Parlando di New York si utilizza spesso l’espressione “melting pot”, calderone o crogiolo, per dire che è un mix di culture e anime diverse. Ma quando la visiti, ti rendi conto che il termine ne descrive bene anche il rumore, che è proprio un continuo rimescolio e ti fa sentire come dentro un pentolone che ribolle senza sosta. Con i suoi quartieri tutti diversi, i palazzi fuori misura e il costante brulichio dell’attività umana, si può rimanerne disorientati. A meno che non si abbia sotto braccio una guida smart, agile e da veri locals!
La letteratura su New York è sempre stata florida, ma la cosa eccezionale è che chiunque vi metta piede, può regalarvi una versione diversa e personale di questo microcosmo. Alessandro Cattelan, che ne ha fatto la sua seconda casa, ha deciso di unire alla propria evocativa e scanzonata panoramica della città che non dorme mai anche i luoghi e le impressioni di altri personaggi: Roberto Saviano, Jovanotti, Renzo Piano, Francesco Costa e altri ancora. C’è chi si sofferma sui ristoranti etnici e più insoliti, chi consiglia qualche museo meno trafficato, chi conosce tutti i set della vita sportiva newyorkese e chi preferisce passeggiare tra i cimiteri. Ed ecco che in poco tempo si delinea una guida atipica, da consultarsi quando ormai la lista delle migliori attrazioni è tutta spuntata e potete finalmente perdervi nella corrente newyorkese.
Questo libricino mi è stato regalato proprio in vista del mio primo viaggio a NYC. E ora che sono a metà dell’impresa e vedo stagliarsi all’orizzonte la malinconia del ritorno, posso ribadire quello che tutti ripetono da sempre: di New York ci si innamora alla follia. Perché è piena di contraddizioni, in continuo mutamento e mai banale. Perché è di tutti quelli che ci approdano, non solo di chi ci nasce.
Che vi troviate in cima al più sofisticato grattacielo di Manhattan o al bancone di un pub centenario, non potete sbagliarvi. Siete innegabilmente a New York. Perché l’energia pulsante di questa città non assomiglia a niente che abbiate mai provato prima.
Per una serie di motivi, è un po’ che qui leggiamo, guardiamo, ascoltiamo cose su e di Pasolini. Così, quando ho letto questo sono un po’ sobbalzato:
“New York è una città magica, travolgente, bellissima. Una di quelle città fortunate che hanno la grazia. Come certi poeti che ogni qualvolta scrivono un verso fanno una bella poesia. Mi dispiace non essere venuto qui molto prima, venti o trent’anni fa, per restarci. Non mi era mai successo di innamorarmi così di un paese. Fuorché in Africa, forse. Ma l’Africa è come una droga che prendi per non ammazzarti, una evasione. New York non è una evasione: è un impegno, una guerra. Ti mette addosso la voglia di fare, affrontare, cambiare: ti piace come le cose che piacciono, ecco, a vent’anni.”
Alessandro Cattelan, con gli occhi dell’uomo innamorato di un posto come ci si innamora dell’anima gemella, ha affrontato il racconto della travolgente magia di una città difficilissima da descrivere, e lo ha fatto con l’unica chiave davvero possibile: quella di una personalissima, evocativa, sentimentale vista di luoghi, situazioni, eventi (a volte) un po’ meno noti che l’anima newyorkese la rappresentano perfettamente. Con contributi di penne e occhi che amano e vivono la Grande Mela (se non avete letto i testi di Cognetti su NY è il momento di farlo, a Francesco Costa dobbiamo un hamburger, e poi Renzo Piano, e poi Romagnoli, e così via), questo libro che è – oltretutto – un oggetto editoriale bellissimo vi trascinerà fra le strade dei quartieri meno battuti e, se non state un filo attenti, direttamente a Malpensa davanti a un gate.
53\2024 Una giuda originale e divertente, con lo stile dell'autore che ci accompagna in luoghi meno turistici della Grande Mela. Sicuramente me la porterò nel prossimo viaggio a New York. Per me sarà la prima volta ma avendo qualche giorno potrò sicuramente sfruttare alcuni consigli per inserire chicche oltre ai must della città