"Primordiale bellezza" è il racconto della straordinaria vita di Carla Badiali, pioniera dell'Astrattismo italiano, dall'indole mite e ostinata, che sosteneva di non aver fatto la Resistenza ma solo "resistenza". Dalle serate in compagnia di astrattisti e razionalisti, in una Como fucina d’arte e modernità, alla lacerante esperienza di Mauthausen che sconvolse la sua famiglia, tra i grandi cambiamenti e le fratture che hanno segnato il Novecento, Carla Badiali dedicò la sua esistenza alla ricerca di una bellezza aurorale, primigenia, persino dove l’orrore prende il sopravvento.
Una storia ricostruita con minuzia e incisività. Lo scenario corale, resistenziale e artistico, ricostruisce il percorso d'un secolo, con i suoi laceranti eventi epocali e, attorno, la storia minuta, intima. Particolarmente intense le pagine dedicate al dopoguerra e al processo di ricostruzione individuale e collettivo. Carla Badiali ne emerge come una figura conflittuale e, per questo, profondamente umana.
Nata all'inizio del '900 a Novedrate, Carla Badiali è stata pioniera e una delle più importanti esponenti dell'astrattismo di Como, oltre che un'impavida partigiana. La sua lotta contro il fascismo, contro il nero che voleva ricoprire ogni cosa, non era visibile soltanto nei suoi quadri, ma in ogni aspetto della sua vita.
Valcepina, con un linguaggio estremamente evocativo, carico di forme spigolose e delicate, colori caldi e scuri, di consistenze ruvide come il vento invernale che graffia la pelle e morbide come la seta più pregiata, ci racconta la storia di una donna dalla quale è impossibile non essere conquistati.
Una vita tra ombre e luci, non solo nei quadri e nei tessuti, ma nella lotta segreta che portava avanti per aiutare la Resistenza, e quella alla luce del sole per rivendicare la propria libertà, i propri diritti, sé stessa di fronte al mondo intero. Tra riunioni clandestine e gruppi armati, astrattisti e combattenti, l'arte come balsamo per l'anima e l'inarrestabilità della modernità che trascina con sé tutto ciò che è vita, che è vivo, che è in grado di mutare ed è disposto a farlo, ci muoviamo in una Como vibrante e pronta a risollevare la testa, senza arrendersi mai.
Non posso assolutamente definirmi amante dell'astrattismo, ma credo fermamente nella potenza dell'arte, in qualunque forma decida di esprimersi. E se l'arte è accompagnata da una lotta vera e propria contro l'oppressione, va da sé che Badiali schizza in cima alla lista delle grandi figure del nostro paese (che D'Annunzio spostati proprio).
Una storia individuale e corale molto intensa che si snoda nel Novecento senza retorica, con un affondo nelle questioni più laceranti: la dittatura, la clandestinità, la deportazione. Il Dopoguerra è raffigurato in tutte le sue devastanti disillusioni. Ottima lettura.
Questa biografia racconta di una donna, un'artista che ha lasciato le sue opere come impronte del suo speciale cammino. La preziosità di questo racconto è la ricchezza di particolari, dettagli, riferimenti che danno profondità e spessore agli eventi narrati e concretezza ai protagonisti emozionando il lettore. Ci si sente trasportati nel (recente) passato in una maniera così intensa che la drammaticità e l'orrore proiettano una luce spaventosa sul nostro presente. Ma le vite votate all'arte e al bello, nonostante tutto o proprio in virtù del tutto, ci testimoniano che la speranza per un futuro in mondo giusto, libero e pacifico è necessaria e doverosa ("Come possono pensare che arte ed etica siano due cose distinte?").