Marianna avrebbe voluto sposarsi, avere una famiglia, indossare bei vestiti e andare alle feste. Invece si ritrova, col nome di suor Virginia, a essere la Signora del convento di clausura delle benedettine di Monza, spedita lì a tredici anni e senza vocazione, per servire gli interessi del padre. Nel chiuso della cella, dentro la grigia routine delle preghiere e dei lavori quotidiani, sogna il mondo «di fuori». Che un giorno si materializza nelle vesti del biondo nobiluomo la cui proprietà confina proprio con il convento, il bel Giovan Paolo Osio. Quando suor Virginia lo incontra, tutti i fuochi sopiti nella sua mente e nel suo corpo divampano all’improvviso. La sventurata risponde. È amore, è scoperta, è solo che in un convento non è solo Dio a vederti, ci sono mille occhi – e mille bocche. E se un segreto così mortale rischia di venir svelato, si è disposti a fare di tutto pur di anche a macchiarsi di un peccato ben più grave della lussuria, l’omicidio. Ma l’Inquisizione, nella Milano del Seicento, vigila già pronta a colpire, infliggendo castighi peggiori della morte. Marina Marazza raccoglie la celebre eppure misconosciuta vicenda della monaca di Monza e ne fa un sorprendente, modernissimo thriller storico, ricco di atmosfera e di colpi di scena. Nelle stanze e nei giardini del monastero, come su un set cinematografico, si alternano personaggi affascinanti, dalle amiche e complici di Virginia – la lussuriosa suor Ottavia, la piccola musicista suor Candida Colomba – alla severa priora Imbersaga, dalla giovane e astuta serva Caterina al licenzioso e corrotto prete don Arrigone. Un racconto di passione e di morte tra i più potenti e amati della letteratura rivive con una voce nuova, svelando l’umanissimo segreto di una grande peccatrice.
Marina Migliavacca Marazza, ex manager editoriale, scrittrice, giornalista, conduttrice e autrice radiofonica, è specializzata in tematiche di storia, di società e di costume. Collabora con diverse riviste tra cui «Io Donna».
È autrice di romanzi, saggi e narrative nonfiction.
Avevo delle aspettative altissime per questo libro da cucciola amante di un buon sentimento di colpa cattolica & trasgressione religiosa. Detto questo. Era esattamente quello che pensavo? Non proprio! Sopratutto a causa delle scene sessuali abbastanza strane e che mi hanno messo in po' a disagio per la loro scrittura (forse era questo l'intento? Fare vedere quanto gli uomini siano stati disgustosi nei confronti di queste ragazze?). In molti momenti ho letteralmente dovuto smettere di leggere, guardare il muro e chiedermi COSA stessi leggendo, però ripeto questo non mi ha fatto odiare la storia né la protagonista, ma gli uomini della storia - cosa che forse era l'intento dell'autrice. Ho provato molta compassione nei confronti delle protagoniste ed è stato molto bello conoscere più a fondo la storia di una donna che spesso viene ridotta al suo essere parte del romanzo di Manzoni.
All’inizio ho pensato che fosse un po “ piu harmony che romanzo storico” e invece nella seconda metà ho ritrovato il giusto equilibrio ed ho apprezzato la ricostruzione dei fatti, davvero accurata. Leggerò sicuramente il “ seguito” Miserere.
Accurato storicamente e molto coinvolgente. Ho letto con piacere anche la nota a fine libro, che merita davvero, perché mostra il lavoro di ricerca preciso e minuzioso che sta dietro il romanzo.