«C’è una tela struggente di Frida Kahlo che mostra una cerva dalla faccia di donna, che corre in un bosco. Il corpo è trafitto da frecce, come un san Sebastiano ferito, ma non soggiogato, mentre sul fondo si intravvede un mare in tempesta.» Quel dipinto per Dacia Maraini rappresenta idealmente la realtà degli abusi, dei femminicidi e più in generale la condizione di inferiorità cui le donne sono state condannate per troppo tempo. «Private di libertà e sottomesse, le donne hanno spesso introiettato il loro stato di inadeguatezza arrivando a considerarlo un fatto biologico. Bravissime a fare figli e accudirli, sono state considerate prive di un proprio pensiero e soprattutto di autonomia e libertà.» Per contrastare questa violenza, secondo la scrittrice che ha creato personaggi letterari femminili indimenticabili, occorre agire sulla cultura, sulle abitudini identitarie, sulle disparità di genere, sulla misoginia linguistica. Le ragioni dello scontro vanno ricercate nel mondo patriarcale in cui siamo ancora immersi e in cui è montata una rabbia vendicativa, una voglia di riportare l’ordine colpendo chi ha preteso indipendenza, riconoscimenti professionali e prestigio. Un percorso difficile e irto di ostacoli paragonabile a quello che ha portato alla conquista della dignità sociale ed economica degli operai contro gli industriali. Uno scontro tra poteri inevitabile e non diverso dalle rivolte dei contadini contro i feudatari, o dalle lotte dei democratici contro i proprietari di schiavi.
Dacia Maraini is an Italian writer. She is the daughter of Sicilian Princess Topazia Alliata di Salaparuta, an artist and art dealer, and of Fosco Maraini, a Florentine ethnologist and mountaineer of mixed Ticinese, English and Polish background who wrote in particular on Tibet and Japan. Maraini's work focuses on women’s issues, and she has written numerous plays and novels.
Alberto Moravia was her partner from 1962 until 1983.
Il libro si presenta, come dice il titolo, sotto forma di diario: una raccolta di brevi riflessioni dell'autrice legate spesso a fatti di cronaca nera italiana e internazionale. Ho trovato interessanti alcune idee dell'autrice, soprattutto considerando che buona parte di esse sono state espresse quasi 20 anni fa, quando ancora non c'era tanta attenzione alla questione di genere come oggi. Tuttavia, ho trovato questa raccolta di scritti a tratti un po' ripetitiva e non ho tanto apprezzato il formato "a diario", che mi è sembrato quasi un po' autocelebrativo. In ogni caso il libro si legge in un paio d'ore e contiene alcune riflessioni interessanti.
Ancora un saggio che racconta e analizza la situazione della donna? Sì, l'ennesima analisi che spiega e approfondisce, che non si limita a elencare i soprusi e le ingiustizie, ma cerca di dare delle risposte. E lo fa da oltre quarant'anni. Ed è attuale. Tristemente attuale e necessaria. Ancora. E l'autrice, donna straordinaria merita tutta la mia stima. Chi si è annoiato è complice e vigliacco.