene comune, anche ad una trascendenza religiosa, che fa sperare in una prosecuzione dell'esperienza spirituale oltre la morte.
E l'autore, attraverso Kant, ci spinge a riflettere sulla differenza tra conoscenza, fine a se stessa e vuota, e significato, inteso come comprensione critica di ciò che possiamo acquisire dall'esperienza quotidiana e dalla "relazione" con gli altri.
Mancuso affronta questi temi in modo lineare, facendo un'analisi (pessimista) dei tempi odierni, nei quali il filosofo afferma che Nietzsche sta vincendo, in quanto a farla da padrone è l'egoismo, la brama di successo, la prepotenza da "Manifesto futurista" (quello di Marinetti), che esalta la forza bruta, l'istinto animalesco che agogna il potere, e l'asservimento del "gregge", dei followers (che Nietzsche avrebbe certamente inserito in coloro che lui definiva i "pezzenti", i deboli, i sacrificabili) che amano essere sfruttati, che sono privi di un pensiero (critico) proprio, che hanno bisogno di altri che pensano al loro posto, che gli indichino una via da seguire, senza sapere se questa porta al bene o al male, concetti che non sanno distinguere. Da lì, secondo Mancuso, scaturiscono quei comportamenti, oggi sempre più diffusi, della volgarità come vanto, del disprezzo per la cultura vista come un "non valore" o concetto privo di signicanza, del "me ne frego" (di matrice fascista) dilagante, della brama di successo (quello facile, che non comporta fatica), del populismo più becero e ingannatore; il trionfo del "nietzschainismo", questo punto di vista malato che, cito, "...consiste sostanzialmente in un'incapacità della mente e del cuore di cogliere le giuste proporzioni delle cose, e che trova sempre più seguaci".
E tutto ciò porta all'egoismo dilagante, che tradisce la relazione, che porta questi individui a far del male, a stare male e che conduce infine ad un malessere generale.
Sono comportamenti che derivano dalla "stupidità", che è molto più devastante della "malvagità", perché quest'ultima è riconoscibile e la si può combattere, mentre contro la prima non abbiamo difese, perché "...a differenza del malvagio lo stupido si sente completamente soddisfatto di sé".
Davvero un bel libro, che esalta l'essere umano in quanto individuo relazionale che va oltre il proprio ego, che va letto con attenzione, riflettendo su ciò che l'autore scrive, che in alcuni passaggi può essere complesso per chi non è avvezzo con la filosofia, ma che, almeno per quanto mi riguarda, ha lasciato il segno.
Assolutamente da leggere, soprattutto per chi ha compiti pedagogici.
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