Cornovaglia, 1785. Il lavoro come dama di compagnia dell'anziana signora della tenuta di Gravewood è l'ultima speranza per la giovane Rosen Lamorna; l'unico modo che le rimane per salvare la madre e le sorelline dalla miseria, anche se ciò significa allontanarsi dalla casa in cui è cresciuta e mettersi al servizio della potente famiglia Carveth. Nel maniero, Rosen si costringe a sopportare le attenzioni di Arthyen, il figlio bastardo dei Carveth. Ma quando l'erede legittimo dei Carveth, Cadan, torna dalla guerra, Rosen si trova al centro di un gioco perverso tra i due fratellastri; un gioco in cui lei è il premio più ambito, e dove quell’innocenza che ha tentato sempre di proteggere può diventare la sua salvezza, o la sua rovina.
In un mondo di potere e segreti, l’innocenza di Rosen sarà la sua salvezza o la sua rovina? Un travagliato dark romance
Il libro mi è piaciuto molto. È il primo che leggo di questa autrice e sicuramente ne leggerò altri. Perché la trama è articolata, è scritto bene e mi ha coinvolta tanto che l'ho letto in due giorni. Però la storia d'amore non è al centro del romanzo come pensavo. L'amore vero e puro c'è, ma verso la fine del romanzo. Ho scoperto dopo che è un dark romance. Infatti, c'è molta violenza, descritta benissimo, forse anche troppo, nel senso che mi è sembrato di viverla personalmente. Per tre quarti del libro ho sofferto con Rosen. Ho odiato i due fratellastri, Cadan e Arthyen, che sono ossessionati da Rosen, ma anche altri personaggi maschili, perché vedono la donna come un oggetto. Purtroppo era una considerazione normale all'epoca. E credo, con infinita amarezza, che molti uomini al giorno d'oggi la pensino ancora così. Uno dei due fratelli si redimerà ai miei occhi, ovviamente non vi dirò chi e perché. Quello che posso dirvi è che questa storia mi ha emozionata molto e mi ha fatto anche riflettere. Si nota che l'autrice ha curato i dettagli storici, ed è un aspetto che apprezzo sempre molto.
Ho divorato questo romanzo in due giorni e me ne sono innamorata perdutamente, infatti mi sono talmente tanto immersa nella storia, che una notte non ho praticamente quasi chiuso occhio. Non è il primo libro che leggo di Priska Nicoly, che si conferma una delle mie autrici preferite perché con il suo modo di scrivere mi trascina dentro alla narrazione e mi fa sentire tutto, cosa che non tutti riescono a fare. Rosen è la dama di compagnia di Lady Carveth, un'anziana nobildonna fragile sia nel corpo che nello spirito, ma che per Rosen non è semplicemente la persona per cui presta servizio, per lei è davvero un punto di riferimento importante. La protagonista di questa storia, nonostante la sua giovane età, ha già conosciuto tutti gli aspetti peggiori della vita, che sono rimasti impressi sulla sua pelle per ricordarle chi è e chi vorrebbe essere, poiché lei, pur essendo povera a livello sociale, non lo è affatto nell'anima e nella mente. Gli incubi la perseguitano però il peso che la schiaccia più di tutti e che le impedisce di essere se stessa fino in fondo è il dovere che ha verso la sua famiglia: un obbligo che la tiene incatenata dentro una prigione dorata all'apparenza, che cela rabbia e rancore. Le mura di Gravewood non nascondono solamente passaggi segreti: tra loro serpeggiano livori antichi, dolori indimenticati, segreti inconfessabili e una guerra continua e silenziosa tra verità e bugia. Arthyen viene sin da subito dipinto come un uomo senza morale, spregiudicato e arrogante, al contrario di Cadan, che viene raffigurato come un eroe e l'uomo ideale, che qualsiasi ragazza dell'alta società e non solo vorrebbe sposare. Due personalità decisamente e completamente diverse, sebbene tutto ciò che sono è frutto di ciò che fingono di essere. Quando Cadan torna dalla guerra, il gioco sottile e sadico che si crea tra lui e Arthyen per accaparrarsi Rosen fa cadere le maschere e soprattutto fa emergere e splendere ancora di più la figura della giovane serva. Lei, pur avendo subito, non ha mai accettato il suo destino, a cui si ostina a ribellarsi, nonostante i costanti sensi di colpa nei confronti di sua madre e delle sue sorelle. Sarà anche una cerbiatta ferita però non ha nessuna intenzione di arrendersi, anzi tutto il suo coraggio esce fuori impetuosamente ed è proprio il suo dolore a darle ancora più forza di combattere. Gli svariati riferimenti e le citazioni a ”Pamela” di Samuel Richardson puntano i riflettori sulla figura della donna durante un periodo storico, in cui essa veniva vista solamente come un oggetto, specialmente se era di rango inferiore. Rosen attraverso le parole di Pamela dà voce a una parte di se stessa e di tante altre donne come loro, che lottano per essere viste e considerate come persone e non come bambole da usare. Il modo in cui pure alcuni degli altri personaggi femminili si alleino tra di loro per proteggersi e salvarsi dalle figure maschili, che soltanto per il fatto di essere uomini si sentono forti e in diritto di fare alle donne ciò che vogliono, sottolinea ancora di più quanto sia importante e temibile la forza delle donne. Rosen non si arrende, non smette di sognare, di credere e la sua determinazione fa tremare le pareti del maniero. Le acque gelide della Cornovaglia si insinuano tra i suoi pensieri come il canto di una sirena, ma lei non sarà mai semplicemente un fiore indistruttibile: lei è segnata, ma è viva. Nella destrutturazione del suo passato e nella costruzione del suo presente Rosen travolge come un uragano chiunque incroci il suo cammino: a volte annienta , altre invece salva. Sarà pure povera, ma il dolore autentico, quello che scava dentro e che impedisce di essere felici, lei sa riconoscerlo e quello è uguale per tutti. Tra colpi di scena inaspettati che mi hanno letteralmente lasciata a bocca aperta, momenti forti, intensi, sofferenti, violenti, ma anche pieni di coraggio, di speranza, di sorellanza e di messaggi significativi mi sono definitivamente innamorata del personaggio di Rosen, di Lady Carveth, di Angie, di Delia e anche di un altro personaggio, di cui non farò il nome per evitare di farvi scoprire troppo. Vi consiglio assolutamente di leggere questo romanzo perché non è solamente un libro da leggere, è una storia che si fa vivere dentro e che resta impressa nell'anima.
Cornivaglia 1785, la giovane Rosen Lamorna lavora come dama di compagnia di Lady Carveth nel castello di Gravewood, per aiutate la madre e le sorelle che vivono in condizioni di miseria svolge anche lavori più umili all'interno del castello pur di mettere da parte qualche soldo in più.
Tra le mura del castello si nascondono molte insidie una tra tante è la presenza del figlio "bastardo" di Lord Carveth. Arthyen, è un uomo pericoloso che la spia di nascosto e la mette in pericolo più volte. Rose sa che donne nella sua stessa posizione non posso ribellarsi al loro padrone come le ha detto sempre la madre testa bassa e bocca chiusa, l'unica cosa che le resta intatta è la dignità quella neanche il più abietto degli uomini può portargliela via.
La sua situazione si complica quando fa ritorno dalla guerra il figlio legittimo del conte.
"Cadan le ispirava una meraviglia poetica, di quelle di cui si leggono nei libri; lui era nobile, eroico, pulito. Arthyen era umano. Oscuro, ruvido come la pietra della scogliera, imperfetto come i ciuffi di sterpaglia che pestava camminando, e in cui incontrava la contraddizione di un fiore."
Cadan per anni è stato tenuto prigioniero in condizioni disumane, adesso che è tornato a casa a solo voglia di prendere il suo posto come padrone del suo regno e trovare moglie.
L'incontro con Rosen fa nascere dei malintesi che metteranno la ragazza in pericolo. Adesso Rosen deve affrontare due uomini che hanno solo voglia di giocare con lei. Riuscirà Rosen a mantenere intatta la sua innocenza nonostante gli intrighi, i segreti e la lotta di potere tra i due fratellastri?
Per chi come me ama i romanzi storici con una trama Dark questo è proprio il libro adatto a voi.
I personaggi sono ben caratterizzati, Rosen nonostante le mille difficoltà riesce a lottare per la propria dignità.
Arthyen e Cadan sono due personaggi controversi, misteriosi, pericolosi e affascinanti in maniera completamente diversi uno dall'altro in grado di rendere la lettura adrenalinaca e ricca di colpi di scena inaspettati.
Una lettura tosta che spesso vi farà imprecare per la crudeltà a cui è sottoposta Rosen, purtroppo si sa in quel periodo storico le donne non avevano vita facile, perciò leggere determinate scene possono urtare la vostra sensibilità, io mi sono chiesta spesso, perché?
Perché non reagisce?
Perché sopporta?
«Questo è un mondo crudele per noi donne. Per le donne prive di mezzi più che per chiunque altro. E tu... tu sei una rosa delicata in un giardino fatto di spine.»
Purtroppo una donna soprattutto se di bel aspetto non poteva far altro che soccombere alle ingiustizie ma, Rosen dopo innumerevoli sopprusi riuscirà ad alzare la testa e a ribellarsi alla sua condizione di serva e ad ottenere il suo lieto fine.
Con chi dovete leggere per scoprirlo.
Ci sono tanti mostri in questo libro.
Io ho patteggiato subito per quello giusto. 😁😁
E voi, per chi patteggerete?
Ringrazio la Land Editore per la bellissima copia cartacea
Questa storia è stata una vera rivelazione, non conoscevo l’autrice, la trama mi ha intrigato e visto il genere uno storico dalle tinte dark, ho voluto leggerlo. Non potevo fare scelta migliore!
Premetto che la storia è molto forte e ciò che la protagonista subisce non è facile da digerire, ma serve a capire l’intreccio narrativo e la sua evoluzione. Vi consiglio di tenere a portata di mano fazzoletti e un buon antiacido 😉
Sullo sfondo di una Cornovaglia del 1785 con scogliere da sogno e panorami mozzafiato,una giovane ragazza, per salvare dalla miseria la madre e le sue sorelle più piccole trova lavoro presso una famiglia nobile come dama di compagnia, della contessa Lady Carveth. Una donna all’apparenza rigida, ma che prende a cuore la giovane Rosen.
Rosen pur di guadagnare qualche scellino in più,lavora segretamente anche nelle cucine della famiglia - di notte - come sguattera.
Quello che non ha messo in conto però sono i figli della contessa.
Il misterioso e pericoloso Arthyen,figlio bastardo del conte e Caden,l’erede del casato tornato da poco dalla guerra, è in procinto di sposarsi.
A causa di un equivoco,Rosen verrà scambiata da Caden per una delle sue pretendenti, ma quando quest’ultimo scopre che è solo una serva per la ragazza sarà l’inferno.
I due fratellastri sono l’uno l’opposto dell’altro, Caden è il figlio buono ,quello che ogni ragazza sogna di avere accanto , mentre Arthyen da tutti chiamato il mostro ,sembra esserlo davvero.
Rosen diventa la loro preda. Rosen è solo una serva, non può ribellarsi al proprio padrone. Ma quando la vera natura di uno dei due viene alla luce Rosen dovrà scegliere se fidarsi del suo cuore che già una volta l’ha tradita o subire in silenzio.
Non posso andare avanti,ma credetemi questa è solo la punta dell’iceberg. Tra queste pagine c’è molto di più.
Ci sono segreti taciuti. Verità sconvolgenti. Il dolore e il rimorso di una madre. Due fratelli in lotta. E poi Rosen. La giovane donna “guerriera” che ha subito fin troppo ma che continua a vedere del buono intorno a sé.
L’autrice ha una penna che ti fa immedesimare nella storia con una facilità disarmante. Il suo stile è diretto,a tratti crudo e senza fronzoli. I personaggi sono ben delineati con una personalità forte e tipica del periodo in cui vivono. L’ambientazione è curata così bene che spesso ho creduto di essere davanti a uno schermo.
Non è stato semplice da digerire ciò che succede, ma in quel periodo soprattutto le “serve” non avevano voci in capitolo e nemmeno le moglie cadute nelle mani di “orchi”.
Il plot twist della storia è il colpo di scena finale vi lasceranno a bocca aperta.
Priska Nicoly torna ad affascinarci con un romanzo che ci fa riflettere a lungo sul ruolo che le donne rivestivano nella società del ‘700 e ci consegna uno spaccato storico fedele all’epoca in cui si muovono i suoi personaggi. Una trama ben strutturata e per nulla scontata che dà il via ad una lettura intensa e coinvolgente. Nella parte iniziale, un sapiente intreccio di personaggi, diversi tra loro ma affascinanti e intriganti allo stesso modo, aprirà le porte a diversi possibili scenari. Appare chiaro da subito che dietro ad ognuno di loro si cela una maschera che l’autrice farà cadere compiendo una sapiente e lenta evoluzione che svelerà alla fine la loro vera natura. Tra tutti spicca la figura della giovane Rosen, una donna che, nonostante sia stata spezzata dal dolore e dalla violenza, non perde la forza, il coraggio e la sua dignità. Attorno a Rosen ruotano le figure di Arthyen e Cadan, due personaggi complessi ed enigmatici che avranno tanto da svelare. Non potendo spoilerare vi dirò solo che con loro Priska ha compiuto un lavoro di costruzione e sviluppo della loro personalità davvero straordinario e unico. Senza nulla togliere a tutti gli altri personaggi secondari che sono andati ad arricchire e rendere ancora più travolgente la trama, vorrei rivolgere la mia attenzione a Lady Carveth un’altra grande figura che ho adorato. Priska ha la grande capacità di costruire dei personaggi ad alto impatto emozionale e, andando a scavare nel profondo delle loro anime, ce li fa conoscere in tutte le loro sfumature. Questa è una storia ricca di colpi di scena, intrighi, passioni e segreti imprevedibili. Una lettura che per l’intensità e la profondità degli argomenti trattati vi lascerà spesso senza fiato. Le descrizioni, minuziose e accurate, creano un’atmosfera suggestiva. Un finale perfetto rende giustizia ai torti subiti, sana le ferite e lenisce il dolore dei nostri protagonisti donando a loro il futuro che meritano. Lo stile di Priska Nicoly è come sempre impeccabile: preciso nella forma, nella profondità dei temi trattati, nella precisione e accuratezza dei riferimenti storici, nello sviluppo armonico dei dialoghi con la parte narrata, nelle descrizioni ricche di particolari e molto suggestive. Ogni sua storia ci lascia sempre qualcosa nel cuore. Grazie Priska.
Un libro tosto, non adatto a chi si impressiona facilmente. Mi spiego meglio: Rosen è una giovane ragazza nata povera che per salvare la madre malata e le sorelline va a lavorare presso una nobile famiglia della Cornovaglia. È una lontana parente della contessa madre, Lady Carveth, la quale la accoglie come dama di compagnia e, a parer mio, anche sotto la sua ala protettrice; insomma, in un modo o nell’altro le vuole bene come fosse la nonna.
La ragazza lavora sodo, anche troppo a mio avviso, ma siamo in un periodo storico in cui le belle ragazze avevano vita breve se non erano nate fortunate. Per l’esattezza è l’anno del Signore 1785. La nostra protagonista fa anche lavori ulteriori pur di racimolare quanti più soldi possibile da mandare alla sua famiglia. Quello che non ha messo in conto sono i figli della contessa: Arthyen, il figlio bastardo avuto dal conte e Caden, l’erede legittimo del titolo nobiliare e di tutto quello che ne consegue, che è tornato dalle Americhe dopo la guerra.
La giovane, a causa di un equivoco, verrà scambiata da Caden per una nobildonna ma, quando quest’ultimo scoprirà che è una serva, inizierà l’Inferno per lei. Rosen non capisce chi tra i due sia il vero mostro, se Arthyen il Bastardo, come viene chiamato da tutti, o Caden, quello che sembrava “buono” ma che invece si rivelerà uno stronzo di prima categoria.
Come ho detto all’inizio, questa è una storia bella tosta, dove tutto ciò che sopporta la protagonista vi farà arrabbiare e spesso vi chiederete, ma come? Non reagisce? A quel tempo i servi valevano meno di niente, figuriamoci le giovani donne belle che potevano essere usate dai padroni in tutti i modi possibili. Era frequente che molti le usassero per “quello”, ma la nostra protagonista, dopo innumerevoli soprusi, riuscirà a reagire. E non immaginerete mai il plot twist della storia, il colpo di scena che vi farà dire: davvero?
La domanda da porsi: chi è il vero mostro? Perché vedrete parecchi mostri, in sembianze anche di pecorelle, ma la loro stronzaggine non avrà pari. L’autrice è brava, lo devo ammettere, ti fa immedesimare nella storia con una facilità impressionante. Libro consigliato, con un antiacido a portata di mano per le eventuali incazzature.
Rosen è una giovane donna con un passato difficile, che lavora come dama di compagnia per Lady Caverth, presso la tenuta di Gravewood. Con il pensiero di raccimolare ogni scellino da poter inviare alla madre e alle sorelline minori per poter assicurare loro qualcosa da mangiare e salvarle dalla povertà, Rosen è costretta a subire ogni tipo di sopruso e angheria pur di non mettere a rischio la sua posizione. Come se tutto ciò non bastasse, oltre ai ricatti e alle violenze da parte di Arthyen Caverth, figliastro della Lady, i problemi si ingigantiscono con il ritorno del legittimo erede di Gravewood, Cadan Caverth. Rosen, suo malgrado, si troverà involontariamente invischiata in un gioco meschino messo in atto dai due fratelli, che faranno il possibile pur di spezzare la ragazza... Quando Prisca Nikoly mi ha contattata proponendomi la lettura del suo Dark Romance pubblicato con Land Editore, ho subito pensato, dopo aver letto la sinossi, di mettermi in gioco, uscendo un pochino dalla mia Comfort Zone perché davvero curiosa di leggere questa storia. La cura dei dettagli e la passione dell'autrice nella stesura dell'opera sono evidenti. Molte sono le emozioni che ho provato addentrandomi sempre più nell'intreccio narrativo. Mi è piaciuta Rosen, spesso avrei voluto aiutarla, ho sofferto con lei e ho tanto sperato in un lieto fine, perché lo merita dopo una vita di sofferenze e ristrettezze. Tra Arthyen e Cadan non so veramente chi ho detestato di più, ma credo che Cadan meriti il posto d'onore, così come qualche altro personaggio che fa da sfondo ai protagonisti. Ho trovato interessante, però, lo sviluppo della trama e la crescita di Rosen e Arthyen. Moltissimi sono gli intrighi e le meschinità a cui il lettore assisterà impotente; intriganti anche i colpi di scena strategicamente ben piazzati. Vi sono anche scene di violenza descrittive, non proprio adatte agli animi più sensibili. Personalmente ammetto di aver fatto fatica a superare qualche momento di cattiveria gratuita. Nonostante queste sensazioni, trovo comunque che sia una lettura consigliata per gli amanti del genere Dark Romance. La penna di Prisca è piacevole, parecchio dettagliata e, difatti, in alcuni punti la storia mi è apparsa leggermente tirata per le lunghe. Belli i dettagli e l'ambientazione storica, davvero ben curata, è stato come fare un gran salto indietro nel tempo. Se siete alla ricerca di un romanzo corposo e ricco di avvenimenti, una storia d'amore piuttosto travagliata, che vi trascini fra le mura di una tenuta meravigliosa e dei protagonisti con caratteri vividi e meschini allora Rosen: La serva di Gravewood è ciò che fa per voi! 4 stelle per me!
Una storia di ambientazione settecentesca, ispirata al celebre romanzo di Samuel Richardson "Pamela o la virtù premiata". In un antico maniero sul mare, due fratellastri rivali si invaghiscono di Rosen, una giovane domestica seria, giudiziosa e responsabile, dal passato doloroso. Questi sono gli ingredienti della trama ma, per non togliere il piacere della lettura di una vicenda tutta da scoprire, ricca di fatti inattesi, non racconterò ciò che ne deriva. Dirò solo che la storia d'amore che scaturisce dalla serie degli eventi è quanto di più romantico si possa immaginare. Ho adorato il contesto storico di questa vicenda (il Settecento che studio da tanto tempo!), il riferimento a un testo classico dell'epoca, la figura dell'innocente e sventurata Rosen la cui unica "colpa" è quella di essere l'oggetto conteso del desiderio di molti, l'approfondimento psicologico dei personaggi (i fratellastri rivali ma anche la loro anziana madre/matrigna), lo stile scorrevole, i colpi di scena, l'interessante nota storica finale e l'attenzione rivolta alla condizione delle donne appartenenti, all'epoca, alle classi sociali più povere e disagiate e che tanto avevano da temere e da subire. Un romanzo che mi ha coinvolta e avvinta fino alla fine, tenendomi incollata alle pagine e che, nonostante la mia "abilità" nel cogliere i dettagli (perdonate la modestia!), ha saputo veramente sorprendermi!
Ero curiosa di questa nuova uscita di Priska non solo perché con CE, ma perché essendo a conoscenza dei retroscena della scrittura di questa storia volevo sperimentare questa sua versione inedita sia in modalità sia in tipo di storia.
La guerra è distante, in Rosen, un avvenimento che ha toccato le vite dei personaggi solo perché ha tenuto via il padrone di casa ed è il suo ritorno a contribuire a tutta una serie di vicende in cui si trova coinvolta la protagonista.
Ecco, a proposito, se c’è una cosa che apprezzo di Priska è che cerca sempre di fare qualcosa di diverso con le sue protagoniste, non sono tutte delle ribelli, ma se hanno un tratto in comune è una resilienza pazzesca. Hanno quel nocciolo duro che resiste anche nelle condizioni più avverse, anche quando la loro condizione sociale le costringe a ingoiare una marea di soprusi senza poter reagire perché le conseguenze sarebbero ben peggiori (e non solo per loro).
Così è Rosen, serva che cerca di racimolare denaro per mantenere madre malata e sorelle piccole, e soprattutto proteggerle da una sorte come quella che è capitata a lei col primo marito. Nonostante i protagonisti maschili ne vedano solo l’esterno piacevole (?), quel che trasmette trovarsi nella sua testa durante la narrazione è una tremenda stanchezza per le circostanze in cui si trova e il modo in cui questi nobili da cui dipende per la sopravvivenza non riescano proprio a capire che le stanno rendendo la vita difficile e le stanno facendo perdere tempo. (Ma a loro che interessa? Non hanno davvero di meglio da fare…)
È un sentimento che in alcuni momento della mia vita lavorativa capisco fin troppo, è stato curioso provare una tale affinità per una protagonista come Rosen. Di sicuro ha reso il suo trionfo una questione molto personale ahahah Ma sapevo che Priska mi avrebbe dato soddisfazione, non solo per l’ispirazione di partenza per la storia (Pamela di Richardson, che guarda caso ha come sottotitolo “o la virtù premiata” :D), ma perché le sue protagoniste non passano le pene dell’inferno tanto per!
I due protagonisti maschili sono pieni di luci e ombre, sono messi in opposizione e quando uno risplende, l’altro si adombra, in un gioco che fino a un certo punto della storia mi ha fatto dire “non posso credere agli indizi, potrebbero fregarmi”. Poi okay, ho azzeccato perché gli indizi non sono messi lì per prendere in giro, sembra quasi crearsi un triangolo, e la tensione che ha generato questo espediente è stata fantastica! Un riferimento esplicito devo farlo però: considerando che io ho amato “Il principe crudele” di Holly Black (IYKYK), ero team Arthyen sin da subito, anche se all’inizio è davvero tremendo. Ma finisco qui per quanto riguarda i protagonisti maschili :°D
Tra i personaggi femminili, ci sono varie menzioni speciali: Angie, l’amica (anche lei serva) di Rosen, è uno spasso e mostra bene un tipo di personaggio “umile” con uno spirito totalmente diverso. I suoi intrallazzi amorosi si sono rivelati utili in vari modi, you go girl ahahah Lady Marylbone è così settecentesca, e ho apprezzato anche come la dinamica con Rosen sia priva di ostilità meschine che un’altra penna avrebbe subito sfruttato per del drama (inutile imho). E poi Lady Carveth, su cui non posso dire granché per varie ragioni, ma anche lei come Marylbone ha contribuito a mostrare bene le complesse dinamiche tra donne di classi sociali diverse, e l’anziana in particolare il rapporto tra nobildonne e parenti povere prese come “compagnia”.
È stata un’esperienza un po’ diversa rispetto agli altri romanzi di Priska, ma alla fine le fondamenta su cui poggia sono quelle a cui ci ha abituate (e per cui amo leggerla) ♥️