Portata al limite estremo, la forza di una cultura si manifesta nella figura del genio. Il genio porta la cultura a manifestare l'insolubilità, la paradossalità che spinge l'agire storico in avanti e funge da suo stimolo. Familiarizzando con il Leonardo da Vinci di Leonid Batkin, storico sovietico che ha incentrato le sue ricerche sugli umanisti italiani, si potrà comprendere non tanto di che tipo era la personalità vinciana, ma come essa poté attuarsi. Nella mancanza di un punto di riferimento centrale e di compiutezza nella più geniale delle personalità rinascimentali Batkin rintraccia la condizione necessaria del suo dispiegarsi, della sua realizzazione storico-personale e della sua sfolgorante pienezza umana.
Sono molto appassionato della figura di Leonardo da Vinci e, tra le miriadi di opere a lui dedicate, ho scelto di leggere questa in quanto si presentava non tanto come una biografia, quanto come un'analisi del pensiero e della psiche del maestro. Argomento questo di estremo fascino e soggetto alle più varie interpretazioni. Tuttavia, a libro terminato, ammetto di esser rimasto poco soddisfatto. L'analisi prende piede naturalmente da quanto Leonardo ci ha lasciato, in particolare dai manoscritti, ma subito se ne discosta: i concetti spiegati sono assai complessi e sfociano, quasi esclusivamente, nel campo della filosofia, della logica e dell'epistemologia. Purtroppo per poter districarsi appieno penso sia necessaria una preparazione, se non almeno una spiccata predisposizione per queste tematiche. Per chi, come me, ha un mero interesse generale sulla cultura e il pensiero del Rinascimento, questo volume si presenta estremamente ostico. L'autore in numerosi capitoli discute alcuni lavori precedenti al suo, offrendone la sua interpretazione. Questo modus operandi, a mio avviso, pare quasi ridursi a un dibattito accademico estremamente circoscritto, che rischia di allontanarsi dal soggetto dell'opera, Leonardo. Ho invece trovato più intrigante e facile da intendere l'ultimo capitolo, che offre un breve raffronto tra la figura del Maestro e di Michelangelo. Non è certamente una soluzione nuova, in quanto è tipicamente affrontata nelle opere maggiori su Leonardo, tuttavia nel quadro di questo lavoro, mi è parso quasi come una boccata d'aria fresca all'interno di uno spazio claustrofobico. Ho fatto molta fatica a terminare la lettura. Consiglio a chi voglia cimentarcisi di apire preventivamente il volume su passi casuali, così da avere un'impressione generale e trarne poi le debite valutazioni. A meno che voi non siate degli studiosi o abbiate una preparazione alquanto sofisticata. Nel qual caso penso siate invece nel posto giusto.