Ci ho messo due settimane a leggere queste duecento paginette scarse... E ciò non depone a favore di questa serie. D'altro canto l'ultima storia, per quanto confusa, è molto migliore della prima. Quindi sì, direi che sono 2,5 stelline arrotondate per difetto.
Durante la lettura ho avuto i miei soliti problemi a distinguere i vari personaggi. 'Sta gente parlava e io non ero proprio certa di averli già visti nelle pagine precedenti. Non è proprio piacevole quando si legge un fumetto e i nomi non vengono ripetuti spesso.
La prima storia l'ho dimenticata. C'era una ragazzino che si imbarcava per la prima volta sulla Belem, uno degli ultimi velieri costruiti quando ormai i viaggi si cominciavano a fare a vapore. Niente di che.
Il secondo tomo, invece, è ambientato nei giorni precedenti l'eruzione del vulcano La Pelée in Martinica. Ci sono di mezzo il capitano della nave, un giornalista che fa troppe domande e una manciata di politici che, per non rovinare le elezioni che stanno per arrivare, decidono di sottovalutare tutti i segni che il povero vulcano aveva dato della sua imminente eruzione. Perché sì, lui, cucciolo, li aveva anche avvertiti. Se quei tonti non ascoltano... Molti riferimenti alla politica attuale qua. E se li ho colti io, vuol dire che sono proprio evidenti.
Il terzo racconto ci porta in un "bagno di mare", cioè un'isolotto lontano lontano usato come prigione per buttarci dentro i prigionieri e non doversi più preoccupare di loro. Uno dei marinai dell'equipaggio della Belem entra in contatto con tre prigionieri che stanno cercando di evadere. Comincia a conoscerli e forse si convince che il loro internamento nella isolette della Guyana non è proprio una cosa carina da farsi.
Il quarto è il più strano di tutti. Ci sono due filoni narrativi; da un lato, la nuova nave dello storico capitano della Belem è stata cannoneggiata dagli austriaci e i sopravvissuti cercano di salvarsi le penne dopo essere stati abbandonati in mare. Nel secondo filone c'è lo stesso capitano alle prese con l'ultimo viaggio della Belem prima di essere venduta ad un duca inglese. S'intrecciano la poesia e la paura di un progresso che spersonalizza i viaggi in mare. Tutte le vele spariranno per far spazio a navi a vapore che non saranno mai in ritardo. Molto poetico anche se con un finale un po' troppo aperto.
Beh, sì, non me la sento di dare tre stelline però non è stato così male. Dopotutto rappresenta l'apologia di un tempo ormai perduto.