"Anche la verità può perdere valore se è sostenuta da un disonesto..."
Aspettate di aver terminato il libro prima di giudicarlo, non fate come me che di fronte al diario di un diciasettenne che scrive della vita e della paura ho pensato che a quell’età si capisce poco sia dell’una che dell’altra. A diciassette anni ricordo di averne scritto anch’io, mi imbarazzerebbe rileggermi e non mi entusiasmavano certo i dolori del giovane Tino, reduce dal collegio e ora ospite degli zii in una Torino (vera) Parigi in minore con i legni e gli ori all'interno dei caffè “Certo bisogna imparare a starci dentro, come un'ape nel miele.”
Aspettate perché lentamente Arpino farà diventare quel diario la sceneggiatura della vita adulta, di come la si percepisce da ragazzi
I giovani credono che gli adulti siano una combriccola di padreterni intriganti riprese a camminare: Li odiano, li invidiano, pensano: fossimo noi al posto loro... Anche tu, lo so. Oh, non rispondere, lo so e basta.
e di come la si può intendere da adulti
Ma prendi me, per esempio: sono forse un uomo io? No, sono di quelli che non imparano a crescere nemmeno in cent'anni, come Peter Pan, i nani, i fratelli siamesi, come gli scherzi di natura...
Forse un tempo sono vissuti uomini veri, gente tagliata in un legno unico, convinti della loro esistenza e delle loro virtù come tutti gli altri animali sulla terra...
Prendi me.. forse un tempo.. sono espressioni dello Zio Serafino, un antenato di Jean-Claude Romand, uno di quegli uomini che finiscono inghiottiti dalle menzogne che raccontato a sé stessi prima che agli altri.
Sorprendente. Può esserlo un romanzo del quale si intuisca ben presto il finale? Sì, per la metafora con cui Arpino ne ha sorretto la trama, per il modo in cui ha raccontato della miseria umana, dell’inganno e del bisogno di essere ingannati. Le figure femminili di Annetta e Galla collocate in un mondo di bambole mostreranno che i pupazzi sono gli uomini, mostreranno determinazione e lucidità quando ci sarà da agire in fretta.
Siete arrivati in fondo, se siete riusciti a leggere l’iperbole anziché la trama, forse apprezzerete il libro, in caso contrario, avendo aspettato abbastanza, stroncatelo a vostro piacimento