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Belem #1-4

Belem: L'ultima traversata

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La Belem, splendida nave a tre alberi con scafo d’acciaio, fu costruita dai cantieri Dubigeon a Chantenay-sur-loire, Francia, su commissione dell’armatore Crouan.
Fu varata il 10 giugno 1896 e il suo dritto di prora fenderà le acque dell’oceano Atlantico e del mare delle Antille per diciassette anni, dal 31 luglio 1896 al 31 gennaio 1914, trasportando essenzialmente cacao e zucchero. Sei capitani si succedettero al suo comando durante questo periodo, finché al termine della trentaduesima e ultima traversata venne venduta al Duca di Westminster. L’armatore della Belem, come purtroppo tanti altri, era stato costretto a dichiarare fallimento: la marina a vela e i velieri di lungo corso, per maestosi che fossero, avevano fatto il loro tempo, ormai surclassati dalle navi a vapore. Sopravvissuta a un incendio a bordo durante il primo viaggio, fu testimone dell’eruzione del monte Pelée nella martinica (Caraibi) e dell’inizio della Prima guerra mondiale. la nave e il suo equipaggio rappresentarono un microcosmo di umanità che dovette confrontarsi con l’arrivo del XX secolo e la vittoria della rivoluzione industriale. L’epopea della Belem rivive in questo volume, grazie agli evocativi disegni di Delitte, capaci di restituire tutta la fatica umana e l’inimitabile fascino della navigazione a vela.

Contiene i 4 episodi:
- Il tempo dei naufraghi
- Inferno in Martinica -
Il vascello penale -
L'ultimo viaggio

199 pages, Hardcover

First published January 10, 2014

3 people want to read

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Jean-Yves Delitte

162 books11 followers

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Dudley Starks.
77 reviews2 followers
October 2, 2020
Quando nell’anno 1896 la Belem viene costruita il mondo della navigazione commerciale era già mutato, il progresso e le macchine a vapore avevano cominciato a muovere i primi passi e nel giro di pochi anni avrebbero conquistato i mari di tutto il mondo.
Nonostante questo evidente anacronismo, questa “nascita” fuori tempo massimo, la storia di questo splendido veliero francese è di quelle importanti, una storia incredibile che arriva fino ai nostri giorni visto che la Belem dopo mille avventure continua a solcare i mari come nave scuola (come la nostra altrettanto bella Amerigo Vespucci).

Bateau-Le-Belem

Il belga Jean-Yves Delitte le rende omaggio con una serie di quattro racconti che oltre ad essere quattro classiche storie di mare sono anche uno sguardo ad un mondo in evoluzione e agli uomini che assistevano impotenti a questi cambiamenti, uomini semplici e rozzi che vivevano in piena armonia con il mare e in simbiosi completa con lo strumento fondante della navigazione, ossia la nave e le sue vele gonfiate dal vento.
In queste storie non ci sono veri protagonisti perché l’unico protagonista è un tre alberi poderoso ed elegante, testimone silenzioso di piccole e grandi tragedie, della storia che segna il tempo con il suo cammino inarrestabile lasciando apparentemente indifferente la Belem ma non il suo variopinto equipaggio.
Il veliero si trovava in Martinica quando nel 1902 il vulcano Pelèe eruttò bruciando completamente la cittadina di Saint-Pierre (ci furono 30000 morti), in uno dei racconti vediamo un giornalista imbarcato sulla nave che invano cerca di convincere le autorità cittadine del pericolo imminente.

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Delitte si inserisce quindi nei solchi della storia per raccontare le sue storie, avventure con poca azione ma con molta umanità, un capitano severo che umilia il figlio suo vice spingendolo al tradimento, politici e commercianti accecati dal potere e dal denaro che ignorano i segni di una natura ribelle, la violenza dei bagni penali nell’inospitale Caienna e infine l’arrivo della prima guerra mondiale che coincide con l’avvento del progresso, mastodontiche navi a vapore fumose e puzzolenti a sostituire l’eleganza dei velieri.
Graficamente il lavoro di Delitte è eccezionale, le sue tavole ricche di dettagli e al tempo stesso armoniose sono un vero spettacolo, l’autore rende gli esotici e bellissimi scenari con dovizia di particolari e disegna le navi in modo magistrale (non a caso è pittore ufficiale della marina Belga), se proprio gli devo trovare un difetto lo individuo nella caratterizzazione dei personaggi con quei volti tutti troppo simili, ma sono piccoli difetti che non inficiano la bellezza dei suoi disegni.
Se amate le storie di mare un volume consigliato.

*** ½
Profile Image for Soobie has fog in her brain.
7,200 reviews134 followers
May 14, 2017
Ci ho messo due settimane a leggere queste duecento paginette scarse... E ciò non depone a favore di questa serie. D'altro canto l'ultima storia, per quanto confusa, è molto migliore della prima. Quindi sì, direi che sono 2,5 stelline arrotondate per difetto.

Durante la lettura ho avuto i miei soliti problemi a distinguere i vari personaggi. 'Sta gente parlava e io non ero proprio certa di averli già visti nelle pagine precedenti. Non è proprio piacevole quando si legge un fumetto e i nomi non vengono ripetuti spesso.

La prima storia l'ho dimenticata. C'era una ragazzino che si imbarcava per la prima volta sulla Belem, uno degli ultimi velieri costruiti quando ormai i viaggi si cominciavano a fare a vapore. Niente di che.

Il secondo tomo, invece, è ambientato nei giorni precedenti l'eruzione del vulcano La Pelée in Martinica. Ci sono di mezzo il capitano della nave, un giornalista che fa troppe domande e una manciata di politici che, per non rovinare le elezioni che stanno per arrivare, decidono di sottovalutare tutti i segni che il povero vulcano aveva dato della sua imminente eruzione. Perché sì, lui, cucciolo, li aveva anche avvertiti. Se quei tonti non ascoltano... Molti riferimenti alla politica attuale qua. E se li ho colti io, vuol dire che sono proprio evidenti.

Il terzo racconto ci porta in un "bagno di mare", cioè un'isolotto lontano lontano usato come prigione per buttarci dentro i prigionieri e non doversi più preoccupare di loro. Uno dei marinai dell'equipaggio della Belem entra in contatto con tre prigionieri che stanno cercando di evadere. Comincia a conoscerli e forse si convince che il loro internamento nella isolette della Guyana non è proprio una cosa carina da farsi.

Il quarto è il più strano di tutti. Ci sono due filoni narrativi; da un lato, la nuova nave dello storico capitano della Belem è stata cannoneggiata dagli austriaci e i sopravvissuti cercano di salvarsi le penne dopo essere stati abbandonati in mare. Nel secondo filone c'è lo stesso capitano alle prese con l'ultimo viaggio della Belem prima di essere venduta ad un duca inglese. S'intrecciano la poesia e la paura di un progresso che spersonalizza i viaggi in mare. Tutte le vele spariranno per far spazio a navi a vapore che non saranno mai in ritardo. Molto poetico anche se con un finale un po' troppo aperto.

Beh, sì, non me la sento di dare tre stelline però non è stato così male. Dopotutto rappresenta l'apologia di un tempo ormai perduto.
Profile Image for Juan Fuentes.
Author 7 books77 followers
April 10, 2020
Cuatro historias que transcurren en el mismo barco. No están mal pero personalmente me han dejado frío. En el aspecto gráfico bien a la hora de dibujar paisajes y barcos, pero las caras de los personajes son indistinguibles.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

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