Una cronotassi alternativa
L'idea era valida: quella di presentare ed analizzare le figure storiche dei pontefici "che non lo furono" e recuperarne l'eredità superando le damnatio memoriae che molti di essi hanno subito.
Il problema è che l'autore non è storico di professione, ma giornalista RAI (e neppure laureato in Storia, ma in Scienze Politiche) - ma, si sa, al giorno d'oggi la possibilità di pubblicare un saggio non si nega ad alcuno con "buone entrature".
In fondo, il lavoro di Prignano non è malvagissimo, al netto di certi tentativi goffi di "aggiornare" gli eventi storici:
Questa specie di G20 del Medioevo
Una vicenda appassionante come una serie TV
questi opinion makers della curia .
Ma, alla fine dei conti, questo testo rimane troppo superficiale, dedicando molto spazio alle vicende (narrate con anche troppa attenzione allo story-telling ) storiche e poco alla vera analisi profonda storica di contesti e mentalità storiche.
Quando Prignano tenta qualche argomentazione storica, si risolve in poche frasi (prese in prestito da addetti ai lavori) e in poca sostanza - è anche abbastanza buffo che un discendente di Urbano VI (come lo stesso Prignano ha rivendicato in varie sedi) prenda le sue difese, come se le lotte dei clan familiari tra i papi ed antipapi siano ancora vive e vegete:
Urbano VI e i suoi successori risultano oggi come legittimi. Ma è una lucidità che per molto tempo è mancata alla Chiesa
La sostanziale fragilità di metodo storico e di preparazione scientifica emerge chiaramente nel riferire il giudizio positivo di Giovanni XXIII (Roncalli) sul suo "predecessore" antipapa Giovanni XXIII - la fonte storica riportata in una nota non è proprio solidissima:
L’episodio, riferitomi da un testimone oculare, risale al 27 settembre 1958, un mese e un giorno prima che Roncalli venisse eletto papa.
In ogni caso, un testo che va bene per neofiti e lettori che prediligono semplicità di scrittura ed intrattenimento.