È il 2055 e ormai è troppo tardi: cambiamento climatico, guerre, carestie e una nuova grande estinzione di massa segnano il rovinoso appassire della vita sul pianeta, un disastro annunciato di cui nessuno ha voluto riconoscere le avvisaglie. Cleo è testimone della tragedia dalla sua casetta nel sud dell’Inghilterra. Ormai è vecchia e stanca e l’entità della catastrofe così grande che nemmeno sente di percepirne più l’orrore. Eppure, sa che dietro il collasso ecologico si nasconde qualcosa di più antico, un’entità talmente inconcepibile da aver influenzato la vita sul pianeta solo scegliendo di dormire per un po’. Ma il sonno del titano è finito, e mentre la natura morente ha ricominciato a cantarne il nome, la comunità in cui Cleo vive inizia a cambiare. Adam Nevill usa la consolidata tradizione dell’orrore cosmico per ridefinire l’agentività dell’essere umano di fronte a disastri ecologici su larga scala e dare una forma alla minaccia esistenziale di una fine improrogabile.
ADAM L. G. NEVILL was born in Birmingham, England, in 1969 and grew up in England and New Zealand. He is an author of horror fiction. Of his novels, The Ritual, Last Days, No One Gets Out Alive and The Reddening were all winners of The August Derleth Award for Best Horror Novel. He has also published three collections of short stories, with Some Will Not Sleep winning the British Fantasy Award for Best Collection, 2017.
Imaginarium adapted The Ritual and No One Gets Out Alive into feature films and more of his work is currently in development for the screen.
Un'idea molto interessante che nel suo sviluppo è riuscita a mettermi la giusta dose di ansia e paura. Con il pretesto del fantastico l'autore ci mette davanti la situazione terribile che stiamo vivendo a livello climatico senza neanche accorgercene. Il finale è ben delineato, ci appare chiaro fin da subito, ma le sfumature sono importanti. In qualche modo l'umanità sopravviverà? Un punto in più per l'età della protagonista: vorrei più storie che vedono gli anziani al centro della scena!
Proprio come la marea nel titolo, la storia e il ritmo in questa novella montano andando avanti con le pagine. All'inizio, l'orrore è presente in forme terribilmente pragmatiche e quotidiane: l'ecoansia, le guerre, i popoli costretti a emigrare, le malattie zoonotiche, la sovrappopolazione della Terra. Andando avanti, comincia a farsi sentire un orrore più lovecraftiano, cosmico, che va oltre persino il peggiore dei mali causati dall'uomo. Un orrore che sembra quasi "deresponsabilizzare" l'essere umano dalle sue colpe verso il pianeta, ma che al contempo lo rende partecipe del termine dell'Antropocene. E per concludere, anche la vecchiaia, la malattia, la solitudine possono fare tanta paura quanto la fine del mondo. Rendono più fragili, più facilmente manipolabili, e nell'ultima parte del libro fanno emergere delle atmosfere quasi alla Midsommar.
La protagonista, in quanto donna anziana e donna di scienza, offre un punto di vista che non si trova spesso nelle storie. La sua voce, come quella delle sue parenti nelle generazioni prima di lei, rimane inascoltata fin quando non diventa impossibile da udire perché soverchiata da suoni e urla ben più fragorose.
Una storia che fa paura a più livelli e che mette tanta angoscia per il futuro prossimo dell'umanità. Da non leggere ad agosto o comunque con più di 25° C.
un'anziana scienziata che porta su di sé la maledizione di una precoce demenza congenita e del parallelo dono di sentire *il nome* che presagisce Apocalisse. PAZZESCHISSIMO. cupissimamente lovecraftiano. un sacco di fossili.
“Potrei dimenticarmi di dirti tutto questo. Potrei distrarmi, o continuare a dormire quando mi visiterai la prossima volta. Ma visto che oggi pomeriggio la mia mente è particolarmente lucida, sento di doverti delle spiegazioni, così che tu possa dare un senso alle diverse storie che ti ho raccontato negli ultimi due anni; storie sulla mia famiglia e sul nostro lavoro in questa baia.”
Potrebbe dimenticarsi, Cleo. Perciò scrive una lettera. La scrive per la sua domestica e la scrive per noi. Perché dalla sua casa sulle costi inglesi Cleo vede il mondo del nostro futuro andare in pezzi. Potrebbe dimenticarsi, Cleo. E potremmo dimenticarci anche noi che quanto stiamo leggendo è “solo” un racconto di fantasia. Lo è davvero? Guerre, estinzioni, cambiamento climatico, paleontologia, sette, rituali, mutazioni. Adam Nevill, per bocca di Cleo, ci racconta con dovizia di dettagli scientifica tutto ció che nel 2055 andrà storto - tutto ciò che già ora ha intrapreso il sentiero della distruzione. E sullo sfondo la follia della famiglia di Cleo e il Nome. Che non viene mai pronunciato ma che viene descritto con tentacolare precisione nelle prime pagine del racconto. Una lenta marea oscura è senza dubbio un’opera lovecraftiana. Lo è a tal punto da aver ereditato dai racconti di Lovecraft la più inquietante delle caratteristiche: ti resta in testa, anche e soprattutto dopo che lo hai letto, anche se nello scorrere delle pagine trovavi tanti, troppi riferimenti ai Grandi Antichi del solitario di Providence. Rimandi che possono sembrare, a volte, persino eccessivo. Eppure il Nome, le suggestioni apocalittiche, il sussurrare che il nostro mondo, la sua vita e la sua morte siano scandite dal portatore del Nome, lasciarci intuire che la follia è l’unico minimo denominatore comune che ci resta, ecco tutto questo rende Una lenta marea oscura quasi meta-letterario. Le visioni di Nevill, soprattutto qui e soprattutto oggi, sono arrivate per restare con noi. A lungo.
Nevill inventa il creazionismo distruttivo di un Dio creatore-visitatore dalla furia cieca e folle. Un Dio destinato a distruggere la vita che egli stesso ha creato in un ciclo infinito di annientamento e rinascita. In questa crudele realtà i cambiamenti climatici sono le avvisaglie dell’imminente risveglio del Grande Antico.
Novella di "horror geriatrico", mi scuso con Nevill per l'ironica categorizzazione, che parte molto lenta e trascina le vesti fino alla lettera finale che vale tutto il racconto. Come sempre Nevill usa il folk e il suo stile asciutto per scrivere una storia davvero affascinante. C'è una grande costruzione iniziale e data la brevità del formato c'è il rischio di trovarsi in mano qualcosa di incompiuto o portato a forza verso il finale, ma per fortuna niente di tutto ciò accade. Il finale arriva, eccome, pesante e completo; e ringraziamo il cielo che esistono scrittori così!
Assolutamente sublime. Sono rimasta molto sorpresa quando ho letto che l'autore non era un naturalista/paleontologo, soprattutto per alcuni passi del romanzo, ma di sicuro si nota la sua bravura nello scrivere horror cosmico. Una piccola perla perfetta per la stagione. Se come me avete eco ansia, raga è il vostro pane, vi spaventerà per bene
Sbaglio o mi sto appassionando agli apocalittici "improbabili"?
In ogni caso ho apprezzato moltissimo il clima sovrannaturale, quasi stregonesco, che aleggia sull'intera storia (vista la lunghezza é un racconto breve più che un romanzo).
La storia segue l'ultima parte della vita di Cleo, una 75enne erede di una famiglia di grandi menti femminili che avevano scoperto l'esistenza di una creatura progenitrice che si sta pian piano risvegliando e che inizierà a reclamare la vita sulla terra.
Tra sogni disturbanti, religioni contraffatte e casi di psicosi questo é un libro piccolo, ma decisamente pregno.
Finito in un’oretta, non posso dire non mi sia piaciuto ma di sicuro avrei preferito che certi spunti venissero approfonditi un po’ di più (es: la coppia che vive nella “grotta”). Poi in generale trovo poco coraggiosa l’aggiunta dell’elemento “divino/magico” quando si parla di conseguenze del surriscaldamento globale.
Per il resto l’argomento lo trovo sempre affascinante e ho trovato molto originale il fatto che la protagonista fosse una signora anziana discendente di una stirpe di paleontologhe!
Premetto che non è il mio genere, ma essendo un volumetto così piccolo ho voluto provare, se il libro è bello e suscita emozioni il genere passa in secondo piano. 4 ⭐️ per la sua prosa e la storia, un approccio veramente particolare nell’amalgamare le suggestioni dell'orrore cosmico Lovecraftiano con le inquietudini umane generate dalla inesorabile discesa verso l'apocalisse ecologica che stiamo vivendo 0 ⭐️ perché è un omaggio a Lovecraft ma mi è mancata la note terrificante e inquietante tipica e necessaria in questi racconti Quindi facendo la media, 2 ⭐️ , però appunto, magari sono io
Libro facilmente dimenticabile. É un racconto poco strutturato dove non si riesce a empatizzare con la protagonista. L’autore cerca di rendere protagonista la descrizione del mondo a scapito del personaggio della protagonista. Il finale vuole colpire ma in realtà delude e basta. Non consiglio.