Luik vuole farla finita e stabilisce anche il giorno: sarà in un banale giovedì. Ci riesce? No, ed è convinto che sia stata solo sfortuna. Mentre ci prova e riprova ci fa conoscere il suo essere burbero, la sua scarsa tolleranza dei turisti a Elva, il suo amore per il bosco, il lago e la tranquillità, la sua stramba famiglia e Jaak, un'attrice di teatro che, senza saperlo, lo salva. Vita Sommersa è un percorso in noi stessi, nella paura e nel senso di solitudine, nell'incomprensione e nella realizzazione. Cosa capirà Luik alla fine?
Mi chiamo Claudia Toni, sono nata a Roma nel 1991 ed ho cominciato ad interessarmi di scrittura in piena e precoce crisi d’identità, quando ho scoperto come l’immaginazione fosse un’ottima alternativa alla scuola e tutto ciò che non riuscivo proprio a farmi piacere. Ho avuto la pessima idea di frequentare il Liceo Scientifico, grazie al quale ho capito che la mia vocazione sarebbe stata diametralmente opposta. Mi sono quindi iscritta alla facoltà di Psicologia a La Sapienza, quasi alla cieca. Dopo diversi anni di improduttività sono naufragata nuovamente in una di quelle crisi esistenziali (e provvidenziali) che mi ha spinta e mi spinge tutt’oggi a scrivere nuove storie. Per il momento l’opera più completa che ho pubblicato è “Il giorno in cui non sei più esistito“, che trovate su Amazon al modico prezzo di un caffè – di quelli buoni, magari al centro di Roma. L’ho autopubblicato in digitale, ma spero, un giorno, di raggiungere il traguardo della pubblicazione cartacea non a pagamento.
E se il tuo ultimo giorno sulla Terra non fosse davvero l’ultimo?
Ci sono temi troppo grandi, troppo complessi, di cui è difficile parlare senza cadere nella retorica o nel pietismo. E poi ci sono autrici che hanno il dono di raccontarli con una grazia e una delicatezza fuori dal comune, che definirei "luminosa".
✨️ È quello che ho trovato in Vita sommersa.✨️
🦊🌿 Il protagonista ha preso la sua decisione: vuole farla finita. E non c’è rabbia, né disperazione plateale. Solo una calma all'apparenza disarmante. Poi arriva un incontro imprevisto: una presenza fuori posto, disturbante... e da lì qualcosa si incrina. Il piano va a rotoli, un punto alla volta.
🦢✨️ Gli eventi che si susseguono lo allontanano sempre di più dal suo proposito e lo costringono a scontrarsi con alcune verità che aveva preferito seppellire nel profondo della coscienza. Ed è lì, trovandosi faccia a faccia con il dolore, che dovrà decidere se affrontarlo.
🦊🌿 La scrittura è semplice, ma non banale. Anzi, è proprio la precisa scelta dei termini a renderla incisiva. C’è una malinconia costante, che non ti lascia mai del tutto, e che trova un riflesso perfetto nell’ambientazione nordica: una natura di fredda bellezza. Non fa solo da sfondo, ma dialoga continuamente con il protagonista. Anche il suo amato lago si fa specchio delle sue emozioni.
✨️Ciò che rimane, alla fine delle pagine è la sensazione che per ritrovare la luce, bisogna accettare di attraversare il freddo più pungente, scoprendo che anche nelle ferite più profonde abita una strana, necessaria armonia.✨️
Questo gioiellino sono poco più di 130 pagine che vorresti non finissero mai. Vita Sommersa non è solo un libro con uno dei temi tanto cari alla narrativa bianca; la depressione, il desiderio di morire, ma un libro che racconta questi aspetti in un modo privo di pietismo o della mera e superficiale consolazione. E nonostante il suo protagonista sia un cinico, non è comunque un libro cinico. Che libro, che storia è quindi? Bè è una storia che inizia in un banale giovedì, con un protagonista invidioso ed egocentrico e un'attrice di teatro. Una storia che racconta quanto il confine tra il banale e lo straordinario sia sottile, tra spettatore e attore e che bisogna rinunciare a una parte di se per essere liberi. Per essere liberi di gettarsi nelle acque del lago.
Ho divorato questo libro in pochi giorni, ma, come i libri migliori, mi ha lasciato qualcosa che mi porterò dietro per molto tempo. Il libro si svolge nell'arco di una settimana in cui seguiamo le disavventure di Luik e assistiamo al cammino interiore che gli viene innescato da fatti esterni.
Il personaggio di Luik è sicuramente l'elemento che ho apprezzato di più perché è rappresentato in modo eccezionale. Nei suoi comportamenti, nelle sue reazioni, nel suo modo di pensare, si vedono costantemente i tanti strati che lo compongono e anzi, cercare di comprenderlo è come infilarsi all'interno di un labirinto dentro al quale si è perso lui stesso e ha smesso di cercare l'uscita. Luik è rappresentato senza moralismi o banalizzazioni, seguire i suoi pensieri ci porta vicino a quegli istinti primari, a quei pensieri scomodi e irrazionali a cui a volte cediamo anche noi, ma non sempre li accettiamo o abbiamo il coraggio di esprimerli.
La prosa ha una delicatezza che risuona con i paesaggi naturali e le atmosfere del romanzo. Ci sono momenti in cui, con eleganza, sfuma e spande il malessere di Luik dando proprio l'effetto di quella piatta malinconia che lo affligge: non un'acuta disperazione, ma un malessere infido che sommerge lentamente qualsiasi cosa, fascinoso, oscuro e silenzioso come le acque di un lago la notte. Il cinismo e l'ironia del personaggio invece alleggeriscono la vicenda senza mai renderla noiosa e mantengono la lettura leggera e scorrevole.
Molto consigliato a chi cerca libri che affrontano in modo maturo e competente temi difficili come quello della depressione oppure a chi cerca personaggi complessi e sfaccettati.
Ti sarà impossibile non empatizzare con il protagonista se almeno una volta nella vita ti sei sentito incapace di stare al passo con un mondo che corre troppo veloce, ma soprattutto escluso e alienato perché gli altri, al contrario, sembrano riuscirci troppo bene.
Devo dire che io ho scelto davvero il momento migliore — e al contempo peggiore — per leggerlo, dato che mi sento sempre più così. Estranea ed estraniata.
Quindi grazie a Luik, personaggio estremamente umano e imperfetto, che a volte odi e a cui altre volte vuoi dare un abbraccio, per avermi fatta sentire compresa.
Un libro delicato che ti prende per mano e ti porta in un'ambientazione viva e poco vista, mi sono sentita lì in quel paesino dell'Estonia insieme a Liuk e agli altri abitanti. Si legge in poco tempo, ma è un libro che ti lascia con qualcosa in più. Penso che lo rileggerò in futuro per cogliere ciò che mi è sfuggito a una prima lettura. Lo consiglio vivamente.
Quando si fosse percepita finalmente un essere intero, che non avrebbe avuto bisogno di riempirsi con altri, allora – e solo allora – avrebbe potuto donare qualcosa di suo e brillare senza bisogno di spegnere le luci intorno a sé.
Vita sommersa è un libro che non ti aspetti da una casa editrice come I.D.E.A., specializzata in fantasy. Questo libro breve ma intenso è un'opera di narrativa che parla di su1c1d10, o meglio di ciò che qualcuno potrebbe provare e pensare prima di tentare il gesto. Parla anche di come cose piccole e incontri minimi e casuali possono cambiare il corso delle cose; parla di famiglia, di aspirazioni, di aspettative (proprie e altrui) e di bizzarre rivalità. Vita sommersa è un romanzo breve, ma non è un romanzo da leggere velocemente. Fa bene all'anima se letto piano, assaporandolo insieme alle atmosfere lente e tranquille dei boschi.