Non servono avi illustri o nobili natali per appassionarsi alla propria dinastia. Anche se le storie dei nostri antenati non raccontano grandi viaggi, gloriose imprese o scoperte straordinarie sono sempre capaci di rivelare aspetti sorprendenti del nostro passato.
La ricerca genealogica è un’avventura che assorbe a poco a poco e, quando l’esplorazione dei meandri della nostra dinastia si dirama e moltiplica, finisce con l’avvinghiarci nelle sue affascinanti spire. Il bello è che bastano pochi strumenti, qualche racconto e una connessione a Internet per iniziare questo viaggio nel tempo. Comincia così un’indagine paziente e accurata per costruire un legame tangibile con le nostre radici, in grado di regalarci particolari indispensabili per preservare la memoria e anche per capire meglio chi siamo oggi.
Giulia Depentor, come una consumata detective, ha imparato a orientarsi tra le carte polverose di archivi parrocchiali e comunali, tra documenti militari e ambasciate straniere, a interpretare foto d’epoca e a porre domande chiave per progredire nelle sue indagini. Ha guardato la storia dei suoi avi dipanarsi e prendere forma, commuovendosi talvolta per i loro li ha seguiti sulle navi dirette in Brasile, accompagnati attraverso la guerra fredda e osservati nella loro quotidianità fatta di avventure, tragedie e segreti di famiglia.
In questo libro, a partire dalle esperienze e dalle tappe della sua ricerca familiare, ci guida nella costruzione della nostra personale “detective history”. Dotandoci di metodi e strumenti, ci instrada nel reperire e decifrare indizi e, mentre indaga storie ordinarie, miti e misteri, ci contagia con la sua instancabile passione per la genealogia.
Un’unica crea dipendenza.
Dopo l’itinerario inconsueto e affascinante nei cimiteri d’Italia di Immemòriam, Giulia Depentor torna con un nuovo libro che ci renderà i migliori storiografi di noi stessi. Con lei ci metteremo sulle tracce del nostro passato familiare e ricostruiremo il mosaico delle nostre radici. Il nostro presente assumerà così una nuova prospettiva.
Giulia Depentor è una scrittrice italiana. Ha vissuto a Parigi, Barcellona, Berlino, Auckland e Milano. È anche l’autrice del podcast Camposanto, dedicato agli amanti dei cimiteri, e del podcast "Microfilm" che racconta i grandi eventi della storia dal punto di vista di chi non è finito in prima pagina.
Cara Giulia, a causa tua nell’ultima settima ho fatto le seguenti cose: - inviato varie mail ad un comune in Francia di 500 abitanti in cui mia nonna sosteneva che suo padre fosse nato (per ora ho ottenuto il certificato di nascita). - litigato un paio di volte con mio padre perche ‘mi nasconde le cose’. Le cose che mi nasconde: il nome di uno zio emigrato in America (poverino non se lo ricordava) una leggenda che narra che il marito di una sorella della mia trisnonna abbia ucciso un uomo e sia scappato in America (sto iniziando già le ricerche). - già fatto amicizia con il segretario della parrocchia del mio comune. Ha espressamente detto: ‘torna quando vuoi’. Quindi ti ringrazio per avermi dato una spintarella in questo fantastico mondo ♥️
Ho voluto dare una seconda possibilità a Giulia Depentor, dopo aver letto il libro sui cimiteri. Continuo a non ascoltare il suo podcast, tra l'altro. Non son capace di mettermi lì ad ascoltare gente che parla. Così mi limito a leggere.
L'ho trovato troppo banale, sia nella scrittura che nelle cose che spiega. Ripetitivo, come lo era il primo libro. Con storie e concetti che si ripetono nel corso dei capitoli. Anticipazioni dei capitoli successivi e tantissime storie personali che punteggiano il testo per spiegare il processo della ricerca genealogica. Storie personali che ovviamente si ripetono, perché l'autrice comincia il discorso in un capitolo, lo continua in una capitolo successivo e lo nomina ancora, per essere sicura che non l'abbiamo dimenticato.
Per carità, un minimo di interesse c'era, anche se non ho intenzione a mettermi lì a fare l'albero genealogico della mia famiglia. Però a volte lei dà l'impressione di essere un po' inegnua. E il libro sembra scritto per un bambino che non ha la minima idea di cosa sia successo prima della sua nascita. Quasi fosse una Genealogy for dummies.
Questa volta ho apprezzato le fotografie e i documenti presenti nel testo. Almeno davano un'idea di cosa si stesse parlando.
E adesso ho visto che l'autrice ha anche scritto un manuale per ragazzi a tema cimiteri... Chissà...
La scrittura di Giulia Depentor è capace di appassionare e tenere incollati alle pagine, e questo libro ne è la prova. A partire dalla sua esperienza da genealogista l'autrice fornisce una miriade di informazioni su come iniziare a ricostruire il proprio albero genealogico, dove cercare i documenti necessari e come leggerli, come procedere quando sembra di trovarsi a un punto morto. Ho apprezzato tantissimo i molti riferimenti alla sua ricerca personale, gli aneddoti sulla sua famiglia e sui vari momenti di indagine tra archivi, parrocchie e uffici anagrafe. Mi sono veramente appassionata all'argomento e ho divorato il libro in pochissimo tempo. Una lettura costellata di "questo me lo segno", momenti di commozione e nostalgia, momenti divertenti. In ogni singola parola, si sente quanto l'autrice sia follemente entusiasta e appassionata di genealogia: quando c'è vera passione e amore per quel che si fa, chi legge lo percepisce forte e chiaro. E riesce ad appassionarsi a sua volta.