Un dialogo a senso unico, con la voce di un uomo che fa visita al padre. Padre che quasi non lo riconosce più perché affetto da una malattia che cancella la memoria giorno dopo giorno. Un papà anziano che ascolta, eppure sembra non essere lì. Quanto tempo servirà per raccontare la vita che è rimasta in sospeso, tra i due? C’è qualcosa di importante che va detto, c’è un filo che va teso per provare a sentirsi davvero uniti. Allora il figlio raccoglie i ricordi e regala al padre un’esperienza lontana, di cui negli anni non avevano parlato un granché. Quando aveva svolto il servizio civile in una casa per “mattacchioni”, un manicomio. Le parole sono dolci, emozionanti, Gabriele Corsi diventa il collante tra due mondi abitati da menti perse, ieri e oggi, come ci fosse stato un destino in quel vissuto che gli ha cambiato la vita. Un racconto ricco di sensibilità, dove i sentimenti sono vivi e ci riempiono di commozione e amore.
Questo noto personaggio televisivo e radiofonico, racconta la sua esperienza come figlio e come uomo. L'incipit è molto commovente e induce alla lettura per scoprire cosa c'è dietro a questa dichiarazione di amore iniziale per il padre. Un libro, scritto da un figlio che parla al padre, un padre che non è più in grado di parlare a causa della malattia che lo ha colpito. Il figlio gli dice tutto quello che avrebbe dovuto dirgli quando poteva dialogare con lui. I due uomini parlavano sempre tanto, ma non si dicevano mai le cose importanti. Gabriele vorrebbe continuare ad essere figlio per sempre. In questo racconto, c'è la storia del suo anno di servizio civile, che venne svolto presso la Casa dello Studente, dietro sua specifica richiesta, per prestare assistenza ai ragazzi con sindrome di Down. Invece questa richiesta non viene accolta e Gabriele finisce al manicomio, ovvero all'Ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà, una comunità alla periferia di Roma. Quando arriva il primo giorno, non sa distinguere i pazienti dagli operatori sanitari e l'impatto è traumatico perché si sente completamente spaesato. Resta nascosto in una dispensa per giorni, poi capisce che ha scelto lui di fare questa esperienza, così decide anche di viverla come dovrebbe, con momenti di affanno, altri sorprendenti e altri deprimenti. Alla vicenda dell'anno di servizio civile, si legano e si alternano i ricordi d'infanzia con il padre, quelli di una vita quotidiana che torna potente a dare più significato a quello che oggi Gabriele sta vivendo.
Gabriele Corsi il noto conduttore televisivo mette per scritto la sua esperienza come operatore volontario, in realtà era il servizio civile, in una casa di cura psichiatrica ex manicomio di Roma. La sua storia, narrata in prima persona, si lega a quella di suo padre malato negli ultimi giorni di vita quando ormai non riconosceva più nessuno. Storia vera, raccontata senza sconti, ma con poesia e delicatezza su un tema difficile e spesso trascurato perché scomodo. Bravo Gabriele , ottimo lavoro.
Un racconto toccante di un figlio che parla con il padre malato, alternato a racconti del protagonista che si trova a svolgere il servizio civile con persone "mattacchione" , cone le definisce l'autore stesso. un romanzo crudo, toccante e a tratti vuol essere leggere seppur si parla di argomenti delicati
Tre motivi per leggere questo libro. Uno: Gabriele Corsi scrive davvero bene ed è un vero piacere leggerlo. Due: la legge Basaglia che ha svuotato i manicomi spiegata in modo esemplare. Tre: ti fa pensare a tutte le cose che avresti voluto fare e che hai sempre rimandato pensando di avere tutto il tempo che in realtà non hai.
L'accostamento dei racconti dei "mattacchioni" alle parole rivolte al padre non mi è ancora del tutto chiaro. Purtroppo questo libro è molto superficiale: un sacco di frasi ripetute che "descrivono" eventi senza particolari dettagli. Ciò che lo salva è lo stile di scrittura, che riesce a fornire uno scorcio alla psiche dei personaggi che va oltre la semplice descrizione di "pazzi" trasmessa dai racconti comuni.
La storia di un figlio raccontata a suo padre la cui memoria lo sta abbandonando. Un libro sicuramente scorrevole con alcuni concetti interessanti, ma lette le prime due splendide pagine mi aspettavo molto di più.
Bellissimo! Un libro che ti entra fin troppo dentro e ti scuote l'anima come in un vortice di emozioni. Raramente riesci a trovare una scrittura così cruda e reale che fai fisicamente fatica ad andare oltre.