La frammentazione del Caucaso in numerose entità, dopo il collasso dell'Unione sovietica, è solo l'ennesimo (e di certo non ultimo) capitolo della storia di questa specialissima regione posta tra il Mar Nero e il Mar Caspio. Eccoci tra Cecenia, Georgia, Inguscezia, Ossezia, Abcasia, Agiaria, Cabardino-Balcaria, Karačaj-Circassia e altri territori più o meno riconosciuti. Da secoli vari popoli, lingue, tradizioni, storie, mitologie e culture vivono in questo lembo di terra e Górecki è probabilmente uno dei massimi esperti di quella che è una galassia in continuo movimento, che esce ed entra nella storia, ne raccoglie tensioni e, allo stesso tempo, ne resta indifferente. Una vita di studi e viaggi, quella del reporter polacco, raccontata in una trilogia caucasica che si apre con il primo volume Pianeta Caucaso, riproposto a vent'anni dalla sua uscita in patria. Nulla del suo fascino e della sua capacità di offrirci gli stimoli e gli strumenti necessari per comprendere questa parte di mondo, sempre più centrale nelle dinamiche internazionali, è andato perso. Un universo di storie da cui non è facile staccarsi.
Wojciech Górecki, ur. w 1970 roku w Łodzi. Zadebiutował w 1986 roku na łamach "Sztandaru Młodych". Współpracował m.in. z "Gazetą Wyborczą", "Życiem Warszawy", "Rzeczpospolitą", "Więzią", "Res Publicą Nową" i "Tygodnikiem Powszechnym". Członek zespołu redakcyjnego "Tygla Kultury", stały współpracownik "Nowej Europy Wschodniej". Współautor filmu dokumentalnego Boskość Stalina w świetle najnowszych badań (TVP 1998). Autor książek: Łódź przeżyła katharsis (1998), Planeta Kaukaz (2002), La terra del vello d'oro. Viaggi in Georgia (2009) oraz Toast za przodków (2010). Tłumaczony na język włoski, uhonorowany Nagrodą Giuseppe Mazzottiego. W latach 2002–2007 pierwszy sekretarz, a następnie radca w Ambasadzie RP w Baku. Był ekspertem misji UE badającej okoliczności wojny w Gruzji w 2008 roku. Pracuje w Ośrodku Studiów Wschodnich im. Marka Karpia, członek zarządu Fundacji Solidarności Międzynarodowej. W 2011 roku był finalistą Nagrody im. Ryszarda Kapuścińskiego oraz został nominowany do nagrody Nike 2011.
Górecki è sempre più sorprendente, sebbene abbia trovato faticoso il suo modo di comporre il racconto (la cronaca? l'indagine antropologica? Tutte queste cose insieme, forse) che ho appena concluso e che mi lascia con l'impressione di capire ancora meno di questa autentica GALASSIA, parte dell'ex impero sovietico ed oggi della Russia. Stupisce la sua pratica di luoghi così remoti e _in qualche maniera_ ancestrali, completamente fuori dalla nostra percezione "ordinaria" del presente. Più di un reportage di viaggio, comunque.
Più che un pianeta, una costellazione rapsodica di episodi, storie sovranazionali (e sicuramente sovrastatali) e aneddoti che convergono verso un universo il cui destino è un perpetuo rimescolamento degli assi geografici e culturali di decine di popoli ed etnie diverse.
Ottimo libro per chi, come me, conosce poco l'area e vuole approfondirla attraverso curiosità, testimonianze e brevi excursus storici. Non è adatto a chi cerca qualcosa di esaustivo, perché, parlando di aree così complesse e così ricche, Górecki si limita ad abbozzare un'immagine generale, seppur comunque d'impatto. Mi è piaciuto il fatto che Górecki non si sia limitato a snocciolare eventi e personaggi, ma che l'abbia fatto attraverso le testimonianze degli abitanti delle repubbliche, operazione che ha due risvolti: da un lato si colora necessariamente di opinionismo, dall'altro restituisce efficacemente il sentimento locale. Ogni capitolo si articola attraverso le parole di un personaggio locale principale, di solito un intellettuale o qualcuno coinvolto nella vita politica della regione, ma non sempre, e attraverso rimandi all'esperienza personale dello scrittore. Il capitolo sull'esperienza extraterrestre vissuta dal presidente della Calmucchia resta il più spassoso. Penso, dopo aver riportato la mia copia in biblioteca, ne comprerò una da tenere in libreria.