Benvenuti! Vi prego, lasciate ombrelli e cappotti su quell'appendiabiti lì, accanto alla stufa. Cosa posso offrirvi, una tisana calda? Oppure un caffè? Venite, entrate pure, non abbiate timore.
State viaggiando verso la vostra meta quando un avviso di strada interrotta vi costringe a deviare dal percorso stabilito. Un banco di nebbia fitta vi impedisce di leggere i cartelli che incrociate lungo la via, riuscite a malapena a distinguerne il colore, un verde pallido e indistinto. Dopo un tempo indefinito la strada, un concatenarsi di tornanti in salita, termina dinanzi al portale di ingresso a Nemeton, un misterioso paese non segnalato su nessuna mappa, cartacea o virtuale. Tentate di ripartire, ma l’auto si rifiuta di obbedire. Mentre la nebbia lascia spazio alla pioggia, in lontananza notate l’insegna al neon di un albergo. Quattordici racconti in stile horror, weird e gotico vi accompagneranno durante la lunga notte che vi attende, strane finestre su altrettante epoche riuscirete a passare indenni il vostro soggiorno al Raven Hotel?
Vi presento oggi questa bella raccolta di 14 racconti di genere horror/weird. Tutti questi racconti hanno in comune la stessa ambientazione geografica: Nemeton, un immaginario desolato paesino non lontano da Roma, che per qualche strano motivo non è riportato su nessuna cartina, nessuna indicazione porta verso questo posto e quasi nessuno conosce. I protagonisti di questi racconti, per curiosità, per errore o costretti dalla situazione, si troveranno ad affrontare l'oscurità di questo paesino.
Dopo una breve e molto carina introduzione che ci da il benvenuto in questo Hotel di Nemeton, che mi ha ricordato molto l'incipit della trasmissione radiofonica Virgin Motel, si parte con i racconti. Tutti narrati in prima persona, con il protagonista che si districa e ci guida nei meandri di ciò che sta vivendo o ha vissuto. Spesso ho percepito, sotto l'aspetto narrativo, le vibes dei racconti Lovecraftiani (e anche di E.A. Poe) e sono rimasto piacevolmente colpito. La scrittrice è riuscita a trasmettermi la sensazione che sia il paese stesso il fulcro del male. Un male atavico, primitivo, sito alle fondamenta di Nemeton. Come una moderna Dunwich, tutto inizia e finisce qui.
Difficile provare a pensare al racconto che più mi ha colpito, poiché nessuno spicca in eccellenza come allo stesso tempo nessuno mi ha deluso. "Rumore bianco" è di sicuro un racconto di impatto, ma anche i due racconti iniziali "Interiora" e "Il morbo oscuro" (che più di tutti mi hanno ricordato Lovecraft in quanto ad atmosfera) hanno il loro spessore.
In conclusione, promuovo in pieno questa nuova uscita e la consiglio vivamente a tutti gli amanti del genere. E poi siamo alle porte di Halloween, quale miglior lettura... 😉
Una nebbia che svela all' improvviso un ponte bianco... Chi lo attraversa si ritrova a Nemeton, un luogo misterioso, certamente non per spiriti deboli ... A volte la nebbia si dirada, ma non è detto che il paese mostri tutto sé stesso, anzi.... Nonostante attraverso i secoli nei vari racconti, alcuni elementi restano gli stessi, cristallizzati nel tempo... Una scrittura capace di riportare alla mente racconti di lovecraftiana memoria, che suscitano brividi gelidi che corrono lungo la schiena... Scrittura mai pesante, mai prolissa , ma che ti porta lontano, là nel paese di Nemeton, durante la festa delle Gemelle, fra le ombre che popolano gli edifici del paese e l' animo umano..un libro per divertirsi, stupirsi e spiazzarvi... Una lettura indimenticabile e magica....
Titolo: Raven Hotel Autrice: Chiara Catella Pag: 222 CE: Delrai Trama: State viaggiando verso la vostra meta, quando un avviso di strada interrotta vi costringe a deviare dal percorso stabilito. Un banco di nebbia fitta vi impedisce di leggere i cartelli che incrociate lungo la via, riuscite a malapena a distinguerne il colore, un verde pallido e indistinto. Dopo un tempo indefinito la strada, un concatenarsi di tornanti in salita, termina dinanzi al portale di ingresso a Nemeton, un misterioso paese non segnalato su nessuna mappa, cartacea o virtuale. Tentate di ripartire, ma l’auto si rifiuta di obbedire. Mentre la nebbia lascia spazio alla pioggia, in lontananza notate l’insegna al neon di un albergo. Quattordici racconti in stile horror, weird e gotico vi accompagneranno durante la lunga notte che vi attende, strane finestre su altrettante epoche passate: riuscirete a passare indenni il vostro soggiorno al Raven Hotel?
"Benvenuti! Vi prego di lasciare ombrelli e cappotti su quell'appendiabiti lì, accanto alla stufa. Cosa posso offrirvi, una tisana calda? Oppure un caffè? Venite, entrate pure, non abbiate timore."
Così inizia il nostro viaggio nel tempo alla scoperta di Nemeton, un percorso studiato interamente per noi lettori, a cui l’autrice si rivolge direttamente attraverso la voce dei personaggi. Questo approccio ti cattura fin da subito, spesso suscitando una sensazione di pelle d’oca.
“Si diceva che, appena tre notti prima, fosse stato udito un strano canto tra le strade principali, come di molteplici voci dissonanti.”
L’ambientazione e le descrizioni sono così coinvolgenti da suscitare davvero i brividi: in alcuni passaggi avevo ben chiara l’immagine che l’autrice voleva evocare, tanto le sue parole erano precise e in grado di toccare tutti e cinque i sensi. Un esempio? Il rumore assordante del ticchettio nel primo racconto: mi ha disturbata come se fossi stata lì, in quella cella.
“Mi sentii quasi attratto dall’idea, come una falena alla fiamma, ben consapevole di avvicinarmi passo dopo passo a una terribile morte.”
Chiamarla semplicemente una raccolta di racconti sarebbe, a mio parere, riduttivo. L’intento dell’autrice va ben oltre: Raven Hotel deve essere visto come un’unica grande storia, raccontata da diversi punti di vista (e con stili narrativi distinti), ma legata da un filo conduttore.
“Nessuna persona dovrebbe assistere al proprio funerale.”
Ho apprezzato molto anche il modo in cui l’autrice affronta temi importanti, inserendoli nei suoi racconti in maniera sempre contestualizzata. Lo fa evolvendo il suo stile, che è riconoscibile ma cambia in base alla linea temporale.
“Questo è il fardello che da allora porto: sapere che forma hanno le tenebre eterne che ci attendono al di là del velo della vita.”
L’autrice accompagna il lettore in una ricerca della verità su Nemeton, disseminando qua e là briciole di informazioni. La realtà, però, è che questo libro è un labirinto di inquietudine, delirio e apparente follia.
“Sembrava che l’aria, più che entrare nella casa, volesse uscirne, creando un singolare effetto sottovuoto.”
Alla fine del viaggio, l’autrice chiude tutti i cerchi, lasciando il lettore a bocca aperta. L’ho trovata una lettura affascinante, che mi ha ricordato Twin Peaks, e ho apprezzato gli omaggi a E. A. Poe e a Lovecraft. E poi gli interni grafici sono pazzeschi, vi direi di acquistarlo anche solo per questo!
«Sta registrando, vero? La mia storia non è per lei, dottoressa Lopez. È per te.»
State viaggiando verso la vostra meta, quando un avviso di strada interrotta vi costringe a deviare dal percorso stabilito. Un banco di nebbia fitta vi impedisce di leggere i cartelli che incrociate lungo la via, riuscite a malapena a distinguerne il colore, un verde pallido e indistinto. Dopo un tempo indefinito la strada, un concatenarsi di tornanti in salita, termina dinanzi al portale di ingresso a Nemeton, un misterioso paese non segnalato su nessuna mappa, cartacea o virtuale. Tentate di ripartire, ma l’auto si rifiuta di obbedire. Mentre la nebbia lascia spazio alla pioggia, in lontananza notate l’insegna al neon di un albergo. Quattordici racconti in stile horror, weird e gotico vi accompagneranno durante la lunga notte che vi attende, strane finestre su altrettante epoche passate: riuscirete a passare indenni il vostro soggiorno al Raven Hotel?
Eccomi qua con la prima recensione Delrai Edizioni dell'anno. Ho scelto questo libro in fiera a dicembre basandomi esclusivamente sulla prima impressione: quattro chiacchiere con l'editrice in merito, la copertina, la meravigliosa veste grafica all'interno. Ero un filino titubante perché generalmente i racconti non fanno per me ma mi sono lasciata convincere dal fatto che siano tutti concatenati e che di conseguenza abbiano una trama centrale su cui svilupparsi. A lettura iniziata, la prima cosa che mi ha piacevolmente sorpresa è stata il ritrovarmi davanti uno stile accurato, dettagliato e ricco ma mai pesante che mi ha aiutata a immergermi totalmente nelle atmosfere gotiche che l'autrice ha saputo ricreare perfettamente. Quello all'interno di Raven Hotel è un viaggio adatto solo ai più attenti osservatori. Se vi aspettate una lettura leggera adatta a svagare la mente non riuscirete a stare dietro a tutti i dettagli che si intrecciano, si rincorrono e si ritrovano. Nella prima parte mi sono divertita moltissimo a fare congetture e ipotesi, mi sono sentita quasi una piccola investigatrice pronta a curiosare in ogni stanza di questo assurdo albergo. Sul finale tuttavia ho perso un pó il ritmo. C'è un cambio stilistico, secondo me, troppo brusco che mi ha spaesata. Tutto inizia a ruotare attorno alla psiche umana e perde un pó quella cadenza fatta di suggestioni e sussurri iniziali. Ho ritrovato con piacere vari rimandi ad autori e opere che ho letto e conosco. Rimandi fatti con criterio e studio approfondito. Ce ne sarebbero stati anche altri ma, ne sono venuta a conoscenza solo a libro concluso leggendo la postfazione. Mi sento dunque di dire che si tratta di un esordio con i fiocchi che mi porta ad attendere i prossimi libri dell'autrice con ansia.
Un paese maledetto immerso nella nebbia, un misterioso hotel e 14 racconti in stile horror weird e gotico.
A febbraio per il gdl SAFE abbiamo letto “Raven Hotel” che la mia amica Sara ci ha regalato a Natale. La copertina e l’interno del libro sono spettacolari e curati nel dettaglio: questo oltre ad essere un punto di forza del libro lo è anche della CE Delrai.
🟣 Il libro si articola in 14 racconti ambientati in epoche diverse, partendo dal passato fino ai giorni nostri, ma sempre nel medesimo paesino chiamato Nemeton ( “Bosco Sacro“ ) dove si trova il Raven Hotel che costituisce il filo conduttore di tutta la raccolta. Questa costruzione in cui il tema ricorrente del paese maledetto unisce tutte le storie tra di loro mi è piaciuta.
🟣 Come tipologia di lettura non rientra sicuramente nella mia comfort zone, quindi ho faticato un pò a tenere la concentrazione in modo costante.
🟣 Ho apprezzato molto il tributo a opere e autori come quello ad Edgar Allan Poe.
🟣 Quello che più mi è rimasto dalla prima all’ultima pagina è un forte senso di inquietudine, ogni racconto ha un lato mistico e dei personaggi che esplorano angoli dell’animo umano oscuri.
🟣 Nemeton è un luogo misterioso e solo viaggiando attraverso i 14 racconti è possibile comprendere i misteri che avvolgono la città.
Una volta giunti al Raven Hotel, non è detto che si riesca a uscirne indenni.
La raccolta mi è piaciuta. Alcuni racconti sono più riusciti degli altri, ma questo è perfettamente normale in raccolte come queste.
I racconti ruotano attorno al piccolo paese di Nemeton, che già dal nome ha qualcosa di Lovecraftiano. L'ambientazione e le atmosfere sono il punto forte della raccolta, i personaggi forse il punto più debole. Mentre leggiamo, scopriamo la “lore” di Nemeton attraverso isecoli. L’ultimo racconto tira un po’ le fila di tutto. Forse avrei apprezzato qualche dettaglio in più, perché penso di essermi persa qualche pezzo.
Lo stile cerca un po' di imitare Lovecraft, ma non mi dispiace così tanto; nella postfazione l'autrice spiega di essersi ispirata proprio ai grandi autori horror.
I racconti che ho apprezzato di più sono: Interiora, Mi sono rotto una gamba, Rumore bianco, Il suono dei boschi.
Questa raccolta di racconti mi ha stupito. . Veniamo accolti al Raven Hotel, situato nella cittadina misteriosa di Nemeton. . In questa cittadina, nel corso degli anni, succedono cose molto strane e particolari. Tra strane apparizioni, sette e tanto altro, questo viaggio nel tempo sarà ricco di h0rr0r, weird e sorprese. . Mi è piaciuto tantissimo, nella sua particolarità. Ogni singolo racconto merita. Non saprei neanche dire quale mi sia piaciuto di più, sono tutti interessanti e belli. I riferimenti a Edgar Allan Poe, poi, sono molto apprezzati. . Una bella penna, una scrittura che ti prende e delle storie ricche. Un'opera che non posso non consigliare.
I racconti si susseguono in una linea temporale che va dalle origini del paese fino ai giorni moderni. Racconti a sé stanti, ma indissolubili che mostrano in ogni tempo come Nemeton sia stato sempre soggetto e oggetto di nefasti avvenimenti, attirando a sé stranieri per poi incatenarli nelle proprie viscere, ma anche opprimendo i propri stessi abitanti. Il libro scorre bene, vi è il giusto equilibrio fra suspense e mistero. Ogni personaggio ha caratteristiche ben specifiche e nessuno di essi si ripete, dimostrando quindi la varietà degli eventi. Ogni storia ha una sua morale da scoprire e tutti presentano delle referenze a specifiche opere che stesso l'Autrice nomina nella postfazione, che siano libri, film, serie, giochi o altro. Sono quattordici storie cariche di mistero per nulla banali. Ogni storia prende il suo posto in questa immaginaria linea temporale e il lettore è così in grado di tracciare la stessa storia di Nemeton proprio grazie a essi. I racconti scavando dentro la psiche dei personaggi, andando a intaccare quella linea sottile che divide la realtà dall'irrealtà. L'Occulto che aleggia in ogni storia le rende ancora più intriganti e spaventose. E' una bella raccolta, che consiglio agli amanti del genere come anche a chi si vuole appena accostare. Nel periodo di Halloween di certo non può mancare per rendere le serate davvero oscure e piene di mistero.