Questo secondo romanzo di Irène Némirovsky è tutto incentrato sul complicatissimo rapporto madre/figlia e presenta tratti evidentemente autobiografici avendo avuto lei stessa una madre assente e anafettiva.
Nel primo dopoguerra, a Parigi, vive la famiglia Bragance: il padre è costretto a lavorare all'estero, le due figlie, Gabri la maggiore e Michette la piccola, crescono sole e abbandonate a se stesse, quasi dimenticate dalla madre Francone che ha come unico interesse la propria bellezza e il proprio piacere. Questo suo menefreghismo nei confronti delle bambine è purtroppo causa della morte di Michette, fatto che Gabri non potrà mai perdonarle "Da parte sua, non piangeva mai. Ma conservava sempre nel cuore l'immagine di Michette moribonda...e in lei si destava un rancore feroce, una sorta di odio abominevole."
Di colpo la sorte cambia e, grazie all'ingegno negli affari del padre, i Bragance diventano ricchi e l'esistenza di Gabri, se possibile, ancora più solitaria e triste, monotona e colma di risentimento "Soprattutto leggeva. Senza la lettura, la noia l'avrebbe fatta ammalare. I libri sostituivano per lei la vita reale."
Il disgusto della ragazzina per la madre frivola ed egoista aumenta di pari passò alla sua gelosia invidiosa e la vita pare proprio non avere clemenza riservandole incontri sbagliati e strade infide, Gabri di tutto incolpa la madre "Odiò la madre come l'aveva odiata la notte della morte... Era colpa sua; perché non l'aveva tenuta con sé, protetta? Quell'orrore, quella sconcezza, lei non li avrebbe mai conosciuti se la madre fosse stata una vera madre."
Un romanzo spietato e duro che scandaglia i lati oscuri e negativi del sempre complicato rapporto tra figlia e madre, stupisce la lucidità, la precisione e la profondità con cui la Némirovsky analizza l'argomento, considerato il fatto che questa è un'opera giovanile.
Con stile semplice, ma diretto e tagliente, la scrittrice riesce a trasmettere il dolore, la rabbia, l'impotenza e il senso di soffocamento di una ragazzina delusa e profondamente ferita dalla madre che, nonostante tutto, ama.