Questa è la storia di un segreto di famiglia che ne contiene altri. Di una traversata oceanica dall'Italia al Cile in cerca di fortuna. Di un'emigrazione dalla Sicilia alla Tunisia per le stesse ragioni. Di una ragazza cilena che arriva a Genova all'alba della Prima guerra mondiale. Di un giovane ingegnere navale che perde la testa per un'attrice di teatro. Di una compagnia di commedianti sudamericani che cela talenti straordinari. Di una coltellata che sfigura un uomo e distrugge una famiglia. Andrea De Carlo parte da una rivelazione sconvolgente per inoltrarsi in un'indagine che lo porta ai primi decenni del secolo scorso e poi ancora più indietro, alla fine dell'Ottocento. Poco alla volta, grazie a vecchie fotografie ritrovate, scritti, incontri, e un'ostinato lavoro di osservazione e deduzione, l'autore ricostruisce le vicende avventurose e drammatiche della sua famiglia. La geografia del danno è una storia vera raccontata come un romanzo, che pagina dopo pagina rivela quanto chi ci ha preceduti determini in parte chi siamo oggi.
Non lo so. Alla fine il libro lascia una sensazione di "è tutto qui?", come se una storia appena accennata si fosse sgonfiata per mancanza di indizi, come ci si dovesse arrendere ad un non sapere. Il problema di una storia vera è che non puoi inventare, forse è quello. Ma la storia è veramente tenue e costruita su poco. Resta l'interesse per chi ci ha preceduto, per le vite e le emozioni e i litigi e gli amori che han fatto che noi fossimo qui, adesso. Resta il fatto che siamo qui per una storia, per mille storie.
Amo Andrea De Carlo, la sua capacità di scrittura e le storie che, solitamente, racconta. Tanto da aver letto tutti i suoi libri e da correre ad acquistarli appena disponibili nelle librerie. Grande, pertanto, è stata la delusione provata leggendo "La geografia del danno", tanto da rischiare di non arrivare alla centosessantottesima pagina (per fortuna l'ultima di un libro dalla contenuta foliazione). Ho trovato debole questo presunto 'cold case' familiare, la descrizione della ricerca intrapresa dall'autore intesa a risalire alle ragioni che gli hanno impedito di conoscere la nonna paterna. E le tante (troppe!) domande rivolte a se stesso da De Carlo per cercare di capire le origini di un evidente sfregio presente sulla guancia sinistra del nonno materno, rivelato da una vecchia foto. Insomma, non una lettura appassionante. Peccato!
Un libro diverso da quelli a cui ci ha abituati lo scrittore (che confesso essere il mio preferito), si tratta infatti di una storia vera. Lo scrittore ha l’intento di raccontare la genealogia della sua famiglia. Ho apprezzato molto il racconto, in particolare gli aneddoti che rimandano ai fatti storici. Il linguaggio con cui racconta i fatti sembra portarci davvero a quei tempi e consente al lettore di immedesimarsi. Consigliato 👍
Lo spunto è interessante. Il racconto meno. Vi è un eccesso di domande, spesso senza risposte. Forse l'autore intendeva proprio privilegiare il senso della ricerca, piuttosto che la scoperta. Forse il podcast si fa preferire. Nel complesso è una lettura che è passabile ma non memorabile.
Premesso che Andrea De Carlo non è di certo un improvvisato nel mestiere dello scrittore, questo ultimo libro mi ha lasciato un po' delusa. L'intento era quello di ricostruire la storia della famiglia di suo padre, partendo dalla nonna, una figura avvolta dal mistero. Il libro si lascia leggere, è scorrevole ma è come se non si arrivasse ad una chiusura, la trama si sviluppa ma rimane lì, sospesa. Peccato.
Credo che Andrea De Carlo renderebbe autorevole ed interessante anche una semplice lista della spesa e, viste le origini e la varietà dei personaggi che compongono la sua genealogia, è comprensibile che si sia cimentato nel tentativo di ricostruirne la storia.
Temo però che l'intento di attenersi ai fatti reali abbia in qualche modo frenato la capacità narrative dei romanzi precedenti
Sono rimasta delusa perché speravo di ritrovare il De Carlo di Due di Due. Invece ho trovato una penna esitante e delle pagine vuote di emozioni. Il contesto storico appena evocato è stata la cosa più interessante del libro. Peccato, una storia così vicina allo scrittore eppure ne è rimasto a distanza di sicurezza.
Ho finito di ascoltare questo podcast. Devo confessare che la storia mi è piaciuta molto e chissà se leggerò il libro. Di Andrea decarlo non ho mai letto niente. Potrei iniziare...