"Non credo di esagerare nel definire la storia narrata in questo avvincente romanzo un piccolo capolavoro horror, all’insegna della claustrofobia e dell’indagine psicologica." (Luigi Milani)
"Cupo, grottesco, divertente, innovativo, William Killed The Radio Star è uno dei migliori romanzi horror che mi siano mai capitati tra le mani." (Il Flauto di Pan)
"Gandolfi riesce appieno nell'intento di descrivere qualcosa di nuovo, di mai visto in Italia, quasi apre una strada nuova nel mondo dell'editoria di genere." (Letteratura Horror)
Little Wood è un piccolo angolo di paradiso immerso nelle foreste del nord, un posto dove chiunque può trovare pace e serenità. Ma non Jazz. Per lui, DJ di colore trapiantato dalla Lousiana, una normale notte di diretta si trasformerà in un incubo. Perché qualcuno lo odia nel profondo, perché qualcuno deciderà di chiudere i conti in sospeso con lui. Trovandosi di fronte a una minaccia che non dovrebbe esistere, Jazz sarà costretto a combattere per sé e per le persone che ama, pronto a sacrificare tutto, persino la vita. Ma chi è la presenza che si aggira nella stazione radio come uno spirito inquieto? E perché il nome di William Heart, cantante e piccola leggenda locale, continua a tormentarlo come il ritornello di un'odiosa canzone? Quando Jazz lo scoprirà si pentirà di aver abbandonato la sua casa per rifugiarsi nella fredda ostilità di Little Wood.
Era da diverso tempo che non leggevo un horror così travolgente e disturbante. "William" è una vera spirale discendente nella follia e nell'orrore puro. Gandolfi è bravissimo a costruire una storia che parte tranquilla, quasi scanzonata, e che invece si rivela pian piano un vero e proprio incubo dal quale è impossibile tirarsi fuori. A mio modesto parere, un piccolo grande capolavoro!
Mi ha stupito la facilità con cui Gandolfi è riuscito a dipingere un quadro d'orrore inquietante come quello di questo romanzo, Gandolfi è la rockstar italiana della scrittura!!
La narrazione è fluida e riesce a coinvolgere il lettore, che si trova quasi costretto ad avanzare alla ricerca delle risposte emerse del corso della storia, non lineare. V'è, infatti, un intero capitolo dedicato agli eventi trascorsi e dialoghi che rievocano vicende affrontate dai protagonisti; nonostante ciò, l'intera opera è agevole e godibile. Molto interessante è lo stile dell'autore, pulito ma non scarno, ricercato ma non pomposo, che ben si sposa col genere proposto.
Trovo l'ambientazione ben delineata: Little Wood è dipinto con accortezza e i riferimenti alla Louisiana sono diretti e precisi. I luoghi visitati dai personaggi sono definiti a trecentosessanta gradi, così come la psicologia dei protagonisti stessi. Questi, infatti, sono modellati con astuzia dall'autore, capace di donar loro caratteristiche comportamentali o lessicali in grado di distinguerli. Un lavoro degno di nota per quanto riguarda i dialoghi, ben costruiti e variegati.
Il libro è assai interessante e l'autore dimostra di saperci davvero fare. Alcune strutture narrative e descrittive lasciano intuire che Gandolfi – come la maggior parte degli amanti del genere horror – faccia di King il proprio maestro e in certi passaggi riesce a rievocare le sensazioni folli e claustrofobiche del Re. Le tematiche affrontate sono delicate e sfociano in argomenti scottanti, ben oltre l'omicidio, quali il vilipendio di cadavere e la necrofilia. Nonostante gli argomenti che possono risultare “eccessivi” anche per gli amanti del genere, l'autore è bravo a condire l'orrore con un po' di sano humor – nero, ovviamente. Ho trovato la fine assai disturbante, malvagia al pari dell'intero scritto.
Lettura consigliata per gli amanti del genere e per gli stomaci forti.
Lunghissima premessa per entrare nel vivo, indizi lasciati qua e là che non portano a nulla, richiami ad altri libri. Parte centrale splatter e finale intrigante. Comunque uno scrittore da tenere d'occhio
Carino, scritto bene, ma troppo derivativo da tante cose già viste e lette. Sicuramente (ed è un pregio) si tratta di un vero horror, con tanto di sangue e scene forti e folli. Proverò a leggere altro di questo autore.
Me ne avevano parlato come del King italiano, ma sono rimasto deluso. Storia scritta bene ma troppo imitatrice di tanti racconti americani già visti e letti.
Le sembrava di accarezzare le tenebre, di lanciare uno sguardo alla parte di sé che ogni essere umano spera di non dovere affrontare mai Una frase molto psicologica, ci invita, quasi, a osservare nel buio che celiamo nel lato più nascosto di noi. Tutti noi abbiamo un lato oscuro, un lato che cerchiamo di tenere nascosto, tranquillo, ma a volte esce fuori, lasciandoci, addirittura, increduli. I personaggi di questa fantastica storia sono costretti a guardare dentro di loro. A osservare quel lato oscuro per riuscire a capire cosa frulla nella mente del pazzoide o della pazzoide, che li tiene sospesi su un filo sottilissimo... tra la vita e la morte. "William Killed the Radio Star " è un romanzo horror che non ha nulla da invidiare ai classici horror americani. Mi ha totalmente rapito. Il romanzo è ironico e da brividi al tempo stesso. L'autore è bravissimo a mescolare il tutto creando una storia unica, accattivante. I personaggi sono molto curati nella descrizione. Stranamente non sono riuscita ad affezionarmi a nessun personaggio. Forse all'inizio tifavo per Jazz, il Dj dalla pelle nera, che aveva una cittadina contro per colpa del suo odio per William Heart, il cantante famoso nel mondo, nato e cresciuto a Little Wood. Verso la fine... Jazz mi delude... avrei dovuto capirlo? Non lo so... So solo che a volte la boccaccia porta solo guai. Questo non influisce sul mio giudizio sulla storia... È semplicemente un sentimento soggettivo. La storia è curata perfettamente, scorre piacevolmente senza intoppi, a tratti la definirei claustrofobica. Il bello di questo libro è stato viverlo come un film... Le scene... I volti mi scorrevano nella mente e anche da qui si nota la bravura di uno scrittore. Il finale lascia molto pensare... La neve... A volte può far davvero paura! Ringrazio la Dunwich Edizioni per avermi dato la possibilità di leggere questa storia pazzesca. Non posso far altro che consigliarvi la lettura di questo horror.
Un horror da togliere il fiato. Ecco come descriverei William Killed The radio star. Da gran fifona quale sono, non leggo molti horror... ma non appena ho letto la trama e visto la copertina di questo romanzo ho capito che non potevo perderlo. Ed ho fatto una buona scelta, perché non mi ha delusa. Pietro Gandoli ha un modo di scrivere eccezionale e sa come catturare l'attenzione del lettore.
Tutto inizia in una notte che sembra essere come tante. Jazz, il protagonista, è un dj di colore che si è trasferito a Little Wood per proseguire il suo sogno. Conduce un programma radiofonico di una radio locale che dura l'intera notte, in compagnia degli assistenti Isabelle e Chuck. E questa macabra storia ha la durata di una puntata radiofonica: tutta la vicenda si svolge in una sola, terribile notte. Al centro della storia vi è il suo odio verso un cantante morto pochi giorni prima, William Heart. Inoltre, la sera prima, il corpo del cantante è stato trafugato e non si sa ancora chi sia stato. A far scaturire tutto è una chiamata misteriosa ricevuta durante la trasmissione: una ragazza confessa di essere l'autrice del furto. Il dj rimarrà spiazzato e sconvolto, ma prendendola per una pazza lascerà correre quella telefonata Non sa che da lì inizierà l'incubo per lui e i suoi colleghi, e non sempre ci si sveglia in tempo da un brutto sogno...
Spacca!!! Divertente e davvero ben scritto. Non splatter ma molto crudo, si legge d'un fiato e il lieto fine non sa cosa è!! Ultimo appunto, la copertina rende bene, benissimo, quel senso di prigionia?, di oppressione? .. non saprei ben definirlo, ma ti prendo all'inizio della nevicata e non ti molla più. Bravo Pietro.