Chiunque abbia visto uno spettacolo di Stefano Rapone conosce il suo inconfondibile marchio di una voce profonda, un tono rilassato e una comicità che esplode nel momento più inaspettato, cogliendo sempre il pubblico alla sprovvista. E questo suo esordio letterario ha le stesse qualità: racconti sornioni, che partono con una premessa tranquillizzante, per poi deflagrare in sviluppi del tutto inattesi, davanti ai quali la risata è l'unica reazione possibile. Racconti scritti da donne nude è una raccolta di storie brevi i cui protagonisti appartengono alle più svariate tipologie scienziati non pazzi, amanti focosi, fascisti amichevoli, feti zombi e Madonne in carriera. Per completarlo sono state impiegate le più avanzate tecnologie che la ricerca ha da offrire, infatti l'autore giura che gran parte del testo è stata scritta al computer. È un libro che per la sua portata rivoluzionaria dovrebbe vincere numerosi premi e, se ciò non accadrà, sarà sicuramente perché dei poteri forti avranno tramato nell'ombra. Comunque voi compratelo, ché a Rapone sicuramente fa piacere.
Sono molto deluso perché di donne nude non ce n'è neanche una all'interno del libro.
Scherzi a parte, Stefano Rapone è un comico, forse uno dei migliori sulla scena attuale, e non uno scrittore. Quindi, per quanto la sua cifra stilistica a metà strada tra il satirico e il black humour traspaia da ogni racconto dell'antologia, e per quanto alcune idee siano davvero divertenti ("La notte degli aborti viventi" potrebbe essere usato come soggetto per un film splatter di livello), il risultato finale si guadagna la sufficienza risicata.
Sarà perché mancava la sua voce bassa e suadente (un audiolibro letto da lui avrebbe solo da guadagnare), sarà perché lo stile dei racconti era un po' approssimativo e dilettantesco. Non saprei.
In ogni caso, meglio di tutti i candidati al premio Strega, vero amici della domenica?
Per acquistare questo libro é bastato un click, in quanto acquistato sul mio Kindle a prezzo più che favorevole. Nonostante abbia risparmiato circa diciottomila delle vecchie lire sono un po' deluso per non aver trovato nel libro ne donne nude ne la genialità che Rapone ci regala tra podcast e monologhi. Ho avuto la sensazione di leggere un libro scritto da chat gpt che prova a ricalcare le gesta dei ben più abili e rodati colleghi Alessandro Gori o Valerio Lundini, nonostante la presenza di racconti ed episodi a loro modo geniali. Do tre stelle perché resta sempre e comunque un bel ragazzo.
Avevo bisogno di qualcosa di divertente ma scritto bene e questo è stato il caso. Rapone ti fa sorridere di tutti gli stereotipi degli ultimi 15 anni. Ottimo per alleggerire la giornata
A me è piaciuto molto, un libro di racconti, tutti brevi tranne uno (L'alba). I temi trattati sono quelli frizzanti in questo periodo: questioni di genere, religione e credo, razzismo, ... Ma non te ne accorgi mentre lo leggi, perché tutto è nonsense.
Se siete fan delle situazioni paradossali ed estreme, ma raccontante come se fossero normali, il libro fa per voi, altrimenti attenzione.
Sono quasi certo che non riuscirà a vincere nessuno dei premi letterari ironicamente pretesi nel testo, però è un bel libro con cui passare del tempo leggero, in quanto divertente e surreale come l'autore ha già dimostrato sul palco. Unica pecca sembra essere scritto come uno spettacolo e leggendolo con la voce dell'autore l'effetto comico aumenta. Come già suggerito da altri, forse un audiolibro in questo caso avrebbe avuto un valutazione maggiore.
Rapone è il mio comico preferito, mi trovo sempre sulla stessa lunghezza d'onda del suo umorismo ma questi racconti sono quasi tutti debolucci e l'unico che mi ha fatto veramente ridere è "Una battaglia di civiltà". Forse renderebbero di più se raccontati in uno spettacolo dal vivo, piuttosto che letti.
L'esordio di Rapone nel panorama letterario è una sferzata di comicità e black humor che riesce solo in parte a nascondere lo stile narrativo ancora troppo acerbo. Sebbene alcuni testi siano troppo brevi per risultare davvero graffianti, la godibilità dell'intera lettura è una certezza.
Ero convinto meritasse un posto d'onore nella mia personale collezione di libri da leggere in bagno, e il primo racconto sembrava quasi confermare le mie aspettative. Purtroppo da lì in poi non compare il crescendo che speravo. "Quella vacca di nonna papera" continua ad essere inarrivabile a confronto.
Il libro parte già con il difetto di mancare di quella flemma recitativa tipica del Rapone ma non per questo la lettura demerita, anzi. Apprezzati tutti i racconti, specie “La notte degli aborti viventi” su cui ci farei volentieri un fumetto (Stefano, mettiamoci d’accordo), il libro è leggero (nel senso positivo del termine) e porta tutti i temi tipici del buon Rapone. Apprezzatissimo.
Dissacrante e irriverente, in perfetto stile Rapone. Si tratta di uno spazio di scrittura libero dov'è concesso non rispettare il politicamente corretto o morali di altro genere. Coraggioso e divertente!
Vincerà il Premio Strega? Non è un capolavoro, ma come dice l'autore, vista la concorrenza, può farcela senz'altro! I primi racconti li ho trovati poco brillanti, ho faticato, mi aspettavo altro. Alcuni degli ultimi delle vere chicche.