Nella mia scelta delle letture la bussola che mi guida è la ricerca dell’originalità: idee mai sentite, mondi nuovi, poteri bizzarri… Ma non dimentico che se l’originalità è per me un grande punto di forza anche il raccontare una storia dalle premesse meno stupefacenti ma farlo riuscendo a dire qualcosa di nuovo e di memorabile è un’impresa ancora più difficile, e quando mi imbatto in una storia così, come lettore rimango ancora più soddisfatto. È proprio questo che ho trovato in MoonScythe, romanzo la cui presentazione relativamente sobria (un dark fantasy che parla di una guerra contro le sirene cattivissime ammirabili sulla copertina) nasconde tanto di più… A partire dalla primissima pagina, ragion per cui suggerisco di iniziare la lettura con il minor numero possibile di spoiler, di cui sarò abbastanza avaro anche in questo commento.
L’autrice ha dichiarato di preferire i romanzi “asciutti” e MS sicuramente lo è, con le sue meno di 300 pagine, ma se le vicende sono raccontate nei loro snodi più essenziali la prosa è tutt’altro che asciutta e risulta sempre ricca e suggestiva, pregna senza mai scadere nell’ampollosità o nell’artificiosità, capace di descrivere tanto scene di brutalità quanto momenti d’amore con una scelta di parole sempre azzeccata.
La lunga, molto lunga lista di trigger warning non sta lì tanto per fare scena ed ero dunque preparato a un romanzo molto crudo e a tratti disturbante, aggettivi che ben si addicono a MS, ma non si dovrebbe scrivere una storia che racconta di personaggi che lottano, si ribellano e combattono contro il destino per conquistarsi una vita migliore in un mondo colmo di oscurità senza mai mostrare spiragli di luce, e infatti nelle pagine di questo romanzo ci sono anche, ben dosati, momenti di calore, di bontà e di umanità. I personaggi stessi, in un panorama narrativo affollato di “morally grey characters” che spesso non sono altro che edgelord o grandissimi stronzi debolmente giustificati da un passato tragico, mostrano di sé tanto i lati più illuminati quanto quelli più ombrosi. Donovan, Rory, Aconito e tutti gli altri sono il cardine di questa storia e l’autrice riesce nella notevole impresa di dar vita a personaggi che, pur essendo inseribili in determinate categorie ben note agli amanti del genere fantasy (Rory su tutti), risultano tutti, tanto i principali quanti i comprimari, che abbiano un POV o meno, sfaccettati e realistici come persone vere, il che è un risultato ancora più notevole considerando il relativamente scarso numero di pagine che abbiamo a disposizione per conoscerli.
La narrazione si sviluppa su più piani temporali che inevitabilmente vanno a intrecciarsi, ma non tutti procedono con lo stesso ritmo: se la storia di Rory è a tutti gli effetti la più classica (immaginatelo scritto tra un numero incalcolabile di virgolette) delle origin story dell’eroina fantasy, quella di Aconito reggerebbe da sola un intero romanzo ma ce ne vengono mostrati solo i punti salienti, mentre di Donovan si potrebbe dire che ripercorriamo l’intera vita, salvo che poi gli vengono presentate non una ma ben due possibilità di scriversene una nuova. Questo conferisce a MS un sapore tutto particolare: è un inizio per alcuni, forse l’inizio della fine per altri, un nuovo inizio per altri ancora… Di sicuro non si tratta di un romanzo che si fa incasellare facilmente o che si piega alle meccaniche della narrativa fantasy contemporanea, ma trova una strada tutta sua e la percorre con sicurezza (si potrebbe quasi fare un riferimento al title drop).
Altra nota di merito, l’edizione fisica del romanzo è molto ben curata, con pagine dalla texture specifica che aiutano a districarsi tra i vari POV e piani temporali e ritratti dei personaggi che avevo già apprezzato sul profilo Ig dell’autrice ma che a tutta pagina fanno la loro gran figura.
MoonScythe è un primo volume di due e se di solito al termine di un primo volume ci si trova ad aspettare il successivo per sapere come va avanti la storia, in questo caso a questo aspetto per me si è aggiunta la sensazione di essere stato strappato troppo presto da questo mondo e dalle vite di questi personaggi e non vedo l’ora di ritornarci per poter passare un altro po’ di tempo con loro, sperando che al prossimo giro oltre a me l’autrice riservi un po’ più di gioie anche a loro.