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Foglie rosse e altri racconti

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I racconti di William Faulkner sono scaturiti dalla stessa materia dei grandi romanzi dell’autore. Vi ritroviamo così il microcosmo della contea di Yoknapatawpha, trasfigurazione di quella di Lafayette, nel suo Mississippi, con quel particolare métissage prodotto da un secolo e mezzo di invasioni coloniali, immigrazioni e conflitti tra etnie, classi e generazioni: indiani Chikasaw e schiavi neri braccati come selvaggina, bianchi poveri e benestanti, tagliagole portuali e gente per bene, vigliacchi e altruisti capaci di occasionali eroismi, sopravvissuti della guerra civile e reduci della prima guerra mondiale. E vi ritroviamo, contiguo a questo brulichio di personaggi elevati ad archetipi, un paesaggio inconfondibile, dove la cieca tensione alla sopravvivenza pervade un susseguirsi di boschi e borghi, piantagioni e viottole sterrate, terre dissodate e foreste popolate di cervi, luoghi incendiati da meriggi accecanti o sfiorati da interminabili, «strani crepuscoli» in cui si condensa una disillusione immedicabile. Prigionieri di un determinismo da cui non riesce a liberarli l’effimera euforia dei balli, del whisky, del gioco d’azzardo, dei combattimenti dei galli, tutti sembrano abitati da pensieri imperscrutabili. Eppure proprio in questo agitarsi impotente Faulkner trova il segreto «del cuore umano e dei suoi dilemmi»: un segreto esteso a tutto il mondo animato e inanimato, se persino delle vecchie finestre sfondate ricordano «occhi colpiti da cateratte». Un segreto che può essere rivelato – e riscattato – solo da una lingua e uno stile attenti ai battiti più riposti.

Un corteggiamento (A Courtship, 1948)
Foglie rosse (Red Leaves, 1930)
La mia Nonna Millard, il Generale Bedford Forrest, e la battaglia di Harrykin Creek (Grandmother Millard and General Bedford Forrest and the Battle of Harrykin Creek, 1943)
Vittoria di montagna (Mountain Victory, 1932)
Gli uomini alti (The Tall Men, 1941)
Scandole per il Signore (Shingles for the Lord, 1943)
Muli in cortile (Mule in the Yard, 1934)
Capelli (Hair, 1931)
Sarà bello (That Will Be Fine, 1935)
Settembre arido (Dry September, 1931)
Strascico della morte (Death Drag, 1932)

254 pages, Paperback

Published April 24, 2014

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About the author

William Faulkner

1,391 books10.8k followers
William Cuthbert Faulkner was an American writer. He is best known for his novels and short stories set in the fictional Yoknapatawpha County, Mississippi, a stand-in for Lafayette County where he spent most of his life. A Nobel laureate, Faulkner is one of the most celebrated writers of American literature and often is considered the greatest writer of Southern literature.
Faulkner was born in New Albany, Mississippi, and raised in Oxford, Mississippi. During World War I, he joined the Royal Canadian Air Force, but did not serve in combat. Returning to Oxford, he attended the University of Mississippi for three semesters before dropping out. He moved to New Orleans, where he wrote his first novel Soldiers' Pay (1925). He went back to Oxford and wrote Sartoris (1927), his first work set in the fictional Yoknapatawpha County. In 1929, he published The Sound and the Fury. The following year, he wrote As I Lay Dying. Later that decade, he wrote Light in August, Absalom, Absalom! and The Wild Palms. He also worked as a screenwriter, contributing to Howard Hawks's To Have and Have Not and The Big Sleep, adapted from Raymond Chandler's novel. The former film, adapted from Ernest Hemingway's novel, is the only film with contributions by two Nobel laureates.
Faulkner's reputation grew following publication of Malcolm Cowley's The Portable Faulkner, and he was awarded the 1949 Nobel Prize in Literature for "his powerful and unique contribution to the modern American novel." He is the only Mississippi-born Nobel laureate. Two of his works, A Fable (1954) and The Reivers (1962), won the Pulitzer Prize for Fiction. Faulkner died from a heart attack on July 6, 1962, following a fall from his horse the month before. Ralph Ellison called him "the greatest artist the South has produced".

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Aprile.
123 reviews94 followers
December 13, 2017
Il vecchio Faulkner porta sempre qualcosa di nuovo
Nel risvolto di copertina Adelphi informa che “questo volume – a cui farà seguito un secondo - raccoglie undici degli oltre cento racconti che compongono il variegato affresco della narrativa breve faulkneriana”. Siamo preparati quindi, ne verranno pubblicati altri, con Faulkner (e anche con Simenon, direi) Adelphi ha trovato una miniera d’oro, da cui si può attingere a ripetizione, anche solo proponendo nuove traduzioni e, a tal proposito, Mario Materassi fa un gran lavoro. Questi undici furono scritti tra il 1931 e il 1948, non sono a mio parere da considerarsi un esercizio in vista di grandi opere future ma vanno di pari passo con la sua produzione narrativa non breve, sono un fermarsi a chiarire e districare grumi importanti delle sue tematiche, degli argomenti a cui tiene, ed hanno la stessa complessità dei romanzi. Talmente complessi e non immediati che richiedono - perlomeno a me hanno richiesto – una duplice lettura, una consecutiva all’altra, che così mi ha consentito di rilevare le solite perle di F. come un nostro saggio una volta ha detto che la fantasia di una donna è come una farfalla che si libra da fiore a fiore, ma alla fine può benissimo posarsi dove un cavallo si è fermato (“Il corteggiamento”, 1948), o cogliere l’ironia di F. e il pragmatismo di due indiani Chickasaw in una loro digressione di carattere economico, in cui si chiedono cosa farsene (riporto a memoria) di tutti questi negri portati dai bianchi, potremmo mangiarli, ma sono troppi, potremmo ucciderli ma sarebbe uno spreco con quello che li pagano i bianchi, allora alleviamoli, facciamoli riprodurre, rivendiamoli e una parte la impegniamo a coltivare mais dopo aver fatto disboscare o risanar paludi (“Foglie rosse”, 1930). Questo Mississippi ospita indiani, negri – volutamente con la g -, bianchi, ma non solo una etnia di indiani, negri e bianchi, tante etnie diverse di tutti loro che convivono in un’aria assolata, paludosa, soffocante cercando a loro modo di trovare un proprio posto. E il tutto è espresso con il suo solito mitico linguaggio che abbellisce e complica le cose. Mi devo aiutare con traduzioni diverse, confrontare, e informarmi. Così facendo anni or sono ho conosciuto quello che veniva definito un epigono di Faulkner, Cormac McCarthy, e di suo ho letto tutto e visto anche quel che cinematograficamente c’era da vedere. Sì, qualcosa di Faulkner l’ho trovato, ma principalmente grazie a F. ho trovato un altro grande scrittore. E poi ho conosciuto nello stesso modo anche Juan Carlos Onetti, uruguayano definito il F. sudamericano, “La sua vita breve” splendida, sì, qualcosa di Faulkner l’ho trovato, ma principalmente grazie a F. ho trovato un altro grande scrittore. E poi anche Ernesto Sabato, che cita apertamente F. e gli fa un tributo tra le pagine del suo grande “Sopra eroi e tombe”. E adesso trovo un altro riferimento, nuovo del 2014, un collegamento tra la serie “True Detective” e F.. Vado avanti a leggere, non arriccio il naso, Faulkner amava il cinema (amerebbe anche le serie televisive), collaborò per anni con i produttori di Hollywood, sua per esempio la sceneggiatura de “Il grande sonno” e tratto dal suo romanzo “The Hamlet” è “La lunga estate calda”. Tornando a “True Detective”, leggo che “Nic Pizzolatto, il giovane autore e sceneggiatore di True Detective, è cresciuto nelle bayou e riconosce di essere un devoto fan di Faulkner”. Mi basta, ed è così che ora alterno un racconto di Faulkner ad un episodio di “True Detective”, prima serie, ambientata in Louisiana. I protagonisti Matthew McConaughey e Woody Harrelson sono bravissimi, e il primo dei due non solo è bravo ma anche notevolmente affascinante - per non dir altro... -, l’argomento interessante, i flashback e le molteplici prospettive tengono la mente sveglia, la commistione razziale è riuscita (due detective neri – neri questa volta – interrogano due detective bianchi penso per il corso di tutti gli otto episodi), non so ancora se ci siano richiami evidenti a F., so che grazie a lui ancora una volta ho incontrato qualcosa di interessante.
Profile Image for Cosimo.
443 reviews
June 5, 2015
La notte della promessa

“Si fissarono – il freddo volto nordico e il sottile viso scavato mezzo gallico mezzo mongolo come in una fusione di bronzo, con occhi come quelli dei morti, nei quali era cessata soltanto la visione, e non la vista. “Prenda i suoi cavalli e se ne vada” disse il padre”.

Il modernismo di Faulkner decreta con gioia artistica che il testo nasce dall'interazione tra chi scrive e chi legge, ci ricorda il curatore di questa splendida e indimenticabile raccolta di racconti brevi, Mario Materassi; questo implica che il testo per uscire dal luogo in cui è nascosto e vivere rivelando la natura che cela in sé ha bisogno della creatività e dell'impegno della lettrice e del lettore, che scoprono così nuove caratteristiche interpretative. Così la supremazia dell'universo di parola dimostra quanto siano necessari questi personaggi che vivono la drammatica realtà del Mississippi otto e novecentesco nel senso del mito, in un'eterna sfida alla verità e in un viaggio conflittuale e contraddittorio tra origini e esiti, passaggi e conclusioni, in storie personali e collettive, dietro a un paesaggio che lo stile versatile e mimetico dell'autore munisce di vitalità e concretezza e sentimento, quasi fosse un genitore paziente e onnipresente. Se la chiave di lettura sta quindi nella partecipazione alle sequenze narrative, nelle soluzioni e nelle strategie che Faulkner adotta per coinvolgere il lettore nel mondo che ha concepito, per portarlo senza paura nella finzione che c'è dentro la storia, ci si trova a pensare che ogni personaggio abbia una umanità così profonda e una quotidianità così autentica da evocare tutte le potenzialità del nostro immaginare tanto quanto le numerose possibilità del nostro agire. Quindi, nel creativo coesistere di tragedia e commedia, nel corpo verbale dell'inconscio narrato, ogni storia ha il proprio codice, ogni forma il proprio senso: indiani, neri e poveri bianchi, eroi e vigliacchi, proprietari terrieri e schiavi, superstiti e combattenti si alternano sulla scena e si sfidano, si cacciano, si seppelliscono, partono e ritornano, bruciano e promettono, uccidono e cadono, perennemente selvaggi nelle relazioni, catturati da una moralità feroce, avvinti ad una fratellanza impietosa, eternamente in fuga dal caos. In Faulkner, il cambiamento e la resistenza a esso, l'attività dell'ignoto e dei fantasmi, la volontà del caso e l'indomabile urgenza del vivere sono simboli potenti, sovrani di un territorio poetico abitato da passioni e delitti, in una forma così florida, complessa e felice da costituire prova innegabile della consistenza materiale di ogni nostra inestinguibile speranza.

“Poi cosa pensa che farà?”
“Non lo so” disse Stevens.
“Be',” dissi io “non sarà il primo a attaccare i mulini a vento”.
“Non sarà neanche il primo a morire” disse Stevens.
Profile Image for Silvia.
304 reviews21 followers
February 23, 2025
Nei racconti di Faulkner ho apprezzato l'immediatezza, il senso di autenticità, l'immensa varietà di aggregati sociali che trova qui una memorabile esemplificazione. Individuo e collettività costantemente in bilico tra opposte pulsioni, storie dall'opacità che sfida il lettore ad andare oltre la superficie delle parole, un gigante assoluto della letteratura.
Profile Image for GG.
59 reviews10 followers
September 15, 2025
Se esiste un girone dell'inferno per coloro che con Faulkner, per così dire, non ce la possono fare, io sto bruciando nelle fiamme.
Profile Image for Eddie.
265 reviews3 followers
May 28, 2025
4,25 Strano modo per iniziare il Black History Month, ig (in che senso per l'Europa è ottobre?)

Primo approccio a Faulkner, davvero meraviglioso: egli ha una prosa che ho trovato molto scorrevole pur trattando temi ostici come la Confederazione, la schiavitù e le abitudini di quei tempi .
Ho apprezzato il fatto che i Confederati non fossero i classici nemici cattivissimi, ma persone che, vivendo in una determinata epoca, hanno certe visioni della realtà problematiche. Non proprio lo stesso approccio usato per caratterizzare Jasper di Twilight, ecco (Stephenie non possiamo ignorare il suo razzismo folgorante per l'amor di Dio).

Questi personaggi sono il volto di un'epoca, l'altra faccia della medaglia che non si può banalizzare come la parte cattiva, con i loro pregi e i loro difetti. Come negli altri raccont,i anche nelle loro parole ci sono frasi di una grande profondità emotiva, come per esempio, in "La mia Nonna Millard, il Generale Bedford Forrest, e la battaglia di Harrykin Creek", la storia più comica e demenziale: «Neanche la mia vita è mia finché il mio paese violato giace sanguinante sotto il tallone di ferro di un invasore».

Fra. A confronto con una schiavitù crudele e disarmante, descritta esplicitamente negli altri elementi di questa raccolta, ci sono persone con una visione sbagliata ma non per questo superficiali: anche in loro vi è il desiderio di rivolta, il peso delle colpe dei genitori, il rapporto con la loro patria.
Solo perché combattevano dalla parte sbagliata della guerra non vuol dire che non fossero più umani.
L'avevo detto che era uno strano modo di iniziare il Black History Month.

Ecco qualche parola per ogni storia all'interno del libro:
•"Un corteggiamento": due uomini provano a corteggiare una donna ma lo fanno in modo molto fruity ecco («Se devo vincere sul serio, dovrai essere lì a vederlo. Il giorno del matrimonio ti voglio lì presente,» ...dude?), a tal punto che anche quando uno dei due vince continuano a sfidarsi per chi debba avere la sua mano. Gang smettetela avete fatto;

•"Foglie rosse": racconto molto crudo sul rito mortuario degli indiani dell'ottocento e sulla fuga di uno schiavo che deve essere ucciso per completarlo. La schiavitù è visto come un peso dato dalle politiche degli uomini bianchi, in una visione del progresso che non porta alcun miglioramento ma riempie di fatica la vita del singolo. Una disperata ricerca di vita e libertà, contrapposta alla morte che sembra arrivare inesorabilmente.
"«È che non vorrei morire» – in un tono sommesso, come di torpida, profonda meraviglia, quasi fosse qualcosa che, fino al momento in cui le parole si erano dette da sé, avesse scoperto di non avere mai saputo, o non avesse mai saputo quanto, e quanto profondo, fosse quel desiderio."

•"La mia Nonna Millard, il Generale Bedford Forrest, e la battaglia di Harrykin Creek": storia molto simpatica e più leggera rispetto alle altre, ma non per questo superficiale. Vista dagli occhi di un bambino, essa riesce comunque a fare riflettere sullo scorrere continuo del tempo e su quanto è disposto a fare l'uomo per salvare i suoi averi.
"Poi mangiammo, e Ringo e io erano tre giorni che non aspettavamo altro, e lo facemmo, e poi anche quello finì, svanendo poco a poco ogni giorno finché il palato non ricordava più e soltanto ci veniva un’acquolina in bocca quando ci dicevamo ad alta voce il nome dei piatti, finché anche l’acquolina veniva sempre meno, sempre meno, sempre meno, e ci voleva qualcosa che soltanto speravamo di mangiare prima o poi se la smettevano di combattere, perché almeno scorresse.
Tutto qui. L’ultimo rumore di ruote e di zoccoli svanì. Philadelphia venne dal salotto con i candelabri soffiando sulle candele mentre entrava, e Louvinia posò l’orologio di cucina sulla tavola, mise in una bacinella gli ultimi piatti sporchi della cena e poteva non esser mai successo niente."

•"Vittoria di montagna": i pregiudizi antichi contro la realtà moderna, una società basata sulla violenza e sul silenzio anche in un ambiente familiare ("La porta dietro di lei si aprì. Contro la luce della lampada si erse un uomo, poi la porta si chiuse dietro di lui. «È Vatch, o Pa’?» disse. Poi qualcosa la colpì sulla schiena – una cinghia di cuoio. «Avevo paura fosse Vatch» disse. Il colpo cadde un’altra volta.
«Vai a letto» disse il padre.
«A me puoi darle, ma a lui no» disse lei.
Il colpo ricadde: un suono spesso, piatto, morbido sulla sua carne subito sotto la ruvida tela.") contrapposta all'empatia esterna, il disperato tentativo di libertà. Meraviglioso.

•"Gli uomini alti": una storia corale sull'importanza della vita umana, in un contesto ancora non abituato alla presenza della legge e dello Stato ma non per questo meno civile (fanculo Hobbes)
"Ci siamo proprio dimenticati della gente. La vita è proprio diventata una cosa di poco prezzo, ma la vita non è qualcosa di poco prezzo. La vita è qualcosa di maledettamente prezioso."

•"Muli in cortile": la signora è la mia girlboss. No notes.
"Verso quel suono la signora Hait scattò, istantanea, quasi per puro riflesso, come per un inviolabile patto fra femmina e femmina contro un mondo di muli e di uomini."

•"Capelli": titolo abbastanza inquietante, ma parla di un parrucchiere e delle sue storie d'amore per donne con capelli dello stesso particolare colore. Un uomo dolcissimo, passa venticinque anni a esaudire l'ultimo delirante desiderio della donna che avrebbe voluto sposare, per poi essere libero di sposare colei che ha lo stesso colore di capelli, in una sorta di reincarnazione. Non voglio parlare di come lui la conosca fin da quando lei sia molto piccola e ci sia una grande differenza d'età. Fatemi guardare le cose belle.

•"Sarà bello": la visione di Capodanno di un bambino avarissimo, con i suoi botti alla napoletana (in entrambi i sensi). Chef's kiss.
"«Tu, e i soldi! Se non sarai ricco quando hai ventun anni, sarà perché la polizia ha abolito i soldi oppure ha abolito te»"

•"Settembre arido": una storia che si concentra della giustizia che viene riservata agli uomini neri, in un ambiente razzista e oppressivo, come l'aridità che rinsecchisce l'aria e la società. Un prequel a "Il buio oltre la siepe ", volendo. In questo racconto anche chi sa che è sbagliato non ha la forza di opporsi alla giustizia privata, preferendo scappare che assistere al vero e proprio delitto.

•"Strascico della morte": un racconto sull'importanza che le persone danno ai soldi, pronti a morire per cinquanta euro in più o in meno, sull'inettitutine umana e soprattutto sull'importanza del dormire («“No, dormire dormo bene. Il problema è che le notti non sono abbastanza lunghe. Quello che mi piacerebbe sarebbe vivere al Polo Nord da settembre a aprile, e al Polo Sud da aprile a settembre. Quello mi andrebbe proprio bene”.) (in che senso qui è inteso come dormire per scappare dalla vita? Nono guarda che io la penso sempre così)

Lo consiglierei? Assolutamente sì. Veramente bello, mi fa venire voglia di leggere altro di Faulkner. Che fortuna che ho comprato già un libro senza aver finito questo e sapere se mi piaceva la prosa del Bro. Ho avuto culo
Profile Image for Fabio.
60 reviews2 followers
May 25, 2014
Personaggi con "un'espressione di indignata, convinta e indomabile disperazione, come quella di un uomo il quale di sua scelta portava una bomba che, tutti i giorni a una certa ora, poteva o no esplodere." (cit. pag. 223, la seconda virgola è mia). Un gradino sotto i racconti più "leggeri".
Profile Image for Tiziano.
97 reviews
October 3, 2024
Questa raccolta di racconti di William Faulkner pubblicata da Adelphi contiene alcuni dei suoi lavori più intensi. Ogni storia si inserisce in un universo in cui le scelte personali si scontrano con forze sociali e naturali implacabili. Faulkner ha uno stile ricco e stratificato, trasforma ogni racconto apparentemente senza sforzo alcuno in una dissezione delle dinamiche di potere, vulnerabilità e sopravvivenza, senza mai indulgere in sentimentalismi o semplificazioni.

In Foglie Rosse, dopo la morte del capo della tribù Chickasaw, i guerrieri Issetibbeha e Moketubbe si preparano a eseguire l'usanza di sacrificare il suo schiavo nero, presente da anni nella comunità. Il racconto segue la fuga angosciosa dello schiavo, inseguito da tre giovani guerrieri, mentre Moketubbe, erede del capo, riflette passivamente sul suo destino e sul declino della tribù, segnato da tradizioni che ormai appaiono vuote e crudeli.

In Capelli, altre racconto straordinario dell'autore, la giovanissima Emily tenta di sedurre il barbiere Hawkshaw, ma il racconto assume sfumature complesse: non è solo il desiderio a muovere la trama, ma un confronto con il potere della bellezza e la manipolazione sociale. Hawkshaw resiste alla tentazione, unendosi infine a Emily in un matrimonio che sembra più un compromesso tra dovere e desiderio represso. Il simbolismo dei capelli, tagliati e conservati come un feticcio, racchiude il tema del controllo, del possesso e della fragilità del tempo.

Altri racconti come Vittoria in Montagna, Uomini Alti e Settembre Arido offrono ritratti altrettanto potenti del Sud rurale e delle sue tensioni interne.
This entire review has been hidden because of spoilers.
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