è un romanzo che parla di rinascita, di quelle svolte che la vita ci costringe ad affrontare quando tutto sembra ormai fermo. Ma spesso, proprio quando pensiamo di essere arrivati alla fine, si apre davanti a noi un nuovo percorso. È questo il cuore del libro di David Redoschi: un invito a lasciarsi guidare da ciò che la vita ci mette davanti, anche quando ci sembra troppo tardi per ricominciare.
Il protagonista è un uomo avanti con gli anni, segnato dalle difficoltà e dalle perdite, che però trova una nuova luce inaspettata: il rapporto con il nipotino Luca, ingenuo, spontaneo, pieno di vita. Ed è proprio questo legame a risvegliare in lui emozioni assopite, a sciogliere lentamente le corazze costruite nel tempo. L’amore tra nonno e nipote si fa strada pagina dopo pagina con delicatezza, diventando un filo conduttore capace di unire passato e futuro, saggezza e stupore infantile.
Ciò che ho apprezzato particolarmente è il modo in cui Redoschi riesce a raccontare temi profondi – come la perdita, la depressione, la solitudine – senza mai appesantire la lettura. Lo fa con uno stile semplice ma evocativo, che arriva dritto al cuore. È impossibile non commuoversi, non immedesimarsi, soprattutto se si è avuto la fortuna di crescere accanto a nonni capaci di essere compagni di avventure, guide silenziose e rifugi sicuri.
Il tema del “viaggio” è centrale in tutta la narrazione: non inteso come spostamento fisico, ma come cammino interiore. Non è la meta a definire chi siamo, ma il modo in cui affrontiamo il percorso, le emozioni che proviamo, gli ostacoli che superiamo. Ed è proprio in questo viaggio che Pietro – il protagonista – scopre nuove parti di sé, nuove gioie, nuove speranze.
Ci sono stati momenti in cui mi sono commossa, in cui ho sentito quelle parole vibrare dentro, riconoscendomi in alcune riflessioni che fanno male ma aiutano a guardarsi dentro. Il romanzo, pur nella sua semplicità, riesce a trasmettere un messaggio potente: ogni fine contiene in sé il seme di un nuovo inizio.
Consiglio questo libro a chi sente il bisogno di una lettura sincera, emozionante, a chi cerca uno sguardo gentile sul dolore e sulla rinascita. È una storia che scalda il cuore, che lascia una dolce malinconia e insieme una forte spinta a credere ancora nella bellezza delle seconde possibilità.
5/5 ⭐️