Ad un certo punto della sua vita, in un momento di crisi morale e culturale, Petrarca impegna tutte le sue forze in un'impresa ambiziosa: mettere al centro della produzione letteraria la sua persona, il suo "io". Nasce così il grande progetto di un'autobiografia ideale, affidata a più libri, composti coi frammenti di quella sparsa produzione a cui si era dedicato fin dalla giovinezza. Nello stesso giro di anni concepisce dunque le raccolte epistolari in versi e in prosa e i "Rerum vulgarium fragmenta". Passerà un quarto di secolo prima che il Canzoniere trovi, negli estremi mesi di vita del Petrarca, il suo assetto definitivo.
Ricostruzione dettagliata della vera storia del "Canzoniere", in linea con gli studi di F. Rico, ottima sintesi delle diverse possibilità interpretative, sempre equilibrato e circostanziato Santagata. Sguardo lungo che poggia sulla tesi della " mutatio vitae" e sulla palinodia, ripercorrendo il ritratto ideale, costruito da Petrarca, di se stesso, attraverso tutti i suoi scritti. Utilissimo per capire un letterato nuovo, in parte ancorato al Medioevo, ma nella restante anticipatore dei nuovi tempi. Dalla simbologia numerica al dissidio interiore, un percorso affascinante che rende ai miei occhi il caro Petrarca ancora più suggestivo.
Petrarca, dai tempi delle superiori, è sempre stato per me quel poeta un po' noioso, sempre recluso e fissato con il diventare il poeta supremo. Un personaggio noioso e poco interessante.
Questo libro di Marco Santagata mi ha fatto cambiare idea. Non fatevi intimorire dall'argomento: è scritto benissimo, mai davvero ostico o criptico, e scorrere le sue pagine è un vero piacere.
Quando le letture universitarie occupano tutto il tempo disponibile, si spera sempre che almeno ne valga la pena... Così è stato per questo volume. L'autore offre una visione d'insieme chiara e permette di approcciarsi ad un testo cardine della nostra letteratura in maniera affascinante.