Rilettura 2023
Confermo tutto il buono scritto in passato, anche se essendo una rilettura mancava l'effetto sorpresa dello scoprire tutto quanto per la prima volta.
Ora pronto per leggere gli altri due volumi.
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La Divina Commedia.
Il libro immortale di Dante Alighieri.
Avete presente?
Ecco, sappiamo tutti come finisce, o quantomeno tutti ne conosciamo la storia. Il viaggio di Dante attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso accompagnato inizialmente dalla sua guida spirituale, Virgilio.
Bene, qui ci troviamo sempre all'Inferno ma dopo parecchio tempo. Parecchio parecchio. Tanto, nell'eternità di dolore e pene che è l'Inferno, cos'è mai il tempo?
Qui ritroviamo Virgilio, alcuni dei dannati descritti da Dante e l'intera geografia infernale ormai impressa a fuoco in tutti i lettori.
Però... ecco, non abbiamo alcun viaggio spirituale voluto dal Cielo qui. Non abbiamo terzine su terzine a mostrare al lettore i peccati che lo potranno dannare, o la beatitudine della ricompensa per una vita santa.
Qui abbiamo un seguito della Divina Commedia che mescola atmosfere fantasy a una storia d'azione degna di un film, o di una serie Netflix.
Un gruppo di dannati che decide di tentare l'impossibile e fuggire dall'inferno.
Pier delle Vigne, morto suicida e trasformato in un albero dilaniato dalle arpie, impossibilitato a muoversi e costretto a dipendere dagli altri, ci mette il suo intelletto e la sua razionalità, è la mente dietro a questo piano.
Virgilio è la chiave del tutto, l'elemento imprevisto che a causa proprio della Divina Commedia scombussola l'equilibrio dell'Inferno.
Bertran de Born, seminatore di discordia, è un guerriero che nella sua dannazione eterna ha subito la menomazione più tremenda, e gira portandosi dietro tra le mani la propria testa.
Il Conte Ugolino, il traditore, il potenziale cannibale, una delle figure più note di tutta la Commedia, qui gode di un'operazione di trasformazione encomiabile che lo rende una figura quasi spettrale, ragnesca, dotata di un potere inaspettato e spettacolare.
E poi abbiamo i demoni, anzi gli Spezzati, gli angeli caduti, sconfitti dalle legioni celesti e costretti a servire all'inferno; abbiamo Minosse e Gerione, la città di Dite e le varie cerchie e bolge.
E soprattutto lui, Filippo Argenti, l'avversario di Dante, il violento e prepotente dileggiato nella Commedia. Che qui fa ciò che sa fare meglio, cioè essere Filippo Argenti tra i dannati come lo era tra i fiorentini.
Un Filippo Argenti che fa subito venire in mente la canzone dedicatagli da Caparezza, e non stupisce nei ringraziamenti apprendere che proprio questa canzone sia stata una delle ispirazioni per il libro.
Abbiamo quindi una sorta di party leggendario e praticamente fantasy formato da dannati immortali, cacciati da mostri altrettanto immortali, con l'obbiettivo di fuggire dall'inferno mettendo in scacco sia i demoni che gli angeli.
Una storia francamente mai banale, con buonissimi colpi di scena che a volte sfociano in ottimi colpi di scena, spesso totalmente inaspettati.
Il voto è praticamente un 4,5 con l'unica perplessità che mi è arrivata dai personaggi.
Non che abbiano dei problemi, eh, ma diciamo che Ugolino è più fantasy che storico, e lui, Bertran e Virgilio paiono un po' troppo buoni per il contesto (e i secoli di torture e di vita all'inferno).
Niente di insormontabile, ma ho visto più realistici i personaggi di Pierre e di Filippo Argenti.
Altra cosa che mi ha lasciato un attimo perplesso è stata che Pierre sapeva della facoltà di Ugolino in anticipo... ma essendo Ugolino da sempre congelato nella sua Bolgia, senza essere mai andato in giro a sperimentare, ed essendo al tempo stesso Pierre ancorato al suolo dalle proprie radici, come può avere anche solo pensato di poter intuire tutto questo?
La padronanza che Ugolino dimostra, poi, fa pensare quasi che avesse questo potere anche in vita... possibile che Pierre lo abbia saputo? Alla fine è morto quando il conte era neanche quarantenne, non sarebbe stato impossibile...
Comunque essendo queste le uniche due cose che mi hanno lasciato un poco perplesso, si può capire facilmente come la nuova trilogia di Luca Tarenzi sia iniziata in maniera splendida: un'ottima saga fantasy dantesca, che non vedo l'ora di poter proseguire.