E siamo arrivati al terzo... Boh, forse sto patendo la lettura meno dell'altra volta. Magari son io che mi son messa in testa di star leggendo un classico e non posso certo aspettarmi qualcosa come Sailor Moon.
Catene ai polsi. Allenatori - a atlete stesse - che feriscono le compagne a sangue. Avrebbero dovuto metterci un avviso all'inizio: «DO NOT IMITATE!!»
Vediamo se riesco ad arrivare fino alla fine questa volta. Così inserisco anche gli albi mancanti, non per altro.
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2014.04.30
Insomma, voglia finire tutto il manga però la lettura è tanto difficile. Nel senso che si vede che la storia è "antica": i disegni, le situazioni, i modi in cui i personaggi interagiscono tra di loro.
Nel volumetto precedente, il padre di Kozue afferma di aver imparato a memoria tutto il vocabolario di tedesco-giapponese che aveva per sfida, in poche parole. In questo volumetto, Midori, che afferma che l'inglese è il suo forte, non riesce a parlare con un'americana. Anzi, credeva che questa poverina non parlasse nemmeno inglese (OK, qua si può dibattere però non è questa la sede ^__^!). Però Kozue riesce a parlare con la capitana della squadra russa. E io mi chiedo, è Kozue che parla russo (estremamente improbabile) o la capitana che parla giapponese?!
Certo che il club di pallavolo del liceo è proprio giapponese. Non importa chi sia più bravo, i più vecchi son quelli che giocano.