Che dire, decisamente un libro di Anna Premoli. (E fin qui, dovremmo essere tutti d’accordo).
{Sono molto indecisa tra le 2 e le 3 stelline, servirebbero le mezze stelle!}
Il fatto è che se togliessimo i pistolotti noiosi qualunquisti socioculturali di bassa lega, il libro sarebbe decisamente più corto, meno pesante e di gran lunga più godibile.
Sia chiaro: sono assolutamente felice di leggere romanzi che abbiano un messaggio serio intrecciato alla storia principale, ma qui questi due parlano solo di questo! E completamente a caso!
Si incrociano in giardino? “Eh ma i social hanno rovinato la gente bla bla” (concetto espresso più o meno 150 volte a pagina in paragrafi da 10 righe l’uno). Fanno un corso di cucina? “Sì ma la società è marcia bla bla”. Starnutiscono? “Eh, ma i tempi moderni…”
Oh, come si dice a Roma, a ‘na certa accanna.
A un certo punto poi il protagonista prende in giro la protagonista “eh sicuramente sei vegana, come tutti, va di moda”. Lei dice di no. Due pagine dopo lei chiede a lui “Per caso sei vegano o vegetariano?” E lui “Purtroppo no, anche se mi piacerebbe”. Ma allora che senso ha lo scambio delle pagine precedenti?!
Tornando seria, comunque, è stata una lettura abbastanza carina (io a un certo punto ho saltato alcuni monologhi, tanto erano chiacchiere da bar trite e ritrite completamente inutili), ma non eccezionale. Sicuramente migliore di alcuni altri libri di Anna Premoli (che comunque ne ha scritti parecchi di bruttini), ma assolutamente non al livello dei suoi primi.
Tra l’altro di tanto in tanto ho notato l’uso di termini desueti nei dialoghi, qualche ripetizione che salta prepotentemente all’occhio e - l’immancabile - intercalare “delle due l’una”.
Per non parlare del fatto che lo “show don’t tell” l’autrice l’ha rinchiuso a chiave in un cassetto anni fa. Tutti questi spiegoni che i personaggi si fanno l’un l’altro e interiormente… uff!
I protagonisti… boh non restano impressi, credo li dimenticherò fra un paio di giorni. Sono abbastanza macchiettistici, così come molti dei dialoghi “scherzosi”.
Libro nuovo, personaggi nuovi, trama già vista, errori decisamente vecchi.