Il cibo, le cose che mangiamo, come le mangiamo, sono l’argomento di questo numero di COSE Spiegate bene: accanto alle attenzioni per la «cucina» e per tutto il suo indotto culturale e commerciale, è cresciuta anche l’importanza che diamo a quello che cuciniamo, o che consumiamo senza bisogno di cucinarlo, per la sua origine e per vari passaggi che precedono la sua digestione. Un interesse legato a ragioni di salute, di mercato, o di semplice desiderio di conoscenza. A questo desiderio prova a rispondere anche questa volta COSE Spiegate bene, raccontando il reale valore delle calorie, le ragioni della schizzinosità dei bambini, il dibattito sulla carne sintetica e i disturbi alimentari. E chiedendosi se sia ammirevole o disdicevole che certe coppie ordinino le stesse cose al ristorante. Ma ancora più concretamente parliamo del prezzemolo e dei pompelmi, dell’allarmante olio di palma, del colore del burro e di come parlano gli chef. Anzi, «andiamo a parlarne», di queste cose. Con testi di Rosario Pellecchia, Anna Prandoni, Caterina Zanzi e della redazione del Post. A cura del Post e di Nicola Sofri. Illustrazioni di Pavel Popov.
Nato a Massa, cresciuto a Pisa, dove ha frequentato molte facoltà senza profitto, vive a Roma da più di 25 anni. Ha lavorato in libreria, e adesso si occupa di produzione televisiva e cinematografica. Le prime pagine del Post lo fanno svegliare presto la mattina.
Sto leggendo tutti i volumi della serie “Cose spiegate bene” de Il Post/Iperborea e ogni volta li trovo interessanti, stimolanti e ben costruiti. Sono uno strumento per scoprire e imparare cose nuove, anche su temi che magari pensiamo di conoscere già. Il grande merito di questa collana, secondo me, è proprio questo: riuscire a rendere accessibili e coinvolgenti argomenti complessi, offrendo spunti utili per eventuali approfondimenti.
Il dodicesimo volume, dedicato al cibo, si confronta con un tema che mette d’accordo tutti – perché il cibo ci riguarda, ci appassiona, ci unisce – ma che è anche, inevitabilmente, vastissimo. Parlare di “quello che mangiamo” vuol dire toccare aspetti culturali, economici, scientifici, ambientali, sociali… e farlo in modo esaustivo sarebbe una sfida per chiunque, figuriamoci per un libro pensato per introdurre e orientare.
Ho letto diverse critiche su questo numero, considerato da alcuni come il meno riuscito della serie, proprio perché ritenuto troppo superficiale rispetto alla complessità del tema. Personalmente, non ho notato grandi scostamenti rispetto agli altri volumi: anche qui ritrovo lo stile chiaro, i contenuti ben curati, le domande giuste. Forse l’“inganno” sta nel fatto che il cibo è un argomento che conosciamo già, almeno in parte, e quindi può sembrare che ci venga detto qualcosa che sappiamo… ma è davvero così?
Il valore di questa lettura, secondo me, resta intatto: non vuole essere un saggio accademico, né un'enciclopedia del cibo. È un punto di partenza, non di arrivo. Come sempre, è una mappa per orientarsi, capire meglio, e magari decidere dove scavare più a fondo. E questo, a mio avviso, resta un obiettivo centrato.
Ho comprato tre libri di questa “serie”, sulla forza del nome “Il post”. Uno era un regalo, ma gli altri due erano per me. Ho cominciato da questo per curiosità, passione, etc. Ammetto di essere abbastanza delusa, raccogliere tanti articoli in un unico volume non fa di questo un saggio e personalmente non mi ha spiegato bene nulla. Alcuni articoli per altro erano anche “riciclati” (nel senso di già pubblicati…). Non è certo un dramma, ma la ciliegina sulla torta per rimanere in tema…
Non so, ma la mia idea di testo di approfondimento è un altro. È vero che i tanti articoli hanno toccato tanti argomenti ma un saggio per me non è una coperta. O meglio se questo vuole essere un quilt (o mosaico) non si vede minimamente l’immagine che forma, è più un monocolore fatto di quadrotti come le coperte delle nonne... Caldo, pieno di ricordi, ma se cercavi una trapunta è altro…
È vero che il filo conduttore è il cibo, forse è troppo ampio come argomento per poter essere trattato in questo modo. Non credo che acquisterò altri libri di questa serie e - temo - neanche altri libri sponsorizzati Il post. Mi limiterò ai podcast, su cui sono grandi.
Sempre, SEMPRE, S-E-M-P-R-E una certezza. Le Cose Spiegate Bene del Post mi fanno incuriosire riguardo agli argomenti più improbabili. Questo volume parla di cibo, o più in generale anche di tutto ciò che ha a che fare col cibo: strumenti per cucinare, cibo da tutto il mondo, DCA, ingredienti, caramelle e chi più ne ha più ne metta. Ho ancora due volumi in libreria da recuperare prima di dover attendere il prossimo, grazie al cielo.
"Quello che mangiamo" pubblicato nel 2024 e il 12° libro della collana "Cose spiegate bene" realizzata da "Il Post" e pubblicata da Iperborea.
Di cosa parla? Si tratta di un saggio sul cibo. All'interno troviamo diversi articoli sulle cose che mangiamo e come le mangiamo, partendo dall'abitudine di fare colazione, pranzo e cena, per approfondire la storia degli orsetti gommosi, dell'ormai onnipresente avocado; e ancora tutte le risposte ai nostri dubbi sui pesci che mangiamo, un'enciclopedia dedicata alle patatine; ma anche articoli che trattano l'influenza del cibo sulla crisi climatica e temi sempre più diffusi come mangiare gli insetti ed evitare il glutine. Con i contributi di Dario Bressanini, Rosario Pellecchia, Anna Prandoni, Caterina Zanzi e le illustrazioni di Pavel Popov.
Perché leggerlo? Perché vuoi saperne di più sul ciò che mangiamo e cuciniamo e apprezzi lo stile de Il Post.
Una frase «L’argomento di questo numero di COSE Spiegate bene è il nostro nutrirci, reso necessario da ragioni di funzionamento della macchina pazzesca che siamo, e perfezionato nei secoli da altrettanto complessi meccanismi commerciali. Mangiare ha creato enormi economie, e quelle economie hanno cambiato i modi in cui mangiamo, e ciò che mangiamo.»
Ero curiosa di leggere uno di questi volumi frutto della collaborazione tra Iperborea e Il Post, e se da un lato è stato carino ritrovarsi per le mani un libro in stile 'The Passenger", dall'altro invece sono rimasta molto delusa dal taglio editoriale. Si tratta di articoli veramente brevissimi e poco approfonditi, in media di due paginette ciascuno, che danno uno sguardo abbastanza superficiale su argomenti legati al cibo, anche se curiosamente più di uno tratta lo stesso argomento.
Avere questa carrellata veloce e sbrigativa dell'equivalente di un post sui social, ma su carta stampata colorata, non mi ha conquistata, speravo di trovare una selezione più ridotta ma più bilanciata di approfondimenti.
Piccolo saggio sul cibo. Mi permetto di definirlo piccolo perché praticamente spiega bene tanti concetti ma lo fa in modo un pochino superficiale, secondo me. Questo libro può essere un punto di partenza per chi desidera sapere cose, ma non si può considerare di leggere questo libro e pretendere di capire tutto. Forse perché l'argomento cibo è talmente vasto, talmente ampio, talmente infinito, che dopo aver letto queste pagine so forse qualcosina più di prima, ma nulla più. Troppe nozioni appena accennate, troppe spiegazioni che già sappiamo. Scritto bene comunque, lo consiglio a chi vuol iniziare a farsi un'idea di quel che mangiamo, senza aspettarsi troppo.
Meh. Finora, il libro della collana "Cose spiegate bene" che ho trovato meno interessante. L'argomento è forse troppo ampio per essere "spiegato bene" in relativamente poche pagine. Il risultato è un'accozzaglia poco coesa di articoli/riflessioni (alcuni più interessanti, altri, dal mio punto di vista, meno) sugli argomenti più disparati concernenti "il cibo". Rimane una lettura, nel complesso, abbastanza interessante.
Di quelli che ho letto, probabilmente è il "Cose" più debole e meno riuscito.
I due spazi dedicati a Fondazione Lete e Iperborea sono stati abbastanza futili e sterili. E il capitolo scritto da Arianna Prandoni ricordo mi abbia provocato una certa irritazione per il contenuto e l'impostazione.
In compenso, avrei dedicato qualche pagina in più all'ottimo capitolo sui disturbi alimentari o a quello sulle ricette.
Mooolto carino; temi interessanti e informazioni prima sconosciute. La valutazione sale per l’impostazione alla lettura: piccole pillole, poche pagine per parlare in modo globale di un x argomento.
I capitoli sono come dei pistacchi (quelli veri, da sgusciare): uno tira l’altro.
Stile molto semplice. Per le immagini potevano impegnarsi un po’ di più.
Mangio e preparo per sopra vivere, rimanere in vita e, alla vita, cercare di andarci anche un po' si, e provare a fare rimanere per sempre vicine le persone che amo. Ogni tanto provo a replicare ricette del mio passato, soprendendomi di come, pur seguendo la ricetta alla lettera, non mi vengano mai buone come quelle di chi le aveva preparate per me.
Meno ispirato e meno interessante degli altri della serie, specialmente nella prima metà del volume dove gli argomenti trattati mi sono sembrati molto generici e soprattutto molto meno approfonditi rispetto allo standard a cui ci hanno abituati.
Un interessante collage di articoli sul tema dell'alimentazione e del cibo. Alcune pagine descrivono fatti a me noti, altre invece si sono rivelate delle piacevoli scoperte. Nel complesso vale la pena leggerlo per conoscere meglio ciò che portiamo in tavola.
Di sicuro tutto spiegato bene, ma per chi è un minimo appassionato di cibo, non ci sarà assolutamente niente di nuovo. Il format non mi dispiace, un po' come leggere il giornale la mattina, ma alcuni articoli sono decisamente più interessanti di altri.
Interessante e ricco di spunti, ma meno rispetto agli altri ottimi libri della collana. Ho assolutamente detestato il capitolo sulle calorie, in particolare il desiderio di complicare un meccanismo semplice e con ricca letteratura scientifica a supporto quale la restrizione calorica.
Sempre delle belle scoperte, ogni numero si impara qualcosa di nuovo con termini semplici ma non banali. Sono rimasta anche positivamente colpita dal racconto del riso in Italia, una storia poco conosciuta.
gli argomenti scelti sono trattati, come nello stile della collana Cose spiegate bene, in poche pagine. non si può quindi pretendere una spiegazione esaustiva e completa, ma diciamo un ottimo riassunto con tante curiosità ed informazioni. ben fatto
Uno dei volumi più interessanti, secondo me. Non so cos'altro dire, sono raccolte di articoli intorno a un tema, non c'è questo gran infittirsi di trama.
Sul cibo c'è tanto, tanto da dire in tutte le salse. Questo libro riesce a coprire alcuni fondamenti di questo tema con competenza, garbo, e giusto un paio di ricettine base-base in croce. Non ha pretesa di essere un omnibus sul cibo e la sua storia, ma dice quel che serve per non restare ignoranti.