Essere una bambina, e poi una donna, vuol dire imparare fin da subito cosa si può fare e cosa non si può fare, vuol dire imparare che certe qualità, come il coraggio, l’audacia e l’indipendenza, non sono prettamente femminili, e che reprimere i propri desideri è normale, e consigliabile. Meglio restare ai margini e attendere passivamente un salvatore o, nella più sfortunata delle ipotesi, la provvidenza. E se molti libri non fanno che confermare la certezza che soltanto gli uomini possono compiere gesta intrepide e che alle donne spetta il compito di accogliere gli eroi di ritorno dalle loro mirabolanti avventure, Carolina Capria ci conduce in un viaggio illuminante nella più grande letteratura femminile di tutte le epoche e ci mostra che un’altra strada è effettivamente percorribile. Perché di maestre nei libri ce ne sono moltissime, grandi scrittrici come Jane Austen e Toni Morrison, e grandi eroine come Jane Eyre, che ci insegna che una donna può salvarsi da sola, o Scarlett O’Hara che ci dimostra che una donna può mettersi al comando. O ancora Modesta, la protagonista dell’Arte della gioia di Goliarda Sapienza, che ci ricorda quanto sia importante mettere se stesse al primo posto e non illudersi di trovare la felicità dove viene richiesto solo il sacrificio. Dei propri desideri, delle aspirazioni, dei sogni.
Un libro che mi ha coccolata e accompagnata per mano in un'analisi guidata dentro la me stessa bambina, ripercorrendo tutti i miei atteggiamenti e tutto il mio vissuto in quanto donna, fino alla ragazza che sono oggi. Sembra di parlare ad un'amica, è come se fossimo sedute in un caffè a dialogare dell'ultimo articolo letto, e a scambiarci consigli ed opinioni a riguardo. Un libro scorrevole, che al tempo stesso è serio, intriso di riflessioni per e su le donne, che decide di spiegare tutto con l'arma più forte di cui possa munirsi: la letteratura. La società viene criticata ed analizzata attraverso opere e vite di grandi autrici del passato e del presente, dando voce anche a delle "maestre" meno conosciute, che invece saprebbero insegnarci tanto. Un piccolo scaldacuore che porterò sempre con me.
È stranissimo (almeno per me) ascoltare le parole di Carolina Capria e non sentire la sua voce, che per me è diventata una compagnia e una piacevole abitudine. Ma ho bevuto con gioia ogni sua parola, in questi giorni, tra una passeggiata e l'altra. Avevo bisogno di sentirle, anche se non lo sapevo. Mi hanno fatto tornare l'irrefrenabile voglia di leggere Jane Austen come non facevo da quando avevo quindici anni, in maniera vorace. Penso che lo farò. E che potrebbe essere ora di avvicinarmi a quelle maestre a cui ancora non mi sono approcciata.
Carolina Capria riesce sempre a farmi riflettere e scoprire cose nuove, o a contagiarmi col suo entusiasmo anche su ciò che già sapevo. Scoprire (o riscoprire) con lei le sue Maestre è stato molto piacevole e mi ha sicuramente fatto venire voglia di leggere e rileggere questi libri.
Grazie a Capria che, con il suo modo di spiegare completo e al tempo stesso accessibile, ci avvicina a 5 scrittrici e 5 storie che non vedo l'ora di approfondire.
Un'occasione per rileggere alcuni classici scritti da scrittrici diventate ormai icone della letteratura mondiale. Libri letti in gioventù e di cui non avevo capito in pieno la profondità sia dei messaggi che dei contenuti. Quindi la riscoperta non solo di capolavori della letteratura nel tempo e delle loro protagoniste ma soprattutto un ricerca tra le righe di ciò di cui volevano offrirci con la loro scrittura cinque autrici straordinarie. Tante occasioni per riflettere sulla realtà e sull'evoluzione del mondo femminile e non unicamente: dai sentimenti più nascosti alla quotidianità, dalla violenza di genere e di etnia alle difficoltà affrontate da ogni scrittrice per affermarsi in un mondo estremamente maschile.
Come sempre, Carolina Capria è capace di far nascere impertinente la curiosità per scrittrici che non conoscevo affatto, oltre a confermare l'affetto per quelle che amavo già. Vorrei tornarci.
Non importa se vi siano da colmare spazi senza fine golfi di tempo e lenti rosari di ore: io sono la tua vicina di casa
Non senti il mio passo nella stanza accanto?
— Lalla Romano
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5 dichiarazioni d'amore per 5 scrittrici che hanno accompagnato Capria (e molte di noi) in un percorso di educazione letteraria altrimenti, per forza di cose, sempre troppo maschile.
Le autrici hanno sempre molto da insegnarci, anche quando non chiedono immedesimazione. È la sensazione che mi ha lasciato il libro di Carolina Capria, e che mi spingerà a recuperare alcuni dei romanzi che cita. Le parti che ho apprezzato di più sono state quelle dedicate alle sorelle Brontë e a Toni Morrison: il modo in cui racconta Amatissima mi ha fatto venir voglia di leggerlo subito. Personalmente avrei concluso il saggio proprio lì, perché la sezione finale su Goliarda Sapienza mi è sembrata un po’ appesantita, forse anche a causa della scarsità delle fonti disponibili.
Ho letto diverse recensioni de L’arte della gioia che lo definiscono un romanzo confuso, e dal ritratto che ne fa Capria ho avuto la stessa impressione: una trama molto densa, forse troppo, come se si fossero accumulati elementi in eccesso.
Detto questo, ho trovato davvero piacevole seguire il suo percorso tra cinque autrici e i loro libri più significativi, e i personaggi che le sono rimasti nel cuore. È una lettura introduttiva efficace, che prepara bene all’incontro con i testi citati. Anzi, consiglierei vivamente di leggere la parte su Margaret Mitchell e Via col vento prima di affrontare il romanzo: anche io, prima di questo saggio, avevo un’opinione diversa della storia.
Postilla finale: continuo a trovare “personaggia” un termine un po’ forzato. E, in generale, in un libro scritto bene, avrei preferito qualche aggettivo in meno.
Le 𝗠𝗮𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲 per Carolina Capria sono le donne che indicano la strada, gettando semi di pensiero di consapevolezza. Quelle che nello scrivere "𝘭𝘢𝘴𝘤𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘯𝘦𝘪 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘦𝘴𝘴𝘢𝘨𝘨𝘪 𝘴𝘦𝘨𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦 𝘭𝘦𝘵𝘵𝘳𝘪𝘤𝘪 𝘪𝘯 𝘯𝘰𝘮𝘦 𝘥𝘪 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘰𝘳𝘦𝘭𝘭𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘯𝘰𝘯 𝘦𝘴𝘱𝘭𝘪𝘤𝘪𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘮𝘢 𝘢𝘷𝘷𝘦𝘳𝘵𝘪𝘵𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘴𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘶𝘯 𝘥𝘰𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘢 𝘤𝘶𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘶𝘰̀ 𝘷𝘦𝘯𝘪𝘳𝘦 𝘮𝘦𝘯𝘰."
Per me Carolina Capria è una Maestra: grazie alla direzione e alla capacità di analisi del suo sguardo mi ha aiutato a guardare dentro e oltre le consolidate apparenze della realtà imbibita della cultura patriarcale. Mi ha aiutato a scoprire tra le pagine i segnali che Maestre autorevoli ci hanno lasciato, che, senza il suo occhio e la sua competenza, non avrei avuto la capacità di decifrare. E ad aggiungerle all'elenco delle mie Maestre.
Mi ha anche indicato la strada che mi ha condotto a conoscere un mondo di sorelle, guide illuminanti e luminose.
Apre a me e a tutte e tutti continuamente gli occhi, affinchè teniamo desta l'attenzione sugli abusi che sono continuamente perpetrati; denuncia e solleva il velo di ignavia e complicità, perchè il non detto, il segreto, la connivenza, sono sabbie mobili nelle quali si rischia sempre di affondare. E io ho bisogno di maestre e sorelle che mi tendano la mano.
Il libro racconta di come cinque scrittrici — Jane Austen, Charlotte Brontë, Margaret Mitchell, Toni Morrison e Goliarda Sapienza — abbiano accompagnato la crescita di Carolina Capria e possano diventare una guida anche per chi legge.
Capria intreccia il suo vissuto personale con riflessioni letterarie e femministe, creando un racconto che mescola vita e letteratura. L'autrice non si limita a parlarci di libri, ci mostra come certe pagine possano cambiare il nostro sguardo sul mondo e su noi stesse. Capria ci racconta di figure di riferimento forti, indipendenti, capaci di salvarsi da sole e di prendere in mano la propria vita.
Maestre mi ha dato molti spunti interessanti di lettura, aiutandomi a capire meglio queste autrici attraverso la storia delle loro vite. Grazie a questo libro ho compreso ancora di più la potenza dei messaggi racchiusi in romanzi che sono veri e propri capisaldi della letteratura. Il messaggio è chiaro: dobbiamo imparare ad ascoltarci, a mettere noi stesse al primo posto, a non sacrificare sempre i nostri desideri per gli altri.
Le parole di Carolina Capria ti scavano dentro, dritte fino al cuore. Maestre è un saggio che ti illumina dentro fino alla tua essenza di Donna.
Carolina parla al lettore con un linguaggio prettamente femminista, portandolo a volgere lo sguardo sulla letteratura classica, base fondante del movimento femminista sviluppatosi in quegli anni sottoforma silenziosa. L'autrice ci mostra che attraverso le pagine di romanzi, come Jane Eyre, Amatissima, Via col Vento e L’arte della gioia, possiamo emulare le protagoniste e infrangere anche noi le regole imposte dalla odierna società, scegliendo di ascoltare noi stesse e di vivere secondo ciò che il cuore ci suggerisce. Riferendosi a Jane Austen "Con gentilezza e discrezione ha poi insegnato alle sue lettrici in che modo allargare le maglie fitte delle norme sociali che impedivano loro di muoversi".
Ho apprezzato ogni sua parola, ogni suo intento di invitare il lettore ad interrogarsi sulle proprie convinzioni e a condividere con ciascuno di noi il grande amore verso le cinque maestre.
Delle maestre raccontate da Carolina Capria conoscevo solo Jane Austen e Charlotte Brontë. Ripercorrerle tramite le sue parole mi ha dato la sensazione di essere tutte insieme - donne piene di vita, sogni e ambizioni- a leggere, ridere e chiacchierare, osservando il mondo intorno al fuoco di un camino. Sorelle che alimentano l'una la luce dell'altra. Non mi erano familiari invece Margaret Mitchell, Toni Morrison e Goliarda Sapienza. Incontrarle tramite lo sguardo di Carolina Capria mi ha fatto sentire la necessità di leggerle, per poi tornare a questo saggio e riscoprirle ancora e ancora tra queste pagine, grazie alla voce di una Maestra che illumina a giorno e dona nuove prospettive.
Carolina Capria ci aiuta a riflettere su chi siano state le nostre maestre, quelle donne che hanno avuto un ruolo privilegiato per noi, da un certo punto in avanti. Lo fa con una scrittura scorrevole e con pensieri mai scontati, che aiutano a guardarsi dentro e a costruire il proprio albo delle ‘maestre’. Sia nel caso conosciate già alcune delle scrittrici raccontate, sia (come nel mio caso) non abbiate letto tutte le loro opere, il libro vi saprà parlarvi e farvi scoprire qualcosa in più.
Libro interessante e molto ben scritto, che parte da cinque “eroine” letterarie, frutto della penna di altrettante autrici, per identificare e mostrare diversi modi di reagire alla cultura patriarcale che ha permeato secoli della nostra storia. Tanto le autrici quanto le loro personagge diventano fonte di ispirazione quando difendono e reclamano la propria individualità in una società che, in diverse epoche e in diversi contesti, vuole relegarle all’interno di confini netti e invalicabili.
Consiglio la lettura di questo microsaggio, Capria scrive molto bene e rende interessanti quelle che lei considera le sue maestre, che forse sono un pò le maestre di tutte noi. Fa riflettree su alcuni testi e su alcune scrittrici che sono osannate e che hanno scritto romanzi controversi. Sicuramente la maestra che ho amato di più è Toni MOrrison. La lettura di questo saggio mi ha permesso di comprendere meglio la scrittura di questa grandissima autrice.
Carolina Capria ha un potere e una voce potentissimi, mi ispirano mi fanno venire la voglia di scrivere e di piangere. Carolina, quanto vorrei avere le parole giuste per parlare di te con la delicatezza e la forza che hai quando parli delle tue maestre. Sono anche le mie, e anche tu sei la mia maestra.
È sempre bello leggere libri sui libri. Qui in particolare Carolina Capria racconta di alcune maestre che incontrato come scrittrici attraverso la lettura dei loro romanzi. Le sue maestre sono anche le mie. Libro molto interessante.
Letto in 3 giorni e ho adorato che Carolina parlasse, tra le sue maestre, di tre delle mie personagge letterarie preferite. Una rivisitazione interessante.