Tra i segreti più paurosi di Londra si nasconde la storia di un misterioso assassino. Un uomo di nome Sweeney Todd, un mostro capace di occultare le sue insane passioni dietro l’insegna di un’innocua bottega di barbiere in Fleet Street. Proprio qui diverse persone scomparse sono state viste per l’ultima volta: uomini andati a ingrossare le fila dei fantasmi dopo aver incontrato Sweeney Todd. Più sanguinario di Jack lo squartatore e più crudele di Mr. Hyde, Sweeney Todd non uccide in preda a un impulso efferato o agli effetti indesiderati di un farmaco ma, con fredda determinazione, toglie la vita al prossimo per soddisfare la sua sete di denaro e per adempiere a un terrificante rituale: dopo aver smembrato il corpo delle vittime a colpi di rasoio, infatti, il barbiere di Fleet Street consegna i resti di chi ha ucciso a una complice, che provvede a occultarli grazie a uno stratagemma bestiale. Capolavoro della letteratura gotica, Sweeney Todd, con le sue gesta sanguinarie, ha anticipato il Dracula di Stoker e il Frankenstein di Mary Shelley, aggredendo le ipocrite convenzioni della letteratura e della società vittoriana.
“Prima che Fleet Street avesse raggiunto la sua attuale importanza, ai tempi in cui Giorgio III era giovane, e i due giganti che suonavano le campane della vecchia chiesa di St Dunstan erano nel pieno della loro gloria - dando fastidio ai fattorini in giro per commissioni e lasciando a bocca aperta per lo stupore la gente di campagna - c’era, vicino al sacro edificio, una botteguccia di barbiere, tenuta da un uomo che si chiamava Sweeney Todd”
Quando nel 1785 un marinaio, assieme ad un filo di preziose perle, scompare nella bottega di un barbiere chiamato Sweeney Todd, i sospetti cominciano ad aleggiare, sospetti che porteranno ad una terribile scoperta ben più importante (e raccapricciante) dello stesso filo di perle.
“Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street” è un racconto del genere “Penny dreadful” uscito a puntate fra il 1846 e il 1847, attribuito, anche se non vi è ancora certezza, a James Malcolm Rymer, un racconto che mischia horror, seppur in piccole dosi a quello che oggi noi conosciamo come thriller. Il racconto capace, spaziando sui vari personaggi, di mantenere un bel ritmo si dipana fra amore, mistero, horror e azione in un mix ben riuscito. La scrittura molto colloquiale e diretta, senza inutili fronzoli letterari, riesce a far entrare in empatia con i personaggi che vengono sapientemente narrati grazie anche ad ambientazioni semplici ma, in certi casi, d’impatto. Una storia amara, dura, a volte straziante capace di far immergere il lettore in uno spaccato di vita dell’Inghilterra ottocentesca. Un racconto che si fa leggere e che si vorrebbe durasse di più proprio perchè ben scritta e capace di tenere il lettore incollato alle pagine per vedere il destino a cui vanno incontro i tanti protagonisti intrecciati con maestria.
Si vede che lo scrittore è un amante dei true crime ed è scritto bene, ma sinceramente sono stufa di tutti questi retelling, che siano di storie vere o inventate. Raccontala come vuoi, la storia non cambia. Mi rivolgo anche alle case editrici in generale: ma qualcosa di nuovo no? Qualche storia fresca che non abbia già raccontato nessuno? A forza di andare sul sicuro, la gente si annoia. Quanti libri sulla storia di Sweeny Todd dovrebbe avere uno in libreria?
(TRE STELLE E MEZZO) Molto coinvolgente nonostante il periodo e il linguaggio in cui è stato scritto, piacevolissima sorpresa. Molto diverso rispetto al film di Tim Burton (e il musical da cui è tratto).