Nel 1989, un libro sconvolse l'Italia, tanto da mobilitare politica e media che ne chiesero la censura: Primi delitti, raccolta di racconti ormai consegnata al mito che ci ha condotto in un viaggio inquietante nel lato più oscuro dell'infanzia. I piccoli assassini di Primi delitti sono cresciuti, ed è arrivato, per loro e per noi, il tempo di assaporare il sanguinolento sapore di... Nuovi delitti. Con Nuovi Delitti, il maestro dell'horror Paolo di Orazio riporta alla luce i protagonisti che hanno infestato le pagine del primo libro, ormai adulti, ma non per questo meno pronti a sporcarsi le mani di sangue! L'orrore intessuto da Di Orazio torna a bussare alla vostra porta, promettendo di superare le aspettative di un'attesa durata ormai troppo. Quelli di Di Orazio sono adulti malati di ossessioni infantili, coinvolti ancora una volta in eventi che metteranno a dura prova la loro, e la vostra, sanità mentale. Riuscirete ad andare, ancora una volta, fino in fondo?
Paolo Di Orazio è una figura di spicco nel panorama Horror nazionale, pioniere dello Splatterpunk Italiano. “Primi delitti”, pubblicato nel 1989, e “Nuovi delitti”, uscito nel 2024, sono due raccolte di racconti che hanno lasciato un segno indelebile nella mia esplorazione del genere.
Due antologie le cui storie oscuramente tratteggiate da Di Orazio sono legate dallo stesso filo conduttore, i protagonisti. “Primi delitti” dà voce alla loro infanzia, mentre “Nuovi delitti” riprende la trama della loro vita 35 anni dopo. L’innocenza, l’ingenuità e la spensieratezza dell’essere bambini si scontrano con un’esistenza segnata da traumi, abusi, disturbi mentali e disabilità fisiche. Ferite, ferite profonde, sanguinanti e purulente, che non si rimarginano e lasciano spazio alla violenza. Una violenza che, espressa liberamente e con spontaneità da un bambino, non può che colpirci forte come un pugno sul naso. Una stonatura, una dissonanza, una crepa nell'armonia. Incisiva, chirurgica, cruda. Subdola, striscia sulla nostra pelle, ci mette a disagio e ci disturba profondamente.
Tre decadi e un lustro dopo ritroviamo degli adulti spezzati, rotti, incatenati a demoni interiori da cui è impossibile fuggire. Il tempo è passato, la speranza è morta, la mente e il corpo sono lacerati. L'accettazione della propria perversa natura ha un'unica, ovvia conseguenza. La caduta (in)conscia e senza fine nel sangue.
Brutale. Feroce.
Paolo Di Orazio ha scritto due pietre miliari del genere, imperdibili.
Sono tornati. E hanno voglia di raccontarvi cosa hanno fatto in questi trent’anni. Procurati una moquette. Inghiottila. Fatto? Ora puoi iniziare a leggere…
Oltre ad essere il libro che ha insegnato ai ragazzini degli anni ‘90 “come uccidere la nonna e non solo”, Primi delitti è stato una vera e propria fonte di ispirazione per tanto horror italiano venuto dopo, sia in letteratura che a fumetti.
I protagonisti delle varie storie brevi erano versioni deformate e portate oltre il limite di un incontrollabile eccesso dei loro stessi primi lettori: altri ragazzini, bambini che in un mondo o nell’altro trovavano nella violenza un’inattesa risposta d’urto alla microsocietà che li circondava. Piccole storie drammatiche, ma anche grottesche, spaventose ma decisamente ludiche e sopra le righe, orrori familiari inondati di sangue, ma con i toni di un meraviglioso cartoon derisorio che riusciva a incidere sulle pagine di Di Orazio precisi ritratti dell’Italia dell’epoca.
Il nuovo libro, Nuovi delitti, è un progetto almeno altrettanto coraggioso, perché porta il suo autore a riprendere in mano un lavoro dal successo incredibile e dalla vita editoriale davvero unica e lunghissima [per un prodotto di Genere in Italia]. Di Orazio si è inoltre assunto il rischio di rimettersi a scrivere non solo cose figliate da quel magma sanguigno e creativo ma, cosa non scontata, dieci nuovi racconti che riportano in vita proprio di quei personaggi [a ormai trentacinque anni di distanza]. Quegli stessi piccoli assassini ora cresciuti, che a loro insaputa sono diventati pezzi di storia culturale di un Paese, ma che soprattutto hanno pagato per i loro crimini infantili, hanno elaborato le loro colpe [ognuno a suo modo], per ritrovarsi ancora una volta dalla parte del manico del coltello.