Me and Hook è stata una di quelle letture che compri e di cui non leggi neanche la trama. La ragione per cui l'ho preso è stata una: il pugilato. Non ho mai letto nulla a riguardo e di certo non seguo questo sport, ma ne ero molto affascinata.
Shane, o Hook come ormai tutti lo chiamano, è un pugile professionista che ha smesso di combattere dopo che i suoi occhi hanno assistito a ciò che non avrebbe mai voluto assistere nella vita. Ogni volta che mette piede sul ring un susseguirsi di immagini lo perseguitano, però sarà costretto a risalirci e affrontare i suoi demoni per salvare la palestra, di cui è proprietario, dal fallimento e questo non può proprio accadere perché è l'unica cosa buona che gli è rimasta.
Tess è la sorella di Roy, migliore amico di Hook. Ritorna nella sua vita senza chiederne il permesso, ma sembra nascondere qualcosa. Sta scappando. Qualcuno vuole farle del male, ma chi? Cosa le è successo?
Il passato di Hook è oscuro, i suoi demoni sono tanti, ha cercato di tenerla lontana per proteggerla e invece ha fatto peggio. Tess è più rotta di lui.
Me and Hook all'inizio mi ha presa davvero tanto ma mi è mancato qualcosa. Non sono riuscita a farmi travolgere emotivamente nonostante la storia delicata. Una scena in particolare verso il finale non mi ha travolta come mi aspettavo. Forse avrei preferito qualche pagina in più, ma la lettura è soggettiva quindi è un parere del tutto personale.
Infine la presenza dei flashback all'interno della storia sono stati molto apprezzati, non l'hanno appesantita anzi, permettavano di avere un quadro maggiore sulla situazione. Nel complesso è stata una lettura piacevole.