Il giornalista e Kurihara iniziano ad analizzare la planimetria della casa in cui è morto il marito di Yuzuki. Anche in questa abitazione emergono elementi architettonici inquietanti e inspiegabili: uno spazio inutilizzato a forma di triangolo e un piano sotterraneo che, per disposizione e isolamento, potrebbe addirittura essere stato progettato come un obitorio.
Attraverso una vicina di casa, il giornalista scopre nuove informazioni sulla famiglia Katabuchi, lo stesso cognome della famiglia sospettata di essere coinvolta nella morte del marito di Yuzuki. La donna ricorda che i Katabuchi apparivano come una famiglia perfetta e che il loro figlio si chiamava Hiroto.
La vicina racconta però anche un episodio inquietante: suo marito aveva visto dalla finestra un bambino che non aveva mai notato prima nella casa dei Katabuchi. Quando cercò spiegazioni, la donna che abitava lì negò completamente l’esistenza di quel bambino.
Partendo da questi indizi, Kurihara ipotizza che i Katabuchi avessero in realtà due figli. Uno sarebbe Hiroto, nato nel 2017, mentre l’altro — lo stesso bambino avvistato nella casa di Tokyo — potrebbe essere colui che si occupava degli omicidi. Questo secondo figlio viene chiamato convenzionalmente “A-kun” e Kurihara suppone che non fosse un figlio biologico della famiglia.
Secondo la sua teoria, la stanza triangolare non era uno spazio inutile, ma un luogo sicuro in cui nascondere e crescere Hiroto, tenendolo lontano da chiunque, persino da A-kun. Anche il letto matrimoniale assumerebbe un significato inquietante: non sarebbe stato condiviso da una coppia, ma solo dalla madre e da Hiroto.
Nel frattempo, il giornalista incontra Miyae Suzuki, ma durante l’incontro riceve un’e-mail da Kurihara che rivela un dettaglio sconvolgente: Kyouichi non era mai stato sposato. Messa alle strette, Yuzuki confessa finalmente la verità e rivela il suo vero nome: Katabuchi Yuzuki.
Yuzuki racconta di avere una sorella maggiore di cui ha perso le tracce da tempo. Anni dopo, Suzuki scopre che quella sorella era andata a vivere proprio nella famigerata casa di Tokyo dei Katabuchi. Tuttavia, il comportamento della famiglia era apparso subito strano, come se tutti fossero terrorizzati da una minaccia invisibile all’interno della casa.
Yuzuki riesce infine a incontrare Keita e Ayano, i coniugi che il giornalista e Kurihara stanno cercando di rintracciare, figure chiave per comprendere la verità che si nasconde dietro le case “strane”.
Il volume si chiude con un’ulteriore rivelazione inquietante: Yuzuki racconta la misteriosa morte di suo cugino Yoichi, trovato morto vicino all’altare buddista nella casa dei nonni. Un episodio mai chiarito, che sembra collegarsi a un passato familiare oscuro e a una lunga scia di segreti e violenze.