Quattro autrici. Quatto protagoniste. Quattro storie autoconclusive. Un solo mondo fantasy romance. Entra nella Hidden Society. Safira, la Perla del Palazzo Sommerso, si sta preparando al Primo Sangue, il rito che le permetterà di diventare una sirena perfetta e renderà la sua magia potente e completa. Deve solo uccidere un umano, poi il suo destino potrà finalmente compiersi. Ma quando il rituale non funziona, sua madre, la Regina Partenope, la esilia sulla terra, allontanandola per sempre dal regno. La sirena, ora nella sua forma umana, inizia a vagare per Napoli alla ricerca di un ragazzo speciale per provare a celebrare nuovamente il rituale. L’incontro con Aris, un giovane marinaio, sconvolge e distrugge tutte le certezze di Safira, portandola a interrogarsi anche su sé stessa. Quando la principessa si accorgerà di essere ormai innamorata di lui, potrà ancora ucciderlo?
I love writing in cafés and traveling anywhere. I've just published "Abyss and charm" (Il Castoro OFF), a standalone fantasy romance, part of The Hidden Society series. You can find me on social media as ellaarcher_books and gis_ella.
Avevo quasi deciso di non proseguire la saga della Hidden Society dato che Stelle e ottone, il primo volume, non mi aveva fatto impazzire. Poi ho saputo che il secondo capitolo sarebbe stato ambientato a Napoli e non ho resistito alla curiosità: quante volte nella vita capita di leggere un fantasy ambientato nella tua città? E in verità non sono pentita di aver dato un’occasione ad Abissi e incanto, che nel complesso si è rivelato una lettura molto piacevole. È senz’altro superiore a Stelle e ottone, a partire dallo stile, che è molto più sicuro e maturo, sinuoso come l’andare e venire delle onde, a volte addirittura poetico. Le immagini del mondo sotto il mare e le sale del Palazzo Sommerso – la casa di Safira, una sirena che si ritrova costretta a vivere tra gli esseri umani – sono molto suggestive. Sembra di nuotare insieme alla protagonista. Peccato che qua e là spuntino sempre, ogni tanto, i soliti cliché stilistici da romantasy, ormai vere e proprie frasi fatte, come «inclinò la testa di lato» oppure «mi costrinsi a ignorare quell’emozione». Io non ne ho letti chissà quanti, eppure ho ugualmente memorizzato questa specie di repertorio. Forse le autrici di romantasy leggono troppi romantasy e finiscono con il copiarsi a vicenda, rubandosi intere frasi tra loro. A volte è esasperante, sembra di leggere sempre lo stesso libro. Consiglierei vivamente di ampliare le letture, rinfrescare le penne e abolire le frasi fatte, anche a costo di lasciare uno spazio bianco al loro posto. Anche Abissi e incanto, comunque, soffre di mancanza di editing, come già Stelle e ottone. Ci sono ripetizioni continue di concetti e frasi e a un certo punto diventano davvero stancanti. È un peccato abbassare la qualità dell’esperienza di lettura per semplice mancanza di revisione. Perché le case editrici hanno così tanti problemi con l’editing ultimamente? Il mare domina costantemente l’orizzonte mentale di Safira, come è inevitabile che sia. Tutte le sue esperienze e le sue riflessioni si rapportano alla vita negli abissi e ho trovato questo aspetto molto realistico e trattato con cura. Safira pensa esattamente come ci si aspetterebbe da una sirena che è vissuta per millenni sotto le onde. Abbastanza interessante e ben gestita la relazione tra lei e Aris, un personaggio delicato nel suo modo di fare e forte al tempo stesso, e non mi sono dispiaciute nemmeno le scene intime tra loro due, descritte in modo molto soft e accennato, abbastanza coinvolgente e per nulla cringe. Meno male. Ho apprezzato moltissimo, infine, i numerosi rimandi al mondo classico, che contribuiscono a delineare l’atmosfera quasi un po’ arcana di questo romanzo, una mescolanza efficace di mito e realtà, di passato e presente. È evidente che l’autrice ha studiato con cura questo aspetto ed è assolutamente da lodare. Il punto dolente, per me, è stato proprio quello che in partenza mi incuriosiva di più, ovvero l’ambientazione. Non si percepisce affatto. Dovrebbe essere Napoli, ma per la maggior parte del tempo è un’anonima città di mare senza alcuna caratterizzazione. Potrebbe essere Genova o Livorno e non cambierebbe nulla. A tratti sembra Miami Beach, con questi ragazzotti muscolosi che ballano sulla spiaggia con la camicia aperta a mostrare gli addominali, ovviamente super scolpiti. Confesso che qua e là mi è scappata qualche risata. L’autrice, Ella Archer, nomina di continuo Castel dell’Ovo, Pompei, Spaccanapoli, ma non te li fa vedere. È una Napoli da giro turistico. Avete presente quelle liste del tipo “Dieci cose imperdibili da vedere nella città X in un week end”? Sembra che la Archer abbia copiato uno di questi elenchi di posti celebri, che scatenano un entusiasmo da turisti, e li abbia inseriti nella storia, spuntandoli uno dopo l’altro. Da un lato è stato divertente associare il fantasy a posti che fanno parte della banale quotidianità. La prossima volta che passerò una mattina d’estate alla Gaiola mi divertirò a immaginare sirene e tritoni che nuotano sotto le onde a caccia di antichi tesori, statue e anfore perdute, ma l’atmosfera di Napoli manca del tutto. Incuriosita, sono andata a informarmi e ho scoperto che Ella Archer è di Bergamo. Nessun problema, ovviamente, però mi viene il dubbio che lei a Napoli non ci sia mai stata o al massimo ci avrà passato un week end. In ogni caso la conosce pochissimo. Ad esempio, ci parla di un locale sul lungomare che affaccia sulla spiaggia, ma non ci sono spiagge sabbiose sul lungomare di Napoli. Eppure si nomina proprio la sabbia. Oppure ancora, c’è un personaggio che si trova in un certo punto della città, che ho riconosciuto, e si dice che da lì imbocca la strada per il centro storico, ma questo non ha molto senso, perché il centro storico dista un paio d’ore a piedi da quel punto. Non c’è una strada che conduca direttamente da lì al centro storico, il giro da fare per arrivarci è molto lungo e tortuoso. Qualche ricerca in più non avrebbe guastato, anche solo su Google Maps. Già in Stelle e ottone Venezia era ben poco presente, molto meno di quanto mi sarei aspettata. In Abissi e incanto l’autrice ci prova di più, però il risultato lascia a desiderare. Mi rendo conto che questo problema passerà del tutto inosservato a chi non abbia una certa conoscenza della città, ma se ce l’hai è inevitabile farci caso e storcere un po’ il naso. D’altro canto, è un vero peccato ambientare romanzi fantasy in città italiane dalla caratterizzazione così forte, come Venezia e Napoli, e poi rappresentarle in modo così scialbo o addirittura poco preciso.
Il mio giudizio su questo libro è per forza di cose influenzato dal libro precedente; lo so che è scorretto ma è umano avere la percezione modificata dalle aspettative o dalle nostre conoscenze. Per questo motivo, ho in qualche modo preferito questo libro al precedente, perché ci ho trovato un miglioramento in quelle che erano le questioni che più mi avevano dato fastidio. Siamo ancora lontani dal buono ma voglio premiare il tentativo.
Nello specifico, erano queste tre:
- Il fatto che l'ambientazione fosse pura estetica (e poco anche di quella): qui ho visto l'intenzione di stabilire un setting preciso con Napoli e con i suoi luoghi e le sue leggende; certo, resta tutto un po' nel nebuloso e la leggenda alla fine rientra nell'immaginario standard delle sirene, però almeno l'appiglio c'è. Manca però tutta la parte riguardo all'italianità dei personaggi, quella secondo me si perde ancora [Nota che non è per forza specifica: credo sia voluto. Ho di recente letto di un'altra autrice italiana (che non scrive fantasy) che ha avuto una discussione riguardo l'inserire o meno nei testi ambientati in Italia riferimenti alla cultura pop, cosa che lei fa ma che si sostiene rischi di "invecchiare il libro" perché i social che sono famosi oggi magari domani non ci saranno più. Io sono d'accordo con l'autrice che invece i riferimenti sono importanti proprio perché ancorano la storia al momento storico che si sta narrando. Qui, come in altri libri urban fantasy, non viene fatto e questo secondo me rende sempre la storia un po' nebulosa, un po' ancorata al nulla dove non esistono libri, film, canzoni, cultura generale. Non dico inserire citazioni da Aldo, Giovanni e Giacomo, però qualcosa secondo me ci dev'essere, ovviamente per il target di riferimento]
- Il fatto che non si capisse perché la protagonista e i personaggi secondari fossero amici: di nuovo, non che i personaggi secondari siano così ben caratterizzati, però almeno parlano e anche di cose importanti, interagiscono. Ammetto anche che se ci fosse stato a un certo punto un surprise sapphic con la vampira la storia ne avrebbe guadagnato
- Il worldbuilding esagerato e mal spiegato: qui ho trovato un worldbuilding come me lo aspetterei da un libro che vuole essere un romance, cioè quel tanto che basta per dare una caratterizzazione alla protagonista, alla storia d'amore senza necessità di complicazioni enormi. E' semplice e funzionale, riprende molto come ho detto dall'immaginario comune ma ci sta. Mi sono fatta alcune domande ma non mi hanno infastidito come nel precedente
Quindi tutto bene? No, perché questo libro ha altri problemi.
Il primo, e paradossalmente è forse un'altra delle ragioni per cui ho finito per apprezzarlo di più, è che questo non è un romantasy. Vuole esserlo, ma in realtà è un "coming to age" della protagonista che deve evolvere rispetto al suo desiderio, capire davvero chi è e cosa vuole essere, per questo alcuni dei suoi momenti più importanti sono con altri personaggi e non con la controparte maschile. Se questo è abbastanza positivo, di contro rende la storia d'amore davvero molto blanda, meno importante di tutto il resto. E' un po' come la Sirenetta, che in realtà narrava di lei che voleva scoprire il mondo. Esattamente come nella Sirenetta, del protagonista maschile anche chissene. Non aiuta che non ci sia assolutamente tensione nella storia d'amore. Ci prova, l'autrice, a mettercela con la storia che lei deve uccidere lui, ma in realtà non c'è mai e si risolve molto rapidamente, se questo fosse stato un romance si sarebbe focalizzato tutto su questa dicotomia tra l'amore di lei e il senso del dovere, ma dato che non è un romance la tensione lei ce l'ha per altre vicende e la storia d'amore scorre senza problemi. Tuttavia, devo dire che anche la vicenda personale di lei mi ha convinto poco, più che altro perché mi faceva ridere l'idea che lei fosse considerata imperfetta per una voglia che tra l'altro si nasconde anche con facilità. Ho capito l'ideale di perfezione delle sirene ma lei resta una gnocca fotonica. E lo capisco, siamo (o vorremmo essere) in un romance, i personaggi devono essere meglio di noi, ma quell'imperferzione era talmente ridicola che non riuscivo a prenderla sul serio e non facevo altro che pensare a quale occasione sprecata fosse non averle dato un difetto vero (ma ci sono parecchie occasioni sprecate, in questo libro, come anche tutta la necessità di lei di adattarsi al mondo umano, avrei voluto vedere di più).
Il secondo è che è scritto maluccio, peggio del primo. Ci sono cose che danno probabilmente fastidio solo a me perché sono un po' più addentro al meccanismo, come il fatto che deve sempre mettere dei tag di dialogo anche quando non serve. Ogni singola volta si capisce benissimo chi sta parlando, ma il dialogo deve chiudersi con una parola azzardata (azzardò, commentò, acconsentì, ecc) che nulla aggiunge al dialogo, a volte nemmeno ci mette chi l'ha detto proprio perché si capisce! E quando specifica "disse, e tacque", certo, ha appena parlato... Credo che volesse intendere una pausa più lunga dopo il dialogo, ma non funziona. Ma questo ci sta che dia fastidio solo a me. Il problema è che è un libro prolisso perché pieno zeppo di ripetizioni. Non solo la protagonista ci ripete la storia della sua vita, i suoi problemi, il suo desiderio ventordici volte, ma raga, fa i riassunti. Io non ho mai visto una storia dove dei capitoli letteralmente iniziano con il riassunto dei capitoli precedenti. Mi sono sentita come se l'autrice non si fidasse che avessi memoria. Anche il fatto che sua madre sia la regina Partenope, detto quaranta volte, ogni volta "mia madre, che è la regina, Partenope" ok ìho capito! Ho il sospetto che anche questo sia stato fatto di proposito, memore di trend di tiktok di gente che dice che salta le descrizioni e legge solo i dialoghi, ma diamine, così sarebbe anche peggio, perché vorrebbe dire aver scritto volontariamente un libro per alfabeti funzionali! Se fosse solo scritto maluccio, ci sta, è anche normale, poi si migliora, ma se fosse fatto perché si pensa che il pubblico abbia bisogno di riassunti... male male.
Insomma, in definitiva finisce per essere come il primo libro: a chi ama questi trope probabilmente piacerà perché passa su cose che non ho apprezzato io, ma tenderei a non consigliarlo.
Voto complessivo: ⭐️⭐️⭐️ Dramma: 💧 💧 Sugar: 🧁🧁 Spice: 1/2 🌶️ Trope: fantasy romance - found family - slow burn - magic - secret identity - reverse grumpy x sunshine - mitology
Una sirena perfezione la sua magia versando sangue umano, in una cerimonia conosciuta come Primo Sangue. Ora è il turno della principessa Safira, ma qualcosa va storto. Esiliata sulla terraferma con sembianze umane, deve capire perché non ha funzionato e cosa fare per poter essere riammessa nel Palazzo Sommerso…
Secondo volume della Hidden Society, Abissi e Incanto è un libro carente sotto diversi punti di visti. Un po’ ispirato a La Sirenetta (anche la nostra principessa sirena colleziona artefatti umani, ma non forchette, bensì solo pezzi da museo, in linea con quello snobismo intellettuale già presente in Stelle e Ottone, perché in questa serie le citazioni sono di un certo livello), un po’ alla mitologia classica, è una storia che non viene sviluppata proprio dove avrebbe dovuto esserci più approfondimento, riducendo eventi che dovrebbero essere importanti, a dei semplici pretesti. Se riduciamo la trama alla scheletro, liberandola dagli orpelli del caso, è fin troppo simile a Stelle e Ottone (le dinamiche sono sostanzialmente le medesime). La caratterizzazione dei personaggi è praticamente assente: abbiamo, per forza di cose, qualcosa che riguarda la protagonista, nonché voce narrante, ma per il resto, il deserto. I personaggi secondari sono semplici comparse prive di qualsiasi spessore, ma non sorprendiamoci, considerato che lo stesso trattamento è riservato persino al protagonista maschile. È bello, buono e bravo, ossia un Ken come tantissimi altri (Ismael di Stelle e Ottone non gli dà ‘na pista, de’ più!). Uno dei trope principali è la found family, ma anche qui non c’è nessun vero approfondimento su cosa porti i personaggi a sviluppare un legame: Safira viene accolta a Villa Marea perché sì, perché vogliamo, appunto, che il found family sia un tropo di questo romanzo. Visto che ci siamo, aggiungiamo una spruzzatina, piccola, piccola, lgbtqia+, che al marketing fa sempre bene. Sulla scrittura, è impossibile non notare le tante, inutili ripetizioni: “X mi ha preso un cellulare, dicendo che avrebbe potuto servirmi”. Qualche capitolo dopo: “Y ha registrato il suo numero sul cellulare che X mi ha preso, dicendo che avrebbe potuto servirmi”. Perché? E non è l’unico caso. Arrivo a tre stelline perché, per lo meno, la lettura è sufficientemente scorrevole, e perché ho deciso di far pesare sul mio voto molto l’edizione, che è il vero punto di forza della serie. Onesta: se non fosse per una confezione tanto invitante, sicuramente non avrei mai dato nemmeno una chance a questa serie. La continuerò? Sì, perché sono libri autoconclusivi scritti da mani diverse, e se ho dato una possibilità a Jude e Ella, non vedo perché non darla anche alle altre “sorelle”.
Sarà il continuo rimando al mondo classico (❤️), sarà che qui si parla di sirene ma questo libro mi è piaciuto davvero tanto! L'ho apprezzato sicuramente più del primo libro della serie della Hidden Society. Da ex classicista e da amante della mitologia, trovare riferimenti ai miti greci mi ha fatto sentire a casa🩵 La lettura è scorrevole - anche se forse avrei evitato molte delle similitudini fatte dall'autrice - e la protagonista ha carattere. Stranamente il personaggio maschile, Aris, non mi ha fatto impazzire. Probabilmente anche perché non è molto presente nel libro, ma compare poche volte. Ho apprezzato invece Jamal (ammetto che mi è partita la ship Jamal-Safira 😂) e avrei preferito un finale diverso per lui. Un ottimo inizio per la giovane autrice!
È brutto fare paragoni tra autrici diverse ma in questo caso, sono della stessa collana quindi è un po' obbligatorio. Sono andata a comprarlo di corsa perché finito stelle e ottone (che per quanto non chissà quale capolavoro, mi è piaciuto molto sia come stile di scrittura sia come particolarità della trama) non vedevo l'ora di continuare. Deludente. All'inizio ci sono pure un paio di scene alla wattpad "si mise un top e dei pantaloncini lasciando i capelli sciolti" che la prima volta puoi anche farlo, ok non è abituata a vestirsi, si mette un vestitino, benissimo. Ma non specificare cosa si mette ogni volta che esce. Aris completamente piatto, lui è bello bravo comprensivo e coraggioso ma non ha un minimo di carattere che vada oltre il flirtare e amare il mare, infatti lei si innamora di lui praticamente per quello e perché lui non le casca ai piedi subito. Colpi di scena completamente scontati, il suo essere mezza umana tirando a indovinare si intuisce all'inizio quando dice che sono tutte belle e perfette tranne lei, idem per Aris non appena riesce ad entrare alla festa, anzi, onestamente pensavo fosse qualcosa anche prima perché non si sa bene perché lui resiste a tutti i suoi incanti, cioè o sto ragazzo canticchia dentro di sé costantemente nel caso in cui gli capiti una sirena intorno o è spiegato in modo sommario. Idem Niobe, prevedibilissimo e motivato a caso. Cioè in pratica le sirene e lei in particolare sono pseudo naziste ma con motivazioni talmente casuali e lasciate correre che non si capisce nemmeno perché Safira ha ragione e gli altri torto. In pratica la trama del mondo delle sirene e degli intrighi politici passa in secondo piano rispetto alla storia d'amore tra lei che si ritrae e lui che fa finta di tirarsela ma in realtà sono sempre appiccicati, uccidere gli umani diventa sbagliato solo perché lui le piace e per puro culo lei scopre di essere mezza umana quindi diventa innaturale. In generale tutto molto tirato via, peccato perché il personaggio di Safira poteva essere molto buono
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Non sono grande fan dei libri marinareschi e le sirene sono tra le creature magiche che meno preferisco, ma dopo aver letto Stelle e Ottone (che pure ha le sue pecche) non potevo non lasciarmi tentare dal secondo volume.
Il mondo lo conosciamo, un po’ alla Shadowhunters, anche se in questo libro la Hidden Society è marginalissima, con qualche cameo (Ismael e Ambra); la trama è piuttosto lineare e senza scossoni, i plot twist non mi hanno colpita come avrei voluto. Credo che il problema principale del mio coinvolgimento in questa storia, però, sia stato stile di scrittura: è scorrevole, ma alterna descrizioni super costruite con metafore e similitudini a dialoghi banalotti, con delle ripetizioni e dei ‘riassuntini’ alla fine degli eventi principali che francamente avrei tolto in fase di editing.
Non ho trovato particolarmente coinvolgente nessun rapporto, forse più quello con Camilla e Jamal che la relazione con Aris.
In generale il mio parere è piuttosto tiepido e mi dispiace perché avrei voluto amare questa storia e invece l’ho trovata solo ok.
Ero un po' indecisa sul voto da dare, ma io per prima comincio a odiare (non è vero, già da un bel po') i voti in stelline quindi arrotondo per eccesso, ma ci tengo a esprimermi a parole sul mio giudizio.
Il primo libro della serie mi era piaciucchiato. Questo ho provato a leggerlo senza fare paragoni (anche perché slegati tra loro) anche se in alcuni punti è stato automatico, perché qualche dinamica simile c'era. Ovviamente già la trama di fondo lo è, ma questo non è un problema (vale a dire: Protagonista di mondo X che deve conoscere il mondo Y, con tutte le sorprese del caso). Per alcune cose c'era lo stesso pattern da avventura, e anche qui è normale, vanno presi come libri singoli, però nella visione dell'insieme ci sono due cose che non ho apprezzato: - Safira è molto simile ad Ambra: entrambe hanno questa curiosità/sete di conoscenza estrema. - Ancora non è chiara com'è composta e funziona questa "Hidden Society". Forse avrei apprezzato all'inizio del libro, come parte non romanzata ma più da introduzione, una spiegazione di cos'è questa società e come strutturata, com'è nata, ecc. Sono dubbi che avevo nel primo libro e che rimangono ancora, anzi i dubbi sono aumentati (ne parlo meglio sotto). Sinceramente, essendo la società che dà il titolo alla serie, avrei voluto qualcosa in più.
Ma parliamo di QUESTO libro. L'avventura in sé mi ha appassionato, mi piacciono sempre quelle dinamiche in cui "vengo da un mondo con queste e queste convinzioni e l'avventura a poco a poco me le smonta tutte" quindi ci siamo, effetto riuscito. Un po' ripetitivo il pattern di "devo cercare x che mi dice una cosa poco chiara, allora vado a parlare con y, ecc", forse avrei asciugato qualcosa e dato più spazio al finale che ho trovato un po' troppo veloce.
La protagonista tutto sommato ok anche se tutta la faccenda della voglia e della discriminazione l'ho trovata a volte eccessiva. Questo mi ha posto dei dubbi sulle sirene, sulla loro ricerca della perfezione che comunque viene nominata ma non affrontata. Poi boh, forse non avrei scelto una voglia (a forma di mezza luna, come viene ripetuto spesso) come difetto per cui una sirena potrebbe essere abbandonata. Poteva essere un'occasione per parlare piuttosto di una disabilità (anche se capisco l'obiettivo per il legame con X, per la maggior parte del tempo ho pensato che fosse esagerato non considerare "perfetta" una sirena solo perché ha una voglia, anche carina tra l'altro).
Ci sono rimasta anche per la presenza di schiavi nel mondo delle sirene, più che altro in rimando alla questione della Hidden Society. Questa società com'è nata? C'è un'amministrazione? E questa ha deciso che potessero esistere degli schiavi? Perché? Chi ha deciso che le sirene sono migliori dei maridi (se non le sirene stesse)? Una società non dovrebbe occuparsi anche di stabilire se c'è o meno una gerarchia? Boh. Mi ha lasciata un po' confusa.
Nel libro poi ci sono TANTISSIMI rimandi alla mitologia greca e cultura latina, forse anche troppi a un certo punto. Mi è piaciuto che le sirene appartenessero diciamo a quella cultura antica, con riferimenti ai miti perché in questo universo non sono miti ma la loro storia, ma forse a una certa è diventato troppo. Come se questa storia volesse essere un retelling del mito greco ma senza dirlo chiaramente, perché comunque siamo in un universo "inedito", diciamo.
Infine, la nota dolente di tutta la storia. Abissi e Incanto dovrebbe essere un romantasy ma il romance non è pervenuto. Safira e Aris sono spesso in scena insieme e ci sono tanti riferimenti al loro vincolo, al quel qualcosa di speciale che hanno, ma la loro relazione a me è sembrata sempre allo stesso punto, con pochissima chimica, e poi all'improvviso negli ultimi capitoli cambia tutto. Non so, io in un romantasy mi aspetto che la parte romantica vada di pari passo col fantasy, interagisca e si influenzi, mentre qui io vedevo Safira fare la sua strada e Aris come una comparsa, se non alla fine appunto. Mi dispiace tanto. Poi comunque ho trovato più approfondito il legame di Safira con Camilla e Jamal, a dirla tutta. Gli altri personaggi invece molto di contorno.
Passando all'ambientazione, a differenza del primo dove le atmosfere più borghesi e opulente di Venezia sono arrivate, qui non ci ho visto molto Napoli. Sarà anche ci ho vissuto e quindi la conosco come città, non mi è arrivata per niente l'atmosfera di frenesia, vita e chiasso che c'è a Napoli. Mi sembrava più una versione da cartolina.
Ma il punto forte - oltre alle sirene - del libro è sicuramente la scrittura. Ci sono diverse ripetizioni che mi hanno dato un po' fastidio, ma al netto di questo lo stile dell'autrice è meraviglioso. Soppesato, equilibrato, molto naturale e piacevole.
In conclusione, trovo che questo sia un buon libro FANTASY dove semplicemente c'è un interesse amoroso. La storia d'amore è talmente marginale che non posso considerarlo un romantasy. Come avventura invece è interessante, ben scritta, e anche se ci sono diverse cose "no" può meritare la lettura.
Ho opinioni un pochino contrastanti - o meglio, un pelino di delusione Per carità, il libro mi è piaciuto e anche molto: la trama in sé era interessante e, seppur un po' facilmente intuibile, mai troppo banale. Anzi ho molto apprezzato come l'autrice sia riuscita a mescolare per bene la sua storia con la mitologia esistente, e a creare un punto di incontro che si rispecchiasse un po' anche nella storia italiana
Purtroppo, però, si è peccato un po' di superficialità - forse per un numero massimo di battiture/parole da rispettare alcuni aspetti della storia sono risultati un po' sacrificati. C'era effettivamente molta carne al fuoco, molti aspetti che, come detto prima, hanno reso questa storia interessante e bella, e non tutto ha ricevuto la giusta attenzione. Soprattutto nella primissima parte del libro le vicende si sono susseguite troppo velocemente, problemi e soluzioni proposte sin da subito rendendo la situazione poco "credibile" (okay sì, parliamo di società magiche e di sirene, ma ci siamo capiti) e in generale il tutto poco compatto e bilanciato; non c'è stata la possibilità di lasciare che le cose mantecassero davvero nella mente e dello spirito del lettore, così come nella storia in sé tanto da lasciare sempre sottesa la consapevolezza della presenza dei vari problemi e delle implicazioni che essi portavano - cosa che è rimasta per tutto il libro. La protagonista, sì, ovviamente, ricordava quali fossero gli ostacoli da superare, i dubbi e le paure che la attanagliavano, ma è buono (e forse migliore) anche quando ricordarlo esplicitamente ogni tot non è necessario perché, appunto, ci sono già elementi forti che fanno capire e ricordare. Mancava un senso di linearità, non "forzata", che ricordasse davvero qual era il filone generale della storia e che mostrasse pian piano e senza "insistenza" anche la crescita della protagonista. Perché a volte, purtroppo, sembrava che pur di andare avanti con la narrazione e con la trama, le emozioni e gli sviluppi emotivi e relazionali della protagonista venissero detti direttamente per far capire a che punto della sua crescita personale fosse arrivata lei, senza invece lasciare piccoli indizi che in maniera meno diretta lo facessero capire al lettore
In generale, però, come detto prima la storia non era male e anche lo stile dell'autrice, salvo le imperfezioni sopra citate, mi è piaciuto molto. Era più attivo rispetto a quello di Stelle e Ottone, e quindi molto in linea con la storia che narrava: scorreva bene, era attivo in certi punti e più calmo in altri, limpido e delicato in certi momenti e "normale", senza fronzoli, in altri Seppur a volte sacrificate, anche le relazioni tra i vari personaggi e i vari gruppi che si sono creati (tra umani, sirene e creature della Hidden Society) hanno riempito le pagine di questa storia e lasciato bei ricordi - soprattutto Camilla, GIRL spero che i vampiri di Bologna ritornino, me lo merito. Non sono stata, invece, una grandissima fan della relazione tra MC e love interest, ma solo perché ero più interessata alla trama in sé che all'aspetto romantasy (è un problema che ho avuto anche col primo volume della HS, colpa loro che creano trame oggettivamente fighe, lol)
Diciamo che in generale il problema principale è che questa storia meritasse più spazio, ma è riuscita ad ammaliare comunque. È sempre bello tornare nella Hidden Society<3
Onestamente, ANCHE NO, non ci sto. Ma non è perché io son venuta su leggendo fantasy di Ende, Zimmer Bradley e Herbert, e più recentemente Harry Potter, Eragon e Il trono di spade, è perché qui manca soprattutto e prima di tutto la qualità della scrittura. Non sei in grado di creare un universo tutto tuo di sana pianta? OK, ci sta, attingi all'immaginario collettivo come hanno fatto prima di te la Harris o la Clare (stendiamo un velo pietoso sulla Meyer, che almeno ha avuto la DECENZA di NON scrivere in prima persona singolare). Ma la sostanza ci DEVE stare, la prosa DEVE raggiungere il minimo sindacale. La vicenda in sé può anche essere passabile, quasi caruccia, purtroppo pecca di grossolana prevedibilità; la protagonista è insopportabile, ha la profondità di una sogliola: ripetere SEMPRE le STESSE frasi, e fare i RIASSUNTI di quello che è appena successo facendolo passare come una rielaborazione mentale, cara Archer, non è dare profondità al personaggio, ma solo dimostrare di non sapere come farlo. Nel gruppo di lettura con cui l'ho letto hanno colpevolizzato la narratrice; io ho risposto che, sebbene abbia contribuito, si è limitata a leggere quello che purtroppo c'era scritto, che non è salvabile sotto nessun punto di vista.
Forse 1.75? facevo prima a leggermi una pagina Wikipedia con la storia folkloristica delle sirene💀🧜
— I’m sorry ma questo libro è super vuoto. Non pensavo si potesse rendere piatto pure un capitolo in cui la sirena millenaria scappa dall’eruzione del Vesuvio di Pompei nel 79 d.C. Come al solito le idee della serie Hidden Society sono belle in partenza, ma qui sono ancora più risicate e sprecate. A parte che tutti i nomi delle cose legate alle sirene sono banalissimi e ripetono gli stessi attributi del mare, ma anche volendo sorvolare, il Palazzo Sommerso non viene minimamente esplorato. L’origine della metà umana di Safira è raccontata ben due volte in versione mito, una dal professore/mago (che sta lì solo per fare narrazioni e appelli con nomi forzati, proprio come certi dialoghi in Stelle e ottone), e l’altra quando le viene mostrato dal popolo di Eea, uguale uguale proprio, e di nuovo una scusa per raccontare senza esplorare altro. Idem la presenza del nome di Tecla, un’altra sirena che ha amato un mortale, che compare a caso in capitoli di una pagina dei sogni, come se servissero🤌
La trama dell’uccisione dell’umano era interessante (il trope “had to kill you but fell in love” o qualcosa del genere è già stato usato proprio in un altro libro sulle sirene —che conosco ma non ho letto—, quindi si presta anche bene per queste creature), ma viene descritto in poche righe come una cerimonia che porta subito all’esilio della protagonista.
E se già qui percepivo che si stava andando troppo veloci, dopo l’ho trovato peggio: il punto di Safira dovrebbe essere capire perché il Vincolo non ha funzionato, passare interi capitoli a Villa Marea con altre creature che a malapena sono approfondite è inutile. Lo stesso Vincolo “reciproco” con Aris non ha basi, è insta love 2.0 perché dovrei attribuirlo al fatto che lei è mezza umana? Boh AHAHAHAH è tutto così diretto, frasi brevi, SPIEGATE e piene di ripetitività (“io, figlia di Partenope, mia madre” e così via con la paratassi💀). Non ci serve il riassunto di cose minime, giuro che la memoria ce l’abbiamo AHAH
Sono ancora ferma alla risata che mi è sfuggita per il fatto che Safira viene vista come imperfetta per “la voglia a forma di luna crescente” sul collo. CEEEERTO che brutta eh non ti invidio proprio LOLLLLL una cosa minima e naturale della pelle fa sì che la PRINCIPESSA venga vista male sisis come no. Okay che, anche senza sapere che il padre fosse un pescatore umano, è una macchia rispetto alla perfezione delle sirene, ma tra tutte le cose che potevi inventarti ahahahahah cioè, un potere fuori posto da subito, un fallimento, uno scandalo, una macchia gigante, una coda brutta, QUALUNQUE COSA ma no la voglia con la forma bella. Safira facciamo a cambio corpo, che tra qualche anno magari comincia a venirmi la cellulite😅🤙
Nessuna delle relazioni mi ha detto qualcosa, tbh: scherzerei sul fatto che la protagonista ha più chimica con tutti i personaggi femminili che con il suo love interest solo perché non c’è nessuna motivazione per cui innamorarsi di lui (fanno le cose più banali del mondo come esplorare la città, che lei dovrebbe disprezzare dall’inizio in quanto sirena quindi VABBÈ), ma la verità è che sono piatte pure quelle. La serva di inizio libro, Aura, è solo un deus ex machina per indicarle Villa Marea, e facciamo finta che non le abbia reso la strada facile solo perché usa un proverbio con le parole abissi e infanto —del titolo—, quando poi Safira la ; trova in un attimo beccando quei maridi per caso🤌 Camilla è una vampira di cui Safira deve interpretare le frasi a caso che dice, tra aforismi latini e frasi a effetto (momento throwback a Stelle e Ottone, saranno fissate così) ma la cui storia è riassunta in un paragrafo, per il resto sta lì a fare la bella statuina; Elisa è una degli amici di Aris e anche lì, sembriamo io e una mia amica quando ci incontriamo al bar e diciamo che facciamo la stessa routine dell’ultima volta LMAOOO che piattezza. E lei dovrebbe essere una degli umani che le fa capire che la specie in realtà è più profonda di quel che si pensa, pensa te😭
— Sarebbe il momento di inserire, anche al 2º libro, il mio apprezzamento della queerness naturale: Camilla in quanto vampira è, come dice la sacra legge dei media, lesbica😙🫳🌈 perché as they should, ovvio. Elisa è bisessuale e la menzione en passant di una sua ex nello stesso momento in cui parla della crush per Tom è molto naturale. Anche se beh… sarebbe naturale l’innamoramento per Camilla ma, per quanto una vampira possa essere affascinante non è che con un morso (a cui poi ha fatto seguito la cancellazione della memoria che comunque non mi pare fosse stata detta??? Non erano i vigilantes gli unici che potevano cancellare i ricordi degli umani?? 🤡) posso credere che siano innamorate💀 poi comodo far raccontare da lei a Safira che si sono frequentate e che Camilla si è voluta svelare, certoooo tell not show un altro po’ che prima era poco ☠️. Mi fa ridere che lei sia stata esiliata dal clan per aver fatto la stessa esatta cosa secoli prima con una serva mortale e, quindi, per la seconda occasione c’è la stessa emotività di una che offre un caffè LOL, ma non doveva essere il riscatto della sua natura?
Ma poi anche fosse, PERCHÉ??? Nel primo libro viene detto chiaro e tondo che la Hidden Society ha la regola di segretezza e tutte le creature preferiscono i loro simili agli umani, però guarda caso lei che stava con una mortale una volta adesso vuole un mondo diverso🥴🥴🤌🤌 e non ha senso nemmeno per lei, ho perso il conto di quante volte Camilla nella prima metà prende in giro Safira per affezionarsi a un umano perché “le cacciatrici vedono gli umani come una preda” AUUUUU vedo vero. Forse l’intento era fare due personaggi femminili “spietati” che rivedono le loro credenze ma 1. Fare copia e incolla dell’ innamoramento (per Camilla persino la seconda volta) non è buono, e 2. Non può cambiare opinione così in fretta😹
Se le ragazze di Napoli hanno un magico potere di bellezza sovrumana e riescono a cambiare i sentimenti oh, please, hit me up che a me serve e sono più stabile di così, io🙏
Quasi mi dispiace per Tom che appena si è svegliato è reso conto di amarla (si magari se lo dicevi prima anche a noi con una normale espressione di sentimenti, anziché scene a caso degli amici che si divertono d’estate🤩), riceve come risposta che nell’arco di una settimana (ipotizzo eh) si è innamorata di una con i canini che ha appena conosciuto. Neanche gli ipotetici scleri condivisi alla stessa classe di liceo frequentata possono competere, what un guaglione napoletano gotta do 😔
(Ma poi, perché se il primo e il terzo libro di questa serie hanno protagoniste universitarie questo ha i liceali???? A maggior ragione che tanto la sirena protagonista è millenaria, poteva fare gli altri studenti della Federico II (magari Elisa avrebbe cambiato ateneo se proprio devono fare il sequel a Bologna), ci sarebbe stata la comunanza di università con la Ca’ Foscari e UniFi/belle Arti… sempre Young Adult rimaneva cioè)
[ + Tra le varie cose con cui la narrazione si contraddice da sola (oltre ad alcune singole frasi dette proprio nell’azione del momento confusionaria, oppure la scena in cui Safira dice ad Aris di doversi trattenere sull’isola per un “progetto per l’università” quando, visto che non l’ha ancora iniziata, nessuno ci crederebbe💀💀 ma il co protagonista sembra che dorma in piedi, quindi okay), c’è il fatto stesso che Camilla, che ha svelato la hidden society a un’umana, non subisce conseguenze, mentre Tommaso che ha tentato di fare ordine nella battaglia finale viene destituito per 5 anni. Inoltre, nel primo libro veniva detto che la maggior parte degli umani impazzivano alla scoperta della magia perché per loro era troppo, ma ad Elisa mi pare vada benissimo farsi succhiare il sangue dalla vampira😹😹 Ooook👍👍. Look, I’m all in per essere più indulgenti con le donne belle ma questo è troppo nonsense anche per me😙 EDDAI EH
Ovviamente serve solo a lanciare l’Easter egg che Camilla ed Elisa si potranno rincontrare a Bologna, che la prima deve fuggire da Napoli perché la sua presenza nella battaglia marina ha attirato l’attenzione del clan (????eh??? Ma ai vampiri nobili francesi che je frega di quello che succede in una città italiana sul lungomare dopo secoli che sei scappata, scusami😭🤌 source: lei stessa), e probabilmente il 4º libro avrà il focus su quelle creature ]
— Poi vabbè, mi fa ridere che il punto fin dall’inizio era che Safira si sarebbe innamorata dell’umano che doveva uccidere e non solo il Vincolo si crea dal nulla, senza spiegare (sembra che il primo uomo che la guarda con interesse sia destinato visto che è veloce come il primo ragazzo che ha ucciso senza che funzionasse, cioè proprio così, random), ma poi lei al 30% del libro ha già cambiato idea sugli umani kattivi e per qualche pezzo d’arte e gentilezza già li ama. Ancora più divertente è il fatto che Aris finirà per non essere neanche più umano SEEEEE VAAAABBBEEEE🤪🤪🤪. Safira stessa dice che non si spiega come il graffio di un’idra l’abbia reso un maride nell’attacco, e la risposta è “perché nessuno era mai sopravvissuto per raccontarlo”, ah non fa una piega ! Quindi una persona che muore per lo stesso potere mortale di una creatura magica…. Muore e basta. Una che viene ferita da quella stessa cosa, e salvata per caso, diventa un maride, quindi creatura quasi al pari delle sirene se non per la minor bellezza (naturale, perché così doveva essere cioè loro nascono DAL MARE) e la mancanza di poteri. Ma sempre per caso perché nessuno è mai sopravvissuto prima, quindi il potere chissà come si trasmette👍 ok👍
Così come è okay che tutta la battaglia finale sia stata fatta in un mix incomprensibile di terra e mare (anziché, tipo, sai, sfruttare i personaggi marini), cioè Safira e Niobe si lanciano contro onde sul lago vicino?? Camilla/Tom/Jamal/Asir si confrontano con I TRITONI alleati di Niobe che per entrare alla Villa si sono dovuti trasformare in umani?? Ma perché ahahaha, a questo punto potevi farmi fare un altro giro turistico per Napoli🤪quest’interazione col worldbuilding principale avviene solo quando Safira si ritrasforma alla fine di tutto. Le morti di Partenope, Jamal e Niobe sono state come tessere di domino che cadono in un attimo, tutte relegate al finale e tutti loro funzionali solo ai ruoli: Partenope non è materna con Safira nemmeno quando le mostra la storia del mortale che ha amato e che l’ha poi scacciata, sembrava un video con il play e sempre lei che le ripeteva il suo orgoglio— di cui ovviamente mai avuta una prova. Non sussiste nemmeno la scusa della protezione dal resto del regno se avessero scoperto la sua origine, cioè, a maggior ragione non dovrebbe trattarla con freddezza NÉ TANTOMENO ESILIARLA AHDJJSJA MA SEI STUPIDA CIOÈ, rinchiudila in prigione, tienitela stretta con una scusa, sei la regina like☠️☠️☠️
Jamal serviva solo a ripetere mille volte frasi con parole come misteri/verità/amore/conoscenza e la sua esperienza in creature marine (legata alla biologia che insegna alla Federico II per gli umani) non viene mai mostrata (persino quando spiega a Safira le proprietà di certi mostri poi li sconfigge lei— e anche qua, ma perché lei che vive NEL MAREEEEE non sa le cose sui suoi simili?🤡). Ah, e a unirsi con il cameo inutile di Ismael e Ambra che compaiono a una festa così si fa capire che si mettono a parlare di “una statuetta”, ma questo non studiava biologia?🤡 forse doveva ripassare il libro dell’amica
Giusto il tradimento di Niobe era carino ma dopo che ha ripetuto con la stessa retorica il fatto di essere amica di Sefira, cominciava a rendermelo prevedibile. Non si capisce nemmeno quando ha cominciato a pianificare la sua uccisione, visto che le creature assassine contro di lei sono state mandate prima che sapesse che era umana, quindi domanda, ha cominciato insieme a Kal appena Safira ha fallito il rituale Primo Sangue? O quando Safira le ha rivelato la sua natura mezza umana spezzando pure quell’ipotetico momento di tensione che un personaggio poteva scoprire da sé? 🤡🤡
Perfino un dettaglio minimo e rilevante solo al senso dell’estetica come la carta dei tarocchi che ogni protagonista di questa serie pesca —dalla stessa cartomante di nome Zora— è stato reso banale, perché qui Safira pesca quella della Torre che indica il pericolo e ci pensa in modo quasi robotico e letterale, con “il corallo” del Palazzo— il cui attacco alla regina poi nemmeno vediamo perché è raccontato in due righe da lei a posteriori. Ogni 3 righe qua c’è un’informazione diversa in pratica, e devi fare sorridi e annuisci🤪
Ovvio poi che, per fare il reveal così a caso della magica trasformazione “mai successa prima” di Asir, non abbia inserito cambiamenti corporei, cioè a parte sentirsi più vicino all’acqua, respirare e avere le mani palmate, rimane il marinaio belloccio di due secondi prima. Stessa durata che ci vuole per leggere le sue frasi in cui all’80% si degna di rivelarci qualcosa del suo passato, cioè che la madre è morta e il padre lo ha abbandonato MA NO TUTTO FINITO !! In un attimo il padre lo chiama al telefono, avrà fatto la ricarica Wind e ripreso giga così ora può sistemare la relazione famigliare che si scopre in un paragrafo 🤩👏
… Devo scusarmi con i protagonisti di Stelle e ottone per averli dissati (rimango comunque dell’idea che quello non sono i rivals che credo io tho)— almeno avevano una chimica sufficiente, questi due sono cartucce😍. Mi sono emozionata di più a vedere Eric e Ariel nel film semplistico e # patriarcato core della vecchia Disney e pure nel live action del 2023, A CONFRONTO, ho detto tutto🧍🧜🥱
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Credo che sia stato il mio primo fantasy con le sirene, interessante, anche se continuo a preferire altri esseri sovrannaturali. La storia è ambientata nello stesso mondo del primo volume, e credo di aver capito che le vicende raccontate sono come linea temporale subito dopo quelle di Stelle e Ottone. In linea generale mi è piaciuto, è scritto bene e la trama interessante ma non mi ha tenuta incollata... non mi ha entusiasmata come il primo. So che sono scritti da autrici differenti e per questo ognuno ha il suo stile e le sue preferenze, nulla da togliere all'autrice di questo volume. Probabilmente io non sono riuscita ad empatizzare perfettamente con questi personaggi anche se sono caratterizzati abbastanza bene, forse avrei preferito qualche dettaglio in più su quelli che non sono i principali. Come dicevo la trama è interessante e mi è piaciuto come si è evoluta la situazione, ci sono state più scene che non mi aspettavo minimamente! L'ho ascoltato in audiolibro letto da Liliana Bottone che va assolutamente nella mia top dei lettori, adoro la sua interpretazione e la sua voce. Questo ha velocizzato molto la lettura, leggendo io ci avrei messo quasi sicuramente molto di più.
2.5 stelle. Niente di che, simile al primo (che però mi aveva tenuta più col fiato sospeso). Questo prevedibile dall'inizio alla fine, e come nel primo poche descrizioni autentiche della città. Ma poi, possibile che in 2/3 mesi circa, questa sirena che ha più di duemila anni cambi completamente idea sugli umani, oltre che sulla sua natura? Non mi sembra molto credibile.
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Che meravigliosa sorpresa è stata Abissi e Incanto! Mi è piaciuto molto di più del primo volume, Stelle e Ottone, e adesso vi spiego le mie motivazioni. È il secondo libro della tetralogia The Hidden Society, una saga romantasy ambientata in diverse città italiane e scritta da quattro autrici differenti. Sono libri standalone che si sviluppano nello stesso universo, ma che possono essere letti nell'ordine che si preferisce. Personalmente ho scelto quello cronologico, poiché volevo cogliere le Easter Eggs e i cameo. La protagonista è Safira, sirena e principessa del Palazzo Sommerso, che per ottenere i pieni poteri deve superare il rito del Primo Sangue, ovvero uccidere un essere umano. Tuttavia, la sua cerimonia non ottiene l'esito sperato e Safira viene esiliata nella città di Napoli, dove incontrerà il marinaio Aris, che diventerà la sua prossima preda...o qualcosa di più? Ecco una lista di tutto ciò che ho amato della lettura: 1) I luoghi visitati dai personaggi. Conosco molto bene la città di Napoli, poiché ci vive la mia migliore amica, quindi ho avuto modo di andarci spesso. Infatti, ho riconosciuto quasi tutti i posti dove si svolgono scene chiave e mi sono sentita parte della narrazione. Vorrei che esistesse Villa Marea nella realtà, perché mi ha trasmesso quel senso di protezione e famiglia, così come lo percepisce Safira. 2) Il percorso di crescita della protagonista. Ho trovato di particolare ispirazione lo sviluppo emotivo di Safira, è stato toccante vederla abbracciare sia la sua natura umana che quella da sirena, con tutti i pregi, difetti e le "imperfezioni". Mi sono rivista nella determinazione che aveva per portare a termine la missione e anche nella lealtà che rivolgeva verso le persone a lei care. Inoltre, ho apprezzato la rappresentazione del mito omerico delle sirene, dove però l'autrice è riuscita ad aggiungere un tocco personale. 3) I personaggi secondari. Ho adorato il trio Safira, Jamal e Camilla; tutte le loro scene sono state iconiche. È stato interessante veder interagire più specie (sirena, mago, vampira), poiché mi ha trasmesso quell'universalità e coralità che una saga del genere dovrebbe offrire. Non avevo mai riflettuto su quanto le vite di una sirena e di una vampira potessero essere simili in termini di isolamento dal mondo degli umani, quindi ho apprezzato particolarmente il legame che si è instaurato tra Camilla e Safira. Sono certa che rivedremo la nostra vampira secolare nel quarto volume, just you wait! Jamal ci permette di avere una diretta connessione con Stelle e Ottone, e a proposito: il cameo di Ambra e Ismael, che meraviglia! Amo i crossover. 4) I plot twist e le scene d'azione. Ci sono stati colpi di scena che proprio non ho visto arrivare ed era da tempo che non leggevo battaglie finali così avvincenti ed emozionanti. La conclusione è dolce amara e per quanto mi riguarda sono le migliori perché conferiscono maggiore profondità a quanto è stato raccontato. 5) La ship di Aris e Safira. Nonostante a tratti penso che non sia stata sviluppata al meglio, così come invece è avvenuto in Stelle e Ottone, ho adorato tutte le loro scene e il legame che si instaura gradualmente. L'autrice ha trasmesso l'importantissimo messaggio che non bisogna cambiare per l'altra persona: chi ci ama davvero, ci apprezza in tutta la nostra totalità. Trovo sia fondamentale per un pubblico giovane mettere in evidenza le differenze tra la relazione malsana tra Kal e Safira e quella sana che la sirena sviluppa con Aris. Il marinaio rappresenta per lei un posto sicuro, dove può essere sempre sé stessa senza nascondersi; e questa credo sia la forma d'amore più grande. "Amiamo soltanto ciò che possiamo conoscere". Poi, insomma anche le scene spicy ci sono piaciute parecchio! Non sono pronta a salutare questi personaggi e questa storia, ma next stop: Firenze per Sogni e Scintille! 5 stelline, una delle letture migliori del 2025.
Abissi e Incanto è il secondo libro che fa parte di una serie chiamata “The Hidden Society”, il primo libro è “Stelle e Ottone”. Sono differenti autrici che hanno scritto i libri ma, entrambe, sono riuscite a creare un mondo stupendo.
Se la prima storia era ambientata nella bella Venezia, qui ci troviamo a Napoli dove il sole brilla alto nel cielo e il mare ti chiama come un vecchio amico.
Non vi dirò molto perché vorrei evitare di fare qualche spoiler, ma posso dirvi che le sirene, come sono state rappresentate in questo libro, le adoro. L’autrice è come se avesse rispolverato quei vecchi racconti/ miti in cui quelle mistiche creature erano cacciatrici pronti a farti sprofondare negli abissi con un loro bacio. Scrittura scorrevole e piacevole, luoghi descritti in maniera quasi incantatrice e i personaggi sono stati caratterizzati divinamente. Assistiamo all’evoluzione e comprensione di se stessa della protagonista in ogni minimo dettaglio. L’amore di una madre per la figlia. La nascita di un’amicizia improbabile ma non impossibile. Di un amore puro.
“Ogni essere umano o creatura merita di essere amato per quello che è realmente. Ognuno di noi merita di vivere un’infanzia e una vita serena, tranquilla, in sintonia con gli altri. Tutti dovrebbero poter esprimere liberamente le proprie emozioni e sensazioni. Tutti meriterebbero di essere visti per davvero. Eppure non è così per tutti. Safira, la perla del Palazzo Sommerso, ha passato tutta la sua vita a dover reprimere le sue emozioni. Una sirena o un tritone non devono mai mostrare quello che provano davvero. Non devono mai avere paura, incertezze, provare tristezza o dolore, la debolezza non è ammessa. Non devono mai mostrare affetto e amore, la vulnerabilità non è ammessa. Essere una sirena diversa dagli altri non è facile, non in una società così chiusa e severa. Nel mondo sommerso quello che conta davvero sono la perfezione e la forza. E Safira è ben lontana dall’essere perfetta ai loro occhi. Safira è nata con una voglia sul collo, voglia che l’ha marchiata fin dal suo primo istante. A niente sono bastate tutte le cose che lei ha fatto in tremila anni di vita. Safira non è solamente la principessa ereditiera, è anche un’eccellente cacciatrice. Eppure, il giorno in cui la sua magia sarebbe dovuta sbocciare completamente, qualcosa va storto. Il rito del primo sangue fallisce e vedrà strapparsi via tutta la sua vita. Esiliata nel mondo umano. Mondo che per secoli le è sempre stato descritto come crudele, meschino, portato alla distruzione continua. Immaginate di poter nuotare ovunque vogliate per chilometri senza mai stancarvi. Immaginate di potervi immergere nelle profondità più oscure degli abissi. Immaginate di poter vedere intorno a voi i coralli delle barriere coralline, i pesci pagliaccio e altre creature marine a un passo da voi. Immaginate di poter trovare antiche sculture ormai andate perdute, perché sono diventate città sommerse. Immaginate di sentirvi solleticare la pelle dall’acqua e di vedere il sole filtrare come un riverbero tra le onde. Sono queste le sensazioni che provava Safira da tremila anni e il paesaggio che la circondava era la profondità dell’oceano. In un solo istante le è stato strappato via tutto quanto ed è stata mandata sola in un territorio a lei ostile, o almeno così credeva. Safira si rifugerà a Napoli. Napoli che è caos e passione. Napoli che arte e gentilezza. A Villa Marea è ammessa ogni creatura magica in cerca di aiuto e di un posto sicuro. Sarà proprio qui che inizierà a vedere il mondo con occhi diversi. Giorno dopo giorno imparerà a conoscere Napoli, i suoi vicoli sempre pieni di antichità. Le piazze piene di persone che ridono e che condividono un momento anche con un estraneo. Ma Napoli non è solo questo per Safira, Napoli è anche il luogo dove risiede quell’umano con cui è nato uno strano legame. Sembrano entrambi connessi all’altro, eppure in teoria Aris dovrebbe essere la sua preda per riprendersi il posto che le spetta nei fondali marini. Mentre Safira cercherà di comprendere cosa davvero vuole il suo cuore, dovrà affrontare strani incidenti e strane morti che inizieranno a lasciare una scia di sangue per le strade di Napoli. Possibile che qualcuno ha scoperto il suo segreto più intimo e oscuro? Possibile che qualcuno stia cercando proprio lei? Qual è questo oscuro segreto? Chi si cela dietro agli attacchi? Com’è possibile che Aris abbia sviluppato un legame con lei? Chi è veramente Safira e cosa si cela nel suo cuore?
Stile e trama.
E’ incredibile come questa saga della Hidden Society sia meravigliosa. Ed è incredibile come mi piaccia e mi incuriosisca il fatto che siano autrici diverse a scrivere ogni romanzo. Perchè ogni romanzo è e sarà sempre autoconclusivo e con personaggi differenti, ma faranno parte dello stesso mondo di base. Tutti e quattro i romanzi, avranno le stesse regole di base iniziate nel primo volume e che dovranno essere mantenute. Mi riferisco alle leggi della Hidden Society, all’atmosfera che si respira quando ci si trova in loro presenza e di come sia più difficile -secondo me- per le altre, man mano riuscire a restare fedeli alla creatura descritta in precedenza dall’autrice precedente. Cercherò di spiegarmi meglio, in questo volume le creature protagoniste sono le Sirene, i Tritoni e i Maridi, ma ci saranno diverse sorprese. Se nel precedente volume Jude Archer si è concentrata maggiormente sui maghi e le maghe, in questo volume Ella Archer invece ha introdotto anche altri personaggi di altre specie, oltre le sirene, i tritoni e i maridi. Ovviamente la storia da lei pensata e creata gliel’ha permesso. Tra queste, ci sarà un personaggio che come creatura abbiamo già visto, ed è incredibile come sia riusciuta ad entrare in sintonia con le “regole” già create su quel tipo di figura. Veramente, sto amando questo progetto della Hidden Society con quattro autrici diverse, con quattro storie diverse ma collegate allo stesso mondo, davvero tantissimo. La scrittura è talmente vivida, che ogni singola frase letta la si immagina immediatamente davanti ai propri occhi. Fin dalla prime pagine mi sono ritrovata immersa nella storia, vedevo intorno a me il magnifico mondo acquatico. Pagina dopo pagina stavo sognando ad occhi aperti un mondo così lontano e che per certi aspetti resterà sempre a noi precluso. Nessun essere umano potrà mai scendere nelle profondità dell’oceano, di conseguenza sognare di essere accanto a Safira e nuotare insieme a lei è facile. E’ facile chiudere gli occhi e sentirsi all’interno del romanzo. Percepire in prima persona la carezza dell’acqua e di essere circondate/i dalle tante creature marine diverse. Anche se il mondo del Palazzo Sommerso inizialmente non sia proprio tra i più invitanti e favorevoli. Ogni scena l’ho visualizzata davanti ai miei occhi come fosse una serie tv. È così immersiva la scrittura dell’autrice, che avevo la sensazione di provare io stessa il dolore per l’umiliazione, le crudeltà ricevute e per l’esilio. Il dolore di Safira lo si può toccare con mano. Percepivo forte e chiaro il dolore e l’ingiustizia di dover lasciare la proprio casa. Il posto in cui si è cresciuti, che si ha amato. Il posto che si conosce talmente a memoria, da poter percorrere ad occhi chiusi. Conosco quella sensazione, l’ho percepita ancora più forte di come già l’avrei percepita in precedenza. Il senso di soffocamento, la paura del non sapere. La paura di sentirsi constantemente inferiore agli altri, di non essere come la società vorrebbe. La paura di non riuscire a superare i propri timori e limiti. Rendersi conto di essere diversa, amarsi per non essere rigidi, severi e fermi come le persone che ti circondano. Ma allo stesso tempo temere di non essere mai compresa. L’incredulità di scoprire una nuova realtà, una realtà diversa dalla propria e imparare ad accettarla. Riuscivo a percepire completamente tutte queste sensazioni di Safira. Nonostante io non abbia mai avuto il piacere di visitare Napoli, attraverso le parole di Ella Archer non solo mi sono immaginata nelle profondità dell’oceano accanto a diverse creature marine. Ho avuto la sensazione di passeggiare per le strade affollate, piene di caos e risate della città. Quella sensazione di scoprire una città attraverso gli occhi di una persona completamente lontana dal mondo umano e dalle usanze umane. Una città che improvvisamente la si immagina in un nuovo modo. Come percepire la pericolosità e la bellezza eccitante dell’andare su un motorino. Lo stile è scorrevole, coinvolgente e intrigante. È un romanzo che ti coinvolge completamente al 100%, perché durante la lettura si inizia a farsi delle domande. Si inizia ad avere le proprie idee, ad indagare tra le pagine insieme ai protagonisti. Amo quando avviene ciò, amo quando la storia mi porta a farmi le mie domande, teorie e vedere se poi avevo effettivamente ragione o meno. Amo questo aspetto perché mi sento coinvolta nella storia completamente.
Worldbuilding. (Potrebbero esserci spoiler!)
Vi consiglio di leggere “Il racconto di Aris” prima di Abissi e Incanto. Non solo perché è effettivamente un racconto prequel del romanzo, ma perché l’autrice tramite questa novella inizia ad introdurre i lettori in quello che sarà il mondo di Abissi e Incanto. Introdurrà il personaggio maschile co-protagonista e i suoi amici. Non solo, inizierà a mostrarci alcune delle “doti” delle sirene e dei tritoni. Tra l’altro questa scena verrà nominata nella storia principale, poi capirete. . Il world building è incredibile. Ho amato il modo particolare in cui ha pensato alle sirene, tritoni e maridi all’interno della sua storia. Ho odiato gli atteggiamenti della maggior parte delle sirene e tritoni, soprattutto nei confronti dei maridi, oltre che nei confronti degli umani. Ci mostra gli usi e i costumi della loro società e gli Dei che loro venerano. I loro pregi e difetti. In questo mondo creato da Ella Archer, le sirene e i tritoni sono alla costante ricerca della perfezione. E’ un mondo severo, rigido, quasi privo di empatia e di qualsiasi emozione. E’ un mondo difficile da amare, anche se si è circondati dalla bellezza dell’oceano. E’ un mondo che inizialmente faticavo a immaginarmi di voler visitare. E’ un mondo che inizialmente vorresti visitare da sola/o, senza incontrare mai uno di loro. Allo stesso tempo però si è affascinati dalla loro bellezza e dalla loro voce soave e potente. E’ una realtà da scoprire, non voglio fare spoiler. Ho amato tantissimo Villa Marea e le varie creature che ci abitano. E’ meraviglioso vederle interagire tra loro. Tutta l’ambientazione a Napoli, a Villa Marea e i fondali marini, formano un worldbuilding PAZZESCO. Ho amato follemente questo Fantasy tutto Italiano Ha creato un sistema davvero complesso, dettagliato e con le sue regole ovviamente. Un mondo sconosciuto che si intreccia anche alla storia umana, vivendo al di sotto della superficie e di conseguenza in qualche modo in mezzo al resto dell’umanità. Mi riferisco ad alcune “chicche” che mi hanno fatto sorridere. Riguardanti all’intrecciare in modo magistrale il mondo nascosto delle sirene, tritoni e maridi con la storia passata umana. In più troverete un perfetto equilibrio tra la vita personale della protagonista, la nuova vita a Villa Marea e la vita della protagonista in relazione con gli altri personaggi. Le descrizioni sono adeguate, mai troppe o troppo poche.
In conclusione.
Essendo ambientato in una città Italiana, una città conosciuta di persona o tramite i bellissimi programmi in cui ne parlano. Si avrà la sensazione di percepire la storia ancora di più come reale, come un qualcosa di tangibile. Un qualcosa ad un passo da noi. Un qualcosa di realmente possibile. Sicuramente se un domani avrò mai il piacere di percorrere e scoprire quei vicoli caotici e pieni di risate. Di passeggiare per i luoghi più famosi al mondo di Napoli, lo farò pensando a Safira, Aris e i loro amici. E chissà, magari con la coda dell’occhio vedrò una sirena nuotare libera e felice. . Consiglio assolutamente a tutti gli amanti del Fantasy questo fantastico romanzo. Sia a chi ama già follemente il genere, sia a chi cerca un romanzo per approcciarsi ad esso. Se siete affascinate/i dalle sirene, dovete assolutamente leggere questo romanzo. . Voto: 5/5″.
strutturalmente è decisamente meglio del fratellone "stelle e ottone", che aveva scene che erano praticamente episodi filler e sottotrame che facevano solo sprecare pagine. Ma l'altro mi è comunque piaciuto di più perché il love interest era più carismatico 🤙
Non è un brutto libro, anzi l'ho trovato una piacevole lettura estiva, magari da spiaggia. Anche se ha diversi refusi e GESù CRISTO LE RIPETIZIONI, ok quelle sono state abbastanza fastidiose, me lo ricordo chi ti ha dato il cellulare, me lo ricordo che Camilla è una vampira e ha i capelli rossO SangUe me lo ricordo che tua mamma è la regina, ME LO RICORDO CHE SEI """"ImPeRfEtTA"""" BASTAA, comunque #StillBetterThanAStudyInDrowning
Abissi e Incanto è un romantasy ambientato in Italia, precisamente a Napoli, che riprende il mito della sirena Partenope. Prevedibilmente, il libro tratta di sirene, creature legate alla bellezza e alla manipolazione tramite il canto. La trama unisce mitologia e fantasy romance, unione che ho apprezzato molto e che qui ho trovato vincente e ben sfruttata.
In questo II volume della The Hidden Society la magia è più violenta, legata al sangue e al sacrificio, e l'ho preferita. Ho trovato interessante anche il legame tra cacciatore e preda.
La trama si basa sui concetti di identità e purezza.
Safira, la protagonista, deve compiere un sacrificio per avere accesso alla magia ed essere completa secondo le aspettative della società degli abissi, ma ha difficoltà con il rituale e viene esiliata. Durante il suo allontanamento, tenta di compiere il sacrificio che le permetterebbe di tornare nelle grazie del suo popolo e di sua madre, la regina Partenope. Safira ha sempre vissuto in un ambiente falso e anaffettivo, ma sulla Terra scopre un altro tipo di rapporto, di affetto, e si trova una nuova famiglia, seppur singolare, tra maghi, vampiri, maridi e napoletani. #foundfamily Il lato romance, nonostante il genere romantasy, non mi ha entusiasmato. Ho preferito i legami di amicizia. C’è anche uno scontro, che mi è piaciuto, ma non convinta. Qualcosa nello sviluppo mi è sembrato strano, è stato sottovalutato un elemento, imo. In generale, la trama ha risvolti prevedibili, almeno per me, purtroppo. Solo un personaggio mi ha stupito con la sua rivelazione. Onestamente, quando si è presentato, non gli avrei dato due lire in mano.
Safira è una protagonista inizialmente poco simpatica, superba, ma fa parte della sua caratterizzazione. Quando diventa più umana, si intenerisce e diventa gradevole.
La narrazione in prima persona è molto impostata, ma qui la comprendo perché lei proviene da un mondo diverso e nobile.
Aris, l’interesse amoroso, non mi ha trasmesso nulla, non mi ha affascinato né intrigato. Ho preferito l’amico che, per quanto meno presente nella storia, ho trovato più simpatico e carismatico.
A proposito dei personaggi secondari, in questo II volume della The Hidden Society sono più tratteggiati rispetto al primo libro, mi sono arrivati di più, e si percepisce un legame più forte tra loro, anche se alcuni sviluppi sono stati un po’ veloci. Ad esempio, ho apprezzato il rapporto di amicizia tra la vampira Camilla e Safira, ma il passaggio da conoscenti ad amiche è stato improvviso. Camilla è un personaggio che mi è piaciuto molto, vorrei leggere di lei sia dopo che prima dei fatti di Abissi e Incanto. Il mago Jamal mi ha insospettito all’inizio, ma alla fine gli ho voluto bene e mi ha fatto anche commuovere. Gli zii maridi sono stati di una tenerezza disarmante e li ho adorati.
L’ambientazione è quella del regno sommerso e di Napoli, ma la maggior parte della storia è ambientata in città. Questa è dipinta piuttosto attraverso luoghi e dettagli sparsi qua e là.
Lo stile è descrittivo, ma non è diretto, con ripetizioni eccessive che hanno un po’ pesato. La protagonista, infatti, non fa che ripetere chi è, cosa deve fare e perché. Io non soffro di amnesia come Ambra! Un altro piccolo neo è l’uso eccessivo dell’aggettivo "sinuoso". Chiedo perdono, l’ho notato e poco sopportato. In conclusione, Abissi e Incanto è stata una lettura partita con freddezza ma che si è riscaldata man mano, e alla fine mi è piaciuta.
2,5⭐️- mi dispiace ma per me è un no. In una settimana sono a stento riuscita a leggere 200 pagine (che di solito leggo in un paio di giorni). Ecco le cose che non mi hanno reso piacevole la lettura (in realtà nemmeno l’ho finito ma vabbè) 🐚la protagonista: lamentosa e mooolto scema, che ogni due e tre si mette a lamentarsi dell’esilio e del fatto che non sia perfetta, quando in realtà viene descritta come una gnocca leggendaria 🐚la rappresentazione di Napoli: Mapoli è la mia città del cuore e ho odiato con quanti stereotipi sia stata descritta, ma non con gli stereotipi nordici del fatto che Napoli è fatta di selvaggi e delinquenti ma quelli americani dove siamo tutti ricchi con la casa con giardino e piscina a suonare mandolino mentre si mangia cibo gourmet e tutti si chiamano Giovanni Anna i Maria. E poi è impossibile che vivendo a Napoli l’unica cosa in napoletano che venga detta è: “levati guagliona”. Per descrivere Napoli bisogna viverla ed è chiaro che al massimo l’autrice ci abbia passato una settimana di mare a Posillipo 🐚la coppia: è come se si innamorassero solo perché si devono innamorare, (lo so che questa affermazione non ha senso) non perché si amino o che ma perché l’autrice ha deciso che si devono mettere assieme 🐚 I personaggi secondari: piatti come un velo d’acqua, l’unica ad avere un minimo di personalità è la vampira (di cui ho rimosso il nome) 🐚le 20000579 descrizioni del mare (ma ti sembra che ogni pagina che giro ci siano almeno 2 paragrafi con SOLO descrizioni del mare?!) 🐚il fatto che lei lo deve fare fuori: viene messo come una cosa secondaria tipo “io sono una fotografa e lui un modello” (perdonate il brutto esempio mi è venuto sul momento) Mi dispiace perché su questo libro avevo altissime aspettative, anche grazie alla magnifica edizione
Abissi e incanto ha lo stesso identico problema di Stelle e Ottone. Trama incredibilmente originale ma stesa male, troppo superficiale, scrittura poco coinvolgente.
È pieno di descrizioni con troppi aggettivi ma mirate male, descrizioni approfondite dei colori del muro e poi 0 worldbulding. Inoltre ci sono buchi di trama e spiegazioni mai date, cose entrate in scena e non utilizzate. Se in una storia appare una pistola, questa deve sparare, diceva Chekhov.
Ismael e Ambra entrano in scena, cameo carino, ma poi ismael prende da parte Jamal per parlare. Ma perché?! Ha senso ai fini della nostra trama? No. Crea solo confusione. Jamal che, nonostante abbia una figlia piccola, decide di sacrificarsi per una tizia che ha appena conosciuto. Sarebbe stato più realistico se a suicidarsi fosse stata la maride, conosce Safira personalmente e quella battaglia coinvolge anche i suoi diritti. Jamal presenta degli artefatti che permette a tutti di respirare sott'acqua, ma poi non solo non li usano ma Safira dice pure di spingere tritoni e sirene a uscire dall'acqua perché in acqua sarebbe impossibile sconfiggerli. Ma come? Quando presentavano gli artefatti non ci avevi pensato? Poi, Safira è immortale, ma Aris? è mezzo maride quindi vive più a lungo? O invecchierà e morirà e la loro storia finirà così? Non ci è dato saperlo. Inoltre cosa faranno per il resto della vita? Si vedranno a weekend alterni come figli di divorziati? Potevano almeno sfruttare quei famosi artefatti per respirare in acqua per permettere ad Aris di accompagnare Safira quando torna a palazzo, almeno qualcuno li usa. E Camilla? Perché è dimagrita? Perché non si nutre da Elisa? Ma era stata lei a dire che non faceva male e anzi che era piacevole ed erotico. Potrebbe nutrirsi di altri umani se non vuole farlo da Elisa, d'altronde lo ha sempre fatto senza uccidere nessuno.
Bho. A questo punto immagino che anche sogni e scintille mi deluderà, continuerò a leggerli perché le edizioni sono stupende, ma mi aspetto la stessa superficialità
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4⭐️ Safira, figlia della regina del Palazzo Sommerso, si sta preparando per il Primo Sangue: un rituale che la farà diventare una sirena perfetta e che renderà la sua magia completa. Per compiere questo rituale deve uccidere un essere umano. Ma il rituale non funziona e la madre la esilia costringendola ad assumere una forma umana e a vivere sulla terra ferma. Qui incontrerà Aris, un giovane marinaio, all'inizio cercherà di usarlo per provare a celebrare nuovamente il rituale, ma passando molto tempo insieme se ne innamorarà e scoprirà verità sconvolgenti e scomode. Riuscirà a sacrificarlo comunque? Questo libro ci porta a riflettere sulla perfezione e sui canoni estetici. Mi è piaciuto abbastanza anche se non sono riuscita ad empatizzare completamente con i personaggi. Nonostante ciò ve lo consiglio!
Premetto che ho ascoltato l'audiolibro nell'attesa di comprare la copia cartacea e sicuramente la lettura di Liliana Bottone ha contribuito a farmi amare questo testo. Stelle e ottone mi era piaciuto e mi interessava la serie scritte da mani diverse, quindi non vedevo l'ora di poterne continuare la lettura, e devo dire che le mie aspettative non sono rimaste deluse.
Non avevo cercato i trope in quanto non volevo partire già con delle informazioni, ma lasciarmi sorprendere dalla storia. Ho amato la protagonista, la sua coerenza e lo sviluppo del personaggio (avevo paura di un cambio di pensiero troppo rapido o di un innamoramento troppo veloce che le facesse rimettere in discussione tutto, ma così non è stato). Ho apprezzato le ambientazioni tra il palazzo, villa Marea e la città di Napoli, in particolar modo il la scena alla statua del Cristo Velato, perchè mi sono ritrovata in alcune sensazioni descritte.
Ci sono molti riferimenti al mito e molte citazioni, ma a differenza di quello che ho letto in altre recensioni io non ho trovato la cosa pesante, anzi per me ha aggiunto valoro alla narrazione della storia.
Nel complesso direi che mi ha piacevolmente stupito e l'ho amato. Per il momento è il mio preferito tra i due della serie, ma non vedo l'ora di continuare a leggere gli altri per scoprire nuovi mondi.
Ho bisogno di raffreddarmi un attimo per scrivere una recensione coerente. In buona sostanza manca un editor, il sistema magico è un po' barcollante (l'ho interpretato come soft ma è molto MOLTO soft) e la trama a mio parere soffre di acutissimi casi di name dropping e personaggi che hanno così poco impatto sugli eventi che se eliminati la storia regge comunque.
Detto questo: Tommaso mi dispiace per quello che hai passato, non te lo meritavi. Sei stato l'unico personaggio per cui sono arrivata fino in fondo.
Premessa doverosa: le Archer per me sono carinissime, ed Ella fra tutte mi ha sempre dato la sensazione di esserlo ancora di più. Quindi davvero, non vorrei mai fare una recensione negativa sul suo libro, ma...
Per me è no. Il problema di Stelle e Ottone per me erano i personaggi un po' macchiette e una protagonista difficile da tollerare, ma qui secondo me emerge una criticità peggiore: la scrittura. È acerba, superficiale, piena di buchi.
Come hanno fatto le sirene a combattere fuori dall'acqua? Si sono trasformate in umane? Perché Aris ha accettato tanto serenamente di essere diventato un maride? Ed Elisa come ha fatto a farsi andar giù il fatto che Camilla fosse un vampiro? A cosa è servita tutta la storia con Tom? Perché ho capito solo a pagina 350 che a Villa Marea c'erano addirittura CENTINAIA di ospiti? Perché avrebbero dovuto mostrarsi interessati alla causa delle sirene? Cosa c'entrava Tecla?
Troppe domande, troppe perplessità. Sarebbero due stelle e mezzo, ma mi sento troppo in colpa per non dare quel mezzo punto un più. Eppure, non sono soddisfatta.
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Carino...ma non il miglior libro che abbia mai letto. L'alchimia tra i due personaggi protagonisti non è stata eccezionale: sembrava tutto un po' forzato. Per assurdo, ho apprezzato di più i legami instaurati tra la protagonista e i personaggi secondari, in particolare quello con la sua amica vampira
Posso dire davvero bello? Sono partita con molta curiosità, anche perché amo il mondo delle sirene e della mitologia. Questo era un buon presupposto per farmi piacere la storia più facilmente, ma rendeva anche più alto il rischio di rimanere delusa. Sono felice di essere stata piacevolmente sorpresa da questa lettura.
È un libro che si fa letteralmente divorare, un capitolo tira l'altro, ed era proprio ciò che cercavo in questo periodo. Una storia che mi intrattenesse, e personaggi che mi appassionassero abbastanza da avvertire quella piccola fitta di nostalgia dopo aver voltato l'ultima pagina.
Safira è una sirena, la Perla del Palazzo Sommerso, e deve compiere il rituale del Primo Sangue, un sacrificio umano che le permetterà di rendere la sua magia più forte e di essere una sirena perfetta, incarnando quell'ideale di bellezza e potenza da cui sirene e tritoni sono ossessionati. Quando il rituale fallisce, però, la principessa viene esiliata e lei si trova costretta a raggiungere la terraferma, in cerca della chiave per porre rimedio a quel vergognoso incidente.
Abissi e Incanto ha la semplicità di una fiaba moderna. Come ho già detto altrove, mi ha riportata alle letture della mia adolescenza, ma non mancando di intrattenere anche la me adulta. I riferimenti alla mitologia, alla letteratura classica, le splendide descrizioni del mare, dell'ammaliante città di Napoli, e il calore accogliente di Villa Marea sono il Gioiello di questa storia. Ho apprezzato molto la cura nell'adattamento del linguaggio al mondo marino, al folklore, al modo in cui il mito s'intreccia alla verità della narrazione. Le scene al Circeo sono rimaste impresse nella mia mente, ho apprezzato tantissimo la menzione della famosa maga e dei suoi seguaci, e il loro ruolo nella storia di Safira. Ho trovato inoltre l'inserimento dei flashback fra un capitolo e l'altro, quando necessario, una buona soluzione narrativa che ha permesso di comprendere con meno fatica ciò che stava accadendo, e apprendere con semplicità i retroscena delle vite dei protagonisti.
In Safira ho rivisto il mito delle sirene di Odisseo, nel suo canto il tocco à la Mermaid Melody (adoro) e, immancabilmente, anche un po' della celeberrima Ariel/Astrid. A differenza della sirenetta di Andersen, però, Safira non vuole far parte del mondo degli umani, anzi: all'inizio disprezza queste creature mortali e imperfette, e fa fatica ad abituarsi alla terraferma, al sole che le brucia la pelle, ai rumori e agli odori e alla fastidiosa sensazione dell'aria nei polmoni, così diversa dall'acqua che attraversa le branchie. Posso dire di averla apprezzata nella sua evoluzione tipica dell'eroina fiabesca, nel suo percorso di scoperta e accettazione di ogni parte di sé. Non è sempre facile farmi stare simpatica la protagonista di un libro di questo genere, specie se la narrazione è focalizzata quasi esclusivamente sul suo monologo interiore. In questo caso devo dire che Ella Archer ha fatto davvero un buon lavoro.
Camilla si è conquistata a mani basse il ruolo di mio personaggio preferito, mi sono affezionata a lei e ho empatizzato con la sua storia dalla prima pagina. Il punto raggiunto dalla sua storyline alla fine del romanzo potrebbe essere un'interessante premessa per una storia tutta sua... Just saying!
Anche i personaggi secondari – Tom, Elisa, Irma, Jamal, Zia Luna e zio Arturo, la stessa Partenope, ma anche altri personaggi minori – nel poco spazio che gli era concesso, mi sono piaciuti e ciascuno di loro costituisce un tassello importante nel mosaico della storia.
Veniamo ad Aris. Parto dal presupposto che, per me, meno "prepotente" è il romance in un libro del genere, meglio è. E devo dire che, sorprendentemente, ho apprezzato anche questo aspetto. Avevo delle riserve all'inizio, lo ammetto, ero pronta ad alzare gli occhi al cielo o sbuffare a ogni battuta del love interest o alla prima interazione minimamente cringe... e invece non è successo. E meno male! Forse proprio il fatto che la presenza di Aris sia sì importante, ma non preponderante nella storia ha reso la sua dinamica con Safira vincente. Il mio pensiero costante, soprattutto man mano che lui e la protagonista si conoscevano, è stato: "Finalmente un uomo che fa il bare minimum e non si comporta come l'eroe della situazione, come se stesse facendo il favore della vita." Aris è rispettoso dei limiti e dei tempi di Safira, non s'impone e non vuole sapere tutto e subito, ma soprattutto non si aspetta di essere osannato per questo. He knows his place. E questo me lo fa promuovere come personaggio (e io purtroppo sono molto severa in queste circostanze, ops).
Cos'altro dire? Ella scrive bene, e secondo me ha saputo sfruttare la sua esperienza a proprio vantaggio in questa storia. È stato un libro piacevole da leggere, non frustrante, scorrevole e senza troppe pretese, e per me è stata una bella esperienza di lettura, che va riconosciuta in quanto tale.
Adesso non mi resta che attendere con ansia "Sogni e Scintille" di Serena Archer per addentrarmi nel mondo dei fatati. Ho già letto Il Racconto di Dante e mi ha incuriosita tantissimo! Quindi si aspetta marzo per leggere di nuovo della Hidden Society. E nel frattempo mi porto gli abissi di Safira nel cuore.