Come può reagire il più grande profiler del mondo, colui che più di tutti sa gestire le parole e le emozioni, di fronte a un medico che gli «Mister Want, lei ha un cancro»? Quali risorse saprà mettere in campo per affrontare questa sfida? Anche perché nel frattempo, incredibilmente e forse per fortuna, la vita non si ferma, e un cliente molto speciale gli chiede una consulenza dalla quale sembrano dipendere le sorti dell'umanità. È Dio in persona, che gli domanda perché gli uomini, creati a sua immagine e somiglianza, si comportino tanto male. Si tratta di difetti di progettazione che rendono necessario distruggere tutto e ricominciare da capo o sono errori che si possono correggere? Comincia così il viaggio ultraterreno di Leonard Want, che dovrà sfruttare tutte le sue abilità per indagare e trovare risposta alla domanda di Dio. Un viaggio all'inferno che si fa anche racconto personale, in cui emerge, potente, il tema della malattia. Da cui può nascere uno spunto per «Cosa posso imparare da tutto questo? In che modo posso rendere utile quello che mi sta capitando? In che modo posso cambiare per far sì che quel che succede abbia un senso e non sia dolore inutile? Cosa posso fare di diverso, ora?». In Da adesso in poi, Paolo Borzacchiello traccia un percorso che passo dopo passo ci aiuta a rompere con gli schemi del passato, liberandoci dai sensi di colpa. Perché quello che Leonard imparerà dal suo viaggio all'inferno è che i nostri comportamenti non sono del tutto responsabilità semplicemente, siamo stati dotati di una tecnologia avanzata ma nessuno ci ha mai spiegato come farla funzionare al meglio. Però grazie a un uso più consapevole delle parole ci è sempre data una seconda possibilità. Non è mai troppo tardi per imparare a vivere, conta solo da adesso in poi.
Paolo Borzacchiello (Brescia, 1974) è uno scrittore, consulente e imprenditore italiano. Fra i massimi esperti di intelligenza linguistica applicata al business, da oltre quindici anni si occupa di studio e divulgazione di tutto ciò che riguarda le interazioni umane e in particolare modo il linguaggio. È tra i più quotati trainer e speaker nel mondo della comunicazione efficace e della vendita ed è il direttore di HCE University.
Sebbene i concetti affrontati siano profondi e articolati, e le conclusioni interessanti, ho trovato il libro nel suo insieme molto banale. Mi sono sembrate elementari sia la struttura del racconto che le argomentazioni portate per descrivere e scavare a fondo i concetti base delle “tappe del cammino”.
Premettendo che non ho mai letto Borzacchiello prima d’ora, sebbene ne conosca per fama le competenze in campo di comunicazione linguistica, questa moderna Divina Commedia riferita all’Inferno attuale che contemporaneamente vive l’autore, a causa della sua malattia, e la nostra società tecnologica, a causa delle storture che stanno ammorbando il mondo Occidentale (i social, la cancel culture, gli estremismi..), rappresenta un’opera originale e “sui generis” che sa come coinvolgere il pubblico e guidarlo dove vuole.
Perché alla solidarietà che si vorrebbe manifestare al protagonista che affronta il duro percorso delle cure oncologiche (ma anche solo, difronte al proprio male), al desiderio di scuoterlo e di fargli capire che la vita del genere umano non dipende da lui e dal suo operato (un tantinello iperbolico il nostro Leonard Want, ma del resto lo snobismo del profiler infallibile qui tocca vette elevate) si aggiungono i sani dubbi del lettore che si sente chiamato in causa ad analizzare se stesso ed il proprio agito per comprendere se possa aver commesso i peccati qui reinterpretati e per i quali è prevista la dannazione eterna. Si scopre quindi che ingozzarsi di fama e likes attraverso i social network, propinare fake news e truffe a poveri turlupinati, non seguire la propria vocazione, giudicare l’operato altrui, o semplicemente seguire programmi demenziali come Temptation Island o Grande Fratello invece che abbeverarsi di libri, sono peccati che fanno mettere in discussione persino Dio sulla bontà o meno della sua creazione.
Al di lá di questa estremizzazione voluta, al di là delle buone intenzioni dell’autore, mi chiedo come nessuno a lui vicino abbia potuto suggerirgli che la sua personale interpretazione dell’inferno dantesco è troppo piena di personaggi che circordano lo scrittore e la sua cerchia, ma che poco hanno a che fare con la gente comune. I semplici o coloro che faticano ad arrivare alla fine del mese difficilmente potranno trovare in questo libro un insegnamento efficace, non perché non siano utili i consigli che vi sono scritti, ma perché i peccatori che popolano i gironi infernali sembrano tutti arrivare da un preciso ceto sociale. L’autore scrive per gli agiati, coloro che possono permettersi di fermarsi a fare selfie a se stessi o ai posti chic frequentati, si focalizza sugli intellettuali che usano la schwa e quelli che lavorano negli uffici della Milano che conta, quelli che possono influenzare le masse e che possono permettersi di pagare le sue costose consulenze… tutto giusto, per carità, ci vorrebbe davvero qualcuno che riportasse certa gente alla realtà della vita, ma è un peccato perché sarebbe bastato meno snobismo in certi passaggi, più umiltà in certi altri e gli insegnamenti comunque giusti e utili che si possono trarre da questa lettura avrebbero potuto raggiungere molte più persone senza indisporre.
Titolo che evoca un nuovo inizio (dentro/fuori): Da adesso in poi.
Tu, come Leonard (il protagonista), portandoti dietro il tuo bagaglio personale, affronti un viaggio molto particolare alla fine del quale ti troverai ad un nuovo punto di partenza. Immagina cosa potresti fare se Leonard ad ogni tappa (dentro/fuori) ti mostrasse i passi da percorrere per lasciarti alle spalle ciò che ti rallenta, immagina cosa potresti fare se ti mostrasse come alleggerire il tuo bagaglio lasciandolo pieno e immagina cosa potresti fare se ti aiutasse a prendere la direzione giusta verso un futuro in linea con le tue aspettative (dentro/fuori). Sarebbe bello, vero ?
Un romanzo di vita, un monito e tanti viaggi. Un romanzo per cambiare ma soprattutto per ricordarti di splendere. Duro, intenso e di insegnamenti. Borzacchiello è il maestro della magia delle parole!
Interessante e ricco di spunti, a volte il protagonista mi risulta un tantino irritante ma prendendo ciò che mi risuona e lasciando il resto ho trovato l'ascolto (su Audible, ottima voce narrante) piacevole e stimolante.
Forse il più frammentario della saga di Leonard Want ma anche il più intenso e (per ovvi motivi) sentito. Mi sono commosso parecchie volte e ho imparato cose nuove. Come sempre, grazie infine Paolo e speriamo tutti che tu possa continuare per tantissimo tempo a insegnarci come pensare.
Molto carino, da leggere come un testo motivazionale per riflettere sul senso delle nostre azioni. Essendo sotto forma di romanzo l'ho apprezzato molto, semplice ma efficace. Un po' rigido forse nel pensiero e nel giudizio, non mi sono ritrovata proprio su tutto, ma sicuramente spinge a riflettere.
un tantino megalomane il parallelismo con la Divina Commedia e il dialogo con Dio. Bello, invece, che Dio sia stato impersonato da una donna. Un pochino banale e di facile lettura, offre spunti di riflessione e di autocritica.
Per un’accanita lettrice di Borzachiello a tratti risulta ripetitivo, ma interessante e coinvolgente come tutti i racconti di Leonard. Certo che il valore vero lo hanno i messaggi che contiene al suo interno e che ti “martellano” nella testa anche a libro chiuso.
Imbarazzante. Mi sembra uno dei libri di Fabio Volo. Una catena di banalità. Rimpiango il tempo perso a leggerlo. L'autore se la crede fin troppo. Potrebbe essere stato assemblato con IA.
Un romanzo geniale che fa pensare sulla fugacità della vita e sull'importanza di viverla a pieno senza rimorsi, senza ledere i propri valori nel rispetto altrui.
Libro che contiene critica sociale, un viaggio negli inferi di un profiler al quale viene diagnosticato un tumore. Come stiamo vivendo? Come gestiamo le nostre relazioni e il nostro tempo? "Le cose capitano, non dobbiamo permettere che capitino invano"