Campagne silenziose in mezzo alle quali le aie coloniche sembrano cicatrici, paludi coperte di nebbie infide, boschi fitti e scuri, piccoli paesi di una provincia solo apparentemente normale e pacifica. In questo scenario si dipanano le storie di Baldini, in cui la tranquilla quotidianità può trasformarsi in un terrore antico, invisibile per la maggior parte del tempo, ma pronto a ricomparire nella nostra visione periferica appena distogliamo lo sguardo. Il libro, il cui titolo è diventato nome di un vero e proprio genere letterario, torna in una nuova edizione arricchita da due racconti per la prima volta qui inclusi nella raccolta, accompagnata da una postfazione di Francesco Guccini.
Ha iniziato a dedicarsi alla narrativa dalla fine degli anni ottanta, dopo essersi specializzato in antropologia culturale ed etnografia ed avere scritto diversi saggi in quei campi. La sua prima produzione a carattere mystery è la raccolta di racconti Nella nebbia pubblicata dallo stesso editore degli studi sul folklore romagnolo; la rinomanza di Baldini cresce poi gradualmente da quando, nel 1991, vince il Mystfest di Cattolica con il racconto Re di Carnevale. Per la sua narrativa viene coniato il termine di «gotico rurale» perché Baldini è riuscito a trasportare un genere tipicamente anglosassone e (negli autori moderni) tipicamente cittadino, nei panorami familiari della campagna romagnola. Oltre ad essere un romanziere affermato in Italia e all'estero, Eraldo Baldini è anche sceneggiatore, autore teatrale e organizzatore di eventi culturali. Nei giorni 14 e 15 aprile 2009 viene trasmessa su Rai Uno la fiction Mal'aria, tratta dall'omonimo romanzo.
Mi sono approcciato a questo libro con molte aspettative, avendo spesso sentito parlare di Eraldo Baldini come un maestro del gotico italiano, che riprende le tradizioni e il folklore del nostro paese. Ma quello che ho letto è stato molto diverso: una raccolta di racconti altalenante come poche altre, in cui a qualche buon racconto (due anche ottimi) si alternavano storie prive di mordente e altre che, a mio giudizio, non dovevano neanche essere inserite in questa raccolta, perché col gotico non c'azzeccano nulla. Partiamo dai pro, che comunque ci sono: Baldini scrive bene, è bravo a far rivivere l'atmosfera di superstizione popolare e si distingue in particolare quando restituisce il punto di vista di un bambino, impresa non facile. I migliori racconti della raccolta riprendono questi elementi: Breve la vita libera di Giovanni il Bianco; L'insuccesso scolastico e le sue conseguenze; Notte di San Giovanni. Andiamo ai contro: nonostante la buona costruzione dell'atmosfera, molte storie risultano banali e prevedibili fin dalle prime pagine (Foto ricordo, A lume di candela, Re di Carnevale), altre invece hanno un finale deludente, che non rispetta le aspettative (Arrivano dal buio, La collina dei bambini, Chi vive nell'olmo grande). In molte l'elemento gotico è solo un contorno e giunto al loro termine mi chiedevo cosa le avessi lette a fare. Ma quello che più mi fa rabbia e che mi ha fatto dare un voto tanto basso è la presenza di alcuni racconti che con la raccolta non c'entrano nulla. Country Fight Club, un racconto che col gotico non ha nulla a che fare, che promette uno sviluppo per poi andare su tutt'altro e che ha un finale davvero ridicolo; mi chiedo ancora il senso di questo racconto. A volte sbagliano, pur non essendo terribile come il precedente, non ha, di nuovo, nulla a che fare col gotico, a meno di ritenere che basti una piadina e qualche paesino a far rientrare in questo genere. I denti del nonno è un racconto surreale che non mi è spiaciuto del tutto, a parte il finale con una battutina debole, però, di nuovo, non è per nulla gotico. La sensazione finale, spiacevole, è stata quella di venir preso in giro come lettore.
Pochissimi ottimi racconti, pochi buoni, molti così così, troppi pessimi. Forse con una migliore selezione di racconti sarebbe stata un’altra antologia, di certo più breve ma qualitativamente superiore.
A parte il primo racconto e pochissimi altri (es: il surreale “I denti del nonno”), devo dire una raccolta a dir poco deludente. Approcciato inizialmente con grande curiosità e con l’aspettativa di leggere del vero GOTICO ma ambientato in Italia, è per lo più pregno di raccontini horror dalla trama fin troppo prevedibile (anche perché gli espedienti narrativi si ripetono allo stesso modo in quasi ogni racconto) o di racconti che non hanno niente a che vedere con il gotico/l’horror. È un peccato, perché dopotutto l’idea di fondo è davvero molto interessante.