Siamo alla vigilia della guerra contro i Bianchi, il popolo che si è insediato sulla Luna. I terriani, ormai sull'orlo dell'estinzione, scelgono di alterarsi geneticamente per colonizzare l'ecosistema più vasto del l'oceano. Ma la nuova specie degli acquatici e le altre comunità che abitano la terra rifiutano il proprio destino e lo combattono. Che il nemico siano le alghe rosse e allucinogene che invadono l'oceano o i Naviganti con cui concorrere per il poco pesce commestibile rimasto, la lotta in scena è quella dell'umanità contro sé incapace di imparare dalla storia, cade ricorsivamente in cicli di conflitto e violenza estrema.
L'epopea oceanica aperta nel primo volume dell'opera si chiude con una lettura ucronica in cui l'esploratore cinese del Quattrocento Zheng He "scopre" l'Europa. Nell'inquietante incontro fra Cina e Occidente, dove presente e passato si confondono, il futuro si svelerà come un feroce ritorno alle origini.
Born 1965 in Chongqing, Han works as a journalist for the state news agency Xinhua. His first short story collection, Gravestone of the Universe 宇宙墓碑 was published in 1981 in the Taiwanese journal Huanxiang 幻象. It waited ten years for publication in the People's Republic of China because publishers found its tone too dark.
Han has received the Chinese Galaxy Award for fiction six times. The LA Times described him as China's premier science fiction writer
Una saga sull'ineluttabilità dello scorrere del tempo, in cui il passato, il presente e il futuro si mescolano senza margini definiti, confondendo il lettore su ciò che è successo davvero/ciò che potrebbe succedere. Su come la società cambia, si evolve, dimentica i propri errori e li ripropone in forme sempre nuove che portano sempre allo stesso esito.
Se nel primo volume ci trovavamo immersi (eheh) nel mezzo dei drammi del nuovo popolo marino, nel secondo volume troviamo finalmente risposta ad alcune delle domande su come siamo arrivati a vivere sott'acqua e perché la terra emersa è diventata inospitale. Si susseguono racconti sul prima che accadesse il disastro totale, ma anche sul dopo, che tuttavia sembra solo essersi svolto molto prima del "futuro" cronologico. Temo non sapremo mai la verità.
Per l'autore, la crudeltà è insita nell'essere umano e ci tiene a supportare la sua tesi in ogni occasione possibile. Solo pochi dei personaggi si salvano da questa condanna e riescono a compiere atti altruistici e si sacrificano. Inoltre, per Han Song le nuove tecnologie (sia quelle moderne sia quelle contemporanee) non possono che far emergere ancora di più il lato malvagio degli esseri umani, ed è stato uno dei primi autori di fantascienza cinese a preoccuparsi dell'influenza della tecnologia sull'uomo.
Si parla anche di legame per la madre patria, quasi di nazionalismo, e di come a volte difendere a tutti i costi la propria terra natia non porti assolutamente a nulla, perché questa ti volta le spalle e ti lascia da solo a gestire i tuoi problemi. Inoltre, spesso per lui il sacrificio compiuto dalle vecchie generazioni del popolo si rivela del tutto inutile, perché le nuove troveranno nuovi modi per tornare al punto di partenza e distruggere tutto il lavoro compiuto da chi è venuto prima.
Han Song usa un linguaggio quasi asettico, con cui sminuzza dettagliate descrizioni di roba alquanto disgustosa. E pare che questa attenzione dell'autore sia mirata proprio a tentare di rendere comuni le cose "uncanny", le cose più assurde, perché vuole sconvolgere.
Strani, stranissimi libri, crudi, viscerali, ingiusti e malvagi. Non saprei bene a chi consigliarli ma wow che esperienza
Secondo volume che contiene la parte 3 e 4 di questa saga fantascientifica cinese. In realtà definirlo scifi è alquanto limitante, c'è del fantastico e del scientifico sicuramente ma anche molta mitologia, un tempo ciclico, delle profezie che si autoavverano: è una riscrittura dei miti creativi della vita umana, dove gli dei siamo noi stessi del futuro, o meglio da un passato futuristico che ha causato il reset della terra e poi tutto si ripete, con pochi cambiamenti, influenzato da un pre che non si ricorda ma è stampato nel DNA che evolve al contrario rispetto alla programmazione umana. Un'aspra analisi dell'umanità, che riscreve il diluvio e i miti fondativi ontologici con una lente sinistra, e qualche sprazzo di speranza, forse vana ma motore di ogni azione. Snello e ricchissimo di spunti, a differenza della prima parte meno crudo anche se ugualmente cruento. Avevo curiosità e dubbi pensando ad un sequel, ma si è rivelato imprescindibile e in grado di concludere e dare un quadro generale del tutto. Personalmente il mio ordine di preferenza è 2, 4, 3, 1 parlando comunque di un'opera che nella sua interezza penso sarà ascritta fra i capolavori non solo del genere, oltre che ogni parte perderebbe forza separata dall'altra
Ed eccoci alla fine di questo strano viaggio. In questo secondo volume sono riportati altri 8 racconti. Non posso dire che sono tutti ambientati nel mondo di Oceano Rosso perché alcuni hanno dei collegamenti molto sottili e poco importanti.
Nella prima parte, “Il passato del nostro passato”, troviamo alcune storie degli esseri umani nel periodo in cui l’oceano diventa rosso. Il primo racconto, titolato “L’acquatico” racconta la storia del primo hydroumano creato in laboratorio e di quando gli esseri umani si sono trasferiti nell’oceano. Qui ci sono dei comprensibili riferimenti alla storia di Stellamarina del primo Volume. Mi é piaciuto. Nella seconda parte, “Il nostro futuro” ci sono racconti ambientati negli ultimi 2000 anni e questa cosa mi ha un po’ spiazzato perché faccio fatica a collegarla a tutto il resto. Il racconto che ho preferito é l’ultimo dove si racconta di un flotta cinese che raggiunge il Portogallo e stanzia una piccola colonia per esaudire una profezia per salvare l’impero Ming. Siamo nel 1400. Il collegamento con Oceano Rosso é veramente leggero, ma di per sé il racconto mi é piaciuto.
In Generale, l’insieme dei racconti di Oceano Rosso non mi sono particolarmente piaciuti, mancano personaggi ai quali affezionarsi, un filone logico che racchiuda tutto e presenta riferimenti troppo diretti alla storia Cinese che non conosco.