Una mattina, leggendo il giornale, Tanizaki è colpito dalla foto di un attore seduto su una veranda nei panni di un samurai. Osservandolo meglio, scopre che con impercettibili accorgimenti e controllando la respirazione è riuscito a produrre una forma circolare, che parte dal collo e dalle spalle e prosegue lungo le maniche: «Sembrava che se ne stesse seduto lì per caso, e invece obbediva alle regole del kabuki, sicché persino le pieghe del suo kimono si distinguevano le une dalle altre in maniera del tutto naturale». Solo la maestria – una perizia tecnica che si acquisisce grazie a un lungo, arduo tirocinio – può condurre a esiti di così sublime eleganza. Arte come sacrificio e dedizione, dunque, come opera «ben fatta», per il puro piacere della perfezione: non certo per adulare i potenti o le masse, o per fare sfoggio di bravura e dottrina, o acquisire denaro. In un gioco di contrasti e dissolvenze fra mondo passato e moderno, orientale e occidentale, Tanizaki ci offre un'inedita visione di pittura, letteratura, teatro e cinema e – in un dialogo intessuto di rimandi e corrispondenze fra continenti, epoche e stili – evoca un'arte universale, capace di coinvolgere l'anima e il corpo e non solo l'intelletto, aperta a una tradizione artigiana cui soltanto i novatori sciocchi guardano con sufficienza. Nel contempo, ci svela la sua poetica: l'ammirato tributo ai valori dell'umiltà e della perseveranza con cui gli orientali percorrono la via dell'arte affinando tecnica e talento, la commossa evocazione dell'antica poesia giapponese, l'entusiasmo per la forza espressiva del cinema tedesco e l'analisi del genio smart di Chaplin, la passione per Goethe e Schnitzler e le riserve su Balzac.
Jun'ichirō Tanizaki (谷崎 潤一郎) was a Japanese author, and one of the major writers of modern Japanese literature, perhaps the most popular Japanese novelist after Natsume Sōseki.
Some of his works present a rather shocking world of sexuality and destructive erotic obsessions; others, less sensational, subtly portray the dynamics of family life in the context of the rapid changes in 20th-century Japanese society.
Frequently his stories are narrated in the context of a search for cultural identity in which constructions of "the West" and "Japanese tradition" are juxtaposed. The results are complex, ironic, demure, and provocative.
too all over the place for my taste and patience. I was pleasantly surprised by the criticism of the physical and mental load suffered for the sake of "mastery" in a book about mastery.
Eigentlich sehr schönes Buch, aber im Endeffekt ziemlich langweilig und begrenzt aufschlussreich. Im Gegensatz zu Lob des Schattens gibt es keine überraschende Einsicht in ein fundamental anderes Wesen. Die (alten) japanischen Meister geben mehr für ihre Meisterschaft auf, als die modernen, westlichen Künstler. Hm. Ok.
Dies ist der zweite Essayband, den ich von Tanizaki lese, und im Gegensatz zum Thema der Architektur, war ich beim Thema Kunst viel mehr dabei.
Auch dieses Buch empfiehlt sich vor allem für Lesende, welche sich für Japan und dessen Kultur vertieft interessieren. Tanizaki spricht über Bereiche des japanischen Lebens, das für uns Westler eher fremd sind. Auch jetzt noch, trotz Manga, Anime und Sushi.
Ebenfalls wird darauf hingewiesen, dass die Texte in den 1930er-Jahren entstanden und somit das damalige Geschehen besprechen. Viele Namen, vor allem die asiatischen, sagen uns heutzutage kaum noch etwas.
Dennoch war ich fasziniert von den Eindrücken aus der Theaterkultur Japans, Tanizakis Interesse am damaligen deutschen Film und die Vergleiche der Kulturen.
Auch diese Ausgabe kommt in wunderschöner Aufmachung daher, die allen Bücherfreunden grosse Freude bereiten wird. Hier werden sogar noch Fotos abgedruckt, sodass wir uns die Schauspieler in ihren Rollen noch besser vorstellen können.
L'idea di Tanizaki che la maestria derivi solo da impegno e devozione (Strofinare pazientemente e con cura, sino a ottenere la "lucentezza", quindi l'arte) tralascia un importante aspetto della natura umana: ciò che è innato nell'uomo e per innato posso intendere la forza creativa che nasce da se stessi e che erompe, appunto, naturalmente.
Una letteratura che tiri le somme del tempo trascorso e aiuti gli uomini a pensare che in fondo è andata bene così: tutto ciò che accade nel mondo ha un senso, anche il dolore e la tristezza, una letteratura capace di comunicare un senso di serenità, una fede.(pagina 64)
Die ersten Abschnitte waren durch die zahlreichen Anspielungen auf mir unbekannte japanische Schauspieler der ersten Hälfte des 20. Jahrhunderts etwas trocken. Die zweite Hälfte aber verdeutlicht Tanizakis Standpunkt, dass eine durch lebenslange Übung erlangte Meisterschaft einem eher auf Persönlichkeit aufbauendem "Künstlertum" vorzuziehen sei. Ein Gedanke, in dem ich mich wiederfinde und den ich in vielen Personen, deren Arbeit ich bewundere wiederfinden kann.