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Morituri: La vera storia dei gladiatori

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Nati da riti funebri antichissimi in onore degli uomini illustri, i giochi gladiatori si svilupparono come fenomeno di massa in grado di appassionare individui di ogni provenienza sociale. Tra il pubblico in delirio non mancavano senatori e imperatori, né donne dell’alta società disposte a elargire cifre cospicue pur di trascorrere una notte con i campioni. Alcuni di questi combattenti si resero protagonisti della storia di dalla figura quasi mitica di Spartaco a Birria, che uccise il candidato pretore Clodio accelerando l’inizio della guerra civile tra Cesare e Pompeo; e ancora Narcisso, prima allenatore dell’imperatore-gladiatore Commodo e poi suo assassino. Eppure, a eccezione di pochi casi, i gladiatori restano per noi folle anonime. In Morituri Luca Fezzi e Marco Rocco tentano di farli uscire dall’ombra attraverso una ricostruzione che unisce alle testimonianze storiografiche i mosaici, i graffiti e le incisioni realizzati sulle pareti di anfiteatri e palestre così come su oggetti di uso quotidiano. L’ultimo combattimento organizzato nel Colosseo risale a quasi milleseicento anni fa, eppure i gladiatori hanno vinto la loro sfida contro la sono riusciti a sopravvivere nella letteratura, nelle arti figurative e nel cinema, fino ad approdare, oggi, anche nel mondo virtuale dei videogiochi.

380 pages, Kindle Edition

Published November 1, 2024

5 people want to read

About the author

Luca Fezzi

12 books2 followers
Luca Fezzi is professor of Roman history at the University of Padua and author of numerous books in Italian, including most recently, The Corrupt: An Inquiry by Marcus Tullius Cicero.

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Profile Image for Selene 🌙.
179 reviews5 followers
July 12, 2025
«La folle ferocia omicida dei gladiatori suscitava l’amore e gli applausi del pubblico, la cui eccitazione a sua volta si nutriva di quegli stessi applausi»

«Morituri te salutant»

Per quanto questa citazione non sia molto attestata dalle fonti, resta vivida nel nostro immaginario.
Ma qual era l’origine antica dei giochi gladiatori? Essi nascono come “Munera”, sacrifici di sangue di prigionieri da immolare in rituali funerari di grandi personalità di spicco dell’antica Roma. Sarà con l’uso di far combattere tra loro questi prigionieri che prenderà sempre più piede la tradizione del “Munus”, distaccatosi dalla sua componente funeraria, per diventare vero e proprio intrattenimento.

I grandi anfiteatri e le arene costellavano tutto il territorio dell’impero. Nomi di famosi gladiatori riecheggiano tra le pagine della storia romana: primo tra tutti, Spartaco, il grande schiavo che osò ribellarsi alla grandezza di Roma.

Tanti sono i nomi di coloro che hanno perso la vita nei combattimenti gladiatori o nelle damnationes ad Bestias: cristiani, martiri prigionieri e perfino migliaia di animali esotici.

Presto quella del gladiatore divenne pure una professione, gestita dai lanisti: liberti che curavano delle vere e proprie scuole. Il gladiatori, nella tarda Repubblica, divennero anche guardie del corpo di uomini potenti e strumento di potere.

La gladiatura, poi, venne perfino abbracciata da personalità femminili (come attestano alcune testimonianze epigrafiche) e da figure controverse di imperatori (come Commodo).

Il libro, accuratamente correlato da bibliografia, è un ottimo studio specialistico e nell’ultimo capitolo (che ho apprezzato particolarmente) passa in rassegna la figura del gladiatore nell’immaginario comune, nell’arte, nelle serie TV e nei videogiochi.

Nonostante l’innegabile fascino della figura del gladiatore, a Roma la barbarie si travestiva di intrattenimento.

Eppure, se oggi alziamo gli occhi sul Colosseo, non possiamo non percepire il magone dell’emozione nel percepire la grande storia che lo permea. Ricordo benissimo che fu proprio lì che provai per la prima volta la famosa “sindrome di Stendhal”.
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