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Una torta per dirti addio: Vita (e ricette) di Nora Ephron
224 pages, Paperback
First published October 18, 2024
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Community Reviews
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
August 22, 2026
Uno dei miei kink da bibliofilo sono i libri di cucina. Mi piacciono quelli del mercato americano, dal formato grande e la copertina rigida, con fotografie curatissime, che si concentrano su porzioni piccole della culinaria e che risentono dell'enorme multiculturalità USA. Insomma, quelli per cui devi sborsare una libbra di carne e che ti arrivano, se ti arrivano, con la calma che sai di dover canalizzare quando hai a che fare con le dogane.
Tra questi, prediligo quelli di pasticceria, perché una variante di me, in un'altra dimensione, finito il liceo si è iscritto a un corso professionalizzante, si è messo sotto con l'inglese e ha imparato le basi di una lingua scandinava per lasciarsi alle spalle questo paesino della provincia friulana. Questo me ha finalmente capitalizzato le nostre notti insonni e, con una maglietta nera che gli lascia scoperte le braccia tatuate, attende l'alba formando croissant in una bakery.
Così, quando mentre catalogavo Una torta per dirti addio, sfogliandolo, lo sguardo mi si è inciampato sulla ricetta di una torta al cocco - una riscoperta degli ultimi mesi che un po' mi ossessiona - mi sono detto che forse valeva la pena conoscere meglio Nora Ephron.
Faccio schifo come cinefilo. Guardo film di rado, me li dimentico presto: so per certo di aver visto Julie & Julia, ma me ne ricordo poco, e potrei azzardare di avere conoscenza almeno di qualche spezzone degli altri, forse più celebri, film di Ephron, ma non potrei giurarlo.
Mi era nota, però, la sua penna squillante e divertente, forse grazie alla sua morte precoce e al modo in cui l'ha affrontata, per motivi che, se non è la prima volta che mi leggi, già sai.
Che fosse una fervente appassionata della cucina, invece, non lo sapevo.
Se questo libro ha un pregio, è quello di avermi incuriosito abbastanza da spingermi a scoprirla di più, a recuperare i suoi testi e a spulciare con un po' più di testa la sua filmografia. Perché di certo deve esserci molto da scoprire in una persona così satolla di prospettiva, acume e levità.
Tutto il resto di questo progetto editoriale, invece, può essere cestinato. Un libro davvero poco ispirato, in cui l'autrice ripercorre la vita di Ephron suddividendola in cinque tematiche che la banalizzano e la sviliscono, con uno stile tanto dimenticabile quanto quello della scrittrice ritratta era originale. In gran parte composto da lunghe citazioni di altre riportate in successione con poca coesione e senza un progetto, questa biografia si legge come l'accozzaglia che è e ci si attarda volentieri nelle righe che non si devono a Frenda, perché le sue, anche se utili solo a fare da ponte tra un brano e l'altro, trasudano la pochezza di un compito svolto per arrivare solo al sei. Non c'è rielaborazione, se non per qualche commento banalotto qua e là che sarebbe stato preferibile evitare, né un briciolo di quella passione nei confronti di Ephron che viene sbandierata nella premessa. Anzi, visto quanto si ripete, tornando più volte sullo stesso episodio e presentandolo sempre nello stesso modo, forse, oltre all'ispirazione, non c'era neppure materiale sufficiente per farne un libro.
Credo andasse pensato in modo diverso. Per esempio, replicando un po' quello che succede in Julie & Julia, l'autrice avrebbe potuto spingere più verso "libro di ricette", che non "biografia", nel bilanciamento della natura duplice di questo volume. Magari con qualche fotografia, immaginando un percorso più sensato tra le portate e costruendo su quello i parallelismi con la vita di Ephron, o dedicando un capitoletto ad ogni ricetta, in una successione cronologica magari più banale ma meno caotica, e possibilmente tagliando le stupide introduzioni che ha scritto ai vari piatti.
Per com'è, sarò onesto, non credo che Frenda abbia tentato di realizzare anche solo un piatto, ad eccezione forse della vinaigrette, di quelli proposti - io di sicuro non mi lancerò nel tentativo di fare la torta al cocco per cui questo libro l'ho portato a casa dalla biblioteca.
Questo retrogusto di ipocrisia rovina tutto il boccone.
[Due stelle solo per i meriti di Ephron]
Tra questi, prediligo quelli di pasticceria, perché una variante di me, in un'altra dimensione, finito il liceo si è iscritto a un corso professionalizzante, si è messo sotto con l'inglese e ha imparato le basi di una lingua scandinava per lasciarsi alle spalle questo paesino della provincia friulana. Questo me ha finalmente capitalizzato le nostre notti insonni e, con una maglietta nera che gli lascia scoperte le braccia tatuate, attende l'alba formando croissant in una bakery.
Così, quando mentre catalogavo Una torta per dirti addio, sfogliandolo, lo sguardo mi si è inciampato sulla ricetta di una torta al cocco - una riscoperta degli ultimi mesi che un po' mi ossessiona - mi sono detto che forse valeva la pena conoscere meglio Nora Ephron.
Faccio schifo come cinefilo. Guardo film di rado, me li dimentico presto: so per certo di aver visto Julie & Julia, ma me ne ricordo poco, e potrei azzardare di avere conoscenza almeno di qualche spezzone degli altri, forse più celebri, film di Ephron, ma non potrei giurarlo.
Mi era nota, però, la sua penna squillante e divertente, forse grazie alla sua morte precoce e al modo in cui l'ha affrontata, per motivi che, se non è la prima volta che mi leggi, già sai.
Che fosse una fervente appassionata della cucina, invece, non lo sapevo.
Se questo libro ha un pregio, è quello di avermi incuriosito abbastanza da spingermi a scoprirla di più, a recuperare i suoi testi e a spulciare con un po' più di testa la sua filmografia. Perché di certo deve esserci molto da scoprire in una persona così satolla di prospettiva, acume e levità.
Tutto il resto di questo progetto editoriale, invece, può essere cestinato. Un libro davvero poco ispirato, in cui l'autrice ripercorre la vita di Ephron suddividendola in cinque tematiche che la banalizzano e la sviliscono, con uno stile tanto dimenticabile quanto quello della scrittrice ritratta era originale. In gran parte composto da lunghe citazioni di altre riportate in successione con poca coesione e senza un progetto, questa biografia si legge come l'accozzaglia che è e ci si attarda volentieri nelle righe che non si devono a Frenda, perché le sue, anche se utili solo a fare da ponte tra un brano e l'altro, trasudano la pochezza di un compito svolto per arrivare solo al sei. Non c'è rielaborazione, se non per qualche commento banalotto qua e là che sarebbe stato preferibile evitare, né un briciolo di quella passione nei confronti di Ephron che viene sbandierata nella premessa. Anzi, visto quanto si ripete, tornando più volte sullo stesso episodio e presentandolo sempre nello stesso modo, forse, oltre all'ispirazione, non c'era neppure materiale sufficiente per farne un libro.
Credo andasse pensato in modo diverso. Per esempio, replicando un po' quello che succede in Julie & Julia, l'autrice avrebbe potuto spingere più verso "libro di ricette", che non "biografia", nel bilanciamento della natura duplice di questo volume. Magari con qualche fotografia, immaginando un percorso più sensato tra le portate e costruendo su quello i parallelismi con la vita di Ephron, o dedicando un capitoletto ad ogni ricetta, in una successione cronologica magari più banale ma meno caotica, e possibilmente tagliando le stupide introduzioni che ha scritto ai vari piatti.
Per com'è, sarò onesto, non credo che Frenda abbia tentato di realizzare anche solo un piatto, ad eccezione forse della vinaigrette, di quelli proposti - io di sicuro non mi lancerò nel tentativo di fare la torta al cocco per cui questo libro l'ho portato a casa dalla biblioteca.
Questo retrogusto di ipocrisia rovina tutto il boccone.
[Due stelle solo per i meriti di Ephron]
January 13, 2026
Un libro che parla di Nora Ephron deve avere il brio di Nora Ephron oppure il coraggio di far vedere cosa si nasconde realmente dietro quella visione pungente della vita. Qui l’unica parte interessante sono le citazioni da Nora Ephron (non le ricette che io trovo insopportabili anche nei libri della Nostra) e quindi non si vede perché si debba leggere questo libro, piuttosto che andare alla fonte
February 11, 2026
Attraverso le interviste, i ricordi, e i brani tratti da articoli altrui riportati in questo libro, possiamo avere un'immagine nitida di un periodo storico in quella che era ancora l'America che tutti sognavano.
Oggi però, dopo gli Epstein files, il Me too, e tutto il degrado umano e lo schifo che sta venendo a galla come un cadavere in putrefazione, tutto questo scintillio e ammirazione per persone ultraricche che ce l'hanno fatta solo perché ben inserite in un tessuto sociale che si autoalimenta e protegge, non suscita più tutta questa meraviglia.
C'è anche una cosa che mi ha fatto davvero arrabbiare.
La retorica del "Se vuoi, puoi", che ci viene propinata anche in questo libro, ha davvero stancato.
Se tutti volessimo e potessimo, saremmo un mondo costituito da una popolazione di ultramiliardari che vive sparpagliata su isole tropicali a divertirsi tutto il tempo che gli è concesso.
Peccato che il nostro mondo sia capitalista e funzioni così solo per chi parte da una base di agiatezza, e per qualche fortunato che ha voluto e potuto e si è trovato nel posto giusto nel momento giusto con le persone giuste. Vi prego, finitela tutti quanti con questo mantra ormai decrepito!
I riders, gli operai, i senzatetto, le persone in zone di conflitto, le persone comuni, e qui mi fermo, cosa dovrebbero dire? Che non desiderano a sufficienza un futuro migliore? Ma per favore.
Oggi però, dopo gli Epstein files, il Me too, e tutto il degrado umano e lo schifo che sta venendo a galla come un cadavere in putrefazione, tutto questo scintillio e ammirazione per persone ultraricche che ce l'hanno fatta solo perché ben inserite in un tessuto sociale che si autoalimenta e protegge, non suscita più tutta questa meraviglia.
C'è anche una cosa che mi ha fatto davvero arrabbiare.
La retorica del "Se vuoi, puoi", che ci viene propinata anche in questo libro, ha davvero stancato.
Se tutti volessimo e potessimo, saremmo un mondo costituito da una popolazione di ultramiliardari che vive sparpagliata su isole tropicali a divertirsi tutto il tempo che gli è concesso.
Peccato che il nostro mondo sia capitalista e funzioni così solo per chi parte da una base di agiatezza, e per qualche fortunato che ha voluto e potuto e si è trovato nel posto giusto nel momento giusto con le persone giuste. Vi prego, finitela tutti quanti con questo mantra ormai decrepito!
I riders, gli operai, i senzatetto, le persone in zone di conflitto, le persone comuni, e qui mi fermo, cosa dovrebbero dire? Che non desiderano a sufficienza un futuro migliore? Ma per favore.
January 4, 2026
Io adoro Nora Ephron dal giorno in cui ho visto per la prima volta 'Harry, ti presento Sally...': non solo è diventato uno dei miei film preferiti, ma mi ha anche fatto conoscere una delle mie fonti di ispirazione, un'artista che ha sempre saputo esprimersi in maniera unica.
Questo libro omaggia la sua eredità artistica inquadrandola soprattutto dalla prospettiva della cucina, una delle sue grandi passioni, dal modo in cui ha parlato dell'argomento nei suoi articoli e saggi a come ha affrontato la tematica nei suoi libri e film, con tanto di ricette da provare a rifare.
Che dire, ci voleva un libro del genere su Nora Ephron in italiano, scritto da qualcuno che l'ama e voleva parlarne a 360° gradi, concentrandosi sulle diverse relazioni che ha avuto, di come intendeva l'amore e il romanticismo, il suo rapporto con la scrittura e con il femminismo, così come tutti gli insegnamenti che ci ha lasciato (ora non vedo l'ora di provare a rifare le ricette!)
Questo libro omaggia la sua eredità artistica inquadrandola soprattutto dalla prospettiva della cucina, una delle sue grandi passioni, dal modo in cui ha parlato dell'argomento nei suoi articoli e saggi a come ha affrontato la tematica nei suoi libri e film, con tanto di ricette da provare a rifare.
Che dire, ci voleva un libro del genere su Nora Ephron in italiano, scritto da qualcuno che l'ama e voleva parlarne a 360° gradi, concentrandosi sulle diverse relazioni che ha avuto, di come intendeva l'amore e il romanticismo, il suo rapporto con la scrittura e con il femminismo, così come tutti gli insegnamenti che ci ha lasciato (ora non vedo l'ora di provare a rifare le ricette!)
May 6, 2025
La biografia di Nora Ephron, regista, produttrice cinematografica, sceneggiatrice, scrittrice e giornalista, ci dipinge la figura di una donna brillante dai mille talenti. Fra i suoi film da regista ci sono commedie romantiche famosissime come “insonnia d’amore”, “ C’è posta per te”, “Vita da strega”, “Julia e Julie” che furono anche fra i miei preferiti da adolescente.
Nata il 19 maggio del 1941 e morta nel 2012 a causa di una leucemia, fece parlare di sé anche per i suoi tre matrimoni e per la sua passione smisurata per la cucina, con la quale amava coccolare e prendersi cura degli amici. Tra i tanti aneddoti raccontati l’autrice pubblica anche le sue ricette più amate, più apprezzate che, insieme alla scrittura, l’aiutavano a superare le difficoltà della vita.
Non conoscevo nulla della vita privata di questa donna dalle grandi capacità ed è stato un vero piacere scoprire quante cose è riuscita a fare e quanto è stata amata da colleghi e amici.
I cinque capitoli, dedicati ognuno a un tema preciso, permettono di comprendere la personalità di Nora e la sua grinta.
Una lettura piacevole e interessante che ti fa venire voglia di cucinare guardando una dei suoi romantici film.
November 30, 2024
Libro molto interessante, le ricette soprattutto (proverò a farle) ma anche la vita di Nora!
December 24, 2024
una spaccato della vita di Nora
Molto interessante
Molto interessante
March 30, 2025
Idea molto carina, ma troppe, troppe, troppe ripetizioni di fatti già affrontati. Peccato!
August 22, 2026
Per chi ha amato i suoi film, ogni pagina di questo libro corrisponde a un'immagine e un sapore ben precisi. Tutto questo grazie a una scrittura fluida e avvincente.
Displaying 1 - 9 of 9 reviews







