Das Buch hat mir unterm Strich besser gefallen als das Weihnachtsbuch, das wir in der Bücherrunde letztes Jahr gelesen haben. Es basiert auf einer guten Idee und ich mochte die Nebenfiguren sehr. Auch konnte ich das Buch lesen, ohne in jedem Kapitel die Augen verdrehen zu müssen, im Vergleich zum letzten Jahr. Im Gegenteil wollte ich sogar weiterlesen, da ich wissen wollte, was nun aus den einzelnen Figuren wird, wie sie den Mörder schnappen und ob es ein Happy End gibt. Annemie Engel beschließt ihr streng durchgeplantes Leben zu verlassen und jenen Täter ausfinden zu machen, der ihren Bruder Harald schwer verletzt hat und einen anderen Mann umgebracht hat, was aktuell ihrem Bruder in die Schuhe geschoben wird. Zeitgleich muss sie den Stand ihres Bruder am Weihnachtsmarkt wieder aufbauen und dort nun selbst ihre Plätzchen verkaufen, die sie täglich zum Verkauf für ihren Bruder gebacken hat. Unterstützung erhält sie dabei von Farin, Haralds Mitarbeiter, aktuell ohne Wohnung und immer mit einer alten Familienweisheit auf den Lippen. Annemie erkennt im Laufe des Buches immer wieder selbst, wie furchtbar sie eigentlich ist, engstirnig, unfair, wütend auf die ganze Welt. Sie stellt im Buch selbst fest, dass sie eine alte, verbohrte Frau ist, die sich ein Leben in ihren Vorurteilen und ihrer Selbstgerechtigkeit eingerichtet hat. Damit hat sie recht. Auch wenn sie im Laufe des Buches geläutert wird, mochte ich sie am Ende des Buches nicht mehr als am Anfang. Also gar nicht. Es ist zudem auch total logisch, dass eine Frau, die seit mehr als zwei Jahrzehnten den Kontakt zu anderen Menschen meidet und nur vor dir Türe geht, wenn es absolut sein muss, all ihre Traumata und offensichtlichen (psychischen) Probleme überwindet. Jahrelang hat sie den Großteil ihrer Hauses wie einen Schrein behandelt, folgt einer extrem detaillierten Tagesroutine und kümmert sich um ihren Kater, der wahrscheinlich geklaut ist, da sie ihn einfach behalten hat, nachdem er mal den Kopf durch ihr Fenster gesteckt hat. Innerhalb weniger Tage ist das alles vergessen, sie kann die Routine durchbrechen, ihr Haus ausräumen bzw. umräumen, ihren Alltag wieder spontan gestalten und mit diversesten Personen in Kontakt treten.
Das Buch war ein nettes Leseerlebnis. Im hinteren Teil des Buches finden sich diverse Rezepte für Kekse.
Il Natale è passato da un po', è vero, ma alcuni libri sembrano fatti per essere letti in qualsiasi momento dell'anno. Biscotti, omicidi e profumo di mandorle di Elke Pistor era nella mia libreria da tempo e, finalmente, ho deciso di leggerlo. Copertina e trama mi avevano incuriosito fin dall’acquisto. Ma veniamo al mio pensiero.
La protagonista, Annemie Engel, ha sessantatré anni ed è una pasticciera disillusa dalla vita, che ha scelto di isolarsi dal mondo. Non ama i cambiamenti né il contatto con gli estranei e, da anni, vive chiusa in casa con il suo inseparabile gatto, Belmondo.
L’unico legame che mantiene è con suo fratello Harald, con cui, però, non ha un rapporto facile. Eppure, è proprio lui a garantirle un minimo di sostentamento, vendendo nei mercatini i dolci che lei prepara. Tutto scorre nella solita monotonia fino a quando Harald viene accusato di omicidio. Annemie, che fino a quel momento aveva evitato il mondo esterno, si ritrova improvvisamente coinvolta in un’indagine personale, pronta a tutto pur di scagionare il fratello.
La penna dell'autrice è semplice e fluida, capace di trasportare immediatamente il lettore nella magica atmosfera natalizia. L'ambientazione è ben descritta e restituisce il fascino dei classici mercatini tedeschi. I personaggi sono ben caratterizzati, i capitoli brevi e scorrevoli, e ho apprezzato il messaggio che l'autrice vuole trasmettere: il valore del cambiamento e della solidarietà, temi sempre attuali e di cui oggi abbiamo più che mai bisogno.
Originale la scelta di inserire, a fine lettura, un calendario dell’Avvento con ventiquattro ricette di dolci tipici natalizi. Un’idea perfetta per prolungare l’atmosfera del libro e, perché no, sperimentare qualche nuova ricetta ispirata alla tradizione tedesca.
Un cozy crime ben bilanciato, anche se, dal mio punto di vista, non è una di quelle letture che, alla fine, ti fanno esclamare "Wow". Tuttavia, la lettura è un’esperienza intima e soggettiva, e lo stesso vale per il mio pensiero. Se un libro riesce a catturare la vostra attenzione per motivi che trovate piacevoli, non esitate: immergetevi tra le sue pagine.
Annemie Engel hat sich in ihrem Leben gut eingerichtet. Sie liebt ihre Kater und ihre Arbeit als Konditorin. Mit dem Leben außerhalb ihrer vier Wände hat sie abgeschlossen. Ihr Bruder kümmert sich um den Verkauf ihrer Backwaren. Doch dann explodiert im Weihnachtsmarktstand ihres Bruders eine Gasflasche, ein Mann kommt ums Leben, ihr Bruder wird schwer verletzt und auch noch des Mordes beschuldigt. Nun muss Annemie Engel raus aus ihre Komfortzone.
Ein behaglicher, weihnachtlicher Krimi mit einem interessant konstruierten Kriminalfall und einer toller Rahmenhandlung. Ich mag Annemie Engel und ihre Schrullen und ich mag die Nebencharaktere, vor Allem Farin mit seinen orientalischen Weisheiten. Die Geschichte ist eher unaufgeregt erzählt und liest sich gut weg. Die Story war rund am Ende und fast schon zu positiv, aber sehr passend zum Weihnachtsfest. Ich freue mich, mehr von Annemie Engel zu lesen.
Ich mag den Stil und die Stimmung. Die Handlungen der Bösewichter sind allerdings sehr simpel gestrickt, es fehlt ihnen der einfachste Hausverstand. Und die Verwandlung der Heldin Annemie ist wohl auch realitätsfern. Trotzdem habe ich es mit Genuss gelesen.
Io che ultimamente leggo libri che vengono definiti pesanti perché mi fanno riflettere sulla vita, sui dolori e le malattie in questo periodo che ci porta al natale come ogni anno, mi guardo film sdolcinati e leggo libri che non sempre sono nelle mie corde, ma mi servono per non pensare, Dunque da oggi il via è alle letture leggere da Natale. Questo è un giallo ma...non è il classico thriller o noir in cui mi immergo, è un giallo tedesco e dunque direi molto soft e ironico. Qui abbiamo una Miss Marple dei biscotti e leggere che a 63 anni sei considerata una donna giudicata nonna, e vecchia con i capelli argentati aiutoooo. Ma andiamo oltre, la scrittura è scorrevole e i personaggi sono ben definiti, il personaggio principale la nostra Miss Marple dei biscotti è una burbera single che si è chiusa a casa, non esce e comunica con il mondo esterno solo tramite suo fratello Harold, ma solamente con dei “pizzini” allora ho pensato, questa donna ha paura di uscire, ha una fobia ? Forse si, forse no non si comprende subito, Ma qualcosa cambia e nella sua tranquilla routine tutto viene modificato Aroldo è in fin di vita e lei se vuole continuare a guadagnare oltre a fare i biscotti che il fratello vendeva deve andare al mercatino e questo significa uscire e stare tra la gente, conoscere la gente e ritrovare la fiducia nell'esser umano. Harold è il primo sospettato di un omicidio e lei deve mantenere una promessa, aiutare sempre il suo fratellino anche se l’ha delusa nel passato. Annemarie è un personaggio che non puoi non trovare subito detestabile, ma poi piano piano la cominci a comprendere, non a giustificare ma a comprendere perché ha chiuso il cuore e poi fai un poi inizi a fare il tifo per lei, anche se a me il personaggio che mi ha fatto più tenerezza è Farin, anche se la sua storia è appena accennata comprendi la sua forza il suo bisogno di accettazione e il suo grande cuore malgrado tutto. I mercatini di Natale sono il mio sogno nel cassetto, andare nei luoghi magici in Germania e girare negli stand con la neve, anche se dovrò vestirmi da esquimese. Lettura leggera, con un giallo il colpevole si intuisce, anche se si pensa ma dai non è possibile, poi una frase e si è quello/a, Non vi indico il sesso perché è troppo semplice leggetelo e provate le ricette golose in fondo al testo.
Annemie è una donna di sessantatre anni che, da quasi trenta, non esce di casa, dopo "il fatto" si è chiusa al mondo. I suoi contatti sono limitati al fratello Harald che ritira ogni giorno i suoi dolci per poi venderli e con il quale comunica esclusivamente attraverso brevi messaggi scritti. La vita di Annemie viene sconvolta quando Harald viene coinvolto in un'esplosione in cui muore un uomo e lui viene sospettato di omicidio.
Annemie vive con il suo gatto e ama preparare dolci e ha una routine che segue scrupolosamente: da quello che deve mangiare a colazione a cosa deve indossare. Quando è costretta a uscire di casa per vendere i dolci o andare a visitare Harald in ospedale, si ritrova in un mondo diverso e che non riconosce. Ho trovato molto ben scritta questa parte, Annemie riprende i contatti con il mondo piano piano, è chiaro il suo smarrimento e le sue inquietudini, come anche gli acciacchi che si accentuano con il cambio di vita.
Annemie si è sempre presa cura del fratello più piccolo, e anche in questo momento vorrebbe aiutarlo perché è convinta della sua innocenza. Nel corso delle pagine conosciamo un po' del loro passato e di come è cambiato il loro rapporto, capendo meglio cosa hanno vissuto e il perché di alcune scelte.
La storia si svolge nel periodo natalizio, e Annemie vende i suoi dolci al mercato di Natale dove ci sono altre bancarelle e altri venditori, ma sarà lì che si nasconde l'omicida? Ho trovato anche questa parte investigativa ben strutturata, Annemie non diventa un'ispettrice ma inizia a pensare e a interrogarsi su chi potrebbe essere il vero colpevole e del movente. Le sue sono piccole indagini, si avvicina a vecchie e nuove conoscenze per capire meglio la vita di Harald e quella del mercatino.
Mi è piaciuta la caratterizzazione dei vari personaggi, anche se ho sospettato di tanti di loro, perché ognuno poteva avere un motivo più o meno nascosto per far nascere un litigio con Harald. Mi è piaciuto molto il rapporto che si instaura tra Annemie e Farin, l'aiutante di Harald, perché cresce lentamente e lei non si fida subito di lui.
La storia mescola quindi la parte misteriosa a quella personale di Annemie e il suo lento percorso che la porta a capire che ci si può fidare ancora degli altri, e che la vita può donare sempre delle sorprese.
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com 3.5 stelline Annemie Engel ha sessantré anni, fa la pasticcera e non esce mai di casa da quando è accaduto il “fatto”. Quando suo fratello Harald viene sospettato di omicidio, qualcosa nel suo fragile equilibrio si rompe. Annemie finalmente esce di casa e si ritroverà a indagare in prima persona per trovare il primi colpevole. Quello che a prima vista poteva sembrare un tranquillo e idilliaco mercatino natalizio, si rivela ben presto una culla di pericoli.
“Se si fosse rintanata di nuovo tra le sue quattro mura lasciando fuori il mondo, non avrebbe di certo trovato l’ assassino. In ogni caso non sarebbe stato in grado di farlo da sola.”
Annemie si rivela sin dalle primissime pagine una protagonista molto interessante. Non esce mai di casa, la sua vita trascorre tra preparazione di dolci, fusa del suo gatto e vestaglie da alternare in base ai giorni della settimana. È suo fratello, che non vede da tempo, a occuparsi della vendita dei prodotti, il loro modo di comunicare è alquanto originale, fatto di bigliettini lasciati dietro la porta. Ora che il Natale si avvicina il mercatino di Niedelsinger è un luogo di grande attrazione, infatti, è tanta la gente che si perde tra le bancarelle colme di oggettini, addobbi e dolci tipici.
Come può un luogo così bello trasformarsi in una serie di pericoli a catena? È intorno a questa domanda che ruota l’intera narrazione e l’indagine di Annemie, la quale, man mano che la trama procede, riserva al lettore grandi sorprese non solo perché esce finalmente di casa ma anche perché è in grado di compiere un grande mutamento nella sua esistenza, aprendosi al contatto con gli altri.
L’ambientazione è molto suggestiva. I mercatini di Natale tedeschi sono l’emblema del Natale con l’atmosfera di calore e vin brulé che sono in grado di trasmettere. Inoltre, per rendere ancora più natalizio il tutto, l’autrice inserisce al termine del volume un’originale calendario dell’Avvento composto da ventiquattro ricette di dolci tipici natalizi.
Lo stile della prosa è semplice, fluido e scorrevole. Il lettore è molto coinvolto dagli eventi e la protagonista sa come attirare su di sé l’attenzione.
Un romanzo piacevole e originale. Una lettura adatta per il periodo delle feste capace di unire atmosfera festiva e un giallo tedesco molto soft.
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie e online. Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
🎄 Un giallo natalizio che profuma di mandorle… e di guai
In Biscotti, omicidi e profumo di mandorle, Elke Pistor ci porta nella tranquilla — almeno in apparenza — cittadina di Niedelsingen, dove il Natale è fatto di luci, mercatini e dolci appena sfornati. Ma dietro la facciata zuccherosa si nasconde un mistero che rischia di mandare tutto in frantumi. La protagonista, Annemie Engel, è una pasticciera che ama tre cose: ✔ le canzoni natalizie, ✔ il suo gatto Belmondo, ✔ la solitudine del suo laboratorio, dove impasta biscotti e torte lontana dal caos del mondo. Le persone? Quelle le sopporta poco. Il Natale? Lo vive a modo suo. I guai? Non li cerca… ma arrivano lo stesso. Quando suo fratello Harald viene accusato di omicidio, il suo mondo — ordinato come una teglia di biscotti appena allineati — crolla all’improvviso. Per salvarlo, Annemie deve uscire dal suo guscio e affrontare un’indagine che la trascinerà nel cuore del mercatino di Natale, tra bancarelle, segreti e pericoli che nessuno immaginerebbe in un paesino così tranquillo. Annemie non è l’eroina classica: è brusca, introversa, un po’ cinica… e proprio per questo autentica. La sua voce narrativa è ironica, pungente, e rende la storia sorprendentemente umana. Pistor riesce a mescolare il calore delle feste con un mistero che cresce pagina dopo pagina. Il profumo di mandorle e cannella convive con sospetti, bugie e ombre che si allungano tra le luci del mercatino. Il tono è leggero, brillante, quasi da cozy mystery, ma senza rinunciare a una trama ben costruita. È il tipo di libro che si legge con un sorriso… e un brivido. Un dettaglio delizioso: in appendice ci sono ricette che trasformano la lettura in un’esperienza multisensoriale. Se ami i gialli natalizi, le protagoniste fuori dagli schemi e le storie che sanno unire ironia e tensione, Biscotti, omicidi e profumo di mandorle è una scelta perfetta. È un romanzo che scalda come una tazza di cioccolata calda… ma sa anche sorprendere con un colpo di scena ben piazzato. Un libro ideale per chi vuole un giallo leggero ma non banale.
Un romanzo che unisce ricette di cucina, una risoluzione di omicidio e una storia natalizia! Questa storia, deliziosamente irresistibile, mescola con sorprendente equilibrio suspense, ironia e atmosfere da small town. L'autrice riesce a creare un intreccio intrigante che cattura fin dalle prime pagine, grazie a un mistero ben costruito e a un ritmo narrativo che alterna perfettamente momenti di tensione a scene più leggere e ricche di umorismo.🍪
Il mistero è ben architettato, con indizi diffusi con intelligenza e colpi di scena che sorprendono senza mai risultare forzati. 🔪
La vera forza del libro risiede nei personaggi: vividi ed eccentrici al punto giusto. La protagonista, con la sua curiosità irresistibile e la passione per la pasticceria, diventa subito un punto di riferimento affettuoso e brillante attraverso cui seguire l'evolversi delle indagini. Le descrizioni dei luoghi e, soprattutto, dei profumi e dei sapori legati ai biscotti sono talmente evocative da far venire voglia di mettersi a cucinare mentre si legge (in realtà ho fatto esattamente così, i biscotti che vedete in foto sono stati preparati proprio dopo aver finito di leggere questa storia!)
Alla fine della storia trovate 24 ricette natalizie, da realizzare una al giorno in attesa del natale❄️
Wer bereits einen der Weihnachtskrimis von Elke Pistor gelesen hat, dürfte wissen, was ihn in „Makrönchen, Mord & Mandelduft“ erwartet: eine einzelgängerische, verbissene Hauptfigur, welche unerwartet in die Ermittlungen zu einem Kapitalverbrechen hineingezogen wird und dabei mithilfe neuer Bekanntschaften allmählich ihre Eigensinnigkeit zu überwinden lernt. Die Atmosphäre war gewohnt locker und voll von unterschwelligem Humor; Annemie als Protagonistin so liebenswert, dass sie inzwischen noch zwei Sequels bekommen hat. Mir gefiel das Setting des Niedelsinger Weihnachtsmarkts wirklich gut – die Vielzahl an Standführern löste nicht nur ein behagliches Gefühl der Kuscheligkeit aus, sondern hielt auch die Identität des Mörders bis zum Schluss im Unklaren. Das Finale mag ein wenig melodramatisch gewesen sein, gleichwohl freue ich mich auf die weiteren Abenteuer von Annemie und ihrem jungen Café-Helfer Farin. Fazit: Ein sogenannter „Cozy-Krimi“ mit Weihnachts-Thema. Wenn die Spannung nicht an erster Stelle stehen muss, kann man guten Gewissens zugreifen!
Avevo molto aspettative su questo libro, che da il via ad una serie di gialli con protagonista la burbera Annemarie, ma devo ammettere di essere rimasto piuttosto deluso. Se con i libri della cuoca Katharina, sempre dello stesso editore EMons, riuscivi bene o male ad immedesimarti in un mondo particolare come quello dello ristorazione ed a cui venivano innestati gli elementici tipici di un giallo, qui si punta nell'ambito della pasticcieria, ma senza raggiungere gli stessi risultati. Il giallo è un po' scarsino, sia nella risoluzione che nel suo svolgimento, ed il libro ogni tanto ha diversi momenti di stanca che rendono un po' faticosa la sua lettura. Vedremo il successivo se riuscirà a farmi cambiare idea.
Libro molto carino, un giallo leggero e divertente, molto accattivante, ben delineati i personaggi e scrittura molto scorrevole. Non mi è piaciuto molto il finale, sembra che finisca un po’ senza una vera conclusione a parte scoprire l’assassino. Nel complesso la scrittura è scorrevole, e ho apprezzato molto le ricette alla fine del libro. Sono 24 capitoli perfetti da leggere come calendario dell’avvento.
La storia è carina, è possibile godersi la lettura anche senza fare troppo caso agli stratagemmi un po' fantasiosi con cui la protagonista riesce a farsi strada per andare avanti con la sua indagine. Alla fine sono riportate le ricette dei biscotti natalizi che prepara la signora Annemie Engel, una vera chicca del libro.
bellissimooo stra carino leggerlo nel periodo natalizio, anche perché ha 24 capitoli giusti giusti e sono riuscita a leggerne uno al giorno per arrivare fino a natale.
Primo giallo di Natale della stagione. Questo libro mi è stato regalato l'hanno scorso dai miei genitori proprio a Natale ma io leggo gialli natalizi SOLO e rigorosamente prima del 25, perche poi per me finisce la magia dell'attesa e non mi godo piu la lettura.
In ogni caso sono rimasta vagamente delusa, le premesse erano buona, una vecchietta, un paesino abbastanza sperduto, la neve, il mercatino di Natale, ecc eppure mancava qualcosa.
L'atmosfera natalizia di sentiva davvero poco e anche la protagonista a tratti la trovavo insopportabile, una vecchia bacchettona che a una certa si meritava anche di essere sola.
Thriller super natalizio: ambientazione mercatino di Natale, ci sono biscotti profumati, vin brulè, babbo natale 🎅, cori natalizi... ma anche un omicidio, un furto e una refurtiva da trovare. L'investigatrice è una pasticciera sessant'enne (e per questo mi piace molto). Si legge bene, velocemente ed è provvisto di ricette di biscotti molto guduriosi! 3 stelle e mezzo (qui il mezzo punto non c'è e sono stata generosa)
Si tratta di un romanzo scorrevole e che intrattiene piacevolmente grazie al fatto che la protagonista Annemie Engel é molto interessante da scoprire anche psicologicamente. Non è il classico giallo, perché l’indagine passa quasi in secondo piano, rispetto all’approfondimento psicologico dei personaggi. Le vicende si svolgono a ridosso del Natale e colpiscono Annemie in maniera impetuosa e sconvolgente, portandola a rivalutare tutta la sua vita e il suo rapporto burrascoso con il fratello più piccolo che adesso lotta tra la vita e la morte. Annemie É una donna di sessant’anni che ha dedicato tutta la sua vita al fratello, dopo la morte improvvisa dei genitori, ma quando una scelta sbagliata del fratello, l’ha portato in carcere, Annemie decide di tagliare i ponti delusa e amareggiata per aver sprecato la sua vita. Passa quindi la vita chiusa in casa, cucinando prelibatezze che lascia nel bar, ormai chiuso al piano di sotto, dove il fratello ogni giorno passa a prenderli per venderli al chiosco del mercatino di Natale che possiedono. Ma quando una mattina le suonano alla porta la polizia e le dicono che il fratello non solo è in fin di vita ma è anche accusato di omicidio, capisce che non può più rimanere chiusa fuori casa ignorando i problemi e seguendo una meticolosa routine. Aiutata anche dall’aiutante del banchetto del fratello, Annemie dovrà fare un tuffo del passato e soprattutto scoprire che quel fratello tanto tremendo che aveva conosciuto da giovane, adesso è un adulto responsabile che in tutti questi anni l’ha protetta a modo suo e che ha messo la testa a posto. Un romanzo in cui passato e presente si mescolano inesorabilmente, in cui la verità non è sempre quella più apparente ma che c’è molto altro. Un romanzo sopratutto che parla di seconde possibilità. L’unica pecca è stato il fatto che la parte di giallo/mistero passa forse fin troppo in secondo piano. Ma nel complesso rimane una lettura gradevole e coinvolgente, molto umana.