Una madre mancata quando le figlie erano piccole, un padre convinto che per una buona educazione bastino energiche passeggiate all‘aperto e sommari riassunti di letteratura classica. Una casa fredda e spoglia, in cui sacchi di patate e castagne prendono il posto di comodità e abbellimenti. E una sonnolenta città di provincia dove gli unici eventi coincidono con le funzioni religiose. Questa è la vita di Denza, almeno fino a quando il padre decide di risposarsi con un‘attempata signorina dal grande senso pratico ma priva di compassione per gli struggimenti e i sogni a occhi aperti. Potrebbe essere l‘inizio di un feuilleton lacrimevole sulle disavventure della nostra eroina, ma l‘autrice di questo piccolo gioiello aveva altri piani. La Marchesa Colombi dà infatti vita a un romanzo folgorante che ribalta tutti gli stereotipi del genere. Calati in una quotidianità autentica e credibile, i melodrammi della cosiddetta “narrativa femminile” vanno in frantumi, producendo una comicità irresistibile che smaschera una volta per tutte le smielate promesse d‘amore da sempre propinate alle giovani donne. Il risultato è un romanzo senza tempo, che Natalia Ginzburg lesse e rilesse per tutta la vita e Italo Calvino amò come un classico, opera di grande modernità di un‘autrice capace di incantare ancora oggi.
Maria Antonietta Torriani è stata una scrittrice italiana. Con lo pseudonimo di Marchesa Colombi entrò nella storia del romanzo popolare e del femminismo. Il nome di "Marchesa Colombi" era in realtà uno pseudonimo, tratto dalla commedia «La satira e Parini» di Paolo Ferrari, in cui i marchesi Colombi sono personaggi futili e frivoli. Negli anni settanta il giornalista Eugenio Torelli Viollier, nato a Napoli nel 1842 e trasferitosi a Milano nel 1865, era redattore di una rivista a quei tempi molto diffusa, L'Illustrazione Universale, che pubblicava anche racconti e novelle. Incontrata la Torriani che si era recata alla redazione del periodico per offrire la propria collaborazione, se ne innamorò. Il matrimonio, che alla fine naufragò, fu celebrato il 30 ottobre 1875. L'anno seguente Torelli fonderà il Corriere della Sera. Sarà in questo periodo che la Torriani assumerà definitivamente lo pseudonimo di Marchesa Colombi - già usato in precedenza assieme ad altri nomi d'arte - avviando così la sua carriera di narratrice. Nel 1973, dopo la riscoperta del romanzo Un matrimonio in provincia da parte di Natalia Ginzburg ed Italo Calvino, la critica iniziò ad interessarsi alla sua ricca produzione letteraria.
“Così, dopo tutti quegli anni d’amore, di poesia, di sogni sentimentali, fu concluso il mio matrimonio. Ora ho tre figlioli….E la matrigna pretende che io abbia ripresa la mia aria beata e minchiona dei primi anni. Il fatto è che ingrasso”. Queste sono le ultime righe del breve romanzo edito nel 1885 da una scrittrice che scelse lo pseudonimo di Marchesa Colombi. Un centinaio di pagine di grandissima modernità, intrise di ironia, che divertono il lettore ma che sono capaci di fornire un affresco della bigotta vita borghese ottocentesca e di far riflettere sulla condizione femminile in Italia nell’ottocento. La protagonista è Denza Dellara, orfana di madre, figlia di un notaio di Novara, che racconta in prima persona la sua vita, dall’infanzia in cui il padre si preoccupa che lei e la sorella Titina imparino a leggere, scrivere e far di conto, impartendo loro lezioni nel corso di lunghe passeggiate serali, fino all’arrivo di una scaltra matrigna che si preoccupa di mettere da parte la roba per il figlio e di trovare un marito per le due sorelle. Denza si rende presto conto di essere una bella ragazza e suscitare attenzioni tra il sesso maschile, comincia così a coltivare il suo sogno romantico e disperato di uscire da quella vita sempre uguale ogni giorno dietro l’altro, un sogno d’amore intenso per un pretendente, un giovane “moschettiere” , con il quale instaura un “amore di occhiate”. La fanciulla dall’aria “beata e michiona”ben presto sarà costretta a scontrarsi con la realtà di essere bella ma senza dote ed accetterà il destino preparatole dalla matrigna, senza perdere tuttavia vivacità di spirito ed ironia, che la rendono simpaticamente moderna: non una sognante e sospirosa madame Bovary, ma una concreta e carnale fanciulla dalla faccia tonda e bianca come la luna prona al suo destino di piccola borghese dei suoi tempi.
Un libro che indaga in maniera acuta e onesta l'ordinarietà - e la noia - della vita di ragazze di estrazione medio/bassa in Italia a fine '800. Un altro punto a favore è la brevità, che suggerisce un uso anche scolastico del libri, poiché permette di farsi domande sui vari temi che vengono affrontati al suo interno senza perdersi in trame troppo elaborate.
Delza lleva una vida monótona en una pequeña ciudad del norte de Italia. Lo único que espera para salir de esa vida sórdida y carente de alegría es casarse. Así que cuando le dicen que el heredero Mazzucchetti "la mira" y teniendo en cuenta que fue publicada en 1885, podemos imaginar que con eso era suficiente para que Delza se imagine y sueñe con ese joven aunque no le haya dicho nada, aunque no le guste, aunque espere año tras año que la pida en matrimonio.
Me han encantado las descripciones, los personajes, la forma en la que nos cuenta la vida de las mujeres en la Italia del fin del XIX sin quejas, sin dramas. Aunque es una novela de época, es asombroso lo fácil que se lee, porque es ágil, sencilla, directa y divertida. He estado toda la lectura con una sonrisa en los labios al narrar como el matrimonio era la única manera de que una mujer no fuera una solterona, de escapar de una vida gris y aburrida. Cómo es capaz de enamorarse de un ideal y de convencerse a sí misma de que el gordo y callado Mazzucchetti es fuerte y discreto 😌. Con que ingenuidad e inocencia ve la vida y con qué ironía y sentido del humor nos lo cuenta. Lo dicho, una lectura deliciosa
Noia. La vera protagonista di questo libro è la noia. Ma non quella che può provare il lettore. Bensì quella vissuta da Denza, nel raccontare la sua vita trascorsa nel Novarese. In particolare, il periodo dai suoi quindici anni circa fino ai ventisei. Anni di immobilità, di attesa, di illusioni, di speranze infrante. Anni di “amore d’occhiata”, come andava di moda nella seconda metà dell’Ottocento. Un amore senza amore, ma che si nutre dell’attesa di diventare un amore vero.
La storia è molto semplice, e riesce a disegnare bene un personaggio così particolare come Denza. A cui mi sono affezionata lentamente, e solo dopo aver compreso che non aveva molte altre possibilità di scelta nel periodo in cui lei è vissuta. La scrittura è antiquata e nello stesso tempo non complessa, con l’utilizzo di termini a cui attualmente non siamo abituati. Ma ci si abitua dopo qualche pagina.
Davvero una piccola perla questo racconto, fatto di verismo, ironia e poesia: combinazione rara. Deliziosamente ottocentesco il soggetto, stranamente moderna la scrittura. Vien voglia di saperne di più su questa donna, scrittrice e giornalista in un’Italia così remota; ma purtroppo, o per fortuna, è stata molto discreta e riservata.
Afeita como estou a ler este tipo de historias dende a perspectiva británica dunha Emma, resultoume interesante (e ben deprimente) ver o punto de vista italiano dunha Harriet.
Surpreendeu-me muitíssimo esta novelinha miúda. Só cem páginas nas que se percorre as angúrias matrimoniais duma rapariga italiana de províncias: a sua tristeza numa casa que mistura o cuidado da aparências com a frugalidade, atrapada entre os muros sociais da classe agrária e a baixa burguesia.
A autora, uma pioneira do feminismo em Milão, emprega o fio condutor das penúrias sentimentais e sociais da protagonistas para amossar a mesquindade da sociedade italiana da sua época. Num alongado processo de cortejo e negociação observamos como as convenções sociais põem em perigo de exclusão económica a uma rapariga que se deixa conquistar polas formas do amor romântico tradicional. A grande genialidade de Colombi é não recorrer a grandes história de amor que racham com a sociedade da época; conta-nos um cortejo no que todas as personagens seguem as normas estabelecidas. E é por isso polo que nos permite contemplar como as estruturas sociais predominantes evocam a nossa protagonista a uma situação de "perigo" (entendido na época como a possibilidade de ficar solteira e sem médios de subsistência) sem que em nenhum momento seja consequência de desafiar a sociedade levada pola paixão.
Un matrimonio provinciano age como uma ferramenta para a autora denunciar o desequilíbrio de poder na instituição social. A sua protagonista, ainda comportando em todo momento segundo os cânones clássicos, está permanentemente assediada polo perigo e a precariedade assim como polo passo inexorável dos anos.
E ne è valsa la pena, devo dire. E’, praticamente, un racconto lungo (o romanzo breve) e si legge in poco meno di due ore. Scorre via che è un piacere, perché è percorso da un’intrinseca vena di umorismo ed ironia, che si rivela non con i modi più aperti e diretti (e talvolta, persino, rozzi) cui siamo avvezzi ai nostri tempi, bensì attraverso i toni più compassati di uno scritto che risale al 1885. Ma non si nota. Li porta benissimo i suoi anni. Un Bildungsroman che risulta ancor oggi frizzante e coinvolgente.
Vi rammento, come ha già segnalato Moloch, che per tutti coloro che leggono in lingua italiana, il testo è liberamente e legalmente scaricabile qui: http://www.liberliber.it/mediateca/li...
la vita borghese e soffocante della provincia, le illusioni della giovinezza, l'amore come proiezione dei propri sogni e desiderio di fuga da una quotidianità opprimente. vecchio testo a modo suo modernissimo- che fa sorridere, spaventa, fa riflettere.
Una bellezza no, perché ha l’aria troppo beata e minchiona. Ma bella lo è.
Un dramma della provincia cinicamente divertente. La condizione delle donna della seconda metà dell’Ottocento raccontata con prosa leggera, ma non senza profondità di sguardo.
A Small-Town Marriage--- My copy was the English translation by Paula Spurlin Paige. Northwestern University Press. Published 2001. The author's subtle, ironic humor and her use of such an honestly, straightforward first person narrative gave such pleasure. The story seems simple, yet so much is there to be interpreted by the reader. I am lucky to have encountered this book. Enjoyed each page.
Opera sconosciuta ai piu' ma consigliata di Marchesa Colombi, pseudonimo di Maria Antonietta Torriani (1840-1920), prima firma femminile sul "Corriere della Sera, scrittrice", femminista ante litteram, scandalosa donna separata, madre mancata, aspirante suicida. I suoi romanzi sono stati apprezzati da Italo Calvino e Natalia Ginzburg e di lei ha appena pubblicato una biografia per Solferino Maira Teresa Cometto. «È difficile immaginare una gioventù più monotona, più squallida, più destituita d’ogni gioia della mia. Ripensandoci, dopo tanti e tanti anni, risento ancora l’immensa uggia di quella calma morta che durava, durava inalterabile, tutto il lungo periodo di tempo, da cui erano separati i pochissimi avvenimenti della nostra famiglia». Cosi scrive Denza, la protagonista del romanzo, una ragazza di provincia, figlia di un notaio di Novara, a cui la vita non ha riservato le gioie e le emozioni a cui lei ambisce.
"Avevo studiato la Dottrina Cristiana per prepararmi alla prima comunione, e, sebbene non ci avessi attinto nessun fervore religioso, avevo accettato quei dogmi belli e fatti, persuasa che, dacchè erano scritti, e tutti li credevano, -io non conoscevo nessuno che mostrasse di non crederli, - dovevano essere veri. E non ne avevo mai dubitato un istante; non avevo neppure pensato che si potesse dubitarne."
Non conoscevo la Marchesa Colombi, e che bella scoperta invece! Una donna con una biografia molto interessante e che scrive benissimo, cogliendo in questo caso tutte le sfumature di un corteggiamento in provincia con un'ironia inaspettata. E che chiusa!
Un gioiellino. In poche pagine descrive tutte quelle paranoie e voli pindarici che caratterizzano gli amori ancora nella fase "a distanza"...mi ha guardato, mi ha sorriso, mi ama!
Poi la realtà, con uno dei migliori excipit mai scritti.
E’ difficile immaginare una gioventù più monotona, più squallida, più destituita d'ogni gioia della mia. Ripensandoci, dopo tanti e tanti anni, risento ancora l'immensa uggia di quella calma morta che durava, durava inalterabile, tutto il lungo periodo di tempo, da cui erano separati i pochissimi avvenimenti della nostra famiglia.
Denza, la protagonista del romanzo, decisa a sfuggire questa situazione, si innamora del primo "Fausto" che la ammira:
Ed io provai in quel momento un tale fremito di tenerezza in tutta la persona, una tale puntura di gioia acuta al cuore, che dev'essere la più grande delle dolcezze umane. Non ne conobbi mai di maggiori e neppure d'uguali. Ed avrei venduta l'anima mia, come Fausto, perchè avesse osato abbracciarmi. E si stette zitti un lungo tratto, commossi tutti e due.
La loro storia vive nel segreto, vive di occhiate e di poche rubatissime parole, fino a quando Denza dovrà prendere atto della realtà.
Una specie di romanzo alla Austen (solo per la tematica "matrimonio") solo meno ottimista e più scanzonato, che descrive una vita fatta davvero di niente.
Muy bueno. Retrata la vida monótona de una joven a finales del siglo XIX. Se cree enamorada de un hombre obeso, muy obeso, como un elefante se dice en la novela, y alimenta cada día la ilusión de ese amor, únicamente basado en miradas. Él, al final, se casa con otra. Mientras, pasan los años (desde los 16,si no me equivoco, hasta los 26) y ya se cree una solterona. Puede que para la época lo fuera. Por último, se casa con un hombre de una gran verruga en la cara. Sin ilusión, pero huyendo de ser una solterona. Acaba el libro diciendo: "El caso es que estoy engordando".
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Scritto come l'autobiografia di una giovinetta della piccola borghesia della provincia piemontese negli anni immediatamente successivi all'unità d'Italia, questo romanzo breve, che si legge d'un fiato, iniziato con qualche dubbio, mi ha man mano che passavano le pagine preso e coinvolto nelle trame amorose della protagonista fino al finale dal lieto esito, grazie anche a una scrittura nitida ed essenziale.
I read the English translation of this book that doesn't appear in Goodreads searches. The book was first published in 1885 and is the story of Denza Dellra, a young girl trapped in a small provincial town.
Sono contenta che questa autrice poco conosciuta venga ancora proposta. Un'opera, la sua, che descrive bene il compromesso borghese di un buon matrimonio a discapito del sentimento, specie dal punto di vista di una donna dell'epoca.