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L'inverno della Lepre Nera (Narratori italiani)

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L’inverno della Lepre Nera è un romanzo su una relazione madre-figlia e su un amore malato e violento ed è una coraggiosa meditazione sulla vita di montagna con i suoi aspetti incantati ma anche con le sue chiusure e le sue asprezze. Ma, soprattutto, è un racconto aperto al potere della magia, che consegna anche a noi la saggezza della Lepre nel momento più buio dell’inverno bisogna saper annusare l’aria, trovare il sud e ricominciare a correre verso la primavera.
Nadia ha nove anni, una mamma che non la abbraccia mai e un padre del quale le restano solo ricordi lontani. Ma una mattina, subito dopo Natale, la mamma le fa indossare un paio di scarponcini e le consente di prendere con sé solo l’oggetto a lei più il registro su cui annota le caratteristiche e le abitudini di tutti gli animali, perché dentro il loro universo di piume e di zanne, di versi e di canti, trova un ordine che le dà conforto.
Partono insieme, Nadia e sua madre Rosa, per un lungo viaggio fino alla baita di zio Tone, che vive con il cane Fumo in mezzo a un grande bosco, lontano da tutto. È qui che Nadia impara a conoscere i bagliori della neve e la voce della montagna, qui ascolta la leggenda della Lepre Nera, che nella sua inarrestabile corsa fa mutare le stagioni, qui comincia a capire quale peso grava sulle spalle di sua non certo quello dello zaino con cui ogni mattina parte per lunghissime camminate solitarie, ma qualcosa di molto più grave e indicibile.
Sarà proprio nell’aria sottile delle montagne e in mezzo alla neve alta che Nadia e Rosa dovranno trovare la forza per sciogliere il freddo che stringe i loro cuori e il coraggio per muovere di nuovo i loro passi lungo il sentiero della vita. Angela Tognolini esordisce con una narrazione genuina e solida come gli alberi che ne sono silenziosi personaggi.

322 pages, Paperback

Published September 18, 2024

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About the author

Angela Tognolini

2 books3 followers

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Malacorda.
605 reviews289 followers
February 18, 2025
La Sirenetta è la favola di una creatura degli abissi che, per amore ma anche per curiosità nei confronti di un altro mondo e di un altro modo di vita, cambia tutto e va a vivere sulla terraferma. In un ipotetico seguito, si potrebbe vedere sua figlia, nata e cresciuta sulla terraferma, manifestare la curiosità in senso inverso, cioè desiderare di conoscere il mondo degli abissi. Ecco, in questo romanzo si ripropone questo schema incrociando il racconto della madre che lascia un mondo per un altro, con quello della figlia che a sua volta inizia a manifestare curiosità ed impara a conoscere quel mondo da cui la madre era inizialmente partita. La differenza sta nel fatto che il protagonista maschile della fiaba è il classico principe, mentre il protagonista maschile del romanzo è il classico "inqualificabile", nel senso che per quelli come lui non esistono aggettivi adeguati.

Mescolando tanti ingredienti buoni, il romanzo contiene numerosi temi e osservazioni e spunti interessanti. Non c'è solo il tema dell'amore malato: c'è più in generale quello della famiglia, del rapporto genitori-figli, il tema dell'incomunicabilità; il tema della freddezza dei genitori nei confronti dei figli che non è mai giustificata, c'è il tema delle radici che si perdono e che si ritrovano. A fianco del tema della montagna c'è il tema del rifugio, il tema del confronto montagna-città come due mondi distinti, non necessariamente contrapposti, più realisticamente due mondi che si compensano e si integrano a vicenda. Il tema della fuga. Appunti sparsi sul consumo di carne e sull'essere vegetariani. Il senso di fallimento della propria vita: su che cosa si misurano il fallimento o, viceversa, la riuscita? Il fatto che in una vita ci sia tanto dolore, è più indice di fallimento o di riuscita?

Questa ragazza scrive proprio bene perché centra il bersaglio della virtù che sta sempre nel mezzo: non scrive per stupire il lettore con effetti speciali, niente barocchismi e niente orpelli strani, però non scrive neanche con quella scrittura scarnificata dove si sottintende il soggetto, si esclude il verbo e si tralascia il predicato e gli aggettivi ohibò; si cala nel punto di vista di una bambina di nove anni senza per questo dover scrivere in maniera infantile. Questo è uno degli aspetti che più ho apprezzato del libro: il pensiero della bambina di nove anni è ben ricostruito, mai banalizzato, mai semplificato, mai "plastificato" e mai tinto di rosa o tinto di fiaba, ché l'infanzia una fiaba non la è mai.
Qualche dialogo zio-nipote suona un po' semplificato, ma tutto considerato ci sta.

Lo scioglimento della freddezza della madre nei confronti della figlia: dal punto di vista narrativo è un ingrediente interessante anche se sulle prime lo trovavo poco realistico. La madre tratta la bambina con una certa durezza per nove anni, salvo poi (re)imparare ad essere un po' più affettuosa ed espansiva in occasione del ritorno ai suoi monti. Nella realtà, ahimé, non lo so se funziona così. Io ce l'ho da quarantacinque anni, una madre fredda come il ghiaccio: non è bastato il cancro (il mio, N.d.A.) a farla sciogliere almeno un poco, figuriamoci cosa poteva fare un banale "cambio di aria". Però nel caso del libro lo "scioglimento" non è solo funzionale alla storia, ha un senso perché la madre protagonista vuole ammettere i suoi sbagli, vuole cambiare strada e passo, sceglie di lasciarsi alle spalle il suo dolore.

All'inizio il romanzo non mi convinceva del tutto, trovavo la scrittura buona - come detto sopra - ma andavo via via appuntandomi tante osservazioni riguardo numerose imprecisioni ed incoerenze circa la trama, le situazioni, l'ambientazione, le contingenze. Poi ho rivisto la mia posizione. Pur non essendo immune da alcuni difettucci, di man in mano che sono andata avanti con la lettura mi sono accorta che per buona parte delle piccole incoerenze e osservazioni che mi ero annotata, c'è una spiegazione o comunque giustificazione narrativa. E allora, quel che resta della lista iniziale dopo la scrematura, è una listina di stupidatine che non vale nemmeno la pena di ricopiare. Se un moscerino ti entra in un occhio, invece di frignare levalo via e tira dritto. Il romanzo nel complesso è ottimo e su questo non ho dubbio.
Profile Image for Davide.
8 reviews2 followers
November 2, 2024
Nella prefazione in seconda di copertina si legge: "Angela Tognolini esordisce con una narrazione genuina e solida".
Non cadete nella tentazione di trasformare nella vostra testa quel 'genuina' in leggera o sempliciotta, abbinando l'aggettivo all'uso che ne veniva fatto un tempo parlando delle persone del passato, quasi in modo dispregiativo.
Dopo aver letto il romanzo, ho ripensato tante volte al perché le curatrici del libro abbiano deciso di usare quella specifica parola per descrivere il suo modo di parlare a noi lettori e lettrici. Genuina: naturale e inarrestabile. Come l'acqua di un ruscello; un torrente di montagna che percorre la sua via, e può essere silenzioso e rumoroso allo stesso tempo. Che ci sia il sole o la pioggia non importa; dipende tutto da dove l'autrice ci vuole far fermare. Può essere silenzioso e avvolgente, o può diventare violento, abbattendosi sui massi che trova dentro di sé. In ogni caso è una visione di cui non si può fare a meno.
Già dalle prime pagine si sente il rumore di questo ruscello. Si capisce che c'è, esiste, è lì da qualche parte nel bosco. Sappiamo dove si trova e ci dirigiamo verso di lui attirati dalla scrittura dell'autrice che scorre senza sosta. I capitoli sono un intrecciarsi continuo di due storie, che però non disturba la lettura ma, anzi, ti obbliga a continuare verso una soluzione che rimette tutto al suo posto; offrendoci un presente molto diverso da quello vissuto fin dall'inizio del romanzo.
Personaggi ben delineati e momenti di grande scrittura fanno pensare che questo primo libro sia solo l'inizio di qualcosa di importante.
Profile Image for Adriana Consalvo.
148 reviews12 followers
January 28, 2025
Quando nasce una bimba, una mamma è felice, ha un'alleata, è come se guardasse allo specchio e le tornasse indietro la sua immagine, anche se colori diversi si distribuiscono sul viso, sui capelli.. ma è una bimba che ha vissuto in lei, l'ha abitata e va bene così, anche se non le somiglia. È il suo cassetto in cui riporre i suoi pensieri, sicura di essere capita. Rosa è una donna che ha vissuto fino a un certo punto sulle montagne, dove uomini e donne non erano "uguali". Gli anni sessanta non avevano raggiunto i monti..ancora e una donna doveva avere le "caratteristiche giuste".. Questa è la sua storia e quella di sua figlia Nadia.
È un romanzo di sensazioni, di non contatti, di silenzi eloquenti, di accettazione.
La scrittrice mette sempre una barriera immaginaria quasi come una porta che si chiude, tra una vita e un'altra, tra un silenzio che esclude e dall'altra parte include, tra il prima e il dopo. Un escamotage per tenere insieme qualcosa che poi non aveva niente che ricordasse neanche lontanamente un " tutto" . C'è sempre un "al di qua " e un "al di là". In quell'apparente equilibrio il prezzo da pagare era tanto dolore. Valentino era stato il dolore più grande. Osservare dall'esterno qualcosa che non funziona e che continui a tenere insieme non è facile. La morte della madre, qualche anno prima, aveva sgretolato il piccolo mondo fatto di silenzi, sì, ma dell'unico affetto del "prima di Valentino" dal quale aveva dipendenza affettiva ed economica, la paura di affrontare un discorso per non alterare quel falso equilibrio che a ogni lite generava una crepa. L'albero della vita di Rosa stava perdendo le ultime foglie e al di là, alle sue spalle c'era il deserto, le rovine di una vita che lui aveva abbandonato. La piccola Nadia scoprirà il significato di adattamento, il valore dell'ascolto anche se tutt'intorno è silenzio.
26 reviews3 followers
May 27, 2025
Uno dei libri più belli mai letti.
Dentro ci trovi la storia di un amore malato, la forza dell'amore puro madre-figlia, la tenacia delle proprie radici e il potere salvifico della montagna e la saggezza antica della lepre nera.
Complimenti alla scrittrice.
Profile Image for Marta Aldrighetti.
562 reviews1 follower
March 12, 2025
"Perché, anche se era lui a essersene andato, ti sei allontanata anche tu? Perché non sei rimasta con me quando è andato via? (..) Io ero rimasta, sì, fisicamente ero rimasta sempre con lei. Ma la lontananza di cui parlava non era fisica.."
Storia attualissima, ambientata tra la montagna e la città: due realtà completamente diverse, in cui le persone sono diverse, la vita e l'ambiente sono diversi.
Protagonisti realistici, che affrontano la realtà, crudele e violenta come il rapporto tra Rosa e il compagno, distaccata come il rapporto tra Nadia e sua mamma, senza lottare ma con rassegnazione come la vita di Rosa, a contatto con la Natura come la vita eremita dello zio Tone, con leggerezza impegno e fantasia come il mondo degli amici del Teatro.
Profile Image for Emanuela.
181 reviews2 followers
February 9, 2025
Uno di quei libri che vorresti saper centellinare perché non finissero mai.
Una narrazione sempre in crescendo, cosa per nulla scontata.
Finalmente l'amore per la montagna non è più una prerogativa maschile.
I personaggi prendono vita e le loro dinamiche sono coinvolgenti, regalano emozioni che bucano l'anima.
Alla Catherine Dunne!
Imperdibile!
Profile Image for Adriana Attolico.
173 reviews2 followers
March 27, 2025
La storia di una madre e sua figlia, che spiega i tanti "perché" che si celano dietro certi atteggiamenti o modi di fare. Spesso ci sono motivazioni più profonde che, se rivelate, aiutano a comprendersi. Ed è il caso di Rosa e Nadia che con l'aiuto dello zio Tone e di un ritorno alle origini, riescono a migliorare il loro rapporto nella vita dà lì in poi puntando sempre alla "vetta piu alta".
Profile Image for Silvy Morellato.
3 reviews
July 27, 2025
Forte, potente.
Angela Tognolini mi ha fatto entrare nel mondo di Rosa e di sua figlia Nadia. A volte sono stata madre, altre sono stata figlia.
La vita è un eterno ritorno, si cade e vi si rialza, "non possiamo scegliere noi il nostro pendio".
Nonostante tutto quello che ci illudiamo di essere, siamo creature legate al ritmo delle stagioni e profondamente ancora istintive.
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