Jump to ratings and reviews
Rate this book

Fattore K. L'ascesa della cultura pop coreana

Rate this book
Siamo in un hotel di Itaewon alla fine degli anni Ottanta, in cerca di un club dove ascoltare un concerto e poi ballare tutta la notte, tra giovani coreani e soldati statunitensi in libera uscita. La base militare qui vicino da decenni contribuisce a diffondere la musica che si ascolta sull’altra sponda dell’ rock, metal, pop, hip hop, r’n’b, techno. Sono i veri inizi di quel fenomeno globale che prenderà il nome di K-pop e scalerà le classifiche internazionali, in una storia lunga più di trent’anni. Con l’approccio meticoloso dei migliori studi di letteratura musicale e di indagine culturale, Laforgia ricostruisce la parabola del K-pop dalle sue origini e il ruolo dei K-drama e del cinema nell’ascesa della cultura coreana, ricorrendo a dettagli e sfumature poco narrate, come l’analogia tra le agenzie di intrattenimento e il sistema di produzione della leggendaria Motown, o le questioni femministe in relazione ai temi di molti drama contemporanei. Illustrando sia il ruolo del governo sudcoreano sia le dinamiche sociali che hanno permesso a questa industria di fiorire, Fattore K offre un nuovo punto di vista su un panorama creativo vibrante, sfidando i preconcetti e l’orientalismo che spesso offuscano la vera portata del successo globale della Corea del Sud.

240 pages, Paperback

Published October 25, 2024

8 people are currently reading
125 people want to read

About the author

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
17 (24%)
4 stars
33 (47%)
3 stars
16 (23%)
2 stars
3 (4%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Angela.
133 reviews41 followers
August 23, 2025
Fattore K. è un volume sul fenomeno dell'hallyu ("onda coreana") scritto con competenza, rispetto e intelligenza da una sincera appassionata.

Paola Laforgia affronta il vastissimo tema della cultura pop coreana declinata su vari fronti (Kpop, K-drama, K-cinema), tracciandone la storia e fornendo elementi di analisi sociale ed economica per rendere fruibile e comprensibile un mondo che, per quanto al momento popolarissimo, resta spesso incompreso in Occidente, soprattutto a causa di mai tanto sopiti pregiudizi razzisti (tutto ciò che viene dall'Asia è una scopiazzatura inferiore) e misogini (è "roba che piace alle ragazzine").

Laforgia non evita argomenti spinosi legati a questo showbiz o alla società coreana, riconducendoli però a schemi globali e non esclusivi al paese, soprattutto rifiutandoli in toto se usati come mezzo per screditare tutta la cultura di un certo luogo, atteggiamento che è precisamente da imperialismo coloniale anglosassone (e con cui mi trovo non al 100%, ma al 1000% d'accordo).

Questo volume è una vera chicca per appassionati ma anche godibilissimo per chi sia anche solo lontanamente incuriosito dalla valanga coreana intorno a noi. Perché, come dice la stessa autrice, non incappare mai oggigiorno in K-culture non è un caso, ma una scelta precisa.
Profile Image for inanookwithbooks.
24 reviews3 followers
December 10, 2025
il tema è di per sé molto interessante ma lo svolgimento lascia un po’ a desiderare. ho trovato alcune parti veramente troppo biased e quindi poco oggettive: è bello che l’autrice sia così appassionata di ciò che ci racconta, ma la lente dell’obiettività è fondamentale per dare al pubblico le informazioni corrette e “pulite”.
inoltre a volte mi è parso che le statistiche inserite nel corso dei capitoli non aiutassero in alcun modo la causa, risultando così abbastanza inutili.
diciamo che mi aspettavo di più ecco.
Profile Image for Irina.
48 reviews10 followers
Read
June 18, 2025
"Oggi, non incappare in qualcosa di coreano, indipendentemente da dove ci si trovi nel mondo, è quasi più una scelta che un caso."

Un libro veramente (ma veramente!) ben scritto, che traccia l'ascesa della cultura pop coreana inquadrandola in un contesto socio-politico e culturale di cui non solo tendiamo a dimenticarci quando parliamo del tema, ma che spesso non facciamo nemmeno lo sforzo di scoprire. L'ho trattato quasi come un libro di studio perché, se è vero che sono ormai ferrata in tutto ciò che è inerente al mondo del kpop e affini, per quanto riguarda la storia della sua ascesa, e la storia della Corea in generale, non posso dire di essere altrettanto esperta.
Ho apprezzato molto l'interesse genuino dell'autrice per il tema trattato, che traspare dalle sue parole e che la rende in grado di presentarlo in maniera chiara e completa, basandosi su fatti e definizioni oggettive per smantellare i numerosi pregiudizi che molte persone ancora oggi hanno nei confronti dei prodotti culturali coreani.
Sebbene io mi sia approcciata al kpop molti anni dopo rispetto a Paola, soltanto nel 2019/20, l'ho fatto guidata dal suo stesso desiderio di trovare qualcosa che unisse il pop a un tipo di musica più sperimentale e underground. Un bisogno, insomma, di andare al di là della musica pop, ma anche del cinema, occidentali, verso qualcosa di meno prevedibile e più sperimentale, che rimanesse comunque facilmente accessibile.
Questo porta ovviamente a scontrarsi con opinioni, bias cognitivi e pregiudizi di chi questo bisogno non solo non lo comprende, ma accampa scuse e ragioni per non provare nemmeno ad avvicinarcisi. In primis la barriera linguistica, ma anche il rifiuto del famoso "lato oscuro", che in questo libro viene descritto (finalmente, direi) per quello che è, ovvero un senso di superiorità occidentale derivato dalla "presunzione di pensarci più liberi, più felici, più indipendenti", incapaci di riconoscere quanto le stesse problematiche siano diffuse anche da noi.
Fattore K riesce a delineare lo sviluppo e le ragioni della diffusione della cosiddetta hallyu (onda coreana) andando oltre questo tipo di stereotipi, articolandosi come un saggio che offre l'occasione di scoprire e riflettere su un tema all'apparenza semplice ma in verità molto complesso. Non sono solita scrivere recensioni su GR, ma ho voluto dedicare qualche parola a questo libro proprio perché ritengo possa costituire un ottimo spunto di riflessione per chi deciderà di leggerlo, che sia appassionato di kpop o meno.
Profile Image for Ilaria_ws.
977 reviews76 followers
November 18, 2024
“Oggi, non incappare in qualcosa di coreano, indipendentemente da dove ci si trovi nel mondo, è quasi più una scelta che un caso. Trascurare l'impatto che i prodotti culturali coreani negli ultimi anni hanno avuto e stanno avendo globalmente, significa ignorare un fatto importante della storia del nostro tempo. Significa perpretare una visione occidentalocentrica e limitata del mondo che non corrisponde a quello che il mondo è davvero.”

Fattore K è un saggio che racconta lo sviluppo e i motivi che stanno alla base dell'estrema poplarità raggiunta dalla cultura e dall'industria pop sudcoreana negli ultimi anni. K-pop, K-drama e non solo hanno ormai conquistato il mondo, diventando in breve tempo talmente popolari da conquistarsi successi su successi e fette di pubblico sempre più grandi. Da cosa sono partiti? Quanto il governo e la politica economica della Corea del Sud hanno contribuito a questo sviluppo? E sopratutto, quanto pregiudizio, quanti preconcetti ancora ci sono sulla cultura pop coreana?

Partiamo proprio da questo, perchè penso che sia uno degli argomenti più interessanti e attuali al momento. Ci troviamo in un momento storico in cui, almeno rispetto a qualche anno fa, i prodotti culturali sudcoreani, quindi musica, drama, film e libri, sono diventati popolarissimi. I drama coreani scalano le classifiche di mezzo mondo, il K-pop è uscito dai suoi confini e sta conquistando l'America e l'Europa, i film coreani vincono tanti premi anche fuori dalla Corea o comunque al di fuori del mercato cinematografico asiatico, i libri coreani hanno iniziato il loro cammino verso la popolarità. Han Kang ha da poco vinto il premio Nobel per la letteratura. Ad oggi, come argomenta perfettamente Paola, è difficile non aver visto o sentito qualcosa di coreano, se non lo avete fatto, magari non ve ne rendete conto, ma è una scelta consapevole.

Forse sono un po' di parte, amo la Corea del Sud, amo la cultura sudcoreana, sono appassionata di K-pop e K-drama, leggo regolarmente autori sudcoreani, insomma è un mondo che, nonostante sia lontanissimo da me, sento particolarmente affine. Ma questo saggio è davvero ben scritto e interessantissimo; ci sono tanti spunti di riflessione, si scende nei dettagli parlando dell'ascesa del K-pop e dei K-drama e di quanto il governo nel corso del tempo abbia puntato sulla cultura per la crescita economica del paese. Stiamo parlando di una crescita incredibile avvenuta in pochi anni, un miracolo se pensiamo da dove sono partiti e dove sono arrivati.

Forse la parte che ho preferito è proprio quella dedicata al modo in cui l'Occidente si approccia alla cultura pop coreana e in particolare al suo successo. Probabilmente perchè mi sento tirata in causa, le domande sulla mia passione per la cultura coreana in generale si sprecano e si tratta spesso di prese in giro. Perchè ascolti quei cinesi? Ma i drama sono tutti uguali, che li guardi a fare? O ancora, quando mi è capitato di parlare a qualcuno del viaggio che avrei fatto in Corea, mi sono spesso sentita chiedere e cosa ci vai a fare? Questo dovermi costantemente quasi giustificare per questa passione mi ha portata, come dice anche Paola, a non parlarne. Il pregiudizio, i tantissimi preconcetti che ancora sono ben radicati sulla cultura coreana, sono figli di una visione limitata che ancora guardano a questo paese e alla cultura che esporta come qualcosa di finto, una cultura di plastica che non contiene nulla. Ma non è così e potremmo fare tremila esempi per mostrarlo, ma credo che le parole di Paola Laforgia siano più che sufficienti.

"La mia intenzione non è quella di convincere tutti che la cultura pop coreana sia la migliore al mondo o far sì che tutti ascoltino K-pop e guardino K-drama; desidero però che si parli di quei prodotti culturali con cognizione di causa e che sia riconosciuta la loro leggittimità. Nell'immaginario occidentale domina il "lato oscuro" della Corea del Sud, vi è l'idea diffusa che dietro la facciata scintillante ci sia una realtà marcia. La condiscendenza e il senso di superiorità con cui si guarda ai coreani deriva dalla presunzione di pensarci più liberi, più felici, più indipendenti. Ma è una visione parziale e spesso esagerata della realtà. La Corea del Sud è anche uno dei paesi più sicuri al mondo, dove una donna può tornare a casa da sola a piedi alla tre del mattino senza paura, e dove la piccola criminalità e i furti sono rarissimi, tanto che è la norma occupare il proprio posto in un bar lasciando il cellulare o il portafogli sul tavolo... É il paese con una delle forze lavoro più istruite al mondo...É un paese con una storia complicata e affascinante. Un paese che un secolo fa non esisteva. Un paese che in circa cinquant'anni è passato da essere uno dei più poveri al mondo a uno dei più ricchi e tecnologicamente avanzati. Un paese che fino a poco tempo fa moltissimi non sapevano neanche indicare su un mappamondo, e che oggi è invece sulla bocca di tutti."

O ancora.

"Quello che mi preme ancora una volta far notare è, da un lato, come siano comuni i doppi standard quando si parla di Occidente e di Corea del Sud e, dall'altro, che tutto ciò venga tirato in ballo ogni volta che si parla di hallyu sostanzialmente per demolirla, perchè l'Occidente non riesce ad accettare di poter essere conquistato, troppo abituato com'è a essere il conquistatore."

Più che una recensione questo è un flusso di pensieri, probabilmente poco logico, ma questo saggio mi ha fatto riflettere tanto. Ho sottolineato mezzo libro e mi trovo d'accordo su tutto. Probabilmente è stata una lettura ancora più incisiva perchè neanche un mese fa sono stata in Corea e ho potuto vivere sulla mia pelle parte di quel mondo che finora avevo amato solo a distanza. Me ne sono innamorata ancora di più, da quando sono tornata sento una profonda nostalgia per Seoul, in nessun posto mi sono sentita tanto a casa, tanto al sicuro, quanto in Corea. Tutto il successo e la popolarità che la cultura coreana sta ottenendo è frutto del loro impegno, e spero che presto i pregudizi lascino il posto alla curiosità per questo paese magnifico, non perfetto, perchè nessun paese è perfetto, ma straordinario nel suo approccio alla vita.
Profile Image for Gloria.
365 reviews14 followers
April 6, 2025
Un saggio semplice ma completo sulla nascita e la diffusione di K-pop e K-drama in patria e all'estero. L'autrice dimostra non solo di conoscere molto bene il fenomeno ma anche di essere lei stessa una fan.
Mi sembra un po' troppo dettagliato per essere consigliato a dei neofiti, ma per gli appassionati, come me, è un testo molto istruttivo.
Unico difetto: la sezione kdrama è alquanto sbrigativa, sono sicura che si sarebbe potuto trovare altro da dire.


"Questo «aumento dell'interesse internazionale per la Corea del Sud e la sua cultura popolare, rappresentato in particolare dal successo globale della musica, del cinema, della televisione, della moda e del cibo sudcoreani», come l'ha definito il dizionario britannico Oxford nel 2021, è stato chiamato hallyu, «onda coreana». Molti in Occidente l'hanno interpretata come una moda passeggera in procinto di sparire, spesso a causa di radicati pregiudizi nei confronti degli asiatici, ma anche in Corea c'è chi è sorpreso di questa popolarità, soprattutto chi ha avuto meno possibilità di interazione con persone straniere. Solo i meno attenti però lo reputano un cambiamento improvviso e incomprensibile; la realtà è che si tratta di un processo iniziato trent'anni fa e di cui ora vediamo chiaramente i frutti. Stiamo già vivendo quella che è stata definita la quarta fase dell'hallyu, o hallyu 4.0, e c'è chi addirittura afferma che potremmo essere sull'orlo della quinta. L'hallyu 1.0, ovvero gli inizi, coincide con la fine degli anni Novanta, durante i quali l'onda aveva appena iniziato a propagarsi raggiungendo i Paesi asiatici vicini, soprattutto tramite i K-drama. La fase 2.0, corrispondente al primo decennio degli anni Duemila, è quella durante la quale la cultura pop coreana ha raggiunto gli altri continenti, trainata principalmente dal K-pop; la terza, iniziata nel secondo decennio degli anni Duemila, ha visto il consolidamento della popolarità dell'hallyu in tutto il mondo, con drama e musica affiancati da film e videogiochi online. La fase attuale, iniziata con il nuovo decennio, è quella in cui l'onda si è trasformata in un vero e proprio tsunami che sta raggiungendo nuove e sempre più ampie fette di pubblico sparse per il pianeta, tramite ulteriori declinazioni della cultura coreana: la cucina, la cosmesi, i webtoon, ovvero i fumetti digitali leggibili sul cellulare."
Profile Image for Eirion.
597 reviews4 followers
January 18, 2026
Non ho esperienza di altri libri dedicati al k-pop, ai k-drama o alla cultura pop di origine coreana che si sta diffondendo nel mondo con l'hallyu, però ho esperienza come fruitrice e appassionata di tutti questi k-prodotti da qualche anno.
Ho trovato il libro estremamente chiaro, capace di allargare il punto di vista al contesto storico, di rendere trasparenti certi aspetti culturali e filosofici dietro ai costumi, di razionalizzare fenomeni sociali locali, internazionali e globali in una serie di spiegazioni non esaustive (ovviamente, data l'entità dell'oggetto analizzato) ma sufficienti a comprendere i passaggi principali che hanno portato alla ribalta tutto ciò che è K.
Mi piacerebbe che l'autrice scrivesse un libro ancora più dettagliato sull'aspetto musicale, passato e contemporaneo, e che realizzasse magari anche un podcast al riguardo.
Profile Image for Daughterofthewords .
61 reviews6 followers
February 1, 2025
Un saggio che consiglio a tutti gli appassionati della hallyu coreana perché oltre a ricostruire la storia del successo dei prodotti di intrattenimento coreano, fornisce anche delle informazioni socio-culturali, importanti per poter i vari stereotipi legati al fenomeno.
Tuttavia mi sento di fare due appunti di natura tecnica:
1) Il testo presenta spesso incisi molto lunghi, che avrebbero potuto essere inseriti in delle note a piè di pagina.
2)Inoltre, nella prima parte del libro ho trovato alcune frasi grammaticalmente scritte male (alcune senza complemento oggetto altre con congiunzioni mancanti o di troppo).
Profile Image for Aritrup.
105 reviews
August 10, 2025
Saggio ben scritto, esaustivo, non noioso, adatto a chi è interessato ad approfondire come nasce e si sviluppa l'hallyu cioè l'onda di crescente popolarità della musica, delle serie, del turismo ed in generale, della cultura pop sud-coreana. Avrei dato cinque stelle se ci fosse stato anche un capitolo sulla k-beauty 😊
Profile Image for Lichrospher.
14 reviews
September 17, 2025
libro incredibile, scritto benissimo, chiarissimo, accurato, dettagliato
5 stelle che valgono come 10

da leggere assolutamente per capire bene una parte di quell'asia che diventerà il fulcro culturale del mondo dopo l'inevitabile crollo del dominio occidentale nel prossimo futuro (o presente).
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.