Cronaca superficiale spacciata come verità storica.
I problemi iniziano dell'editore (dipendente dal quotidiano di cui Travaglio è direttore), dall'assenza di bibliografia e fonti trasparenti e dall'introduzione. Da storico, è impossibile ignorare i vizi del metodo di ricerca e di comunicazione.
Dalle prime pagine, l'autore elenca in modo ripetitivo e didascalico tutto ciò che "ci hanno raccontato" su un evento già complesso per conto suo. Accosta di tutto e di più per fabbricare una opposizione ingenua, "occidentale", russofoba e fissata sull'Ucraina. Professa l'oggettività ma crea subito una opposizione bianco-nero. Vuole dipingere tutti come lupi cattivi, ma si finge controinformazione a discapito di ogni voce "occidentale" bevendosi nel frattempo la propaganda russa così com'è, senza verifiche. Colpevoli ignoti "ci hanno raccontato" una realtà distorta, ma Travaglio non fa nomi e neanche rivendica un ruolo del Fatto quotidiano nel coprire il conflitto prima del 2022. In assenza di un archivio online pari a Sole24ore o Repubblica, è laborioso verificare se il Fatto è davvero diverso dagli altri media.
Accusare l'indifferenza verso altri conflitti, poi, è retorica raccapricciante e ipocrita. Un giornalista sa benissimo perché fa più notizia una guerra "vicina" rispetto a una lontana. Non mi pare neanche che il governo Putin abbia mai difeso Gaza contro Israele o altri popoli oppressi al pari del Donbas. Al contrario, in "occidente", l'opinione pubblica e i politici tendono a mostrare più sensibilità.
Per il resto, la ricostruzione è molto superficiale, inseparabile dal giudizio politico dell'autore e poco verificabile. Dato il taglio del libro è ovvio che non sia scientifico, tuttavia pretende di fornire tutta la verità necessaria per capire gli eventi. Ci sono pagine di Wikipedia e documentari su YouTube, gratuiti, con più profondità, precisione e trasparenza.
Si tratta dell'ennesimo tentativo di vendere la cronaca come ricostruzione storica, con tutti i vizi retorici e di metodo dell'informazione rapida e poco ragionata. Più che avviare una discussione, la guida verso la conclusione dell'autore, che usa la propria fama e una pretesa di neutralità per vendere.