La resa dei conti è giunta. Hakon e Miriam, insieme al piccolo esercito composto da Guardiani e creature della notte, si preparano ad affrontare il rituale che secondo la profezia porterà il Regno del Caos sulla Terra. La telepate dovrà combattere contro la presenza insistente di Elon, sempre più vicina a prendere il controllo del suo corpo. Aborym, il Fuoco Distruttore, ha reciso il patto che lo legava al negromante e, contro ogni aspettativa, è rimasto ad aiutare gli umani. Il motivo porta il nome di Ariela Jensen, l'archeologa che ha inconsapevolmente rinvenuto i megaliti magici di Göbekli Tepe. La ragazza, tenuta sotto stretta sorveglianza e costretta a collaborare con i Guardiani, non sa che l’uomo da cui è attratta è uno dei demoni più potenti di tutto l’inferno. Ma, quando ciò per cui hanno lottato va in pezzi, cosa saranno disposti a sacrificare per salvare il mondo dall’apocalisse?
* Sesto volume della serie La Stirpe del Caos. Questo titolo è preceduto da "Furor" (vol. I), "Lykos" (vol. II), Æternum (vol. III), Damnatus (vol. IV) e Chimera (vol. V) di cui si consiglia la lettura per una migliore comprensione del romanzo. * La serie è conclusa.
Avvertenze: questo romanzo contiene scene di sesso esplicite. Se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole. Inoltre, sono presenti scene di violenza che potrebbero urtare la sensibilità del lettore.
Sono trascorsi esattamente quattro anni da quando è iniziata la mia “avventura” con “La stirpe del Caos” e tutti i suoi personaggi e, dopo tutto questo tempo, non posso che affermare che il mio amore per ognuno loro e il mio interesse non è mai scemato. Non c’è stata coppia che non mi abbia affascinato e fatto volare con la fantasia cosa che non sempre è scontata visto che tendo a perdere interesse quando ho la sensazione di leggere sempre le stesse dinamiche. In questo caso no, non è accaduto. Sarà dipeso dalla voglia di scoprire come avrebbe potuto salvarsi il mondo dall’avvento del Caos oppure dal fascino sprigionato dai vari personaggi fatto sta che ogni volta che ho finito un libro mi sembrava di non poter fare a meno di averne ancora e di più.
Una delle tante cose belle di questa serie è la sua coralità, certo ogni libro ha una sua coppia che emerge fra le altre e aiuta chi le ha precedute a trovare una soluzione ma il fatto di rivederle tutte è un qualcosa che per me non ha prezzo. Quando ci si innamora di un personaggio si ha sempre voglia di sapere come sta, cosa stanno facendo, come sta evolvendo e, vi assicuro che con la “Stirpe del Caos nessuno dei vari personaggi rimane indietro. Tutti concorrono a salvare il mondo, quindi, libro dopo libro si ha modo di conoscerli a fondo, di svelare ogni loro più piccola sfumatura di vederne il bello e il brutto. Ed è proprio per questo motivo che amavo già Aborym e Ariela, i protagonisti di quest’ultimo libro, loro forse più di tutti gli altri sono stati presenti fin dall’inizio. Anzi, per certi versi si potrebbe dire che è “grazie” ad Ariela e alla sua scoperta del sito di Göbekli Tepe che tutto ha inizio, quindi, mi è sembrato logico che fosse la sua storia o meglio il suo amore per Rym a mettere il punto finale di una serie che è stata un vero è proprio tsunami di fatti e sentimenti. In questa serie più che in altre ho imparato ad amare chi è diverso, chi è stato malvagio e poi si è redento, chi agli occhi del mondo appare nelle vesti di un mostro e poi dimostra di avere l’anima di un angelo.
Rym è proprio così, lui è un Demone di cui hanno paura anche gli altri Demoni, per la sua natura non ci è dato sapere tutta una serie di cose ma è poco ma sicuro che un suo battito di ciglia potrebbe distruggere tutto quello che il mondo conosce. É nato quando l’universo intero era governato dal Caos, averlo dalla propria parte potrebbe decretare la vittoria o la sconfitta. Per mesi ha vissuto con tutta la “banda” che lo ha sempre temuto per i suoi poteri ma che si sentiva al sicuro fidandosi del fatto che non potesse nuocere a nessuno di loro per il legame che lo univa allo stregone. Solo che ad un certo punto questo legame è venuto a mancare e Rym avrebbe potuto andare per la sua strada e infischiarsene di tutto, tanto per lui non sarebbe cambiato nulla. E, invece, qualcosa in quei mesi è cambiato anche per Rym e questo qualcosa si chiama Ariela, la bella archeologa che sembra far vibrare qualcosa che non sapeva nemmeno di avere dentro di sè.
Non sto qui a raccontare altro, non voglio rovinare a nessuno la bellezza della scoperta ma non posso evitare di dire che se i precedenti protagonisti mi avevamo ammaliato, Rym mi ha letteralmente rubato il cuore con la sua dolcezza, con la sua ingenuità, con quella cappa di purezza che lo avvolge. Vi sembrerà strano che io dica questo di lui che è un demone più antico dell’universo, un essere che rappresenta la guerra e la morte in tutte le sue forme più temibili eppure lui è puro, per lui non esiste differenza tra bene e male, ha conosciuto solo i suoi istinti, solo quello che gli chiedevano coloro che lo invocavano dall’aldilà. Ma la convivenza con altre specie, chi umano, chi sovrumano e, soprattutto la presenza e l’amicizia di Ariela, hanno acceso un lui un fuoco che nulla ha a che vedere con la distruzione e la morte. Un passo alla volta Rym scopre quando sia importante e bello avere un’anima, anche se questa sua scoperta potrebbe annientarlo per sempre.
Basta, non devo dire più nulla se non che il capitolo finale della serie mi ha fatto piangere come una bambina. C’è qualcosa che non perdonerò mai all’autrice anche se ne ho compreso le ragioni e, in tutta onestà, forse se fosse andata in modo diverso non l’avrei apprezzato nel modo in cui ho fatto. Quindi, non posso che iniziare questa serie e leggerla tutta d’un fiato, è bella, non convenzionale, adrenalinica, passionale, e sempre, sempre e ancora sempre piena di alti valori umani lanciati anche e soprattutto da chi meno ci aspettiamo.
Quante aspettative avevo su questo quinto volume della serie "La stirpe del caos". Innanzitutto perché è quello conclusivo e poi perché il protagonista principale è Rym, il demone del fuoco, la figura che più mi aveva incuriosita fin dal primo volume.
Ora sono qui, con il libro in mano, gli occhi gonfi, una malinconia struggente (perché salutare questo mondo plurisfaccettato e complesso con tutti i suoi magnifici personaggi non è stato affatto facile) e tantissime emozioni contrapposte e in battaglia tra loro da dover gestire.
Mi è piaciuto? Indiscutibilmente e infinitamente.
Leggerlo è stato un tumulto di sensazioni molteplici che si rincorrevano.
Non manca nessuno, ogni protagonista e ogni figura importante, incontrata nel corso della serie, compare e fa sentire il suo peso! La narrazione corale è
splendidamente dosata, in grado di non lasciare nessuno indietro e di dare comunque compattezza ed equilibrio al racconto degli eventi.
Il ritmo è stato più calmo del previsto, lo scontro è solo alla fine, ma per arrivarci sono passata sotto le forche caudine della paura, della rabbia, dell'impotenza.
La speranza serpeggia tra queste pagine, a volte timida, a volte frenetica.
Se la battaglia vera e propria si concretizza solo alla fine, quella emotiva tra umanità e demoniaca potenza è presente, pulsante, impossibile da non avvertire
e sperimentare come se fosse nostra.
Mi sono innamorata perdutamente di Rym, del suo enorme potere, della sua ingenua perplessità nell'affrontare ciò che gli sta succedendo, del suo coraggio e del suo animo così inaspettatamente semplice, perché privo di qualsiasi finzione, eppure così complesso e vitale.
Mi sono innamorata di Ariela, perché ci vuole un cuore limpido per vedere oltre le differenze spaventose.
Ho pianto, perché il finale miete le sue vittime, perché nulla è nessuno sarà più come prima e, giunta alla parola fine, sono rimasta dolente ma felice. Questa serie è davvero magnifica!
La Ferres non si perde mai. Sa affondare il coltello fino in fondo, portare alle estreme, ma giuste, conseguenze ciò che ha creato, accompagnare il lettore alla svolta finale che arriva inattesa ma, a ben vedere, inevitabile.
La scrittura è, come sempre, pulsante e vivida, ma qui, più che negli altri volumi, sa divenire poetica e densa di emozioni commoventi.
E, si chiederanno coloro che ben conoscono questi volumi, la coppia "Mai 'Na gioia", alias Miriam e Hakon? Leggere per sapere, ovviamente!
Ed eccoci all’ultimo libro. È stata la fine di un viaggio in un cui ho lasciato un pezzo di cuore, veramente. Non mi succedeva da quando ho letto la saga di Green Creek di trovare una famiglia tra le pagine. Le relazioni che si sono create, le amicizie instaurate, le perdite che hanno segnato i protagonisti e ogni sacrificio compiuto li ha portati al momento in cui tutto si è concluso, in un modo o nell’altro. Rym non mi ha delusa, per niente. La sua relazione con Ariela forse è stata la più pura, spontanea e senza intoppi, perché effettivamente è stato anche il viaggio di Aborym verso la scoperta della sua umanità, e verso ciò che gli umani chiamano amore. Ariela non si è mai data per vinta su di loro, nemmeno quando lui ha rivelato completamente ciò che era, perché nonostante le fattezze era sempre il demone che aveva imparato ad amare.
Ho pianto. Tanto. Sono distrutta e dilaniata, ma era tutto necessario. O almeno sto cercando di convincermene. Scrivo questa recensione con gli occhi ancora un po’ lucidi, ma così tanto pieni di amore per tutti i personaggi che un po’ la tristezza evapora.
"Voglio stare con te, Ariela. Voglio toccare ogni parte del tuo corpo, voglio affondare la faccia nei tuoi capelli mentre dormi. Voglio continuare a scoprire quanti sorrisi diversi riesci a mostrare al mondo, quanti riesci a farne fare a me. Voglio immaginare come sarai tra dieci anni. No, voglio essere lì con te tra dieci anni e vederlo con i miei occhi. Voglio scoprire se posso amare. Se posso amare te, perché voglio farti sentire amata."
recensione a cura del blog “Libri Magnetici" by Ila «Un angelo…» Un angelo?! Sul serio? Era davvero ironico che l’avesse scambiato per una creatura che non esisteva davvero. Ma Rym conosceva il significato che gli umani davano a quelle figure e riuscì a stento a reprimere un mezzo sorriso. «Offriresti la tua anima a un angelo?» mormorò piano.
Cari Magnetici, se ogni cosa ha un inizio deve necessariamente avere una sua conclusione e questo si applica a tanti aspetti della vita… in questo caso parliamo della serie “La Stirpe del Caos” che trova in questo sesto libro il suo finale.
Il libro è dedicato alla storia di Rym e Ariela, ma è il canto del cigno di tutti i personaggi, il modo in cui decidono di congedarsi da noi.
Il mondo è alle soglie della distruzione eterna e solo un manipolo di immortali appartenenti alle varie razze si erge come ultima linea di difesa. Sono i personaggi che abbiamo conosciuto ed imparato ad amare nei libri precedenti a cui, appunto, si aggiunge anche la figura del demone Aborym, ormai totalmente sciolto da ogni legame, ma ancora intimamente coinvolto nella causa che sta coinvolgendo quelli che ha imparato nel tempo a chiamare amici.
Per un demone millenario che vive di distruzione niente dovrebbe essere più gratificante dell’annientamento che il caos può portare, eppure Rym ora ha qualcosa da difendere, ha compreso che, nonostante i millenni vissuti, la sua vita ha acquistato significato solo dal legame creato con la più improbabile delle creature, una umana.
Era sempre stato solo. Non sarebbe stato possibile il contrario, giacché, quando non usava una forma fisica, era soltanto un’entità astratta. Un’idea, una volontà. Un vento di distruzione in grado di percorrere gli oceani, i deserti e gli animi umani. «E comunque» riprese lei, «che intendi con “corpo dalle sembianze umane”?» «Questo non è il mio vero aspetto.» Gli occhi della ragazza si allargarono. «Oh.» Un angolo della bocca si levò in alto. «Adesso capisco. Sei così bello per attirare noi sprovveduti e… ehm, cos’è che fai esattamente?» «Mi nutro di anime.» Doveva pur dirglielo a un certo punto. «Ah.» Ariela sembrava congelata sul posto. «Hai mai pensato di mangiare la mia?» «In continuazione.»
Rispetto ai due protagonisti devo dire che, loro malgrado, restano un po’ schiacciati dal resto della storia corale che deve necessariamente concludersi, hanno entrambi delle ottime potenzialità e mi sarebbe piaciuto vederli in un libro in cui il focus fosse totalmente su di loro, ma giocoforza sono capitati nell’ultimo volume di una saga che aveva molto da dire per potersi concludere. Ho apprezzato che comunque l’autrice si sia presa il tempo di parlarci un po’ di loro al presente e al passato prossimo per farci comprendere il loro legame, così come ho amato avere dei camei di tutte le altre coppie che hanno animato i volumi precedenti.
Ci sono tanti interrogativi che esigono una risposta, tante situazioni potenzialmente devastanti che devono essere comprese la situazione di Miriam e Haakon in primis, che, lo abbiamo capito, sarà l’ago della bilancia e determinerà il futuro del mondo. Il non aver ancora compreso la natura della loro nuova situazione è una incognita che ormai ci perseguita da molto tempo e che, lo sappiamo potrebbe essere la soluzione finale in più di una accezione. La consapevolezza è che, arriveremo ad un finale e questo è chiaro, ma non sapremo fino alla fine il prezzo che dovremo pagare.
E qui pare giusto parlare di scelte, sia in termini di quello che decideranno di fare i personaggi della loro storia, sia in termini di ciò che l’autore decide sia meglio per la sua opera. Possiamo essere d’accordo o meno, possiamo realisticamente cercare di capire come sia coerente la scelta fatta in relazione al personaggio, quello che non possiamo dire al nostro cuore cosa provare ed è giusto così.
«Cercami tra le fiamme, Ariela. Sarò sempre lì a riscaldarti, a illuminare le tue notti, a prendermi cura di te.» quattro petali
Sesto ed ultimo catolo della Stirpe del Caos. 😭😭 Waaw... ho pianto e mi sono commossa piu spesso di quello che pensavo, ho sperato un sacco e mi sono disperata anche di più, dopo 6 libri non puoi non affezionarti a loro. Eccoci dunque pronti a conoscere Aborym, lo aspettavo almeno dal libro su Yamir, e non ho aspettato invano, che meraviglia. Il suo essere demone mi ha conquistata di pari passo alla sua inesperienza sugli umani, l'autrice ha saputo usare le parole giuste al momento giusto, creando nel lettore l'esatta sensazione di inesperienza e confusione provata da Rym; lui e Ariela mi hanno tenuta incollata alle pagine, fino alla fine.... Anche Miriam e Hakon sono alle fasi finali, lei vicinissima al flash over, strattonata da bene e male, i divoratori sono arrivati ormai ovunque, e' il momento di scendere in campo ed unire le forze, posso davvero dire che se all'inizio di questa avventura non simpatizzavo per lei, ora non potrei che darle un grande abbraccio, ne ha passate davvero tante povera ragazza, il suo personaggio e cresciuto e si e evoluto, ma lei e rimasta l'ostinata italiana che abbiamo imparato a conoscere ed amare, ha sempre cercato di nascondere le sue fragilità, ma dovrá fidarsi dei suoi compagni. Grazie dell'epilogo, mi ha scaldato il cuore, grazie della copia, grazie della collaborazione, grazie di aver sempre sopportato gli scleri, è stato un viaggio bellissimo ed intenso, sono onorata di averne fatto parte. 🙏🏻 Questo volume parla di morte e distruzione, le cose stanno evolvendo ormai piuttosto in fretta, ma questo dolore viene strategicamente e meravigliosamente controbilanciato dall'amore, (ci sono delle frasi profonde e meravigliose a riguardo) e dalla speranza, perche si sa: ''L'amore e il morbo piu potente di tutti. Colpisce anche chi dovrebbe esserne immune.'' @m.d.ferres mi ha conquistata anche questa volta, la sua scrittura è coinvolgente, ed intrattiene con i colpi di scena, salto nella storia senza nemmeno accorgermene, è difficile salutarli e mi mancheranno, qualcuno più di altri 💔. Giunti a questo punto posso affermare che Aeternum è stato il mio libro preferito, ma Rym puoi tranquillamente sedersi alla destra di Goliath..
L’ultimo volume di questa serie meravigliosa ci porta a conoscere il vero significato della profezia, la sorte del mondo e del nostro gruppo preferito nonché l’ultimo componente di questa squadra: Aborym o semplicemente Rym.
Con la sua scrittura scorrevole M. D. ci porta nel complicato mondo di un demone che ha “scelto” la forma umana per combattere la profezia e che potrebbe iniziare a provare emozioni sconosciute che non credeva gli fosse permesso sentire data la sua natura.
Lo stile unico dell’autrice ci da l’opportunità di esplorare il modo di vivere di un demone con tutti i vincoli a cui è costretto quando viene evocato. Inoltre, ci porta alla continua scoperta di quanto vuole realizzare la setta di Elon, della chiave della profezia e di quello che Rym e gli altri sono disposti realmente a fare per salvare il mondo.
E’ stato un ultimo libro coi fiocchi: ricco di adrenalina, curiosità, emozioni e con tutte le risposte alle domande del lettore. Arrivare alla fine sarà dura, sapere che si stanno per lasciare personaggi che vi hanno accompagnato per tanto tempo, renderà il distacco ancora più doloroso.
Se poi ci aggiungete che i protagonisti principali di questo volume, Rym e Ariela, sono la cosa più bella e dolce che potreste trovare alla fine del mondo… beh, fate un po’ voi i calcoli!
Personalmente, sono ancora in fase di ripresa dopo la fine della lettura e credo che sarà una lunghissima fase perché l’autrice ha creato un mondo troppo stupendo e a ogni libro ci ha aggiunto qualcosa in più fino ad arrivare a “Prometheus” che resterà impresso nei vostri cuori per sempre.
Le parole non renderanno mai abbastanza giustizia alla serie perciò non mi dilungo e vi consiglio semplicemente di leggerla e amare i suoi personaggi. Per l’ultima volta, purtroppo, ringrazio M. D. Ferres per averci regalato la Stirpe del Caos e tutti i suoi personaggi e le auguro il meglio per il suo futuro.
Ringrazio anche le mie compagne di avventura, Maura e Laura, e le aspetto per i prossimi viaggi assieme.
Recensione Rym dal primo istante in cui ha visto l'archeologa Ariela ne è rimasto colpito perché lei emette una luce abbagliante mai vista prima. "𝐀𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐨𝐬𝐢, 𝐦𝐚 𝐦𝐚𝐢 𝐮𝐧 𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐬𝐨. 𝐄 𝒎𝒂𝒊 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐞𝐧𝐢𝐬𝐬𝐞 𝐝𝐚 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞". Ariela è sicura del fatto che le stiano mentendo e che ci sia qualcosa di strano ma non riesce a capire di cosa si tratti. "𝐈 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐦𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐮𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐥𝐚, 𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐫𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐳𝐳𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐬𝐮𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 - 𝐬𝐞𝐩𝐩𝐮𝐫 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐫𝐝𝐚 - 𝐬𝐩𝐢𝐞𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞".
La storia è incentrata su Rym e Ariela ma naturalmente ci sono anche tutti gli altri protagonisti. Il demone e l'archeologa sono agli antipodi ma nonostante questo, si compensano a vicenda.
I pov spiegano esattamente ciò che provano, pensano e vivono i personaggi. Le descrizioni sia delle scene che della caratterizzazione dei personaggi e delle creature sono minuziose poiché l'accuratezza dei dettagli è tipica di ogni libro di questa autrice e garantisce una lettura approfondita.
✳️ Ringraziamo l'autrice per averci inviato la copia per la lettura in anteprima di questo libro. Recensione completa a cura di Michelle nella nostra pagina Facebook "Booksarelife - i Libri sono Vita". Di seguito l'ordine di lettura La Stirpe del Caos: Furor - vol. 01 Lykos - vol 02 Æternum - vol. 03 Damnatus - vol. 04 Chimera - vol. 05 Prometheus - vol 06
Siamo arrivati al termine dell’avventura di quelli che ormai sono diventati nostri amici:Miriam e Hakon sono alle prese con la gravidanza della donna, il suo AlterEgo minaccia di prendere possesso del corpo di lei ed Elon è sempre più vicino. Il mondo rischia di piombare nel Caos.
Protagonisti di questo romanzo sono Rym, demone della distruzione, e Ariela, la dolce archeologa che, involontariamente, ha dato inizio a tutto. Cosa potranno avere mai in comune un essere appartenente agli Inferi e una mortale? Beh, l'autrice è stata bravissima a farci vivere l’evoluzione della loro storia in modo così naturale che niente sembra sbagliato. Dettagli, descrizioni, ambientazioni, tutto è scelto con cura maniacale per non lasciare niente al caso. Viviamo la passione dei due personaggi che cresce giorno dopo giorno, il loro rapporto di complicità che si fa sempre più stabile. Diamo un nuovo significato al termine “sacrificio.” Ci disperiamo perché il mondo che conosciamo sta per finire e non sappiamo come i personaggi verranno tirati fuori da una situazione così catastrofica. Piangiamo i caduti, sì avete capito bene, preparate i fazzoletti per raccogliere lacrime amare.
Un finale esplosivo come altro non poteva essere, che ci lascia col sorriso sul volto e il cuore un po’ più leggero, ma anche con un mucchio di malinconia perché lasciare andare i nostri amici di carta non è mai semplice. Una serie che, se non avete recuperato, dovete assolutamente leggere.
Prometheus è un romanzo che mi ha fatta emozionare, imprecare, sorridere, sperare e anche fatto scendere una lacrimuccia 🖤 Si tratta del volume conclusivo della serie paranormal romance della fantastica M. D. Ferres, che ringrazio di cuore per avermi omaggiata di una copia in anteprima 😍
Prometheus è intenso, pieno di colpi di scena che tengono il lettore con il fiato sospeso e lo sguardo incollato alle pagine che scivolano via veloci, coinvolgenti, anche quando succede qualcosa di tanto inaspettato quanto necessario per dare quel quid in più a una serie che conferma ciò che penso dell'autrice fin dall'inizio di questa avventura: siamo davanti alla regina del paranormal romance italiano!
4.5 ⭐ Uno dei personaggi maschili più interessanti della serie , le aspettative erano molto alte e non sono state disattese. Bella conclusione di serie , mi è piaciuto tanto anche l'epilogo , che ci ha dato una proiezione di quella che sarà il futuro di tutte le coppie della serie. Attendo di leggere altro di quest'autrice
Degno finale della saga dei figli del caos. Si ripercorre l'ultimo periodo dal punto di vista di Rym, fino alla chiusura con lo scontro finale. Bello anche l'epilogo.
💥🌪️ Avevo aspettative altissime per questo sesto volume della serie La Stirpe del Caos? Si sono state tutte rispettate? Assolutamente sì, con tanto di piantino nei momenti che a me non mi sarei aspettata. Voglio fare una menzione, questo libro non racconta soltanto la storia Di Rym e Ariela. Prometheus, è un atto finale che racchiude una battaglia tra il cuore e il dovere, doloroso e anche inaspettato.
⭐ per quanto i protagonisti principali sono il nostro Rym ormai libero, e la nostra ultima speranza l’archeologa. Tutti i personaggi che abbiamo amato nei volumi precedenti ritornano, contribuendo a una narrazione corale, intrisa di speranza verso un declino che si respirava anche dal penultimo. Il ritmo della storia è più colmo di inesperienza per i nostri due protagonisti che si affacciano in un mondo sull’orlo del crollo. Tuttavia, la tensione emotiva, che respiriamo non è soltanto singola ma collettiva; ciò che rimane dell’unica è l ultimo baluardo contro i demoni del Caos.
Non nego che il libro è stato un mix tra prime esperienze e pianti per personaggi che come sempre, quando amiamo non vorremmo mai che ci lasciassero. M. D. Ferres è riuscita a creare una saga paranormal Romance che ha tutto ciò per cui deve essere adorata, ma non per la sua perfezione ma per la sua coerenza nella storia, perché tutto ha un prezzo anche l’immortalità.